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Martedì, 19 Marzo 2019

Si è conclusa da poco la Stoccarda Team Challenge dove sono stati impegnati gli azzurri. La nazionale è ancora viva, ne hanno dato prova Matteo Morandi, Enrico Pozzo, Andrea Cingolani, Ludovico Edalli e Paolo Principi. I ragazzi infatti sono riusciti a conquistare il quinto posto, lasciandosi così alle spalle il brutto ricordo di Glasgow. Davanti all'Italia si piazzano: al quarto posto la Germania (175.195), al terzo posto il Brasile (175.428), sul secondo gradino del podio l'Ucraina (176.762) e al primo posto la Gran Bretagna (177,228).

Andiamo adesso ad analizzare la gara per attrezzo.

Corpo libero:
Il Brasiliano Mariano Arthur conquista tranquillamente il primo posto con un punteggio di (15.266), al secondo posto troviamo invece il Britannico Thomas Kristian (15.00) e al terzo posto l'Ucraino Verniaiev Oleg (14.966). Paolo Principi e Andrea Cingolani si sono rispettivamente piazzati al settimo (14.400) e dodicesimo (12.933) posto. 

Cavallo con maniglie:

Primo Posto per l'Ucraino Verniaiev Oleg (15.133), al secondo posto troviamo il Brasiliano Sasaki Junior Sergio (14.966) e sul terzo gradino del podio il Tedesco Tobas Andres (14.633). Paolo Principi ancora non riesce a schiodarsi dal settimo posto (14.333). Ludovico Edalli si piazza all'ottavo posto a poca distanza dal compagno di squadra (14.200).

Anelli:

Primo posto per il Britannico Tulloch Courney(15.766) Splendida gara per l'Ucraina che piazza due atleti sul podio, Verniaiev Oleg al secondo posto (15.433) e Radivilov Igor al terzo posto (15.233).

Decisamente meglio gli Italiani Matteo Morandi (15.033) e Andrea Cingolani (14.933) che riescono a conquistare rispettivamente il quinto e sesto posto.

Volteggio:

Ancora Ucraina sul podio, questa volta sui gradini più alti, primo posto per Radivilov Igor (15.266), secondo posto ancora lui... un immenso Verniaiev Oleg (15.00). Al terzo posto troviamo l'azzurro Andrea Cingolani che con un punteggio di (14.700) riesce a portare a casa una medaglia di bronzo. Purtroppo per trovare un altro azzurro dobbiamo scendere molto in classifica, all'undicesimo posto si piazza Ludovico Edalli con un punteggio di (14.300).

Parallele simmetriche:

Cambiano i colori del podio, questa volta il primo posto è britannico Willson Nile infatti stacca tutti con un punteggio di (15.866), sul secondo e terzo gradino del podio salgono i padroni di casa Dauser Lukas (15.400) e Herder Philipp (15.166). Ottavo posto invece per Ludovico Edalli (14.633) e decimo posto per Matteo Morandi (13.733).

Sbarra:

Per la terza volta troviamo sul gradino più alto del podio Mariano Arthur (15.300), secondo posto Varniaiev Oleg (15.166), terzo posto invece per il Tedesco Jursch Cristopher (14.933). Ottavo posto per Enrico Pozzo (14.400) e decimo posto per Paolo Principi (13.966).

Grande prova di forza questa finale che da sicuramente coraggio agli azzurri, anche in vista del Test event che si disputerà tra un mese in Brasile.

 

Ieri sera si è svolta a Stoccarda la fase di qualifica per l'edizione 2016 del Team Challenge. Per l'Italia presenti in pedana Matteo Morandi, Andrea Cingolani, Enrico Pozzo, Ludovico Edalli e Paolo Principi.

A prendere parte alla kermesse tedesca anche le nazionali di Gran Bretagna, Brasile, Germania, Giappone, Ucraina, Svizzera e un gruppo misto. 

La classifica ha visto gli Azzurri posizionarsi, con il punteggio di 256.350, al quarto posto sotto Gran Bretagna (262.250), Brasile (258.050) e Germania (257.800).

La competizione prevedeva un format 5-4-3 (cinque atleti in squadra, quattro ginnasti che eseguono e tre punteggi che formano il totale di squadra).

La finale di oggi, che sarà alle 15.30, prevederà invece un modello diverso. Solo due ginnasti avranno la possibilità di salire sull'attrezzo e saranno loro a costituire il punteggio totale.

Gamba Azzurri!!!

 

Facciamo un grande in bocca al lupo a Nicola Bartolini,ginnasta di punta della Nazionale maschile Azzurra, che si é infortunato alla spalla in allenamento eseguendo lo tsukahara avvitato al corpo libero.
Per ora sembra scongiurata l'ipotesi dell'operazione chirurgica.
Siamo certi che Nicola, con la grinta che lo contraddistingue, riuscirà a superare nel miglior dei modi questo ostacolo e tornerá piú forte di prima.
Forza Nicola!!!

Da qualche ora la Federazione Internazionale ha rilasciato la lista provvisoria di tutti i nominativi di ginnasti e ginnaste che saranno impegnati al Test Event di metà aprile. Tra questi, ovviamente, anche i quattro che vestiranno la maglia azzurra.

I rispettivi Direttori Tecnici hanno iscritto per la femminile Lara Mori e Tea Ugrin e per la maschile Matteo Morandi e Ludovico Edalli.

Mentre per le prime due sarà principalmente un'esperienza (in quanto l'Italia ha giò ottenuto il pass per Rio al Mondiale di Glasgow), per i secondi sarà l'occasione di guadagnare quel posto, non nominativo, che servirebbe alla sezione per riscattare la delusione scozzese.

Ricordiamo, ancora una volta, che questi nomi potrebbero essere soggetti a variazioni in quanto la Federazione Italiana non ha ancora ufficializzato le convocazioni.

L'Italia dei piccoli si tinge d'argento e la maschile torna a sorridere. Nonostante una formazione quasi tutta al debutto in campo internazionale, gli azzurri sono riusciti a piazzarsi sul secondo gradino del podio alle spalle del Giappone. Inizia e si conclude così l'Austrian Future Cup andata in scena domenica a Linz, città del Danubio.

Marco Achilli, Luca Bolzoni, Lay Giannini e Fabrizio Valle, i ragazzi che hanno preso parte alla gara, hanno realizzato un totale di 231.500. Il Giappone, che sale, appunto, sul primo gradino del podio, realizza un totale di 238.500, terza invece l'Austria padrone di casa. La squadra francese al corrente degli attentati terroristici che hanno colpito la “Ville Lumière”, con una grande prova di forza, coraggio e sportività, porta a termine la gara piazzandosi al quarto posto. Nell'all around Marco Achilli, con un totale di 77.300, fa da padrone e si piazza al primo posto dedicando la vittoria alle vittime degli attentati.

Al secondo posto il Giapponese Tachi Adachi. Terzo il francese Martin Duville con 75.450, a solo un decimo dal secondo posto. Achilli in un’intervista rilasciata alla FGI, dice: “Faccio i complimenti a tutta la nazionale francese e a Martin Duville. Nonostante il forte clima di tensione Martin ha dimostrato carattere, aggiudicandosi il terzo posto individuale”. Per gli altri ragazzi italiani, quarto Luca Bolzoni (75.400), sesto Fabrizio Valle(75.050). Volano alti i baby della maschile, in una gara che ha lanciato uno sguardo agli Europei di Berna nel 2016.

A Zurigo si terrà anche quest’anno la Swiss Cup, precisamente domenica 8 novembre, presso Hallenstadion. L’appuntamento è per le ore 11.30, e chiunque voglia assistere all’evento può già acquistare i biglietti presso tutti i punti vendita Ticket Corner, Posta, Manor, FFS e Coop City.

La Swiss Cup prevede la partecipazione congiunta di due ginnasti per nazione, maschio e femmina, che gareggiano assieme ed i cui punteggi vengono poi sommati per ottenere il totale, e attualmente i partecipanti confermati sono:  Laura Schulte e Claudio Capelli (Team Svizzera 1), Ilaria Kaslin e Pablo Bragger (Team Svizzera 2), Victoria Kayen Woo e Courtney Tulloch (Team Canada/Gran Bretagna), Elisabeth Seitz e Fabian Ambuchen (Team Germania 1), Pauline Schafer e Andreas Brestschneider (Team Germania 2), Camille Bhal e Julien Gobaux (Team Francia), Yuki Uchiyama e Kazuma Kaya (Team Giappone), Alexa Citali Moreno Medina e Daiel Corral (Team Messico), Larisa Iordache e Marius Daniel Berbecar (Team Romania) e Angelyna Kysla e Oleg Vernaiev (Team Ucraina).

L’Italia, almeno al momento, non risulta partecipante, ma senza dubbio la competizione sarà avvincente e grazie alla minuziosa organizzazione elvetica lo spettacolo è assicurato.

A Città del Messico si è concluso da qualche ora il prestigioso Abierto Mexicano de Gimnasia. Il podio femminile è stato ampiamente dominato, come da previsione, dalla ginnasta Canadese Isabella Onyshko (56.500), seguita dalla messicana Ana Lago (55.700), protagonista di un ottima gara, e dalla giapponese Ishikura (54.800). Lara Mori, purtroppo, ha commesso due importanti cadute alle parallele (11.350) che non le hanno permesso di andare più su del quinto posto generale. La sua gara è stata comunque di buon livello, infatti, ha guadagnato il secondo punteggio sia alla trave (14.400), dietro la messicana Ana Lago (14.450) che al corpo libero (13.950, a parimerito con l'ucraina Angelina Kysla) alle spalle della canadese Isabella Onyshko (14.250). Inoltre ha mantenuto un buon livello anche al volteggio con il suo FTY (13.650).

Il primo punteggio al volteggio, invece, è andato alla messicana Lago (14.450), seguita dalla canadese Onyshko (14.100) e dall'ucraina Kysla (13.900) mentre alle parallele il miglior totale è stato quello della Onyshko (14.550). Dietro la canadese, Ana Lago (13.950) e Azumi Ishikura (13.500).

L'oro maschile individuale va al giapponese Yoshioka (87.000), argento per lo spagnolo Nestor Abad (86.900) e bronzo per lo statunitense Danell Leyva (85.650).

Al corpo libero maschile il primo punteggio va al messicano Kevin Cerda, il secondo a Leyva e il terzo al giapponese Yoshioka. Il cavallo con maniglie è dominato da Yoshioka, seguito dall'ucraino Vladyslav Hyrko mentre alle parallele pari la miglior prestazione è di Nestor Abad.

L'Azzurro Paolo Principi si è piazzato, anch'esso, al quinto posto della rassegna messicana con 82.650 punti. Gara pulita anche per lui. Discreto il corpo libero con 13.500, poi cavallo e anelli con 13.150 e 13.900. Ottimo anche il volteggio con lo score di 14.250, meno le paralle pari con 13.200. Perfetta, infine, l'esecuzione alla sbarra con 14.650. Come accaduto anche per Lara, forse, i punteggi sono stati un po' più bassi del solito a causa dell'assenza di un giudice Italiano. 

Differentemente da quanto annunciato nei giorni che hanno preceduto l'evento, infine, non è stato assegnato il favoloso body da 10.000 dollari. 

Inizia un nuovo anno, ma non un anno qualsiasi, almeno per chi vive immerso nel mondo sportivo. Il 2016 è l’anno olimpico, l’anno di Rio. Tra qualche mese le delegazioni italiane di ogni disciplina voleranno nel paese carioca per prendere parte alla più prestigiosa manifestazione sportiva esistente, i Giochi Olimpici.

 

Il mondo della ginnastica italiana ha iniziato la preparazione a quest’evento già dopo le Olimpiadi di Londra 2012: il lavoro di miglioramento e mantenimento delle senior, per cercare chi di fare il bis e chi di ottenere un posto mancato per un soffio, ma soprattutto un imponente lavoro di preparazione e crescita per tante giovanissime ginnaste junior.

 

Tra queste, le ragazze nate nell’anno 2000 sono coloro che dal primo gennaio 2016 sono passate ufficialmente nella categoria senior, il che significa che anche per loro c’è la possibilità di giocarsi un posto in nazionale.

 

Chiaramente il livello richiesto è molto alto, e tra le giovani neo senior abbiamo una rosa di ragazze che lascia ben sperare e che senz’altro non si tirerà indietro in questa corsa per strappare il pass olimpico.

 

Stiamo parlando precisamente di Sofia Busato, tesserata Brixia e campionessa italiana al volteggio agli assoluti 2015, e della sua compagna di squadra Pilar Rubagotti, anche lei in squadra agli europei juniores di Sofia 2014 e bronzo al corpo libero agli assoluti dello stesso anno.

 

Cambiano i colori ma non il valore, per Desiree Carofiglio, altra neo senior in forza alla FutureGym e bronzo al volteggio agli assoluti 2015.

Alla lista si aggiunge Michela Redemagni, stella della Fratellanza Savonese e parte del team che ha vinto il bronzo al Gymnix nel 2014, squadra in cui era presente anche Clara Colombo, della Juventus Nova Melzo. Ultima in elenco ma non per importanza, Giada Grisetti, del Centro Sport Bollate, prima in forza alla nazionale svizzera, che quest’anno agli assoluti ha conquistato l’argento a parallele.

Sei ragazze tutte con lo stesso sogno: volare in Brasile con il body della nazionale in valigia.

Alcune di loro possono puntare sul fatto di avere più esperienza, rispetto alle compagne, o punti di forza notevoli, come il volteggio di Sofia Busato o le parallele di Giada Grisetti che vantano delle linee estremamente eleganti, ma stiamo comunque parlando di ragazze che per la maggior parte non ha ancora compiuto sedici anni, e stiamo dunque parlando di enormi potenziali che non aspettano altro che uscire e mostrarsi.

 

Senz’altro il passaggio di categoria non è un momento semplice, specie se fatto in un momento di così grande valore. Le aspettative sono maggiori, il carico di lavoro deve crescere per permettere a queste giovanissime ragazze di tenere il passo delle compagne più grandi ed esperte e la competizione per un posto in squadra è sicuramente più impegnativa. 

 

Una particolarità della rosa di ginnaste Italiana è che, almeno al momento, in corsa per Rio ci sono quatto delle cinque ragazze che componevano la squadra a Londra: unica assente, per ritiro, Elisabetta Preziosa.

 

Vanessa Ferrari, Erika Fasana, Giorgia Campana e Carlotta Ferlito sono le principali avversarie che queste giovani ginnaste dovranno affrontare e cercare di eguagliare, ma alle quali dovranno anche ispirarsi per migliorare e crescere a livello sportivo.

 

Senz’altro non troveranno solo loro lungo il cammino per le Olimpiadi: ginnaste del calibro di Elisa Meneghini, Martina Rizzelli, Enus Mariani e Arianna Rocca non saranno da meno quanto a impegno, ma siamo sicuri che le giovanissime daranno il meglio per una lotta ad armi pari.

 

Un benvenuto quindi a queste giovanissime ragazze che sono entrate da pochi giorni nella categoria delle “grandi”, ed un bentornate a tutte le altre ginnaste che, con l’inizio dell’anno, si apprestano a riprendere il loro lavoro, vi auguriamo di riuscire a realizzare i vostri sogni sportivi.

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