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Domenica, 25 Agosto 2019
 ginnasticando.it

 

Oro, argento e bronzo, high tech e a basso impatto ambientale.

Queste le parole chiave delle prossime medaglie olimpiche che adorneranno i futuri campioni olimpici di Tokyo 2020.

A un anno di distanza dai prossimi Giochi Olimpici, i XXXII della competizione ed a più di un secolo da quell'aprile del 1896 che vide la prima edizione dell'era moderna, ecco svelato il tris di medaglie.

Come da ufficialità sulla fronte della medaglia troviamo il logo dell'edizione dei Giochi, mentre sul retro impressa la dea Nike della vittoria greca, simbolo e portafortuna delle competizione “colei che mette un mano sul capo e guida la mano degli atleti meritevoli di trionfo”.

I materiali utilizzati di metallo pieno invece sono stati ricavati dagli scarti del settore hig-tech come pc, smartphone e tablet, scelta non solo politically-correct ma completamente in linea con l'environment in direzione di sostenibilità che ha investito il mondo politico ed economico negli ultimi anni; basti pensare al ruolo assunto da Greta Thunberg, alle politiche su riscaldamento globale ed inquinamento ambientali di oceani e non. 

Noi speriamo non sia solo un un fantoccio che brucia per distogliere lo sguardo da quelli che sono i problemi e le relative soluzioni non sempre democatriche nell'organizzazione di grandi eventi sportivi, a breve memoria basti pensare alle disinfestazioni delle favelas nell'edizione di Rio 2016, del massacro dei randagi negli Europei di calcio in Polonia e Ucraina del 2012, ed allo sfruttamento dei lavoratori per la costruzione degli impianti sportivi nell'Olimpiade di Pechino 2008.

Si apre sotto i migliori auspici questa XXXII edizione dei Giochi, che vinca il migliore e che il Mondo le sopravviva.

Continua a crescere l'entusiasmo per i prossimi Campionati del Mondo di Ginnastica Artistica Maschile e Femminile, in programma a Stoccarda dal 4 al 13 di Ottobre. 

La cittadina tedesca si prepara ad ospitare questa competizione per la terza volta, dopo le edizioni del 1989 e del 2007 presso la Hanns-Martin-Schelyer-Halle.

E' d'importanza assoluta questa 49° edizione, ultima prova qualificante per i Giochi Olimpici di Tokyo 2020, e in cui verranno strappati gli ultimi lasciapassare per gli atleti e le squadre partecipanti, oltre a quelle già inserite nel main draw.

Nella giornata di martedì 17 Luglio presso la Stuttgart's City Hall si sono svolti i sorteggi, i primi avvenuti elettronicamente, per le suddivisioni delle squadre e gli ordini di rotazioni. Alla presenza del Presidente della Federazione Tedesca di Ginnastica Alfons Hoelzi, del Vice Presidente della Federazione di Ginnastica Sveva Michael Buerkle, ai rappresentati della FIG, il Presidente della Commissione Tecnica WAG Donatella Sacchied il Presidente della Commissione Tecnica MAG Arturs Mickevics; ed in rappresentanza degli atleti la plurimedagliata Catalina Ponor, ambasciatrice ufficiale di questa edizione, il Campione Olimpico e del Mondo Fabian Hambuechen, e a portavoce della squadra Nazionale tedesca, Kim Bui eEmilie Petz.

Per le Italiane sembra un girone in apparenza facilitato ruotando assieme a Gran Bretagna in parallela, e due gruppi formati da più squadre. Dovranno attendere l'esito di tutte le rotazioni con un occhio particolare alle prove di Olanda (8°), Giappone (9°), Russia (10°) e Usa e Brasile (12°), team estremamente competitivi e da cui saranno ostico ma non impossibile riuscire a portare a casa il pass per l'edizione nipponica dei prossimi Giochi Olimpici.

Le gare si svolgeranno dalle h9:00 di sabato 5 Ottobre.

La squadra maschile, reduce dai successi in campo Junior e degli specialisti della nazionale maggiore, nonché i risultati di Nicolò Mozzato e di Marco Lodadio, inizierà la sua qualificazione al corpo libero insieme ai team di Cina Taipei, Kazakistan e tre gruppi a suddivisione mista.

L'orario di inizio è fissato per le h10:00 di domenica 6 Ottobre.

Nadia Comaneci, colei che ottenne il primo 10 perfetto della storia della ginnastica, plurimedagliata olimpica ed una delle più grandi atlete del XXI secolo.

Nel 1976 a soli 14 anni durante i Giochi Olimpici di Montreal sbalordì il mondo diventando la prima ginnasta ad ottenere il punteggio di 10.0 per il suo esercizio alle parallele asimmetriche, così incredibile che anche i monitor di gara essendo stati impostati solo fino a 9.99 mostrarono un 1.00 sui tabelloni; ma il suo bottino al termine dei Giochi canadesi fu di altre due medaglie d'oro (AA, BB) e per altre sei volte il 10 perfetto marchiò i suoi esercizi. 

La storia si ripetè quattro anni dopo a Mosca, durante l'Olimpiade segnata dalla tragedia dell'antiComaneci Elena Mukhina, edizione in cui l'atleta rumena allenata dalla fucina di talenti Bela Karolyi vinse l'oro a Corpo Libero e Trave con altrettanti 10.0 espressi dalle giurie.

La carriera della campionessa di Onesti non si arrestò con le Olimpiadi o gli Europei, competizione in cui vinse il titolo individuale per tre volte ('75, '77,'79), ma alle Universiadi di Bucarest del 1981 guidò la squadra Rumena  alla conquista dell'oro a squadre facendo bottino di tutti i titoli presenti nella competizione (AA, FX, VT, UB), ad eccezione della trave. 

Oggi l'ex ragazzina prodigio, la ginnasta dal 10 perfetto, diventata donna e madre, a ridosso delle Universiadi di Napoli ricorda l'edizione di 40 anni fa come atleta e trascinatrice della sua nazionale, e dell'importanza di questo evento nel mondo della ginnastica artistica.
Estratti dalla conversazione.

FISU: Quando ripensi alle Universiadi del 1981, qual è il primo sentimento o la prima immagine che ti viene in mente?
Comaneci: Quando ripenso alle Universiadi del 1981, la prima cosa che mi viene in mente è il fatto che la competizione si è svolta a Bucarest, in Romania, il mio paese natale. E non lo dimenticherò mai.

Avevo 20 anni ed ero uno studente universitario. In effetti, quella era la cosa importante che in realtà mi permetteva di competere alle Universiadi - perché devi essere uno studente per competere. Ero felice di poter mettere le Universiadi nel mio curriculum oltre alle Olimpiadi, ai Campionati del Mondo e ai Campionati Europei. Ero molto felice di avere i World University Games (Universiadi) nella mia carriera.

FISU: La maggior parte degli atleti gareggia alle Universiadi prima delle Olimpiadi, ma tu eri già una medaglia olimpica da record quando sei andata all'Universiade. Com'è stata quell'esperienza? Quanto fu diverso per te, rispetto ad altri atleti, i tuoi compatrioti?

Comaneci: Nella ginnastica femminile, di solito hai finito di gareggiare alle Olimpiadi e ai Campionati del Mondo quando sei abbastanza grande da essere uno studente universitario. Fondamentalmente, per competere alle Universiadi, devi avere almeno 19 o 20 anni - e a quell'età, molte ginnaste sono quasi alla fine della loro carriera con le Olimpiadi e con i Campionati del Mondo.

FISU: In che modo le competizioni dell'Universiade sono percepite diverse dai Giochi Olimpici? C'erano delle somiglianze?
Comaneci: In realtà, non penso che sia molto diverso competere alle Universiadi o alle Olimpiadi. Cerchi sempre di fare del tuo meglio, di migliorare i tuoi esercizi. In ogni competizione, che si tratti di Campionati Nazionali, Europei o Mondiali, si vuole sempre dare il meglio. Probabilmente la vera differenza è quando gareggi in patria, come è successo a me all'Universiade del 1981. Sai, provi più ansia e più eccitazione perché vuoi fare del tuo meglio di fronte al tuo paese che ti sta guardando.
FISU: Cosa stavi studiando all'Università Politehnica di Bucarest, durante alla tua carriera sportiva? Qual è stata la cosa più bella dell'essere uno studente-atleta? Comaneci: Sono stata all'università per quattro anni e ho studiato educazione fisica. Ho preso gli studi molto sul seriamente. Andavo tutti i giorni all'università. Seguivo tutte le lezioni dal mio college e dovevo andare lì ogni giorno per sostenere gli esami, anche se mi stavo ancora allenando e gareggiando.
FISU: Eri già una star di fama mondiale, ma hai comunque scelto di iscriverti all'università. Cosa ti ha fatto decidere di farlo? Come hai gestito il tuo tempo tra gli studi e la ginnastica? Comaneci: Essere uno studente e finire l'università è stato estremamente importante per me e per la mia famiglia. Inoltre, mentre stavo gareggiando all'università, sostanzialmente mi consideravo vecchio! Sapevo che l'Universiade sarebbe stata probabilmente l'ultima grande competizione di ginnastica della mia vita.
FISU: Quindi, l'Universiade è stata l'ultima, ma ricordi la prima? O meglio, ricordi la prima volta con la ginnastica? Comaneci: Ricordo che ho iniziato quando avevo 6 anni e mezzo. L'ho fatto perché avevo un sacco di energia e sono stata anche fortunata che abbiamo avuto la ginnastica come opzione in un momento in cui non c'erano molti sport femminili in Romania. Per una famiglia che aveva una bambina con tanta vitalità, era bello che ci fosse un club di ginnastica vicino a casa. Quindi, mia madre fu molto felice di iscrivermi.
FISU: Parlaci del momento di quel 10 perfetto,. come hai reagito dopo? Comaneci: Mi ricordo che avevo 14 anni e sono molto felice di ricevere un 10. Ma forse ero troppo giovane per capire che avevo fatto la storia.
FISU: Sono passati oltre 40 anni dalla tua storica prestazione olimpica - ti sorprende quanto sei conosciuta ed ammirata anche oggi tra le giovani generazioni? Comaneci: Sì, sono sorpresa che le persone si ricordino ancora di me dopo 43 anni. Ciò significa che l'impatto che ho avuto nel 1976 è stato più grande di quanto immaginassi allora. Spero di poter continuare a trasmettere alle generazioni più giovani tutto ciò che ho imparato attraverso la mia esperienza con la ginnastica.
FISU: Che consiglio puoi dare alle generazioni future che vogliono intraprendere una carriera sportiva contemporaneamente agli studi accademici? Comaneci: Penso che lo sport sia incredibile. Ho imparato tanto attraverso la pratica e ho avuto così tante esperienze diverse che penso che essere coinvolto nello sport sia molto utile nella vita, sia per fare amicizia, sia naturalmente per la salute. Inoltre, apre molte porte per il tuo futuro.
FISU: Parlando delle stelle del futuro e del futuro, hai seguito la ginnasta UCLA Katelyn Ohashi e i suoi ultimi esercizi da 10? Comaneci: Sì, ho visto Katelyn Ohashi. Adoro la sua routine. Penso che questo sia l'entusiasmo perfetto per la ginnastica.. Mi riporta al momento in cui eravamo in competizione, e il punteggio poteva essere un perfetto 10.0. Ora le regole (FIG) sono cambiate un po'. Non puoi più ottenere un punteggio 10.0 come punteggio totale, ma per fortuna puoi ancora ottenere un 10.0 come punteggio di esecuzione (punteggio E), quindi abbiamo ancora qualche 10 a disposizione.
FISU: Guardando avanti a Napoli 2019, pensi che l'Universiade potrebbe essere una buona piattaforma per testare i cambiamenti delle regole? Se sì, cosa ti piacerebbe vedere implementato o testato nella ginnastica? Comaneci: Non penso che l'Universiade in particolare potrebbe essere una piattaforma per testare i nuovi regolamenti. Penso che ogni competizione sia una piattaforma in cui possiamo guardare i fatti, i risultati e possiamo vedere quali cambiamenti sono migliori per gli atleti e per la ginnastica.
FISU: Infine, nell'anno del 70 ° anniversario della FISU, quali sono i tuoi sentimenti personali nei confronti del Movimento universitario sportivo? Comaneci: Auguro a FISU un felice 70 ° anniversario e sono molto grato di aver avuto l'esperienza di essere un concorrente presso l'Universiade.


Le dichiarazioni sono parte intregrali dell'intervista a FISU
Si ringrazia UEG e FISU

La stagione estiva delle competizioni internazionali si apre con l'appuntamento Coreano della Korea Cup Samdasoo 2019.

Presso la Halla Gymnasium di Jeju, in Corea del Sud si terrà un incontro internazionale riservato ai primi 3 ginnasti GAM GAF e GR del ranking mondiale della precedente Olimpiadi e Campionati del Mondo, e tutti i ginnasti finalisti dell'ultimo biennio nelle finali di specialità

La delegazione italiana sarà guidata da Nicola Bartolini (Ginnastica Salerno), Giada Grisetti (CSB) e Milena Baldassarri (Ginnastica Fabriano), e i tecnici accompagnatori Valerio Darino (GAM), Franco Cerizzi (GAF) e Byliana Dyakova (GR), nonchè gli ufficiali di gara Ferdinando Fedeli, Enrico Ferloni e Isabella Zunino Reggio. 

Le competizioni si svolgeranno marted' 18 e mercoledì 19 giugno, e si prevedono sorprese soprattutto dal campione Italiano Nicola Bartolini pronto a presentare nuove elementi in studio.

 

Dal 3 al 14 Luglio a Napoli andranno di scena le Universiadi 2019, torneo internazionale per ginnaste che sono iscritte per l'anno in corso ad un Ateneo.

La città partenopea scelta come sede ospitante per questa edizione vede calare dal DTN GAF Enrico Casella un tris delle meraviglie con Carlotta Ferlito, Lara Mori e Martina Rizzelli.

 

Carlotta Ferlito dopo l'assenza dalle gare è tornata a far sognare l'italginnastica alle recenti tappe di serie A con ottime prove sia a Corpo Libero che a Trave, dopo il suo momentano ritiro post Rio'16.

Lara Mori, azzura e in forza alla Ginnica Giglio, vorrà bissare le recenti prestazioni alla quarta tappa di Coppa del Mondo di Doha salendo sul secondo gradino del podio al corpo libero, prestazioni che ha bissato sempre l'argento ai Mondiali di Baku.

Terza pedina della scaccheria dell'ItalCasella la specialista degli staggi Martina Rizzelli, sesta nella finale alle parallele asimettriche a Doha, ma con tante imprecisioni che le hanno sfilato il podio dalle mani.

Il trio meraviglia delle senior azzurre sarà pronta a dare battaglia nella città partenopea, soprattutto nelle finali per attrezzo essendo tutte specialiste di caratura internazionale.

 

Manca solo l'ufficializzazione da parte della FGI, ma il CT Casella ai microfoni della Federginnastica sembra aver già sciolto le sue riserve.

 

Nella seconda giornata di gara del trofeo Lagunare sono andate in scena le finali di Specialità a cui hanno avuto accesso le migliori otto ginnaste per attrezzo.

Conclusa la giornata di sabato con i tre concorsi a squadre, che hanno visto l'affermazione nella categoria senior di USA (166,798) Cina (165,201) e Italia (161,333), con la rappresentativa a stelle e strisce senza Biles e Hurd ma capace di far ben figurare Sunisa Lee, campionessa All Around dell'edizione, e di cui certo sentiremo ancora parlare.

Proprio l'americana primeggia sugli staggi nella prima delle finali di specialità (14.550) staccando di soli due decimi la cinese Tang Xijing (14,350), e solo terza l'azzura Elisa Iorio (14.300), garanzia di qualità quando si parla di parallele e Trofeo Città di Jesolo; tra la compagnia della Brixia Alice D'Amato (13,800) la chinese Liu Tingting (14,250).

 

Sulla tavola di Jesolo un'inedita finale a due per le azzure Alice D'Amato (14,200) e Desireè Carofiglio (13,250), essendo le uniche ginnaste ad ad aver effettuato il secondo salto in fase di qualifica.

Alla trave nulla da fare per le avversarie davanti alle linee e alla precisione della cinese Liu Tingting (14.800), argento all'americana Malabuyo Emma (14.400) e bronzo alla connazionale Sunisa Lee (14.150), sempre più sulle orme di Simon Biles, ai piedi del podio Zhan Jin (14,050) e Martina Maggio (13.400) al rientro in competizioni internazionali alle spalle di Elisa Iorio (13,350).

 

Trionfali la coppia americana Lee-Malabuyo sul quadrato del PalaArrex che si spartiscono il podio del corpo libero con 14.200 e 14.100, a più di mezzo punto dalla cinese Qi-Qi (13,550), prova del dominio assoluto delle americane in questa specialità ormai da un decennio; chiudono Zhang Jin (13,450) e la nostra Desireè Carofiglio (13,100), straordinaria in questa settimana di gare in serie A e a Jesolo.

 

Durante le rotazioni si sono esibite la squadre delle piccole farfalle di ginnastica ritmica juniores guidata Julieta Cantaluppi, Alexandra Agiurgiuculese campionessa alla palla e Spela Dragas,

Al termine la cerimonia di chiusura sulle note di “Illumina il tuo sogno” affidata al direttore tecnico della Gymnasium di TrevisoMoira Ferrari e della coreografa Federica De Pol, con gli atleti della società 

La cerimonia di premiazione è stata presieduta dal Presidente Fgi Gherardo Tecchi, dal Vicario e capodelegazione Valter Peroni, dal presidente della Gymnasium di Treviso Francesca Allegri e da Giorgio Citton, ideatore della manifestazione e dalle autorità cittadine e regionali.

E' tutto pronto per il Trofeo Città di Jesolo 2019, edizione numero dodici di una competizione diventata una grande classica tra gli incontri Internazionali di ginnastica artistica femminile.

Le rappresentative di Usa, Cina, Russia, Belgio (junior), Giappone e Germania sono già atterrate da qualche giorno in laguna e pronte a darsi battaglia presso il PalaArrex.

Soltanto Romania e Belgio (senior) hanno dato forfait all'ultima ora, ed solo è di questa settimana anche l'assenza della fuoriclasse Nina Derwael, infortunatasi ad una mano e seppur nulla di grave non sarebbe stata in grado di esprimersi come è suo solito.

Grande assente la campionessa belga di cui erano crescenti le aspettative di vederla su gli staggi asimmmetrici dopo i due titoli Europei e Mondiali consecutiva e campionessa del Mondo in carica all'attrezzo, che avevamo visto al Grand Prix di Padova darci un assaggio del suo talento.

 

La rappresentativa italiana è presente con la squadra senior (Villa, Carofiglio, Asia D'Amato eIorio) e due squadre junior (Campagnaro, Cotroneo, Bandiera, Minotti) e una junior young (Federici, Andreoli, Leone, Mandriota); mentre nel concorso individuale gareggeranno Alice D'Amato, Martina Basile, Martina Maggio e Chiara Vincenzi.

Il modulo del 4-4-3 è quello applicato per le prossime Olimpiadi di Tokyo 2020 e già adottato per la prima prova di Serie A di Busto Arsizio del 23-24 Febbraio, scelta per il quale il DTN Enrico Casella ha dovuto fare i conti nella scelta delle partecipanti.

Dopo la collegiale di Brescia, e la prova appena trascorsa di Serie A la scelta è andata sulle Brixine Villa, Iorio e D'amato, e Desiree Carofiglio, dopo una avvio di stagione strepitoso sotto i colori della Fanfulla 1874.

L'Italia sogna in grande con la campionessa Olimpica Giovanile Giorgia ed una certa Andreoli tra le junior, ma davanti le si presenta la corazzata a stelle e strisce che pur priva della capitana Simon Biles, in gara a Stoccarda e Morgan Hurd sul quafrato dell'American Cup, presenta Emmy Malabuyo e Gabby Perea; la Cina, altra grande favorita con la specialista della Trave Qi Qi e le compagne Zhang Ji e Liu Jingying da tenere d'occhio, e poi la Russia con Elena Gerasimova e la rappresentativa della Germania, in forte crescita sul piano internazionale.

 

Il programma prevede sabato mattina la gara a Squadre Juniores, sabato pomeriggio la gara a Squadre Seniores, domenica pomeriggio la finale di specialità Juniores e Seniores a cui saranno ammessi i punteggi delle migliori otto ginnaste agli attrezzi. Durante la manifestazione si esibiranno le Farfalle Azzurre del nazionale di ginnastica ritmica di Emanuela Maccarani che presenteranno i nuovi esercizi, e nel contempo ci saà il lancio dei nuovi body della Nazionale Italiana targati Sigoa, un appuntamento da non perdere

 
"Da ex brixiana, essendo stata loro tecnico dal 2004 al 2009, non posso che essere felice di ogni loro risultato, ma questa vittoria di Vanessa in coppa del Mondo è emozione pura. Il percorso tortuoso di questa splendida atleta è stato costellato di innumerevoli vittorie ma anche di colpi bassi dati dalla sorte. Non ha mai mollato, è una guerriera, ha le idee chiare e non si è mai risparmiata per raggiungere i suoi obiettivi, è stata e sarà sempre, un esempio da seguire per tutte. 
L'Italia è cresciuta moltissimo a livello tecnico, c'è stato un grande impegno sotto tutti i fronti, tecnico e programmatico e sono certa che le nuove squadre potranno confermare altri importanti risultati in campo mondiale. 
Il codice dei punteggi in corso, ha come richiesta una grande attenzione anche sulla parte artistica e questo prevede un lavoro accurato e complesso sulla coreografia. Salti e piroette di valore richiedono un grande lavoro tecnico ma non basta, l'espressività, la scelta della musica e il coinvolgimento dello spettatore e delle giurie necessitano di un grandissimo studio sulla personalità dell'atleta e non è sempre facile riuscire a comporre un esercizio originale e completo.
L'equilibrio tra prestazione acrobatica e composizione coreografica mette a dura prova qualsiasi tecnico e capire come tirar fuori  dalle ginnaste quel pathos che affascina le platee a volte diviene una mission impossible. E' necessario studiare a fondo l'atleta e sceglierle una musica che evidenzi le sue caratteristiche e deve essere fatta in base alla tipologia di gara, alle qualità acrobatiche e ginniche, alla morfologia. C'è ancora tanto da lavorare su questa parte vista la complessità, proprio perchè un risultato eccellente non è dato solo da tecnica e ampiezze del gesto ma anche dalla ricerca dell'effetto-mezzo per creare la partecipazione empatica dello spettatore.  
Casi come Katelyn Ohashi o le ginnaste olandesi sono esempi di equilibrio tra le parti e anche se è sempre molto personale il giudizio finale, sono ricerche assolutamente azzeccate ma alcune ginnaste italiane, non hanno sicuramente niente da invidiare...si può fare meglio? Certo, e sarà l'impegno di tutte le brave coreografe che sono presenti sul nostro territorio."
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