Fuori Pedana, il diritto dietro allo sport: come funzionano davvero le società sportive? Ce lo spiega il dott. Umberto Zurlini

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Dietro ogni atleta che scende in campo c’è una squadra, e dietro ogni squadra c’è la punta di un iceberg fatto di norme e regole: un mondo giuridico complesso e spesso poco conosciuto, perché anche lo sport, così come ogni altra dimensione della nostra vita, è profondamente intrecciato con il diritto.

Umberto Zurlini, ginnasta e giurista praticante avvocato, conosce e vive questo intreccio di mondi ed è proprio la volontà di coniugare queste due grandi passioni che lo ha portato a scrivere una tesi incentrata sul diritto sportivo. Zurlini si è laureato a luglio 2025 all’UniMoRe. Il suo obiettivo finale era quello di “sviscerare nella loro totalità il mondo delle società e associazioni sportive partendo dalle fonti e dalle principali normative del settore, soffermandosi poi sulla contrattualistica di spicco in materia, per terminare con l’analisi delle principali cause di discriminazione che ancora oggi sussistono nel mondo dello sport e, in particolare, quella di genere e quella derivante dal vincolo sportivo”.

Il mondo delle società sportive è molto ampio, per questo abbiamo pensato di entrarvi insieme al dottor Zurlini. Cosa significano nel concreto quelle sigle che spesso leggiamo accanto ai nomi delle nostre squadre del cuore?

La maggior parte delle squadre che competono nel campionato hanno nel nome la sigla A.S.D., associazione sportiva dilettantistica. Queste, insieme alle società sportive dilettantistiche hanno il divieto assoluto di finalità lucrativa: significa che i soci non possono, in alcun modo, tenere per sé gli utili maturati durante l’anno.

Quello che le contraddistingue è il sodalizio sportivo dilettantistico, che è stato definito dal Decreto Legislativo 36 del 2021 poi modificato da norme successive. Esso prevede che l’associazione o società sportiva dilettantistica deve partecipare ad attività sportive (competizioni organizzate a vari livelli territoriali), ma deve anche prevedere la formazione, la didattica e la preparazione e assistenza all’attività sportiva.

Qual è dunque la differenza tra un’associazione sportiva dilettantistica quale, ad esempio, la Spes Mestre e una società sportiva professionistiche quale, ad esempio, la Virtus Bologna s.p.a.?

La differenza principale è proprio lo scopo che, per le società sportive professionistiche, è quello del lucro: i soci possono dividere tra di loro gli utili, con la clausola che una quota debba essere destinata al settore giovanile in misura non inferiore al 10%.

Poiché una A.S.D. o S.S.D. viene creata con uno scopo sociale, in questo caso sportivo, può godere anche di alcune agevolazioni fiscali, a condizione che si iscriva nel Registro Nazionale delle Attività Sportive Dilettantistiche. Queste organizzazioni possono godere di contributi erogati dal Comitato Olimpico Nazionale Italiano (CONI), dalle Federazioni Sportive Nazionali (FSN) e dagli Enti di Promozione Sportiva (EPS).

A proposito di CONI, FSN, EPS e Disciplina Sportiva Associata (DSA), questi enti non erogano contributi a tutte le associazioni sportive ma lo fanno soltanto nei confronti di quelle che entrano a far parte del loro mondo attraverso la cosiddetta affiliazione.

Questa è particolarmente importate perché senza di essa non si diventa soggetti dell’ordinamento sportivo. Essere soggetti nell’ordinamento sportivo significa anche dover rispettare il vincolo di giustizia: il sistema di giustizia sportiva diventa il cardine e il punto di riferimento per i conflitti e le controversie che si vengono a creare.

Questo non significa che, in assoluto, non si possa ricorrere all’ordinamento ordinario per quanto accade in ambito sportivo, ma questo potrà accadere soltanto una volta esperiti tutti gli strumenti interni (pregiudiziale sportiva). Detto in altri termini: quando ci sono dei problemi in palestra che non riguardano situazione tecniche, ma diritti negati o doveri non messi in atto correttamente, terminati i gradi interni al sistema sportivo, anche la giustizia ordinaria si potrà occupare del caso.

Conoscere questi meccanismi non è solo questione di tecnicismi: significa capire quali diritti hanno atleti, società e associazioni, e quali strumenti esistono per farli valere. Perché lo sport è molto di più di ciò che vediamo in campo.

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Giulia Silvestri
Giulia Silvestri
Nata e cresciuta a Bologna, laureata in giurisprudenza, ho una passione viscerale per la ginnastica. Da quando avevo 11 anni, a fasi alterne tra vari problemi fisici, sono sempre tornata al mio amato tavolato. Da qualche anno ho iniziato a praticare parkour. Giornalista pubblicista - tessera numero 187635

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