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Venerdì, 22 Novembre 2019
 ginnasticando.it

Alla Porche Arena di Stoccarda la grande gioia per l'argento di Marco Lodadio agli anelli e la sua conseguente qualificazione per i giochi olimpici di Tokyo 2020 ha sicuramente messo in secondo piano le finali d’attrezzo di per la ginnastica artistica femminile che non vedeva atlete italiane in gara. La gara di oggi ha, però, decretato le nuove campionesse del mondo al volteggio e alle parallele e come da previsione le campionesse mondiali sono Simone Biles al volteggio e Nina Derwael alle parallele.

Simone stampa due salti da manuale e va a prendersi l'oro mondiale con un ottimo il Cheng ma è il suo Amanar a stupire: ottiene una nota E di 9.666, a poco meno di tre decimi dalla perfezione! Semplicemente incredibile. Jade Carey va sul secondo gradino del podio al fianco della compagna di squadra a stelle e strisce con un buonissimo Cheng e un Amanar sporcato solo da un grande passo all’arrivo. La terza piazza va a Ellie Downie che pianta due salti molto precisi e supera la canadese Olsen e la cinese Qi Qi, portando a casa il bronzo mondiale. Altre due favorite per la corsa al podio, la Moreno e la Akhaimova, patiscono due importanti imprecisioni la messica sul Rudi e la russa sullo Tsukahara con doppio avvitamento che le relegano nelle posizioni finali della classifica. Anche l’attesissima sud coreana, rivelazione della qualifica, purtroppo incappa in una caduta, l’unica di tutta la finale, e chiude in ultima posizione.

Bellissima la finale mondiale alle parallele, dove le ginnaste hanno combattuto a suon di salti sugli staggi e a spuntarla è la belga Nina Derwael con un esercizio davvero spettacolare, il giusto connubio tra potenza, difficoltà ed eleganza, è sempre un piacere guardarla volteggiare con sicurezza sugli staggi. Una Rebecca Downie visibilmente emozionata conquista l'argento con determinazione, stupendo il pubblico con un esercizio potente e preciso. Lei e sua sorella porteranno a casa due medaglie da questo mondiale. Il bronzo va, invece, all’americana Sunisa Lee che scalza la Melnikova dal podio per pochi centesimi. Simone Biles deve accontentarsi del quinto piazzamento e la russa Spiridonova, a causa di alcune imprecisioni sullo Tsukahara di uscita, finisce solo sesta. Settima la cinese Liu Tingting protagonista di due brutte cadute proprio su quest’attrezzo durante la finale a squadre, si riscatta pienamente con la bellissima esecuzione di oggi. A chiudere la classifica la padrona di casa Elisabeth Seitz che incappa in una caduta sul salto Pak.

L’ultimo appuntamento per questo mondiale sarà domani con le restanti finali d’attrezzo per la ginnastica maschile e femminile alle 13.30. Ricordiamo che nelle finali di domani non ci saranno atleti della nazionale italiana in gara.

Di seguito le classifiche per attrezzo della ginnastica artistica femminile.

 

Classifica del volteggio:

1. BILES Simone (USA)- 15.399 (VT1- 15.333; VT2- 15.466)

2. CAREY Jade (USA)- 15.166 (VT1- 15.166; VT2-14.600 *-0.30*)

3. DOWNIE Elissa (GBR)- 14.816 (VT1- 14.600; VT2-15.033)

4. OLSEN Shallon (CAN)- 14.733 (VT1- 14.600; VT2- 14.866)

5. QI Qi (CHN)- 14.650 (VT1- 14.600; VT2-14.700)

6. MORENO Alexa (MEX)- 14.633 (VT1- 14.466 *-0.10* ; VT2-14.800)

7. AKHAIMOVA Liliia (RUS)- 14.366 (VT1- 14.700; VT2-14.033 *-0.30*)

8. YEO Seojeong (KOR)- 14.183 (VT1- 13.933 *-0.30*; VT2- 14.433)

 

Classifica alle parallele asimmetriche:

1. DERWAEL Nina (BEL)- 15.233 (D-Score: 6.5)

2. DOWNIE Rebecca (GBR)- 15.000 (D-Score: 6.5)

3. LEE Sunisa (USA)- 14.800 (D-Score: 6.4)

4. MELNIKOVA Angelina (RUS)- 14.733 (D-Score: 6.3)

5. BILES Simone (USA)- 14.700 (D-Score: 6.2)

6. SPIRIDONOVA Daria (RUS)- 14.633 (D-Score: 6.3)

7. LIU Tingting (CHN)- 14.400 (D-Score: 5.9)

8. SEITZ Elisabeth (GER)- 13.566 (D-Score: 6.0)

Alla Poche Arena di Stoccarda anche oggi si è scritto un pezzo di storia della ginnastica artistica. Simone Biles ha conquistato il suo quinto titolo mondiale individuale, record assoluto nella storia della ginnastica: mai nessuna prima era riuscita in questa impresa. La sua gara si apre con un volteggio esplosivo, buon esercizio sugli staggi, una trave a sorpresa priva della sua discussa nuova uscita, lo tsukahara avvitato (sostituisce lo tsukahara avvitato con uno tsukahara) e un corpo libero con tre uscite di pedana su quattro diagonali. Una gara lineare la sua, forse un pelino sottotono rispetto a quanto ci ha abituati quest’atleta stellare ma comunque una prestazione, seppur più fallosa del solito, inarrivabile da qualsiasi altra atleta al mondo. La cinese Tang Xijing, infatti, porta a termine una gara a dir poco perfetta sui quattro attrezzi e agguanta un meritato argento a poco più di due punti di distanza dalla Biles. Elegantissima sulla trave (14.600), con un ottimo esercizio alle parallele 14.533, buon volteggio e un corpo libero dall’esecuzione magistrale, la cinese mette distanza tra se e la terza classificata, Angelina Melnikova che paga qualche piccola imprecisione al volteggio e alle parallele. Il colore della medaglia è stata una questione di decimi, gli stessi recuperati dalla russa con un esercizio a dir poco perfetto alla trave da 14.000 netto e un corpo libero solido, potente ed elegante che le permette di mettere le mani sul bronzo. Sofferto quarto posto per la canadese Elsabeth Black che al termine di una bellissima gara a poco meno di due decimi dal bronzo, atterra al volteggio accusando un forte dolore alla caviglia ed appare alla premiazione in stampelle.

Un brutto atterraggio al volteggio anche per l'azzurra Elisa Iorio che costringe l'azzurra ad interrompere la gara alla terza rotazione. Anche lei accusa un risentimento alla caviglia ma la situazione è sicuramente meno grave di quella della Black. Ai microfoni della Federazione, poi, Enrico Casella tranquillizza gli spettatori asserendo che la decisione di non portare a termine la gara è stata presa per pura precauzione. L’altra fata in gara oggi Giorgia Villa chiude la sua gara al sedicesimo posto con un doppio avvitamento perfettamente stoppato al volteggio che le è valso 14.700 e una nota di esecuzione di ben 9.3. Ottimo anche il suo esercizio sugli staggi, il suo migliore in questo mondiale, da 14.333. Purtroppo incappa in una caduta sul giro in accosciata sulla trave e in qualche imprecisione al suo energico corpo libero che non le consentono di esprimere al meglio il suo potenziale ma siamo più che certi che avrà la tutte le possibilità di farlo in futuro.

Nina Derwael che porta a termine la sua gara al quinto posto: a delle parallele a dir poco stratosferiche da 15.200 e un ottimo esercizio alla trave da 13.733 (con una nota di 8.533 di esecuzione), contrappone un semplice Yurchenko con un avvitamento al volteggio che non le consente di avvicinare il podio. Sunisa Lee e Melanie De Jesus Dos Santos, grandi favorite per la corsa al podio e rispettivamente seconda e terza in qualificazione, vengono abbattute dalle ostiche parallele: la statunitense Lee perde la sua occasione per avanzare in classifica con l’errore sul suo esercizio di punta e chiude ottava, mentre la francese cade due volte dagli staggi e non riesce poi a concludere la gara al suo meglio, terminando in ventesima posizione. Grandissima prestazione, invece, per la brasiliana Flavia Saraiva che esercizio dopo esercizio stampa una gara da manuale e chiude in settima posizione. Chiudono quinta e decima Elisabeth Seitz e Sarah Voss, le due tedesche, incitate dal calore del tifo del pubblico di casa.

Il prossimo appuntamento con la ginnastica sarà domani alle 16.00 per fare il tifo per Ludovico Edalli, impegnato nella competizione individuale maschile, in diretta sul canale Youtube della Federazione.

Di seguito la classifica finale della competizione individuale femminile:

1. BILES Simone (USA)- 58.999

2. TANG Xijing (CHN)- 56.899

3. MELNIKOVA Angelina (RUS)- 56.399

4. DERWAEL Nina (BEL)- 56.033

5. BLACK Elsabeth (CAN)- 56.232

6. SEITZ Elisabeth (GER)- 55.999

7. SARAIVA Flavia (BRA)- 55.732

8. LEE Sunisa (USA)- 55.632

9. LI Shija (CHN)- 55.099

10. VOSS Sarah (GER)- 54.898

11. FRIESS Aline (FRA)- 54.798

12. KINSELLA Alice (GBR)- 54.765

13. TERAMOTO Asuka (JPN)- 54.566

14. MOORS Brooklyn (CAN)- 54.498

15. VARINSKA Diana (UKR)- 54.366

16. VILLA Giorgia (ITA)- 54.232

17. HATAKEDA Hitomi (JNP)- 53.932

18. STEINGRUBER Giulia (SUI)- 53.866

19. GOODWIN Georgia (AUS)- 53.832

20. DE JESUS DOS SANTOS Melanie (FRA)- 53.566

21. RODRIGUEZ Cintia (ESP)- 51.466

22. AKHAIMOVA Liliia (RUS)- 51.465

23. VISSER Naomi (NED)- 51.166

Ritirata: IORIO Elisa (ITA)

"The #Dominant20" è questa la classifica stilata da ESPN con i 20 migliori atleti del mondo del 2018. In vetta alla lista dell'emittente televisiva statunitense, con ben 3.248 punti, la stella della ginnastica artistica Simone Biles.

Questa la motivazione della redattrice Charlotte Gibson: "La Biles ha messo in atto una storica prova di atletismo ai Campionati del Mondo, conquistando il suo quarto titolo all-around e portando la squadra americana a guadagnare l'oro [...] Ciò l'ha resa la prima ginnasta degli Stati Uniti ad aver vinto una medaglia ad ogni attrezzo in un Campionato del Mondo - e facendo tutto ciò con un calcolo renale, dopo aver passato la notte prima delle qualifiche in ospedale. Non che abbia bisogno di altre motivazioni, ma ha dominato anche gli U.S. Classic di quest'anno, dopo aver preso una pausa di due anni dal suo trionfo di quattro ori e bronzo a Rio. E' davvero inarrestabile."

Insomma, la Biles ha dimostrato a tutto il mondo di essere la regina incontrastata di questo sport ed oggi può aggiungere, al suo palmares, anche questa soddisfazione.

QUI l'articolo dell'ESP

 

Secondo giorno di Finali di Specialità all'Aspire Dome di Doha dove si sono assegnati gli ultimi titoli iridati ai 48 Campionati del Mondo.

Alla tavola maschile sul gradino più alto del podio il Campione Olimpico nord coreano Se Gwang Ri con due salti da D 6.0, che si lascia alle spalle il più medagliato di questa edizione Artur Dalaloyan e il giapponese Kenzo Shirai.

Finale alla trave con tante cadute ma che incorona la cinese Liu Tingting nuova campionessa del Mondo davanti alla canadese Anne-Marie Padurariu e Simone Biles, con un esercizio con troppe imprecisioni sebbene una nota D di partenza superiore alle avversarie. Solo settimo posto per la Campionessa Olimpica in carica Sanne Wevers.

Alle parallele pari Zou Jingyuan conferma di essere il miglior specialista, con un esercizio assolutamente fuori da ogni dubbio con 7.0 di nota D e solo 0.567 di penalità, inarrivabile neppure per il Campione Olimpico Oleg Vernaiev al secondo posto e a più di un punto dal cinese, e poco più da Dalaloyan.

E' bastata la prima diagonale (doppio teso con doppio avvitamento) a far capire che un alieno era atterrato in quel di Doha, perchè quando inizia il suo corpo libero solo Simon Biles potrebbe battere Simone Biles. Seppur con un fuori pedana e qualche sbavatura, la statunitense agguanta la diciottesima medaglia d'oro con la maglia a stelle strisce. Ad un punto esatto la compagna di squadra e campionessa in carica Morgan Hurd, e a seguire la giapponese Mai Murakami che si conferma solida in questo attrezzo.

L'olandese volante Epke Zonderland vince la sbarra e il suo terzo titolo iridato (2013,2014 e l'oro di Londra 2012) dettando legge davanti a tutti compreso l'imperatore Koei Uchimura soltanto secondo ma non in perfette condizioni fisiche, e l'americano Samuel Mikulak che riesce ad agguantare la sua prima medaglia di specialità, distaccando per 33 decimi il Campione del Mondo a Montreal, il serbo Tin Sirbic.

Di seguito tutti i podi:

VOLTEGGIO (MASCHILE):

1. Se Gwang Ri (Corea del Nord) 14.933

2. Artur Dalaloyan (Russia) 14.883

3. Kenzo Shirai (Giappone) 14.675

TRAVE:

1. Liu Tingting (Cina) 14.533

2. Anne-Marie Padurariu (Canada) 14.100

3. Simone Biles (USA) 13.600

PARALLELE PARI:

1. Zou Jingyuan (Cina) 16.433

2. Oleg Verniaiev (Ucraina) 15.591

3. Artur Dalaloyan (Russia) 15.366

CORPO LIBERO (FEMMINILE):

1. Simone Biles (USA) 14.933

2. Morgan Hurd (USA) 13.933

3. Mai Murakami (Giappone) 13.866

SBARRA:

1. Epke Zonderland (Olanda) 15.100

2. Kohei Uchimura (Giappone) 14.800

3. Samuel Mikulak (USA) 14.533

Mondiali di Doha, Finali di Specialità 1°Giorno

 

Primo giorno delle finali di specialità ai Mondiali di Doha 2018, tanti podi annunciati, fresche sorprese e un sogo realizzato per l'artistica azzura.

Chi ha vinto nell'AA continua a confermarsi anche nelle finali di specialità: il russo Dalaloyan con un corpo libero pressochè perfetto, basti riguardare il teso+doppio carpiato stoppato, e si laurea campione di specialità al Corpo Libero.

Alla tavola femminile invece una Biles non più inavvicinabile, che rinuncia al suo Biles per eseguire “solo” un Cheng come primo salto, e un Amanar come secondo, il preferito della scuola stelle e strisce, che le permette di vincere il titolo di specialità e superare Vital Scherba come ginnasta più medagliata di sempre.

Al cavallo con maniglie oro al cinese Xiao Ruoteng, che dovrà confermarsi al rientro di Uchimura, lo specialista Max Whitlock e Chih Kai Lee, che presentando un esercizio completamente in thomas ma che non ha convinto completamente la giuria.

La belga Nina Darwell primeggia alle parallele asimmetriche con un esercizio di caratura assoluta (D 6.6), lasciandosi alle spalle Simon Biles, per la prima volta medagliata in questa specialità e la canadese Elisabeth Seitz.

Agli anelli un quasi inarrivabile Eleftherios Petrounias, campione olimpico e del mondo in carica, che sembra fotocopiare la finale di Rio 2016 staccando il brasiliano Zanetti, ma questa volta sul castello si affaccia un Marco Lodadio compatto, preciso e tagliente che impressiona gli stessi avversari e agguanta un sogno e un bronzo mondiale che sa di anticipo per un prossimo venire.

Oggi il secondo giorno delle finali di specialità con Trave e Corpo Libero Femminile, e Sbarra, Parallele Pari e Volteggio Maschile, dalle 14:00 ora italiana.

Di seguito tutti i podi:

CORPO LIBERO (MASCHILE):

1. Artur Dalaloyan (Russia)
2. Kenzo Shirai (Giappone)
3. Carlos Yulo (Filippine)

VOLTEGGIO (FEMMINILE):

1. Simone Biles (USA)
2. Shallon Olsen (Canada)
3. Alexa Moreno (Messico)

CAVALLO CON MANIGLIE:

1. Xiao Ruoteng (Cina)
2. Max Whitlock (Gran Bretagna)
3. Chih Kai Lee (Cina Taipei)

PARALLELE ASIMMETRICHE:

1. Nina Derwael (Belgio)
2. Simone Biles 
3. Elisabeth Seitz 

ANELLI:

1. Eleftherios Petrounias (Grecia)
2. Arthur Zanetti (Brasile)
3. Marco Lodadio (Italia)

Sarà stata la fama del dopo-olimpiadi, saranno stati gli avvenimenti che hanno coinvolto la Federazione americana negli ultimi mesi, saranno stati i calcoli renali di cui ha sofferto qualche giorno fa proprio a Doha, ma quella Simone Biles che ci aveva abituato a una perfezione non umana, oggi è stata più avvicinabile del solito. Al secondo postoMaeMurakami (JPN) e al terzo Morgan Hurd (USA). L’italiana Lara Mori conclude la gara al ventiduesimo posto. 

 

Per capire, in qualifica il distacco tra Biles (prima) e Hurd (seconda) era di 4,5 punti, quello tra la Hurd e AxelleKlinkhaert (ventriquattresima e ultima qualificata) era di 4,391Oggi il distacco tra la prima e la seconda era di 1,693

 

La pluricampionessa olimpica inizia la gara in modo un po’ inaspettato: cade infatti dal salto che porta il suo nome, un cheng con due avvitamenti e che l’altroieri, nella gara a squadre, aveva lasciato da parte per un “banale” cheng con un avvitamento e mezzo, proprio per non rischiare troppo. Si riprende poi a parallele, non certamente il suo attrezzo, ma che con il nuovo allenatore ha saputo migliorare. A trave cade dal salto avanti avvitato, recupera un po’ l’esercizio ma con qualche altra sbavatura e il corpo libero non è proprio spaziale come al solito, dove esce di pedana alla prima diagonale, ma questo è abbastanza per portarla al primo posto con 15.000.

 

La campionessa mondiale 2017 Morgan Hurdconclude una gara altalenante. Per lei una parallela pulita, verticali ben tenute e uno tzukahara d’uscita stoppato; alla trave cade e compie un ampio sbilanciamento che vale come una caduta (12.333); si rialza al corpo libero, dove esegue un ottimo esercizio con tutte le diagonali ben stoppate. Questo però non le permette di andare davanti alla giapponese Murakami

 

Da segnalare la gara di Nina Derwael(BEL) e dell’attuale campionessa europea in carica Melanie Dos Santos (FRA). La belga prende 15.100 alle parallele, il suo attrezza di punta che fino alla terza rotazione le permette di stare al secondo posto, purtroppo paga un corpo libero con una nota di difficoltà bassa (ha solo due diagonali) ma grazie alla buona esecuzione passa davanti ad Angelina Melnikova (RUS) per 0,001. La francese Dos Santos invece conclude una gara per lo più pulita, con punte al corpo libero e alla trave, ma non va oltre il sesto posto.

 

Lara Mori paga una caduta trave, dal salto costale, mentre sugli altri tre attrezzi fa una gara tutto sommato pulita. Conclude ventiduesima con 51.532. 

Larry Nassar è stato finalmente condannato ad una pena che va dai 40 ai 175 anni di reclusione.

Sentenza durissima per l’ex medico della nazionale statunitense, già condannato a scontare 60 anni di reclusione per detenzione di materiale pedopornografico.

Più di 160 tra donne e ragazze hanno portato la loro testimonianza in tribunale durante i sette giorni dell’udienza di condanna, tra queste le campionesse olimpiche Aly Raisman e Jordyn Wieber; altre atlete come Simone Biles, Gabby Douglas, McKayla Maroney e Maggie Nichols hanno rilasciato dichiarazioni sulle rispettive bacheche dei Social Network.

Particolarmente intensa è stata la testimonianza di Mattie Larson, membro della squadra nazionale dal 2008 al 2010 e campionessa nazionale al corpo libero; a 19 anni la Larson si trovava all’apice della sua carriera che è stata spezzata dagli abusi: “Larry, i miei allenatori e UsaGym hanno trasformato lo sport che amavo nel mio inferno personale”. Aveva 14 anni quando Nassar abusò di lei per la prima volta, e ciò si ripeteva ogni volta che veniva visitata. Mattie ha continuato raccontando che Nassar ignorò una frattura che si era procurata, assicurandole che stava bene; una volta a casa fu un altro medico ad accorgersene.

La Larson ha rivolto anche pesanti accuse ai coniugi Karolyi e ai loro metodi di allenamento: “Al Karolyi Ranch, l’agglomerato urbano più vicino è una prigione di massima sicurezza a 30 miglia di distanza; è completamente isolato e l’ospedale più vicino è talmente lontano che se qualcuno si facesse male seriamente, avrebbero dovrebbero trasportarlo in elicottero”.

Mattie ha inoltre lottato contro un disturbo alimentare causato dalla pressione degli allenatori: “Ad un certo punto ero così disperata che pur di non andare al Karolyi Ranch mi ferì intenzionalmente. Quando tornai la volta successiva mi pentì di essermi solo ferita e di non essermi spinta oltre. "Non mi sono mai sentita così piccola e inutile nella mia vita; Il Ranch era l'ambiente perfetto per i molestatori e per gli abusi”

La Larson ha anche discusso con la senatrice Dianne Feinstein riguardo la legge che obbligherebbe le istituzioni di denunciare immediatamente gli abusi sessuali. Vuole che vengano intraprese azioni legali per impedire che qualcosa di simile accada di nuovo e anche lei, come la Raisman, ha incolpato MSU e USAGym per non aver fermato Nassar quando gli abusi furono segnalati per la prima volta.

Angela Povilaitis, assistente procuratore generale del Michigan, durante un intervento in aula ha definito Nassar "il maggiore aggressore sessuale di minori nella Storia". IL medico avrebbe agito per più di 20 anni, fino alle prime denunce nel 2016. Il caso ha fatto sì che molti vertici della Federazione di ginnastica americana fossero deposti, in quanto accusati di aver tardato a denunciare l'accaduto.

Nassar ha più volte indirizzato lettere alla corte, chiedendo di non assistere alle testimonianze delle vittime: “Sono stato un buon medico perché i miei trattamenti hanno funzionato e quei pazienti che adesso stanno testimoniando sono gli stessi che mi hanno elogiato, sono tornati più volte da me e hanno invitato familiari e amici a consultarmi […] tutto quello che volevo era rendere meno stressante la situazione per tutti, come ho scritto nella precedente lettera”.

Parole che hanno sconvolto la platea.

“Da questa lettera deduco che lei non ha capito quello che ha fatto, se ancora pensa di avere in qualche modo ragione” ha affermato il giudice Rosemarie Acquilia.

Prima che la sentenza fosse pronunciata Nassar si è rivolto alle vittime  “Porterò le vostre parole con me per il resto dei miei giorni”

  "E’ un onore per me condannarla perché lei, signore, non merita di uscire mai più di una prigione", le parole del giudice Acquilia, ed ha aggiunto “Ho appena firmato la sua condanna a morte”.

«Molti di voi mi conoscono come una ragazza felice, sorridente e piena di vitalità. Ma di recente…. mi sentivo a pezzi e più cercavo di far tacere la voce nella mia testa, più continuava ad urlare. Non ho più paura di raccontare la mia storia. Anch’io sono una delle tante sopravvissute che sono state abusate sessualmente da Larry Nassar».

Inizia così la lettera che Simone Biles ha pubblicato lunedì 15 Gennaio su twitter con l’hashtag “metoo”: la ginnasta statunitense, che con le quattro medaglie d’oro alle Olimpiadi di Rio 2016 e i tre titoli mondiali consecutivi è entrata nella leggenda della Polvere di Megnesio, ha confessato pubblicamente gli abusi subiti da Larry Nassar unendosi alle compagne McKayla Maroney, Gabby Douglas, Aly Raisman e Maggie Nichols.

Vi prego di credermi quando dico che è stato più difficile dire queste cose a me stessa che scriverle poi nero su bianco.- scrive la Biles- Ci sono diversi motivi per cui ho esitato a condividere la mia storia, ma io ora so che non è una mia colpa. Non è normale ricevere qualsiasi tipo di trattamento da un fidato medico del team e riferirsi a questi in modo orribile con l’appellativo di trattamento speciale. Questo comportamento è completamente inaccettabile, disgustoso e abusivo, soprattutto se proviene da qualcuno di cui mi era stato detto di fidarmi. Per troppo tempo mi sono chiesta: 'Sono stata troppo ingenua? Era una mia colpa?'.. Ora io conosco la risposta a queste domande ed è no, non è stata una mia colpa. No, non voglio e non devo prendermi colpe che appartengono a Larry Nassar, alla Federazione Statunitense a ad altri.”

Nello sfogo straziante di Simone Biles si intravedono anche la forza, la determinazione e il coraggio che l’hanno sempre accompagnata nella sua carriera:

“ E’ molto difficile rivivere queste esperienze e mi spezza il cuore pensare che se devo lavorare per raggiungere il mio sogno di partecipare alle Olimpiadi di Tokyo 2020, allora dovrò continuamente tornare in quella struttura dove ho subito gli abusi.

 Dopo aver ascoltato le coraggiose storie delle mia amiche e di altre sopravvissute, io so che non è quell’esperienza orribile a determinare quello che sono. Io sono più di quello. Io sono unico, talentuosa, motivata, appassionata. Ho promesso a me stessa che la mia storia sarà più grande di questo e vi prometto che non mollerò mai. Gareggerò con tutto il mio cuore e tutta la mia anima ogni volta che entrerò in una palestra. Io amo troppo questo sport e non sono mai stata una che si arrende facilmente. Non permetterò mai a un uomo, e a chiunque lo appoggi, di rubare il mio amore e la mia felicità. Noi dobbiamo sapere come sia stato possibile che tutto questo accadesse per così tanto tempo e a così tante di no. Dobbiamo fare in modo che questo non accada più.”

Dopo la pubblicazione della lettera, USA Gymnastics ha rilasciato un comunicato in cui ha affermato di essere dispiaciuta e arrabbiata per il fatto che Simone Biles o altri atleti siano stati danneggiati dalle orribili azioni di Larry Nassar. La federazione, nel comunicato, offre il suo sostegno a tutti gli atleti che hanno condiviso con coraggio le loro esperienze. La Federazione statunitense, infine, pomette di continuare ad ascoltare i suoi atleti al fine di creare una cultura di empowerment con un focus incessante sulla sicurezza degli atleti ogni singolo giorno.

Ecco il trailer del film  “The Simone Biles Story: Courage to Soar”,  ispirato all’omonima autobiografia della campionessa olimpica. Il film, prodotto da Lifetime, ripercorre la storia della Biles dalla palestra in Texas alle Olimpiadi di Rio del 2016, mettendo in luce la determinazione e i sacrifici che l’hanno portata a scrivere la storia della ginnastica artistica, diventando una leggenda. Nel film viene raccontata anche l’infanzia difficile e le difficoltà che la giovane ginnasta ha dovuto affrontare per raggiungere il successo.

Come ogni anno post-olimpico, il 2017 può essere considerato una sorta di anno di passaggio per la ginnastica artistica. Certo, ci sono state competizioni importanti come gli Europei in Romania o i Mondiali a Montreal, ma la strada per Tokyo 2020 inizia effettivamente nel 2018.

Quest’anno sapremo le prime squadre qualificate alle prossime Olimpiadi grazie ai podi dei mondiali di Doha (ottobre), ma non solo: tanti sono i ritorni, come quelli più attesi di Simone Biles e di Aliya Mustafina, come anche le nuove promesse dell’annata 2002 per la femminile (Martina Basile, Sidney Saturnino, Sofia Arosio e Maria Vittoria Cocciolo per l’Italia) e 2000 per la maschile.

I campionati europei cambiano periodo: non più in primavera ma in piena estate. Sarà Glasgow ad ospitare ancora una volta una rassegna così importante che non riguarderà solo la ginnastica ma anche nuoto, ciclismo, golf e canoa. Dopo il successo enorme dei Mondiali 2015 la città scozzese è pronta a diventare Capitale Europea dello Sport.

Lo spostamento dei campionati europei fa sì che anche gli appuntamenti italiani vengano distribuiti nella prima parte dell’anno. La Serie A (A1, A2 e B) inizierà a marzo ad Arezzo e finirà a Torino a giugno, con una tappa intermedia (maggio) al Forum di Assago, organizzata dalla Ginnastica Meda.  Anche il Trofeo Città di Jesolo subirà uno slittamento alla seconda settimana di aprile, mentre gli Assoluti si terranno a Riccione a luglio.

Questo sarà l’anno dei giochi multisportivi. Oltre ai già citati Europei di Glasgow, la ginnastica sarà protagonista anche dei Giochi del Mediterraneo a Tarragona, Spagna (che vedrà impegnata anche l’Italia), i Giochi del Commonwealth a Gold Coast, Australia (a cui partecipano gli stati dell’ex Impero Britannico) e gli Asian Games.

Se i senior saranno impegnati ad ottobre con i Mondiali di Doha, primissima volta per uno stato mediorientale (dopo aver ospitato una tappa di CdM), i junior dovranno vedersela qualche settimana prima con i Giochi Olimpici Giovanili a Buenos Aires (Argentina).

Le coppe del mondo sono divise in tre categorie: CdM di Specialità, che permetterà la qualifica di ginnasti specialisti ai singoli attrezzi alle prossime Olimpiadi; CdM individuale, che vede i ginnasti partecipare all’All Around qualificati a seconda delle posizioni ottenute dalle nazioni agli scorsi mondiali; CdM World Challenge Cup, gare di specialità che però non porteranno ad una qualificazione olimpica.

Di seguito il calendario completo.

 

Febbraio

22-25 CdM di Specialità – Melbourne (AUS). Questa è la seconda tappa, poiché la prima del circuito si è svolta a Cottbus (GER) a novembre 2017.

 

Marzo

2-3 Serie A – Arezzo (ITA). Prima tappa di Serie A italiana.

3 CdM Individuale – Chicago (US). Prima Tappa, detta anche American Cup. Parteciperanno la campionessa mondiale Morgan Hurd e Yul Moldauer, bronzo a Montreal 2017.

17 CdM Individuale – Stoccarda (GER). Seconda tappa. Tra il 16 e il 18 si terrà anche una gara a squadre tra nazioni.

15-18 CdM Specialità – Baku (AZE). Terza tappa.

21-22 CdM Individuale – Birmingham (UK). Terza tappa.

21-24 CdM Specialità – Doha (Qatar). Quarta tappa. Sarà il banco di prova per i mondiali che si terranno sette mesi più tardi.

 

Aprile

5-13 Commonwealth Games – Gold Coast (AUS)

14 CdM Individuale – Tokyo (JAP). Quarta e ultima tappa.

14-15 Trofeo Internazionale Città di Jesolo – Jesolo (ITA). Sono già confermate: USA, Italia, Russia, Romania, Germania, Gran Bretagna, Canada e Francia.

 

Maggio

4-5 Serie A – Assago (ITA). Dopo la tappa del 2015, Ginnastica Meda riporta la ginnastica italiana al Mediolanum Forum di Assago.

24-27 CdM WCC – Osijek (CRO). Prima tappa.

31-3 giugno CdM WCC – Koper (SLO). Seconda tappa.

 

Giugno

8-9 Serie A – Torino (ITA). Terza e ultima tappa. Chi saranno le squadre che conquisteranno i titoli italiani e chi retrocederà?

14-17 CdM WCC – Guimaraes (POR). Terza tappa.

22-1 luglio Giochi del Mediterraneo -  Tarragona (SPA). Uno degli appuntamenti a cui l’Italia non è mai mancata. I Giochi dovevano tenersi nel 2017 ma per motivi organizzativi sono slittati a quest’anno.

 

Luglio

6-8 Campionati Assoluti – Riccione (ITA). Tutte le ginnaste e i ginnasti italiani più forti si sfideranno per i titoli assoluti e per un posto agli imminenti Europei di Glasgow.

6-8 CdM WCC – Mersin (TUR). Quarta tappa nella città dei Giochi del Mediterraneo 2013.

 

Agosto

2-12 Campionati Europei – Glasgow (UK).

18-2 settembre Asian Games – Jakarta (RI).

 

Settembre

21-23 CdM WCC – Szombathely (HUN). Quinta tappa.

27-30 CdM WCC – Parigi (FRA). Sesta e ultima tappa.

 

Ottobre

6-18 Youth Olympic Games – Buenos Aires (ARG).Dopo Rio 2016 le Olimpiadi tornano in Sud America con la versione per junior.

25-3 novembre Campionati Mondiali 2018 – Doha (QAT). Il Qatar vuole diventare il centro mondiale dello sport e la ginnastica ne sarà protagonista. L’Aspire Dome accoglierà i ginnasti migliori del mondo che non avranno sicuramente problemi di spazio, essendo l’arena indoor più grande del mondo.

 

Novembre

22-25 CdM Specialità – Cottbus (GER). Prima tappa. Ricomincia da qui il circuito che vedrà alla fine del 2019 qualificare i migliori ginnasti agli attrezzi per Tokyo 2020. 

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