È arrivata negli scorsi giorni la notizia: il Tribunale federale svizzero ha accolto la richiesta di Jordan Chiles di riesaminare il caso bronzo olimpico di Parigi 2024.
NELLE PUNTATE PRECEDENTI…
È passato ormai un anno e mezzo dalla finale olimpica al corpo libero di Parigi, ma l’odissea per l’assegnazione della medaglia di bronzo che vede protagoniste la statunitense Chiles e la rumena Barbosu sembra destinata a non finire.
Ma rivediamo i fatti con ordine: al termine della finale parigina, sul terzo gradino del podio sembrava dover salire Ana Barbosu, salvo poi dover fare i conti con il ricorso di Jordan Chiles, che l’aveva quindi scavalcata.
Medaglia di legno per la rumena, quindi… o forse no.
Perché il ricorso statunitense è stato contestato dalla Federazione di Barbosu (anche se inizialmente con altre motivazioni).
Sono quindi intervenuti il TAS, la FIG e l’IOC, che hanno alla fine riassegnato il bronzo a Barbosu, nonostante la cerimonia di premiazione ormai avvenuta.
Jordan Chiles, quindi, dopo essere salita sul podio alle spalle di Andrade (BRA) e Biles (USA), ha dovuto restituire la medaglia.
I NUOVI AGGIORNAMENTI
Si pensava che la vicenda della medaglia più contesta della storia si fosse conclusa, dunque.
Invece, negli scorsi giorni è arrivata la dichiarazione del Tribunale federale svizzero: accolto il controricorso di Chiles che chiede una revisione della decisione.
La richiesta è stata avanzata dopo che delle nuove prove audio-visive sono state rinvenute, pertanto il procedimento verrà riaperto e tutte le prove riesaminate.
«Siamo contenti che il Tribunale federale svizzero abbia riconosciuto gli errori nel processo iniziale e che il caso di Jordan [Chiles, NdR] possa essere riascoltato alla luce di tutte le prove rilevanti», ha dichiarato USA Gymnastics.
Non resta che attendere ulteriori sviluppi. Nel frattempo, il comunicato stampa del Tribunale può essere visionato nella sua interezza QUI.
