Simone Speranza: “La Ginnastica ti fa crescere come atleta, ma soprattutto come persona”

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RIMINI – Ci sono campioni che colpiscono per i risultati e altri che lasciano il segno per il modo in cui sanno stare accanto alle persone e a Ginnastica in Festa Summer Edition 2026, Simone Speranza, giovane talento della Nazionale italiana maschile di ginnastica artistica, ha fatto entrambe le cose.

Sul palco dell’Agorà non è stata una semplice intervista. Protagonisti, infatti, sono stati quattro piccoli ginnasti della Ginnastica Joy, accompagnati dal loro allenatore Ettore Lironi, che hanno avuto l’opportunità di intervistare uno degli atleti più promettenti della Nazionale.

Con naturalezza e semplicità, Simone ha trasformato ogni risposta in un piccolo insegnamento, raccontando il proprio percorso senza mai perdere il sorriso.

Un incontro guidato dai piccoli giornalisti

La prima domanda è arrivata da Nicolò Genazzini.

“Quanti anni hai e cos’è per te la ginnastica?”

“Ho diciannove anni e per me la ginnastica è una scuola di vita”, ha risposto Simone. “Ogni giorno ti insegna qualcosa di nuovo. Ti insegna a non mollare mai e tante altre cose che impari semplicemente vivendo questo sport.”

Una definizione che racchiude perfettamente il suo modo di vedere la disciplina: non soltanto un insieme di esercizi e gare, ma un percorso di crescita personale.

Le prime medaglie internazionali

Samuel Floridi ha voluto invece conoscere il suo palmarès.

“Quanti campionati hai vinto?”

Con molta umiltà Simone ha sorriso.

“Campionati vinti pochi, pochissimi. Sto praticamente iniziando adesso il mio percorso internazionale. Però le medaglie più importanti sono arrivate nelle ultime competizioni a Giacarta, Koper e Manila.”

Una risposta che racconta un atleta consapevole che il cammino è ancora lungo e che ogni esperienza rappresenta un nuovo passo avanti.

Una passione nata quasi per gioco

Federico Colombo ha voluto sapere come fosse iniziata la sua storia.

“Quando hai iniziato ginnastica? Chi ti ha aiutato di più ad arrivare fin qui?”

“Ho iniziato a otto anni, quindi abbastanza tardi. Tutto è nato come un gioco. Uscivo da scuola e facevo ruote e verticali senza sapere nemmeno come si chiamassero. Un mio amico mi ha visto e mi ha invitato ad andare con lui in palestra. Mi disse: ‘Vieni con noi, ci divertiamo’. Ho provato… e da lì è iniziato tutto.”

Poco dopo è arrivata la prima vittoria, proprio a Rimini, che ha cambiato il suo percorso.

“Qui ho vinto la mia prima gara. Da quel momento ho iniziato a viaggiare per le competizioni e tutto è cresciuto passo dopo passo.”

Gli anelli e il dialogo con i più piccoli

Nikolas Floridi gli ha chiesto quale fosse il suo attrezzo preferito.

“In realtà mi piacciono tutti. Però quello in cui riesco a esprimermi meglio sono gli anelli. Anche quando sono stanchissimo o non sto bene riesco sempre a portare a termine il mio esercizio.”

Subito dopo Simone ha ribaltato i ruoli, chiedendo al giovane ginnasta quale fosse invece il suo attrezzo preferito.

“Corpo libero.”

“E preferisci i salti avanti o quelli indietro?”

“Indietro.”

Un piccolo dialogo spontaneo che ha fatto sorridere tutti i presenti e che ha mostrato quanto Simone ami coinvolgere direttamente i bambini.

Obiettivi e sogni nel cassetto

L’allenatore Ettore Lironi ha poi spostato l’attenzione sul futuro.

“Quali sono i tuoi obiettivi?”

“I sogni preferisco tenerli nel cassetto, ben chiusi a chiave. Li racconterò quando si realizzeranno. Gli obiettivi più vicini, invece, sono aumentare la difficoltà e migliorare gli attrezzi dove oggi faccio più fatica: parallele, sbarra e cavallo.”

Il suo desiderio è diventare sempre più completo e dare un contributo importante alla squadra.

“Voglio pulire gli esercizi e costruire punteggi che possano essere utili alla Nazionale.”

Prima di concludere, l’allenatore ha voluto rivolgergli un complimento speciale.

“Sei stato bravissimo con questi ragazzi. Hai dato risposte bellissime e molto incoraggianti.”

Il consiglio ai giovani ginnasti

Poi è arrivata una delle domande più importanti della giornata.

“Che consiglio daresti a chi sta iniziando la ginnastica?”

La risposta è stata immediata.

“Quando entrate in palestra divertitevi. Sempre con il sorriso. È normale arrabbiarsi quando qualcosa non riesce, ma poi bisogna ritrovare il sorriso. Se trasformiamo la ginnastica in qualcosa di pesante, rischiamo di non amarla più come prima.”

Un messaggio rivolto anche a chi ancora non conosce questo sport.

“Se avete visto la ginnastica in televisione o alle Olimpiadi, fate una prova. Entrate in palestra anche solo per un pomeriggio. Vi divertirete e capirete davvero che cos’è la ginnastica artistica.”

Ginnastica Joy: una grande famiglia

L’incontro si è concluso con la presentazione della Ginnastica Joy da parte di Ettore Lironi.

“La nostra società, in provincia di Como, si occupa di ginnastica artistica maschile e femminile, ginnastica acrobatica e, da qualche anno, anche di parkour. Siamo una grande famiglia. Il nostro obiettivo non è soltanto formare grandi ginnasti, ma soprattutto brave persone. È il motivo per cui, dopo diciannove anni, sono ancora qui.”

Parole che hanno trovato perfetta continuità nell’ultima riflessione rivolta proprio a Simone.

Essere atleta senza smettere di essere una brava persona

“La tua sfida non è solo migliorare i risultati, ma anche continuare a essere la persona solare, aperta e disponibile che sei. Quanto è importante rimanere una brava persona mentre diventi sempre più un atleta di alto livello?”

La risposta ha raccontato forse meglio di qualsiasi medaglia chi sia davvero Simone Speranza.

“Per me è molto importante riuscire a mantenere entrambe le cose. È qualcosa che mi viene naturale. Quando vedo questi bambini che mi guardano con quegli occhi pieni di stupore, pensando: ‘Quindi è davvero così dal vivo?’, mi rivedo in loro.”

Ha poi ricordato i suoi primi passi in palestra.

“Da piccolo era esattamente quello che provavo anch’io. Quando vedevo i ragazzi più grandi fare cose incredibili alla sbarra, li guardavo come se fossero degli eroi.”

Durante l’incontro ha avuto la sensazione di trovarsi dall’altra parte.

“Oggi mi sono sentito un po’ in quella posizione. Non voglio dire un eroe, sarebbe esagerato, ma ho percepito quello sguardo di ammirazione e mi ha fatto sentire molto a mio agio.”

Per questo ha scelto di lasciare spazio ai piccoli intervistatori.

“Mi piaceva vedere come parlavano, chi era più timido e chi invece più spontaneo. Mi piace stare con i bambini, ma anche confrontarmi con i ragazzi della mia età, perché credo che da ogni persona si possa imparare qualcosa.”

Infine, il desiderio che accompagnerà tutta la sua carriera.

“Spero di continuare a essere così. Forse mi viene naturale perché sento di non aver ancora raggiunto tutti gli obiettivi che sogno. La strada è ancora lunga. Però voglio davvero rimanere questa persona, perché credo sia importante dare ai bambini un esempio positivo e aiutarli a crescere con dei valori, non solo con dei sogni sportivi.”

Tra medaglie, esercizi e nuovi obiettivi, il messaggio più forte lasciato da Simone Speranza a Ginnastica in Festa non è stato quello del campione che vince, ma della persona che sceglie di rimanere umile, disponibile e vicina ai più piccoli. Perché, come lui stesso ha raccontato, la ginnastica insegna a crescere ogni giorno. E il risultato più bello è riuscire a diventare un atleta senza smettere mai di essere una brava persona.

Articolo co-redatto da Noemi Tomassetti

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Silvana Conte
Silvana Conte
Results Partner per aziende e Comitati Organizzatori di Campionati regionali, nazionali, europei, continentali e mondiali nelle discipline di ginnastica artistica, aerobica, acrobatica, trampolino e ritmica. Giornalista internazionale con un’esperienza consolidata in Europa e America, sono anche la fondatrice di Aerobic5, un movimento globale che connette e dà voce alla comunità delle ginnaste, offrendo visibilità attraverso interviste, competizioni online e collaborazioni nei cinque continenti.

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