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Venerdì, 18 Ottobre 2019
 ginnasticando.it

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Oro, argento e bronzo, high tech e a basso impatto ambientale.

Queste le parole chiave delle prossime medaglie olimpiche che adorneranno i futuri campioni olimpici di Tokyo 2020.

A un anno di distanza dai prossimi Giochi Olimpici, i XXXII della competizione ed a più di un secolo da quell'aprile del 1896 che vide la prima edizione dell'era moderna, ecco svelato il tris di medaglie.

Come da ufficialità sulla fronte della medaglia troviamo il logo dell'edizione dei Giochi, mentre sul retro impressa la dea Nike della vittoria greca, simbolo e portafortuna delle competizione “colei che mette un mano sul capo e guida la mano degli atleti meritevoli di trionfo”.

I materiali utilizzati di metallo pieno invece sono stati ricavati dagli scarti del settore hig-tech come pc, smartphone e tablet, scelta non solo politically-correct ma completamente in linea con l'environment in direzione di sostenibilità che ha investito il mondo politico ed economico negli ultimi anni; basti pensare al ruolo assunto da Greta Thunberg, alle politiche su riscaldamento globale ed inquinamento ambientali di oceani e non. 

Noi speriamo non sia solo un un fantoccio che brucia per distogliere lo sguardo da quelli che sono i problemi e le relative soluzioni non sempre democatriche nell'organizzazione di grandi eventi sportivi, a breve memoria basti pensare alle disinfestazioni delle favelas nell'edizione di Rio 2016, del massacro dei randagi negli Europei di calcio in Polonia e Ucraina del 2012, ed allo sfruttamento dei lavoratori per la costruzione degli impianti sportivi nell'Olimpiade di Pechino 2008.

Si apre sotto i migliori auspici questa XXXII edizione dei Giochi, che vinca il migliore e che il Mondo le sopravviva.

Continua a crescere l'entusiasmo per i prossimi Campionati del Mondo di Ginnastica Artistica Maschile e Femminile, in programma a Stoccarda dal 4 al 13 di Ottobre. 

La cittadina tedesca si prepara ad ospitare questa competizione per la terza volta, dopo le edizioni del 1989 e del 2007 presso la Hanns-Martin-Schelyer-Halle.

E' d'importanza assoluta questa 49° edizione, ultima prova qualificante per i Giochi Olimpici di Tokyo 2020, e in cui verranno strappati gli ultimi lasciapassare per gli atleti e le squadre partecipanti, oltre a quelle già inserite nel main draw.

Nella giornata di martedì 17 Luglio presso la Stuttgart's City Hall si sono svolti i sorteggi, i primi avvenuti elettronicamente, per le suddivisioni delle squadre e gli ordini di rotazioni. Alla presenza del Presidente della Federazione Tedesca di Ginnastica Alfons Hoelzi, del Vice Presidente della Federazione di Ginnastica Sveva Michael Buerkle, ai rappresentati della FIG, il Presidente della Commissione Tecnica WAG Donatella Sacchied il Presidente della Commissione Tecnica MAG Arturs Mickevics; ed in rappresentanza degli atleti la plurimedagliata Catalina Ponor, ambasciatrice ufficiale di questa edizione, il Campione Olimpico e del Mondo Fabian Hambuechen, e a portavoce della squadra Nazionale tedesca, Kim Bui eEmilie Petz.

Per le Italiane sembra un girone in apparenza facilitato ruotando assieme a Gran Bretagna in parallela, e due gruppi formati da più squadre. Dovranno attendere l'esito di tutte le rotazioni con un occhio particolare alle prove di Olanda (8°), Giappone (9°), Russia (10°) e Usa e Brasile (12°), team estremamente competitivi e da cui saranno ostico ma non impossibile riuscire a portare a casa il pass per l'edizione nipponica dei prossimi Giochi Olimpici.

Le gare si svolgeranno dalle h9:00 di sabato 5 Ottobre.

La squadra maschile, reduce dai successi in campo Junior e degli specialisti della nazionale maggiore, nonché i risultati di Nicolò Mozzato e di Marco Lodadio, inizierà la sua qualificazione al corpo libero insieme ai team di Cina Taipei, Kazakistan e tre gruppi a suddivisione mista.

L'orario di inizio è fissato per le h10:00 di domenica 6 Ottobre.

É stato presentato nella giornata di ieri il design della torcia olimpica e paralimpica dei prossimi giochi di Tokyo 2020.

Il tema centrale della torcia, ricoperta interamente di oro rosa, è ispirato alla fioritura dei fiori di ciliegio, suggerito anche dai disegni dei bambini di Fukushima, località simbolo del terremoto del 2011.

La torcia, progettata dal designer nipponico Tokujin Yoshioka, ha la forma di un fiore di ciliegio con cinque petali simboleggianti i cinque cerchi olimpici e un peso di 1.2 chilogrammi ed un’altezza di 71 centimetri.

Il viaggio della fiamma olimpica comincerà il 20 Marzo del prossimo anno, dopo la cerimonia di accensione ad Olimpia; vedrà coinvolte le 46 prefetture cominciando da Fukushima, città simbolo del tragico terremoto e maremoto che ha colpito duramente il paese l’11 Marzo 2011.

Mancheranno qualcosa come un anno e mezzo alle Olimpiadi di Tokyo 2020, ma a fare notizia in questi giorni è una svolta alquanto curiosa: le medaglie dei prossimi giochi olimpici e paralimpici saranno fatte di rifiuti elettronici.

Nel 2017, è stato istituito un progetto di sostenibilità ambientale, che ha visto coinvolti in modo attivo i cittadini della capitale giapponese, invitati a riporre i vecchi apparecchi elettronici come cellulari e tablet in appositi contenitori, con l’obiettivo di raccogliere 30.3 chilogrammi di oro, 4.100 chilogrammi d’argento e 2.700 chilogrammi di bronzo.

A Giugno dello scorso anno, é stato raggiunto l’obiettivo per le medaglie di bronzo, mentre per l’oro e l’argento la procedura è a buon punto, in quanto sono stati raccolti rispettivamente 28.4 e 3.500 chilogrammi.

Non è la prima volta che le medaglie olimpiche vengono fatte con materiale riciclato: alle Olimpiadi Invernali di Vancouver 2010, i riconoscimenti per i migliori tre classificati erano stati prodotti con una serie di leghe ottenute dal riciclo di vecchi apparecchi tecnologici fuori uso.

Ma le medaglie non saranno l’unico lato “green” della manifestazione a cinque cerchi: durante i Giochi verranno introdotti degli autobus a idrogeno e tutte le strutture sportive saranno localizzate nell’arco di 8 chilometri dal villaggio olimpico.

A margine dell'ultima giornata dedicata alla serie A di ritmica vinta dalla S.G. Fabriano, abbiamo avuto il piacere di fare una simpatica chiaccherata con la ginnasta olimpica Salome Pazhava e del team Pontevecchio Bologna sua seconda famiglia e già da subito ringraziamo l'interprete Alexandra Gerasimova per l'aiuto dato nella traduzione delle domande. 

Salome intanto mi complimento per la tua prestazione di oggi che ti ha permesso di essere la prima nella specialità delle clavette. L'esibizione ha veramente colpito positivamente anche la giuria ma a questo punto ti chiedo quanto influisce nell'eseguire l'esercizio al meglio la preparazione mentale ovvero quanto ti ha aiutato gestire il proprio stato d'animo prima, durante e dopo l'esecuzione.

"Grazie intanto per darmi la possibilità di ringraziare le mie compagne della Pontevecchio Bologna che sono per me più che atlete autentiche sorelle protagoniste con me di tante belle gare oltre a tutte le allenatrici che ogni giorno ci aiutano a crescere.

Tornando alla tua domanda dico che è davvero importante essere preparati non solo con una buona tecnica ma anche avere avuto la possibiltà di lavorare e formare il proprio interiore ...il proprio spirito. Infatti non basta soltanto essere brave in tecnica."

In passato tu hai avuto due infortuni che hanno rallentato e creato non pochi problemi alla tua carriera eppure hai sempre ricominciato più forte di prima...Quindi se ho ben compreso oltre che alla palestra ti sei allenata anche nel tuo animo facendo dell'evento negativo una ragione positiva e propositiva da sviluppare...

"Esatto! E' bello essere pronte a sfide sempre più grandi di noi ma è altrettanto bello superarle sapendo di averle gestite al meglio."

Siamo ormai alla conclusione del 2018 e l'anno prossimo sappiamo tutti che è quello dei test event verso Tokyo2020...

"(sorride) E' vero e ci tengo a dire che sento una grande responsabilità ma non solo verso il mio Paese ma anche verso le stesse mie amiche di squadra che giorno dopo giorno non si risparmiano a incoraggiarmi. Sono molto determinata e responsabilizzata al punto che farò tutto il possibile per non deludere chi mi vuole bene!"

A questo punto le fanno eco Laura Specchiulli compagna di squadra di Salome e Anna Bentivogli responsabile della Pontevecchio ritmica Bologna che aggiungono

" Noi abbiamo capito che non serve dispiacersi o peggio ancora provare una profonda delusione quando non si vince ma siamo, al contrario, vincenti perchè abbiamo capito quanto possa essere importante lavorare e crescere insieme dove tutti contribuiscono al risultato finale. Del resto che mondo sarebbe se tutto fosse scontato...la gioia della scoperta o del buon risultato è già di per se una grande vittoria ed è quello che tentiamo di trasmettere a chi si avvicina al nostro sport senza dimenticare che un giorno quando le più grandi smetteranno saranno capaci di affrontare le problematiche della vita al meglio".

E dopo l'intervista una bella foto di gruppo dove sono presenti l'interprete Alexandra Gerasimova, le ginnaste Laura Specchiulli, Sofia Rosa, Alessandro Granatieri (ricordiamo anche l'assente Giulia Mazzacurati), Sofia Dolcini, Chiara Ferri, Greta Evangelisti, Valentina Staffa, Sofia Sfogliaferri, Iolanda Granatieri, la responsabile del team Anna Bentivogli e naturalmente Salome Pazhava

Come annunciato dalla stessa atleta sul suo account Instagram, è in vendita sul sito americano di Barbie la versione "Gabby Douglas" della bambola più famosa del mondo.

Barbie ha voluto omaggiare la tre volte campionessa olimpica con un modello della linea Pop Culture, che riprende in tutto e per tutto le fattezze della Douglas, completa di tuta Nike e body d'allenamento in tema americano. 

L'azienda spiega così la sua scelta:

"Quando Gabby Douglas aveva solo tre anni, sua sorella le mostrò come fare una ruota. La ragazzina che volteggiava in casa presto diventò la prima donna di colore a vincere un titolo individuale all-around nella ginnastica. La sua forza, la sua etica del lavoro e il suo credere in sé stessa la rendono uno straordinario modello per le ragazze. La bambola Barbie di Gabby Douglas celebra i traguardi di questa motivante atleta e si guadagna il suo ruolo onorario come Barbie "Shero" [she + hero, ndr], un'atleta donna che ispira le ragazze rompendo i confini ed espandendo le possibilità per le donne nel mondo."

Ma quella della Douglas non è la prima Barbie ginnasta: anche Carlotta Ferlito, in occasione dei Barbie Awards nel 2016 ricevette una bambola con le sue fattezze. Al contrario della ginnasta americana però, la sua non è purtroppo in vendita. 

 

 

L’olimpionica Elena Naimushina, una delle più brillanti ginnaste della Nazionale sovietica di Ginnastica Artistica Femminile, è scomparsa lo scorso 14 marzo all’età di 52 anni. Nata il 19 novembre del 1964 a Krasnoyarsk, in Siberia, Naimushina fece parte della squadra dell’URSS che – dopo la deludente sconfitta subita dalle rivali romene ai Mondiali in Texas del 1979 - ottenne la medaglia d’oro ai Giochi di Mosca dell’anno seguente.

Il 1980 fu per Elena l’anno simbolo del suo successo: oltre a salire sul gradino più alto del podio olimpico, vinse il titolo della World Cup alla trave collezionando svariati premi tra Campionati e coppe sovietiche. La dinamica Naimushina era apprezzata soprattutto per la sua espressività al corpo libero, esercizio che eseguiva sulle note della folkloristica “kalinka” russa. Ritiratasi nel 1981, un anno dopo i Giochi moscoviti, si sposò ed ebbe tre figli. Tempo dopo tornò a gareggiare nella Dynamo All Stars dell’amico olimpionico Mikhail Voronin.

Fonte: FIG/FGI

Era il 1972 e in piena Guerra Fredda, a fine agosto, a Monaco di Baviera si tennero le Olimpiadi estive. Questa edizione fu un importante ponte tra l'Unione Sovietica, Germania dell'Est e Occidente, diventata poi famosa nella storia per il cosiddetto "Massacro di Monaco", in cui alcuni membri di un'organizzazione palestinese irruppero negli alloggi di atleti israeliani uccidendone 11.

Alcuni giorni prima di quel terribile fatto, una ragazzina bielorussa di 17 anni alta 150 cm divenne l'idolo del pubblico. Il suo nome è Olga Korbut e fu la pioniera del mito "ginnaste bambine", dato che fino all'edizione precedente le ginnaste vincenti erano per lo più maggiorenni. In quell'occasione, la Korbut vinse tre ori e un argento.

Olga partecipò anche nell'edizione successiva, ovvero Montreal '76. Lì, la ginnasta sovietica ormai ventunenne venne sopraffatta da un'altra "ginnasta bambina", Nadia Comaneci che all'epoca aveva 14 anni, pur riuscendo a vincere l'oro a squadre e l'argento alla trave. Si ritirò dalle competizioni nel 1977.

Ora quelle medaglie, meno una che è stata rubata anni fa, e altri cimeli sono stati messi all'asta e venduti dalla stessa Korbut. Il motivo sembra essere quello di una situazione finanziaria precaria, anche se l'ex ginnasta si è affrettata subito a smentire. Oltre alle medaglie olimpiche, la Korbut ha venduto anche medaglie vinte ai Campionati Nazionali sovietici, il body indossato a Monaco e il premio BBC Sport Personality of the Year 1972. I preziosi ricordi hanno fruttato ben 333.500$.

Dopo il disastro alla centrale di Chernobyl e la disgregazione dell'Unione Sovietica, Olga Korbut e la sua famiglia decisero di trasferirsi negli Stati Uniti nel 1991, dove iniziò ad allenare e divenne cittadina naturalizzata nel 2000.

Pur emigrando, negli anni la situazione della Korbut non è stata delle migliori. Sempre nel 2000 divorziò dal marito, e un paio di anni dopo venne arrestata per un presunto furto in un supermercato e le furono trovati in casa 4000$ falsi.

Guardando al passato, la Korbut però non ci sta e su Twitter ha commentato le voci sui motivi della vendita all'asta dei suoi oggetti: "Oh mio dio, un articolo russo dice che ho venduto le medaglie perché sono al verde. Non è vero! Sono felice e in salute in Arizona. Ho una vita grandiosa."

All'Associated Press, Olga ha inoltre ribadito: "Questi [cimeli, ndr] fanno parte storia delle Olimpiadi e voglio spartirli con il mondo intero. Hanno contribuito a fare la storia e questo è il modo in cui voglio condividerli con le persone."

Una decisione presa non proprio alla leggera, ma Olga non è stata l'unica: il pugile ucraino Wladimir Klitschko ha venduto la sua medaglio d'oro olimpica del 1996 per 1mln di dollari, usati per la propria fondazione che aiuta i bambini che praticano sport; o il giocatore di hockey sul ghiaccio Mark Wells, che usò i soldi della sua medaglia d'oro vinta con la squadra statunitense nel 1980 per pagarsi le cure per una malattia genetica di cui era affetto.

Come riporta il sito Rsport.ru, gli olimpionici Denys Ablyazin e Ksenia Semenova sono diventati genitori di un maschietto.

 
Entrambi classe 1992, Ablyazin e la Semenova sono si sono sposati lo scorso autunno, ma stanno insieme dal 2014.
 
Chissà se il figlio erediterà il talento dei genitori: Denys è cinque volte medaglia olimpica tra Londra e Rio, nonché medaglia d'oro al corpo libero ai mondiali del 2014; Ksenia è stata campionessa mondiale nel 2007 alle parallele e di squadra nel 2010. Alle olimpiadi di Pechino è arrivata quarta con la squadra e nell'all around. Si è infine ritirata nel 2011 e attualmente lavora come giudice e allenatrice.
 
In bocca al lupo per il futuro!

È iniziato il nuovo quadriennio che porterà alle prossime Olimpiadi di Tokyo 2020. Come sempre, il Comitato Organizzatore si prepara negli anni pubblicizzando il più grande evento sportivo mondiale, chiamando a raccolta diverse personalità dello sport e non come ambasciatori che, per la maggior parte dei casi, hanno a che fare con il Paese ospitante.

Se per Pyonchang 2018, le prossime Olimpiadi Invernali, sono state nominate ambasciatrici atlete come la pattinatrice Yuna Kim o la sciatrice americana Lindsey Vonn, come anche l'orchestra The Sejong Soloists, il Giappone non si è fatto trovare impreparato.

Chi sono quelle personalità di spicco della cultura popolare giapponese, facilmente riconoscibili nel mondo? Esatto, i protagonisti di manga, anime (cartoni animati tipici giapponesi) e videogiochi: il gatto Jibanyan della serie Yo-kai Watch, nato come videogioco e diventato manga e anime; Goku, il personaggio principale delle varie serie di Dragonball; "Cappello di Paglia" Rufy (in inglese Luffy), protagonista di One Piece; Naruto, dall'omonimo manga/anime; e ancora le Pretty Cure, Shin-Chan, AstroBoy e "la combattente che veste alla marinara" Sailor Moon.

In fondo, un'anteprima l'abbiamo avuto durante la cerimonia di chiusura di Rio 2016, con il video di presentazione (che potete vedere qui) in cui insieme agli atleti si potevano scorgere personaggi come Holly e Benji, Doraemon, Hello Kitty, Pac Man, con il Primo Ministro Shinzo Abe vestito da Super Mario.

La scelta particolare del Comitato Olimpico Giapponese potrebbe risultare insolita ma sicuramente hanno colto nel segno, facendo leva sui ricordi della nostra infanzia (e non solo). In fondo, chi più di loro riesce a rappresentare il Giappone nel mondo?

 

 

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