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Lunedì, 25 Marzo 2019

Da un weekend denso di appuntamenti per la ginnastica artistica internazionale, l’Italia maschile dimostra ancora una volta di esserci, di essere combattiva, competitiva e di stare marciando a pieno ritmo verso le qualificazioni di Tokyo 2020.

Nicola Bartolini, Ludovico Edalli, Luca Lino Garza, Nicolò Mozzato e Marco Sarrugerio scendono in gara per la Pokal Team Challenge di Stoccarda, competizione facente parte del circuito della World Cup 2019. Sabato si qualificano con il quinto punteggio e ieri confermano il piazzamento dietro a Russia, Germania e Giappone, che nell’ordine conquistano il podio, e dietro al Brasile, quarto classificato. I ragazzi azzurri conducono una gara lineare e con grande concentrazione e spirito di squadra, portano a casa una gara quasi completamente priva di errori. Ludovico Edalli per la squadra maschile è una conferma, spicca il suo 13.900 alla sbarra e il 13.600 al cavallo, Marco Sarrugerio commette l’unica caduta della squadra agli anelli ma alle parallele pari piazza un buon 14.100. Al rientro in campo internazionale dopo un’assenza durata quasi quattro anni, Nicola Bartolini si scatena e piazza 14.566 al volteggio e 13.933 al corpo libero, stesso punteggio d’attrezzo ottenuto anche dal campione europeo junior in carica Nicolò Mozzato, alla sua prima gara internazionale da Senior. Luca Garza gareggia solo al volteggio e ben figura con un 14.166.

Dunque il quadro generale che esce da questa Challenge a Stoccarda è un’Italia giovane, concentrata e determinata a fare bene, un quadro positivo e assolutamente di buon auspicio per il futuro della nostra nazionale.

Dal Mar Caspio al Golfo Persico, l'Italia dell'artistica maschile e femminile viaggia senza sosta per rincorrere la qualificazione ai Giochi Olimpici di Tokyo 2020. Qualificazione che passa inevitabilmente dalle Wordl Cup Series, iniziate quest'anno a Melbourne (AUS) con l'oro di Vanessa Ferrari al corpo libero e passate poi con i successi, ancora più entusiasmanti, di Baku dello scorso weekend con l'argento di Lara Mori e bis per la campionessa di Orzinuovi con il bronzo al quadrato.

Ed è proprio dalla capitale azera che la delegazione Italiana di artistica è partita alla volta del Qatar dove, dal 20 al 23 marzo andrà in scena la terza Coppa del Mondo di specialità all'Aspire Dome.

La convocazione riguarda gli stessi ginnasti impegnati a Baku; per la maschile Marco Lodadio (Aeronautica Militare), che vuole migliorare il 5° posto agli anelli, Matteo Levantesi (Nardi Juventus) sesto nella finale alle parallele e Carlo Macchini (Fermo ’85).

L’Italdonne invece sarà rappresentata dalle tre atlete dell’Esercito Vanessa Ferrari, Lara Mori e Martina Rizzelli (sesta nella finale agli staggi asimmetrici in Azerbaijan).

Gli atleti sono accompagnati dai tecnici Luigi Rocchini e Marco Fortuna (per la GAM), Stefania Bucci e Anna Samadello (per la GAF) e il fisioterapista Alessandro Cervati.

 

Si è da poco conclusa la prima giornata di qualificazioni della Coppa del mondo di Doha in Qatar.

Gli attrezzi previsti per oggi erano anelli, corpo libero e cavallo con maniglie.                                                                                                         

Ottima gara per gli azzurri, ennesima dimostrazione della ripresa dell'Artistica maschile italiana: Lodadio ha infatti centrato la finale agli anelli con il quinto punteggio provvisorio.

Buoni punteggi anche per Russo e Bartolini, quest'ultimo a un soffio dalla finale al Quadrato.

Sul versante femminile, impegnato a parallele e volteggio, Lara Mori si qualifica al settimo posto alle parallele ed Elisa Meneghini è prima riserva.

Aggiornamenti domani per la seconda giornata di qualifiche.

Si svolgerà a Doha, in Qatar, la prima tappa di Coppa del mondo per la Ginnastica Artistica, dal 21 al 24 Marzo. La competizione è di specialità e non è previsto il concorso all around. I 3 Ginnasti Italiani convocati sono: Nicola Bartolini (gareggerà al corpo libero e al cavallo con maniglie), Marco Lodadio (corpo libero e anelli) e Andrea Russo (cavallo con maniglie, anelli, parallele e sbarra).

L’obiettivo degli azzurri, che stanno ultimando la loro preparazione, è quello di raggiungere un buon piazzamento ai fini della classifica.

Una Tappa importante dunque per l’artistica maschile, che prova a ripartire dopo la disfatta olimpica di Rio e in seguito alla peculiare scelta della federazione di concedere il pass per Montreal a 3 soli ginnasti (invece dei 6 previsti).

Qualcuno dice che non sempre la parola “fine” mette davvero un punto di chiusura a qualcosa, ma questa volta è davvero così. Quando un sipario si chiude, una pedana si mette da parte e a volte può essere doloroso. Questo è quello che è successo nell’ultima giornata di gare a Rio, dove in campo gara, nella finale del corpo libero di ginnastica artistica, l’azzurra Vanessa Ferrari non è riuscita, purtroppo, a prendersi la sua rivincita che aspettava da Londra 2012. Salita in pedana per ultima, cosa che di solito facilita le ginnaste, è partita grintosa e piena di voglia di fare, come solo lei è in grado di dimostrare, ma l’esercizio non è stato dei migliori. Le spinte ci sono state, gli atterraggi un po’ meno. Sempre sorridente, precisa nei suoi movimenti, la diagonale finale è stata quella che l’ha fatta scendere dal podio e ha fatto salire, sul terzo gradino, la britannica Tinkler che, invece, ha lasciato tutti a bocca aperta. Tanto dispiacere e tanta amarezza, inutile nasconderlo, per quella che è stata la gara di chiusura di una ginnasta che, in dieci anni, ha regalato sempre tanto alla squadra e alla nazionale. Lo sguardo nell’attesa del punteggio, quegli occhi ansiosi, la mano stretta in quella di Erika Fasana, sono momenti che non saranno facili da dimenticare. L’abbraccio finale con il suo allenatore di sempre, Enrico Casella, ha già detto tutto. Un punteggio, faticoso a dirlo ma doveroso, giusto per la gara di oggi. Certo è che se si guarda la sua carriera, e anche solo l’esercizio di qualifica, un po’ di rancore rimane. Nonostante tutto, Vanessa può ritenersi contenta per quello che ha fatto nella storia della ginnastica artistica italiana femminile, per tutto quello che ha regalato, per essere sempre stata un punto fermo per la squadra e le sue compagne.
Ma Vanessa non era la sola azzurra in gara. Va rilevata, senza dubbio, l’ottima prestazione di Erika Fasana, che ha chiuso in sesta posizione, con un sorrisone a fine esercizio che ha fatto sorridere anche noi amanti e non della ginnastica. Una finale conquistata per la quale Erika deve essere contenta e un punteggio finale migliore di quello della qualifica. Ha dimostrato chi è e ha lasciato un segno come per dire a tutti che lei c’è. E c’è davvero. Nessuna novità per le prime due posizioni del podio, conquistate rispettivamente dalle statunitensi Biles e Raisman. Imbattibili e irraggiungibili, hanno chiuso quest’olimpiade nel migliore dei modi, dopo una medaglia a squadre, una medaglia entrambe nella finale AA che passerà alla storia e, per la Biles, un’altra medaglia nella finale a trave.
Finiscono così le Olimpiadi di Rio per questa disciplina, con tante emozioni e un po’ di tristezza, ma con tanta voglia di Tokyo dove siamo sicuri che le azzurre sapranno esserci e sapranno combattere, di nuovo, a testa alta.

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