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Martedì, 17 Settembre 2019
 ginnasticando.it

Dopo Vera Santagata, Noemi Iezzi, Laura Vernizzi e Rachele Risaliti, la Ginnastica Ritmica tornerà a essere di nuovo protagonista di Miss Italia, il concorso di bellezza più popolare e seguito in tutto il Paese.
Questa volta tocca a Ginevra Fiore Parrini, ginnasta toscana in forza per tanti anni all’Etruria Prato ed ex-individualista della nazionale italiana di Ritmica, con la quale ha disputato a livello internazionale, anche un Campionato Europeo individuale da Junior nel 2014 e un test-event per le Olimpiadi Giovanili di quell’anno.

Classe 1999, Ginevra ha partecipato a numerose competizioni individuali e per team ed è stata anche per un periodo nel centro tecnico di Desio. Dopo un lungo periodo di stop dovuto ad un infortunio alla schiena è tornata ad allenarsi, aiutando la sua squadra nei Campionati di Serie A nel 2018 e 2019, concludendo poi la sua carriera.

Successivamente ha deciso di intraprendere una nuova strada, fatta di passerelle e bellezza, fino ad arrivare alle selezioni regionali di Miss Italia e conquistando l’accesso alle pre-finali, previste per oggi a Mestre.

In attesa di conoscere il verdetto della giuria che potrebbe portarla alla finalissima del 6 Settembre, Ginevra ha raccontato a Ginnasticando.it la sua avventura e in nostra compagnia si è concessa a qualche bel ricordo legato alla sua carriera di ginnasta.

Dalle pedane della Ginnastica Ritmica alle passerelle dei concorsi di bellezza. Cosa ti ha portato ad affacciarti in questo mondo così visibile per una carriera diversa da quella sportiva?
Fin da piccola ho sempre voluto fare questa esperienza, grazie al fatto che mia mamma l’ha fatta da giovane, ti parlo di trent’anni fa. Però, per una ginnasta che già fa 6-7 ore di allenamento tutti i giorni non è facile e quindi ho detto: “quando finirò la mia carriera proverò” . Dopo l’infortunio di Desio e la ripresa in gara, ho deciso di fermarmi e dopo qualche anno mi sono detta: “l’ho sempre voluto fare fin da piccina, proviamo!”. Allora ho preso il coraggio, ho ripreso a fare un po’ di sport e ho affrontato questa nuova esperienza.

Sei stata dell’Etruria Prato, la stessa società di Rachele Risaliti, vincitrice di Miss Italia nel 2016. Avete avuto modo di confrontarvi su questa esperienza e se confermi questo, quali suggerimenti ti ha dato per questa avventura?
Sì, ho fatto tesoro dei consigli di Rachele. Non devo pensare solo alle fasce o a vincere, ma ad un’esperienza che mi aiuterà a “crescere” nella vita; sicuramente dovrò affrontarla in modo spensierato cercando anche di divertirmi, ma tutto può trasformarsi in un’esperienza formativa.

Della tua società ha fatto parte anche Marta Pagnini, duevolte olimpionica e capitana della squadra nazionale nel precedente ciclo olimpico. Quanto conta per te il suo esempio come ginnasta ma anche come persona?
Tanto. Marta è sempre stata un mio punto di riferimento. Fin da quando ero bambina, la mia allenatrice Olga Tishina mi ha sempre detto che per ogni problema avrei dovuto rivolgermi a Marta, cosa che ho sempre fatto. Quindi, io la vedo più come una sorella perché ci siamo sempre sentite sia per la Serie A che per gli Europei. Anche per Miss Italia le ho chiesto dei consigli su come fare le interviste o sul parlare, visto che è stata il Capitano della nazionale per quattro anni. Di conseguenza, sono contenta che, nonostante si sia conclusa la sua carriera, lei mi è sempre stata vicina e mi ha sempre dato una mano, addirittura l’ho vista qualche giorno fa e mi ha detto “Mi raccomando, i nostri consigli per Miss Toscana!”.

Parliamo di Ginnastica Ritmica: qual è stata la tua esperienza più bella che ti ha lasciato la pratica sportiva?
Gli Europei Junior del 2014. Diciamo che sono stati forse la gara più importante che ho fatto: i ricordi che ho di quella gara mi hanno aiutata ad affrontare l’università e gli esami di stato, oltre ad entrare in passerella: il momento del fare il respiro e buttare l’asciugamanino a terra è sempre rimasto!
Diciamo che in quelle sensazioni dovevi entrare calma, senza andare troppo carica altrimenti facevi solamente “figuracce”. (ride)

Dopo molte esperienze internazionali, hai avuto un periodo di stop dovuto a due infortuni e da lì ci sono voluti anni per tornare al top.
Una volta recuperato, sei tornata a gareggiare in Serie A con le tue compagne dell’Etruria Prato. Com’è stato ritornare a gareggiare a distanza di tanto tempo?
Io quest’anno l’ho fatto per divertirmi, perché ero già consapevole che la mia carriera fosse al termine, però mi piace molto rimettermi in gioco ed entrare in pedana con i miei attrezzi e i miei body. Quindi quando mi hanno chiamata per riprovare per loro, visto che quest’anno erano in difficoltà, io mi sono lanciata e sinceramente non ci ho pensato due volte.

Continui a seguire la Ginnastica Ritmica?
La Ginnastica Ritmica è sempre piaciuta e sempre mi piacerà. 

Cosa ne pensi del momento positivo che sta avendo la Ritmica italiana?
Sono contenta, anzi era l’ora che i giudici comprendessero che le nostre ginnaste valgono molto di più degli anni scorsi. Quest’anno le Junior hanno fatto passi da gigante e vedo in loro un grande futuro!

Quali sono i tuoi progetti dentro e fuori la Ginnastica?
Fuori dalla Ginnastica mi piacerebbe continuare a studiare, sono iscritta a dietistica a Pisa e mi piacerebbe fare medicina, quindi il prossimo anno riproverò il test d’ingresso: mi stavo preparando, ma a seguito degli impegni di Miss Italia non ho fatto in tempo. Così proverò a entrare a medicina, in caso contrario continuerò con dietistica, di conseguenza l’università è al primo posto.
Poi mi piacerebbe anche provare qualcosa sul mondo della moda e della televisione, e poi continuare ad allenare.

Chi è la tua ginnasta preferita di questo quadriennio?
Alexandra Agiurgiuculese.

Una ginnasta che ti ha dato tanta ispirazione per il lavoro in palestra?
Evgenia Kanaeva.

Se non avessi scelto la Ginnastica Ritmica, che sport ti sarebbe piaciuto praticare?
A me piacciono tutti gli sport. Quando facevo Ginnastica, d’estate mi mettevo a fare surf o facevo tennis o negli anni che ho smesso facevo pallavolo, quindi diciamo che mi piacciono un po’ tutti.
Però se devo dirne uno, forse avrei provato tennis o pallavolo.

Grazie Ginevra e in bocca al lupo per le tue future conquiste!

 

Ai Campionati Nazionali Assoluti abbiamo avuto il piacere di incontrare Marta Pagnini, nella Squadra Nazionale di Ginnastica Ritmica dal 2011 al 2016.
Dopo il ritiro dall’attività agonistica, avvenuto dopo le Olimpiadi di Rio 2016, per lei è cominciata una nuova, seconda vita, fatta di esperienze nazionali e internazionali vissute dall’altra parte della pedana.
Nella nostra intervista, Marta ci racconta con piacere il suo impegno per le Universiadi, e ci svela il suo punto di vista sul futuro della Ginnastica Ritmica italiana.

Marta, manca sempre di meno alle Universiadi. Vuoi raccontarci qualcosa sul tuo ruolo in preparazione a questo importante appuntamento?
Il mio è un ruolo di supporto alla nostra “Competition Manager”, che è Cristina Casentini, supervisore di tutti i lavori sulla Ginnastica. In particolar modo, sono delegata alla Ritmica, e mi occupo dell’organizzazione dell’evento dedicato alla Ginnastica Ritmica.

Quali sono state le ragioni che ti hanno spinta a metterti in gioco per questa importante occasione?
Mi è stato proposto questo ruolo dal Presidente Federale, Gherardo Tecchi. Quest’occasione l’ho colta con entusiasmo perché penso che sia un’opportunità lavorativa motivante anche dal punto di vista umano e mi riporta a respirare l’aria dei grandi eventi ai quali ho partecipato con impegno.

Intanto non sei solo impegnata nell’organizzazione di questo importante appuntamento internazionale, ma sei molto presente anche a livello federale, con la partecipazione a convegni nazionali e internazionali. Ci racconti un po’ i tuoi progetti che stai portando avanti per la Ginnastica internazionale?
Parlando della mia collaborazione con la federazione, soprattutto nell’ambito internazionale, ho il brevetto di giudice internazionale, di conseguenza mi capita di andare a valutare delle competizioni importanti all’estero, non ultimi i Giochi Olimpici Giovanili di Buenos Aires di Ottobre, che sono stati un’esperienza fantastica per me dal punto di vista formativo e per la mia carriera da giudice ma anche dal punto di vista dell’esperienza, perché ho vissuto in un ambiente unico e veramente è stato un bellissimo momento per me. Oltre a quello, ho partecipato ad un forum internazionale sulla leadership femminile e sono stata candidata tramite la federazione a parteciparvi sempre con Cristina Casentini, anche quella una bellissima esperienza.
Inoltre, sto cercando di dare il mio supporto alle attività federali che più mi competono, sono contenta di essere rimasta al fianco della federazione e voglio continuare a farlo perché la Ginnastica e la Federazione rimarranno sempre la mia famiglia.

Parlando di Olimpiadi, oggi saranno assegnate le Olimpiadi Invernali del 2026, un appuntamento molto importante dal momento che l’Italia intera è in trepidante attesa di conoscere il verdetto del CIO sulla candidatura di Milano e Cortina d’Ampezzo, di cui diversi atleti di varie discipline hanno avuto modo di appoggiare la candidatura. Da atleta olimpionica e cittadina italiana, cosa ne pensi di questa grande occasione per il nostro paese?
Penso che la candidatura per Milano e Cortina sia una cosa fantastica, mi auguro davvero che quest’evento possa andare in porto perché è importante sia per il nostro paese sia per i nostri atleti: le Olimpiadi sono sempre un valore aggiunto per un paese. Credo che le località candidate siano pronte per un evento simile, io sono assolutamente “pro” e faccio il tifo per Milano e Cortina.

Apriamo una parentesi sulla Ginnastica Ritmica nazionale: eri presente al Campionato Nazionale Assoluto e alla prima prova della gara riservata alle squadre d’insieme, andati in scena a Torino tre settimane fa. Come vedi i nuovi nomi che si stanno affacciando sulle pedane “importanti”?
Riguardo gli Assoluti di Torino è stata una bellissima gara: le nostre individualiste sono cresciute e stanno crescendo tantissimo, sono fiera del movimento individuale (parlo dell’individuale perché la squadra è affermata da anni) che nell’ultimo quadriennio è cresciuto tantissimo. Sono felicissima al riguardo, ma non voglio parlare troppo presto: quest’anno ci sono le qualificazioni per le Olimpiadi di Tokyo 2020, quindi forza ragazze... speriamo di vedervi a Tokyo!

Il mese prossimo ci sarà il primo Mondiale Junior, al quale l’Italia non intende farsi trovare impreparata: a poche settimane dall’inizio della gara, come vedi le nostre Junior?
Anche il settore Junior è molto forte, dal momento che dietro c’è un grande lavoro tecnico delle società, in particolare quello di Julieta Cantaluppi che segue sia l’individualista sia la squadra. Colgo l’occasione per far loro un grande “In bocca al lupo” e credo che ci stiamo facendo sentire in un panorama internazionale che è sempre più competitivo: l’Italia c’è sempre, con la squadra Junior e Senior, le individualiste Junior e Senior. Quindi, meglio di così non può andare, anzi sì, può sempre andare meglio, di conseguenza sono davvero felice.

Infine una domanda su Marta: quali sono i tuoi progetti per il futuro?
È difficile dire quali sono i progetti per il mio futuro: sicuramente posso dire che adesso ho cominciato a lavorare in un’agenzia di comunicazione, la DMTC Sport, e sto apprendendo questo nuovo mestiere; sono molto contenta di aver avuto quest’opportunità lavorativa, infatti ringrazio moltissimo per la fiducia il mio capo Marco Del Checcolo e diciamo che in questo momento sto imparando un nuovo lavoro, sto cogliendo tutte le possibilità che la vita mi sta dando a livello lavorativo e di esperienze personali: ogni occasione è un momento unico per imparare qualcosa e cimentarsi in qualcosa di nuovo. Non mi do limiti né paletti, vedo come va e cercherò sempre di essere felice in quello che faccio e di fare un lavoro che mi possa stimolare.

Non c'è stata gara internazionale o gala che atlete, allenatrici, giudici e pubblico presente non abbia ascoltato la voce rassicurante  di un uomo dagli occhi blu come il nostro splendido mare.

Seduti come due amici di lunga data durante la pausa del campionato più bello del mondo tenutosi lo scorso fine settimana al PalaDozza di Bologna inizio l'intervista con Fabio Gaggioli in arte "The Voice".

Fabio com'è nato il tuo amore per la Ginnastica?

"(sorridendo) Devi sapere che nel lontano 1974 ero tesserato con la Ginnastica Milano 2000 e, anche se non proprio un campione, mi divertivo in ogni gara a cui partecipavo.

Un giorno stavo seguendo la gara di ginnastica artistica femminile junior che hai tempi era chiamata invece "delle pulcine". 

Il presentatore quel giorno per un imprevisto non era presente ed il presidente della società organizzatrice mi chiese di sostituirlo. Da quel giorno sono passati 40 anni di emozionanti gare".

Emozionare Emozionanandosi dunque...

"Si hai ragione perchè il potere mettere la voce conoscendo le gioie, le tristezze, i sacrifici che ci sono dietro ad ogni singola esibizione è qualcosa di magico...qualcosa di meravigliosamente emozionante che mi fa sentire come loro in pedana"

A Bologna come nelle precedenti tappe si è visto un sensibile aumento di interesse del pubblico verso la ritmica, dal tuo punto di vista cosa si può fare per dare maggiore visibilità al mondo della ritmica?

"Con piacere ho notato che, merito anche dei recenti successi in campo internazionale da parte delle nostre atlete, la ritmica sta effettivamente crescendo in visibilità non a caso anche nell'ambito dei festeggiamenti della Federazione Ginnastica d'Italia per i suoi 150 anni molte iniziative sono rivolte proprio a questa disciplina"

(nel frattempo i minuti passano e si avvicina l'inizio della gara ed ecco l'ultima domanda) Fabio come in ogni disciplina l'altleta può risentire tanto della tensione del momento cosa consiglieresti alle atlete che leggeranno questa intervista?

"La sconfitta fa parte del gioco...infatti una gara è fatta anche di questi momenti. Ma proprio perchè sono momenti devono essere considerati come tali e quindi da carburante per reagire in modo da poter dare il meglio di se stesse nelle successive prove...io penso che tutte le atlete nessuna esclusa sono vincenti perchè fanno qualcosa che amano e lo fanno con dedizione e passione"

The voice al secolo Fabio Gaggioli l'uomo che ci emoziona emozionandosi....

A.R.

Abbiamo incontrato a Viareggio l’allenatrice della Raffaello Motto, Donatella Lazzeri, che a pochi giorni dalla prima prova di Serie A racconta gli obiettivi per il nuovo campionato al via.

Sta per cominciare una nuova edizione del campionato più bello del mondo, la Serie A, che nell’ultima prova dell’ultima edizione vi ha viste sul terzo gradino del podio. Quali sono i vostri obiettivi per questa nuova edizione?
Il primo obiettivo è quello di fare bene e ancora migliorare la qualità e stabilità del lavoro delle ragazze. Il podio è il nostro stimolo e nostro obiettivo. La squadra presenterà Senior, come Vignolini e Pellegrini e Junior come Rocca già affermate nel panorama nazionale, accanto a nomi giovani e nuove realtà pronte a lanciarsi a capofitto con entusiasmo e voglia di fare .

La forma è buona: due campionati a distanza di un mese sono molto duri soprattutto durante l’anno scolastico ma siamo positive e confidiamo nel lavoro. Tutte le nostre ragazze frequentano la scuola statale, la maggior parte Liceo Scientifico Sportivo con il quale abbiamo formulato un progetto individualizzato di Studio; grazie a questo, possono allenarsi con doppia seduta in maniera regolare. La scuola privata è una realtà troppo costosa per le famiglie: non abbiamo aiuti economici e speriamo che qualche realtà a breve si accorga che possiamo essere un buon veicolo di immagine in tutta Italia e fuori.

Ci volete dare qualche anticipazione sulla formazione che scenderà in pedana in questi due mesi?
La formazione sarà capitanata da Vignolini con Pellegrini e Rocca aiutate dalla numero uno bielorussa Katsiaryna Halkina. Le riserve saranno le giovani Viani e Sicignano.
Le allenatrici saremo io e Francesca Cupisti e le coreografe Angelica Francesconi coadiuvata da Beatrice Martinelli.

Una delle novità di questo campionato è la rimozione dell’esercizio a corpo libero. Com’è stata accolta questa scelta?
Noi siamo uno staff che guarda con fiducia al futuro e accettiamo questa novità con entusiasmo come sempre. In realtà eravamo pronte dall‘anno passato a far scendere in campo un buon elemento a corpo libero. Pensiamo che la squadra senza corpo libero debba essere ancora più concentrata e carica: abbiamo provato al Trofeo Bacci e le ragazze hanno reagito bene.

Alla Serie B dell’anno scorso ha preso parte una delle vostre ragazze, Egizia Bergesio, che in prestito alla Polimnia Ritmica Romana ha dato grande aiuto alla squadra per la promozione nella massima serie. Cosa pensate di dire sulla sua prestazione?
Egizia è una ginnasta esperta e una ragazza molto determinata e capace. L’anno passato è stata determinante per il successo della società romana; quest’anno aiuterà un‘altra società di Serie B. Per scelta societaria, accettiamo di buon grado il prestito in quanto le ginnaste rimangono a noi legate da vincolo societario e possono partecipare alle due gare d’insieme in cui investiamo molte energie. Non solo Egizia, ma anche Laura Salacca, Lisa Marinozzi e Viola Simonelli gareggeranno in prestito ad altre società e ci auguriamo che si facciano onore.

Alla New Year Cup Moste di Lubiana, la vostra Sara Rocca ha portato a casa una serie di successi nel suo debutto in azzurro. Cosa vi sentite di dire a proposito e quali sono i punti dove bisogna migliorare in vista dei prossimi appuntamenti?
Sara Rocca è una 2005 da due anni selezionata nel gruppo B Nazionale giovanile Juniores, speravamo e eravamo in preparazione per il debutto. Seconda nel Concorso Generale: obiettivo centrato. Noi e la ginnasta siamo state molto onorate della scelta e ci siamo impegnate al massimo. La ginnasta ha un ottima testa e non ha fatto una piega... sapeva che era una grande occasione e non voleva deludere. É dotata di buone capacità coordinative e si allena con grinta e determinazione e obiettivi.Sa che deve lavorare e migliorare le capacità tecniche e fisiche, e lo fa di buon grado, essendo dotata di un carattere intelligente e agonista. Lavoriamo per stabilizzare il programma di gara, per migliorare le capacità esecutive, tecniche ed espressive.

Chiudiamo la nostra intervista con una domanda sul movimento ginnico toscano, considerato come una “fucina” di talenti che si sono fatti ben notare in questi ultimi mesi. Ci sono già alcuni nomi da tenere in considerazione per il futuro?
In Toscana abbiamo creato grazie alla DTR Sarah Lopes Pegna e alla RGR Emanuela Agnolucci un gruppo di tecniche coeso che ha la capacità di confrontarsi e mettersi in discussione nel Centro Tecnico Toscano.
Non dico che questo sia stato facile perché tutte siamo un po’... campaniliste. Cioè teniamo molto ai nostri colori societari e a portare avanti le nostre realtà locali ma questo metterci a confronto ci ha spinto a migliorare e a saper prendere il buono le une dalle altre.
Dal 2006 quando partivo con le ginnaste Belli, Cinquini, Cupisti, Opuratori alla volta di Arezzo con scansione settimanale senza alcun rimborso, alcuna certezza ne è passato di tempo e di esperienza. Non ho mai abbandonato questa fiducia e siamo cresciuti molto: le ginnaste di allora sono ora tecniche esperte De Corso, Leti, accanto alle giovani Pagliaccia, Cupisti, Moroni, Spinelli, Mordini, Mori, Opuratori, Cinquini tra loro allora la carissima Giulia Cignoni prematuramente scomparsa. Spero che le giovani promesse di terra toscana Rocca, Colombo, Papini, Sicignano, Viani, Campomagnani, Tarquini, Piantella, Musetti, Ponticelli, Badii, Puosi, Corradino e tutte le altre si ritrovino dopo molti e molti successi, a portare avanti il buon nome della loro terra da tecniche. Un sogno nel cassetto? Una, o meglio più di una, ginnasta toscana nella Squadra!
FORZA TOSCANA! FORZA ITALIA!

Rebecca Alessi

A pochi giorni dalla prima tappa del Campionato di Serie A in programma a Sansepolcro (Arezzo) incontriamo la medaglia di bronzo alla palla al mondiale di Sofia Alexandra Agiurgiuculese, che al “Torneo Internazionale del Mare” di Caorle dello scorso weekend ha tenuto una masterclass e presentato tre dei quattro nuovi esercizi al pubblico presente.

L’atleta azzurra, che si allena a Udine con Spela Dragas e Magda Pigano, si racconta a Ginnasticando.it, con il sorriso che la contraddistingue e la determinazione di una vera campionessa.

Si è concluso il 2018, un anno straordinario per la Ginnastica Italiana e per te. Cosa pensi di dire al riguardo?
Sono molto contenta comunque, ma soprattutto del risultato dei Mondiali. E che dire? Spero quest’anno di migliorarmi e di prendere altre medaglie.

A metà dicembre si è conclusa la Serie A e adesso ne comincia una nuova. Cosa ne pensi delle novità apportate dalla Federazione?

Ovviamente sappiamo tutti che non c’è più il corpo libero. Sinceramente toglierlo mi sembra un po’ una “cavolatina”, però la cosa non riguarda noi ginnaste quindi noi diciamo “va bene!” e continuiamo a fare il nostro lavoro.

In queste ultime settimane hai continuato la tua preparazione della nuova stagione a Udine, una preparazione che non si è fermata, nemmeno durante le vacanze di Natale. Vuoi raccontarci qualcosa sui nuovi esercizi?
Ho dei nuovi esercizi che sono molto difficili e che a Caorle proverò per la prima volta (l’intervista è stata fatta prima dell’inizio delle competizioni, NdR) sperando di migliorarli e eseguirli senza errori.

Ci racconti un momento bello della tua carriera e un momento non proprio piacevole?

Un momento non proprio piacevole è stato quando l’anno scorso, più o meno in questo periodo, mi sono infortunata al ginocchio e diciamo che lì è stato come se il mondo mi cadesse addosso. Non è stato un bel periodo soprattutto stando ferma e non riuscendo a fare quello che amo, cioè la ginnastica. Quindi lì è stato brutto.
Un momento bellissimo è stato ovviamente il Mondiale: lì si è fatto valere il mio impegno in palestra e la mia dedizione, dal momento che non mi sono mai fermata e non ho mai mollato.

Hai qualche rito scaramantico prima di scendere in pedana o un portafortuna?
Diciamo che come portafortuna in fatto di oggetti non ne ho, ma come portafortuna che mi dedicano le persone sì. Quello mi aiuta e basta.

Chi è Alexandra fuori dalla pedana?
Una ragazza pazza, soprattutto divertente. Spero di essere simpatica, insomma è quello che mi dicono in tanti. Io dico quello che mi dicono, poi sta a voi decidere.

Hai da poco compiuto 18 anni. Quali sono i tuoi progetti per il futuro in pedana, ma soprattutto fuori dalla pedana?
I miei progetti in pedana sono assolutamente le gare importanti, che spero vadano bene e di guadagnare altre medaglie ma le Olimpiadi sarebbero l’obiettivo massimo.
Invece fuori dalla pedana è tutto in fase di costruzione, non si sa ancora al 100%, insomma vedremo più in avanti.

 Rebecca Alessi
 

Tra le molteplici stelle azzure ed internazionali del Grand Prix di Ginnastica Antenore Energia 2018 presso la cornice della Kioene Arena di Padova, abbiamo incontrato la Campionessa del Mondo di Aarhus 2006 e finalista a Rio 2016.

 

Ciao vanessa, ci puoi fare il punto della situazione, come stai e quando pensi di tornare alle competizioni?

Dopo lo scorso Ottobre sono riuscita a ritornare in palestra ma a Settembre mi sono dovuta fermare di nuovo per un'edema osseo allo stesso piede dove già mi ero rotta il tendine a Stoccarda nel 2007; questo mi ha tenuta ferma altri due mesi ma andavo comunque in palestra a fare quello che potevo, ma comunque non potevo saltare perchè rischiava di rompersi di nuovo.

Ho ricominciato settimana scorsa a saltare, ora spero che tutto vada pian piano a posto e se tutto andrà per il meglio dovrei riuscire a rientrare per le prossime gare di Coppa del Mondo di inizio 2019, a seconda di come proseguirà la preparazione.

 

Che sensazioni hai saltandoci sopra?

Non posso dire molto perchè fin quando non tornerò a fare acrobatica seriamente non posso saperlo. Nella vita di tutti i giorni e allenandosi in condizioni facilitate per ora sta andando bene, ovviamente quando tornerò a fare i salti che facevo prima e le condizioni di morbido inizieranno a sparire, per avere una condizione più simile alla gara, capiremo come sarà veramente.

 

Questo è un obbiettivo a breve termine, ma gli obbiettivi a lungo termine?

Sicuramente questi obbiettivi servono per la qualificazione alle Olimpiadi, perchè dopo Rio ho deciso di fare il programma individuale, e quindi il mio programma non sarà più quello di andare a fare i Mondiali per qualificare la squadra ma durante queste gare cercherò di qualificarmi individualmente. 

Non so come arriverò a Tokyo e se ci arriverò, dopo essere rientrata il mio obbiettivo è stato puntare a Tokyo, anche se non posso sapere cosa succederà, io comunque mi preparo per quello.

 

Cosa ne pensi della generazione di ginnaste classe 2003?

Sono tutte ginnaste molto forti, e spero che le vada tutto come pianificato, perchè sicuramente potranno qualificarsi per le Olimpiadi se saranno in condizioni ottimali.

 

L'importanza che hanno questi eventi come il Grand Prix della Ginnastica Artistica per attirare il vostro pubblico ì, durante questi eventi che sensazioni si respirano vedendo tutto questo affetto?

E' bellissimo avere il sostegno di tutto il pubblico in queste esibizioni e nelle gare, ma è nei momenti di sconforto in cui magari va male una gara o ci si infortuna che si vede veramente chi ti sta vicino; come quando mi sono rotta il tendine, tantissime persone che non pensavo mi sono state vicine.

 

Oggi è stato rispetto un minuto di silenzio prima dell'inizio del Grand Prix per la tragedia di Ancona, dove tra le vittime c'è anche una ragazzina che faceva ginnastica, vuoi esprimere un pensiero?

Mi è dispiaciuto tantissimo, vorrei stare più vicina possibile alla famiglia.

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