Login to your account

Username *
Password *
Remember Me

Create an account

Fields marked with an asterisk (*) are required.
Name *
Username *
Password *
Verify password *
Email *
Verify email *
Captcha *
Reload Captcha
Domenica, 25 Agosto 2019
 ginnasticando.it

Durante le finali di specialità per attrezzo di ieri, 14 agosto, alla Olympic Arena di Rio non sono certo mancati i colpi di scena. Corpo libero e cavallo con maniglie per la ginnastica artistica maschile, volteggio e parallele asimmetriche per la femminile hanno regalato agli spettatori grandi emozioni.

Al corpo libero maschile Max Withlock con un esercizio da manuale conquista il primo gradino del podio e lascia ai due brasiliani Diego Hypolito e Arthur Mariano, rispettivamente l’argento e il bronzo. Opaca la prestazione di entrambi i super favoriti giapponesi Kenzo Shirai e Kohei Uchimura, relegati inaspettatamente ai piedi del podio in quarta e quinta posizione a causa di diverse, letali imperfezioni.

Al volteggio femminile la finale si apre col botto con il tentato TTY (Yurchenko con triplo avvitamento) di Hong Un Jong. La nord coreana, però, non riesce ad eseguirlo al meglio: poggia i piedi sul tappetino ma rimbalza a terra e i giudici decidono anche di non assegnarle la difficoltà di questo salto, dal punteggio di partenza pari a 6.7. Hong conclude la sua gara in sesta posizione, cancellando in un istante ogni possibilità di medaglia e pure la speranza di vedere il difficilissimo movimento denominato a suo nome. Altra grande sorpresa di questa finale arriva da Oksana Chusovitina. All’età di quarantuno anni presenta in gara un ottimo Produnova (da un punteggio di partenza pari a 7.0) ma purtroppo paga una caduta all’arrivo del salto e conclude la sua finale in settima posizione. L’indiana Dipa Karmakar, invece, migliora il suo Produnova rispetto alla qualifica e si avvicina vertiginosamente al podio. Giulia Steingruber, però, approfitta dell’assenza della Hong e con due salti puliti, precisi e dalle ottime difficoltà conquista un’inaspettata quanto meritata medaglia di bronzo. Migliore di quattro centesimi più di lei la campionessa europea in carica Maria Paseka, che si migliora rispetto alla scorsa olimpiade mettendo le mani sull’argento grazie a due buoni salti. Gli stessi salti, un Cheng (6.4) e un Amanar (6.3) sono presentati anche da una strepitosa Simone Biles, con ben altra esecuzione. L’americana, ultima in ordine di salita, esegue due salti composti, altissimi e con solo qualche passetto di troppo sugli arrivi. È il terzo oro di questa olimpiade per lei.

Al Cavallo con Maniglie Withlock conquista il secondo oro di giornata con un esercizio dall’incredibile punteggio di partenza di 7.2 che gli garantisce l’oro. Più preciso di lui ma penalizzato dal punteggio di partenza più basso il connazionale Louis Smith che deve accontentarsi dell’argento. Il bronzo va, invece, all’americano Alexander Naddour ai danni del francese, Cyril Tommasone, quarto a un solo decimo di distanza.

L’ultima finale del giorno è quella alle parallele asimmetriche. Con una prestazione sensazionale, dalla precisione millimetrica, Aliya Mustafina si riconferma campionessa olimpica alle parallele asimmetriche per un altro quadriennio, superando di poco meno di un decimo l’americana Madison Kocian, altra favorita per la conquista del titolo. Fuori dalla zona medaglia sia Gabby Douglas, che commette una clamorosa indecisione (senza però cadere) all’inizio dell’esercizio, sia la russa Daria Spiridonova, caduta da uno Shaposhnikova. Il terzo gradino del podio, conteso dalla cinese Shang Chunsong e dalle tedesche Elisabeth Seitz e Sophie Scheder, viene conquistato proprio da quest’ultima, con un esercizio impeccabile che riesce a superare per soli 33 centesimi quello della connazionale. Degna di nota anche la prestazione di Jessica Lopez, che migliora addirittura il punteggio di qualifica di 33 centesimi e termina sesta.

Di seguito tutte le classifiche complete.

Corpo libero (maschile):

1.WHITLOCK Max (GBR)- 15.633

2.HYPOLITO Diego (BRA)- 15.533

3.MARIANO Arthur (BRA)- 15.433

4.SHIRAI Kenzo (JPN)- 15.366

5.UCHIMURA Kohei (JPN)- 15.241

6.DALTON Jacob (USA)- 15.133

7.THOMAS Kristian (GBR)- 15.058

8.MIKULAK Samuel (USA)- 14.333

 

Volteggio (femminile):

1.BILES Simone (USA)- 15.966 (VT1- 15.900 (D-6.3); VT2- 16.033 (D-6.4))

2.PASEKA Maria (RUS)- 15.253 (VT1- 15.266 (D-6.4); VT2- 15.241 (D-6.4))

3.STEINGRUBER Giulia (SUI)- 15.216 (VT1- 15.533 (D-6.2); VT2- 14.900 (D-5.8))

4.KARMAKAR Dipa (IND)- 15.066 (VT1- 14.866 (D-6.0); VT2-15.266 (D-7.0))

5.WANG Yan (CHN)- 14.999 (VT1- 14.866 (D-6.0); VT2- 15.133 (D-6.2))

6.HONG Un Jong (PRK)- 14.900 (VT1- 15.400 (D-6.4); VT2-14.400 (D-6.3))

7.CHUSOVITINA Oksana (UZB)- 14.833 (VT1- 14.933 (D-7.0); VT2- 14.733 (D-6.0))

8.OLSEN Shallon (CAN)- 14.816 (VT1- 14.966 (D-6.3); VT2- 14.666 (D-5.9))

 

Cavallo con maniglie:

1.WHITLOCK Max (GBR)- 15.966

2.SMITH Louis (GBR)- 15.833

3.NADDOUR Alexander (USA)- 15.700

4.TOMMASONE Cyril (FRA)- 15.600

5.BELYAVSKIY David (RUS)- 15.400

6.KUKSENKOV Nikolai (RUS)- 15.233

7.MERDINYAN Harutyun (ARM)- 14.933

8.VERNIAIEV Oleg (UKR)- 12.400

 

Parallele Asimmetriche:

1.MUSTAFINA Aliya (RUS)- 15.900

2.KOCIAN Madison (USA)- 15.833

3.SCHEDER Sophie (GER)- 15.566

4.SEITZ Elisabeth (GER)- 15.533

5.SHANG Chunsong (CHN)- 15.433

6.LOPEZ AROCHA Jessica Brizeida (VEN)- 15.333

7.DOUGLAS Gabrielle (USA)- 15.066

8.SPIRIDONOVA Daria (RUS)- 13.966

La prima qualificazione é finita. L'azzurro Ludovico Edalli ha terminato la sua gara di qualificazione con un punteggio finale di 81.798 (Anelli 13.666, Volteggio 13.933, Parallele 14.400, Sbarra 14.033, Corpo libero 12.433 dove, purtroppo,paga una caduta dallo tsukahara di uscita, Cavallo 13.333).
Chiude, così, in 44esima posizione, rimanendo quindi fuori dalla finale AA.
A questa prenderanno parte, invece, in ordine di classifica, Cina, Stati Uniti, Russia, Giappone, Gran Bretagna, Brasile, Ucraina e Germania.

Per quanto riguarda invece la classifica individuale AA, quasi niente di nuovo per la maschile che vede, in prima posizione,
Dopo una gara perfetta guida la classifica Oleg Vernaiev con 91,964, in seconda Kohei Uchimura con 90,498 e in terza David Belyavskiy con 89,799. La finale sarà AA domani.

Foto a cura della UEG.

Il 13 giugno inizierà ufficialmente il cammino delle ragazze azzurre verso Rio de Janeiro, che come primo step vede appunto cinque giorni di collegiale a Brescia. Il primo di una serie che porterà Enrico Casella, Direttore Tecnico, a scegliere le cinque ragazze che comporranno la squadra in partenza per il Brasile.

A questo primo collegiale le convocate sono nove: Vanessa Ferrari, Erika Fasana, Martina Rizzelli, Sofia Busato, Carlotta Ferlito, Elisa Meneghini, Enus Mariani, Lara Mori e Tea Ugrin.

Le ragazze sono state poi raggiunte nei giorni successivi da Giorgia Campana.

Nove nomi tra i quali si celano quelli delle future azzurre olimpioniche.

La scelta senz’altro non sarà facile per il DTNF perché tutte queste ragazze, ma anche molte altre non presenti in questo elenco, sono motivate, forti e determinate e hanno dimostrato il loro valore. Tuttavia si sa che l’impegno e la determinazione purtroppo non sono sufficienti a guadagnarsi un posto in squadra, specie per un appuntamento così prestigioso.

A essere determinanti saranno i punti forti di ciascuna ginnasta, la stabilità in gara, la tenuta mentale  e fisica e perché no anche un pizzico di fortuna. Tutte le ragazze hanno avuto l’occasione di testarsi su importanti campi internazionali e nazionali quest’anno, partendo dalla serie A fino ai recenti Europei di Berna.

Vanessa Ferrari, leader e indiscutibile trascinatrice della squadra italiana, dopo i Mondiali di Glasgow 2015 ha avuto un periodo di riposo per recuperare a pieno la forma fisica, leggermente compromessa da alcuni piccoli infortuni e fastidi. Il suo ritorno in gara è stato a Torino, per la finale di Serie A 2016, dove ha ben figurato nonostante ancora in fase di ripresa. Dal 23 al 26 giugno la vedremo inoltre impegnata alla World Challenge Cup di Anadia (Portogallo) dove, per il momento, dovrebbe gareggiare a trave, parallele e corpo libero.  Nonostante l’incognita dei problemi fisici, Vanessa rimane un elemento importante per la squadra, sia per la sua comprovata solidità di punteggi sia per l’esperienza che la rende un importante punto fermo per le ragazze più giovani e già questi elementi la avvicinano al pass olimpico. 

In recupero anche l’altra brixiana Erika Fasana, il cui rientro è stato alla tappa di Roma di Serie A. Anche lei ormai ha dato prova della sua affidabilità soprattutto mentale in gara, ma la lontananza dal campo gara lascia un’incognita sul suo livello di preparazione fisica attuale. I suoi punti di forza sono corpo libero e volteggio, grazie alla sua esplosività e potenza e qualora presentasse il suo massimo saremmo di fronte ad esercizi di valore molto alto, specie appunto al corpo libero.  Anche lei però, premesso un ottimale stato fisico, è una delle favorite nella corsa azzurra. Altra sprinter alla ricerca del pass olimpico è Carlotta Ferlito, reduce da una stagione dove si è dimostrata in gran forma e con ampi margini di miglioramento. Purtroppo una brutta caduta in uscita dalla trave al Trofeo di Jesolo l’ha costretta ad allentare un po’i ritmi in via precauzionale e, così come Fasana e Ferrari, non ha preso parte agli Europei di Berna. Carlotta si è sempre dimostrata un’ottima garista, e comunque rimane una forte All-Arounder ma soprattutto una specialista alla trave, e proprio in questo attrezzo andrà alla ricerca quantomeno della finale a otto in tutti i prossimi appuntamenti.

Martina Rizzelli, altra brixiana, partita in sordina nella sua carriera da senior, sembrava destinata a non riuscire a gestire l’ansia durante la gara, ma come era ovvio, è bastata la dovuta esperienza a tirare fuori le sue vere qualità. Ha come punti di forza le parallele e il volteggio, ed ha preso parte agli Europei di Berna dove purtroppo è incappata in due errori, rispettivamente in finale a squadre e finale ad attrezzo, proprio sui suoi amati staggi. Un peccato soprattutto per l’esercizio della finale a squadra dove l’errore non è stato dovuto alla tecnica ma probabilmente a una banale disattenzione, ma può capitare e servirà da esperienza per il futuro.

Diverso discorso per le “giovani”, ovvero le restanti che, per vari motivi, non sempre hanno fatto parte della nazionale senior o che vi sono entrate da poco.

Elisa Meneghini, classe 1997, ha saltato i Mondiali 2013 e per motivi di salute anche i Mondiali 2014 ma in tutti gli altri contesti ha sempre dato il suo contributo alla squadra. Anche lei figura bene come All-Arounder nonostante spicchi particolarmente al corpo libero e soprattutto alla trave. L’aggiunta del salto teso avvitato alza notevolmente il valore di partenza dell’esercizio e la naturale predisposizione di Elisa fa il resto, tuttavia è necessario consolidare l’esecuzione poiché, dopo l’upgrade, la prima trave priva di errori la piccola comasca l’ha messa a segno solo a Berna. Sicuramente una Elisa al top della forma può essere un ottimo contributo alla squadra,; il lavoro più grande va fatto ora sul lato emotivo, quello che purtroppo ha giocato i peggiori scherzi alla nostra azzurra.

Discorso opposto per Lara Mori: la piccola toscana ha dimostrato di avere un’ottima tenuta mentale in gara, specie quando ai Mondiali 2014 si trovò a dover sostituire proprio la compagna Elisa Meneghini, e in generale ha sempre avuto costanza in gara. Qualche piccolo risentimento fisico l’ha costretta a tirare il freno alla preparazione, e il livello degli esercizi ne ha leggermente risentito, ma all’appuntamento europeo ha dimostrato di riuscire a coprire bene comunque trave, parallele e corpo libero. La sua versatilità e la tenuta di gara la rendono utilissima per una squadra che ha già eventuali specialiste.

Enus Mariani, campionessa europea juniores 2012, fermata poi per un brutto problema fisico alla schiena, ha lavorato duramente per recuperare la forma e soprattutto tra gli staggi, quando presenta l’esercizio completo e senza errori, è una delle migliori interpreti del panorama italiano. Ginnasta estremamente elegante e dalle ottime linee, si esprime bene anche alla trave. Al corpo libero perde un po’ per quanto riguarda l’acrobatica e a Berna è incappata in due errori identici nello tshukara. Visto il suo stile potrebbe però puntare su un corpo libero di ispirazione olandese, come quello della Thorsdottir, dall’acrobatica relativamente semplice ma ricco di salti artistici e giri. Anche Enus, così come Elisa, viene frenata dall’aspetto emotivo. Le potenzialità non mancano ed è necessario affinare la tenuta mentale, perché sarà senza dubbio la determinante nella scelta.

New entry totale, al suo debutto nella nazionale senior proprio alla rassegna elvetica è Sofia Busato. La giovane brixiana ha be figurato alla sua prima uscita in azzurro, portando a casa quattro volteggi magistrali e aggiudicandosi la finale a otto, dove si piazza quarta. Nessun errore per lei e un’ottima tenuta di gara, tuttavia al momento dovrà lavorare per incrementare almeno un altro attrezzo per darsi un ulteriore aiuto nella corsa al pass olimpico. Sicuramente però l’ottima performance di debutto lascia ben sperare sulla sua tenuta mentale e anche sulle possibilità di migliorare ulteriormente i salti al volteggio, per poter magari puntare a una finale in chiave olimpica, dove il livello è molto più altro rispetto ad un europeo.

Ultima, ma non meno importante, Tea Ugrin. La triestina, anche lei uscente da una fase di ripresa, ha mostrato le sue doti a Glasgow 2015, dimostrando un ottimo connubio tra tecnica e tenuta mentale che, quando al top della forma, la rendono un’altra importante pedina della squadra italiana.

Ha i suoi punti di forza proprio a trave e parallele, aiutata anche lei da un eleganza innata e un’ottima espressività.

Al momento è impossibile anche solo prevedere quali saranno le scelte in prospettiva olimpica, perché, se alcune osservazioni sono già state fatte durante le varie gara in questo primo semestre del 2016, tutto dipenderà da chi arriverà più pronta e più capace alla fine dei vari collegiali. Da non sottovalutare, come già detto, la componente mentale. Affrontare una gara olimpica richiede ottimo controllo e sangue freddo che non tutte le ragazze, come è giusto che sia, hanno innato. Auguriamo comunque a queste ginnaste un buon lavoro, un in bocca al lupo e soprattutto auguriamo di poter dimostrare, da ora fino a fine luglio, le loro vere capacità. Il sogno olimpico è sempre più vicino e per cinque di loro ben presto diventerà realtà. 

  1. Popular
  2. Trending
  3. Comments