In occasione del quinto giorno del calendario dell’avvento 2025, approfondiremo il mondo letterario che vede come protagonista la ginnastica artistica. In questa intervista esclusiva abbiamo avuto il piacere di conversare con Daria Bertoni, autrice del libro “Un salto nel cielo” su Manila Esposito.
Il team di Ginnasticando.it successivamente, durante il Grand Prix di ginnastica, intervista Manila Esposito sul suo primo romanzo scritto da Daria Bertoni, in cui si racconta la storia di Isabel, una bambina che muove i primi passi nello sport che l’avrebbe portata ai vertici dei podi mondiali: la ginnastica artistica. La sua passione la porterà, in un’infanzia colorata dall’amicizia e la vicinanza di fratelli e parenti, a raggiungere traguardi che all’inizio sembravano irraggiungibili. Grazie al suo talento, e a una serie di vicende e scelte di vita, Isabel riuscirà a vivere il sogno della sua vita, facendo letteralmente “Un salto nel cielo“.
L’INTERVISTA A DARIA BERTONI
Com’è stato collaborare tra di voi? Cosa ha significato per voi questa collaborazione?
Non essendo vicine abbiamo cercato di venirci incontro nelle chiamate che facevamo per iniziare la stesura del libro. È stato molto bello per me perché Daria è riuscita a mettermi sempre a mio agio per riuscire a raccontare la mia storia. Sono molto felice di questo progetto che abbiamo fatto insieme perché addirittura lo stanno leggendo i miei genitori questo libro. Loro normalmente non sono dei lettori e hanno detto che gli è piaciuto molto. Mi aspettavo che sarebbe uscita una bella cosa, ma non così bella!
Così esordisce la medaglia d’argento e di bronzo a Parigi 2024 Manila Esposito sul racconto per ragazzi scritto appositamente per lei e con lei dall’autrice Daria Bertoni insieme al gruppo Mondadori Ragazzi.
Quando Mondadori mi ha contattata proponendomi questa cosa io non ci potevo credere – aggiunge Bertoni – All’inizio, tra l’altro, non mi dicevano esattamente il nome della ginnasta; quindi, ho passato i primi tempi a ipotizzare chi potesse essere con grande curiosità. Quando mi hanno detto che sarebbe stata Manila Esposito ho fatto i salti di gioia e non potevo davvero crederci. È stata un’esperienza bellissima, un grandissimo onore senza dubbio.
Queste sono le prime parole dell’autrice Daria Bertoni, la quale nel suo repertorio presenta già storie di ginnastica per bambini e ragazzi, da sempre in collaborazione con Mondadori.
Com’è stato conciliare soprattutto conciliarvi e portare avanti questo impegno?
A proposito di questo, vorrei raccontare un piccolo retroscena di questo progetto: facevamo queste call mentre Manila veniva massaggiata da Salvatore Scintu perché non avevamo proprio alternative o altri momenti nelle giornate. Manila tentava di incastrare allenamenti e racconti – commenta Bertoni ridendo insieme a Esposito – Fondamentalmente è venuto fuori il racconto di tutta la sua esperienza nella ginnastica dal principio, di quello che ha significato per lei la ginnastica. Ci sono stati tantissimi aspetti dei suoi racconti che mi hanno colpita.
Sapevamo fin dall’inizio che sarebbe stato un racconto ispirato alla sua storia e anche il personaggio sarebbe stato ispirato Manila e non esattamente lei in prima persona e penso che questo funzioni bene anche dal punto di vista narrativo, permettendo a tutte le lettrici e tutti i lettori di potersi immedesimare nella storia. Se avessimo optato per il nome vero di Manila avremmo perso l’occasione di rendere la storia interpretabile da chiunque, ginnasta e non.
La storia raccontata in “Un salto nel cielo” è venuta fuori naturalmente, come spiegano Bertoni ed Esposito, grazie ai racconti spontanei e genuini dell’agente delle Fiamme Oro. Grazie a tutto quello che ha vissuto, a tutte le sue suggestioni, è nata spontaneamente la storia:
Non mi aspettavo venisse fuori così naturalmente. È stato un lavoro non dico “facile”, però molto semplice: è come se la storia fosse nata da sé. Era già scritta.
Nella lettura della storia di Isabel, alias di Manila, emerge il ruolo cruciale che la famiglia ha sempre svolto nella vita e nella carriera di Esposito:
Ci sono stati tanti aspetti che hanno reso unico il racconto, tra questi sicuramente la scelta di riproporre i personaggi della vita vera di Manila all’interno della narrazione. L’importanza della famiglia per Manila è un aspetto che mi ha stupito moltissimo e che non avrei mai immaginato e che, attraverso le sue interviste precedenti, non avevo colto. Manila a un certo punto mi aveva detto “La famiglia per me è tutto”, e quindi ho cercato di riportare proprio questi ideali e valori che anche per i giovani sono importantissimi.
Probabilmente quello che ha spinto più di tutto Isabel nel libro, Manila nella vita, a riuscire a superare alcune difficoltà e a decidere quali strade prendere è stata in primis la famiglia, in cui figure come la Nonna e la mamma hanno giocato un ruolo fondamentale. L’autrice Daria Bertoni, come nei suoi racconti e collane precedenti, riesce a mettere in gioco tra loro i diversi valori della vita di una bambina, una ragazza e poi una donna in questo caso e a farli subentrare perfettamente nel susseguirsi degli eventi narrativi.
Come sei riuscita a far risaltare tutto, quindi la storia di una bambina che si avvicina per la prima volta allo sport della sua vita fino al successo, contornandolo con i valori di vita che si acquisiscono nel cammino curioso che è la crescita?
Mantenendo la semplicità. Anche qui è tutto merito dei racconti di Manila, come quelli sulla sua migliore amica con la quale andava sul motorino e altri ricordi legati all’infanzia e all’adolescenza di Manila. Oltre a questo, il mondo dei bambini e dei ragazzi ce l’ho ben in mente. Avendo scelto di fare questo mestiere nel momento in cui mi metto a scrivere metto a fuoco la mentalità di bambini e ragazzi. La ginnastica è la mia passione più grande, però prima di pensare al lettore ginnasta penso anche a quelli non ginnasti.

Un aspetto che spicca particolarmente nella vita di Esposito, al di là dei risultati, è come abbia fatto a raggiungerli: il fatto che una ragazza così giovane si sia trasferita da Civitavecchia per proiettarsi nella realtà dell’Accademia Internazionale di Brescia da sola è senz’altro un grande spunto di riflessione per chiunque legga la storia.
A tal proposito, c’è un momento nel libro, nella storia, possibilmente riconducibile alla sua vita (di Esposito), in cui lei non si sentiva all’altezza di alcuni palcoscenici o di alcune realtà. Poi avviene un cambiamento ed è come se diventasse riconoscibile, come se riuscisse a far riconoscere la sua identità dovunque vada e qualunque cosa faccia.
Quando ha capito di avere una propria riconoscibilità e quel tipo di personalità?
Mi ricordo che nel 2022, alla mia prima esperienza Mondiale a Liverpool, non mi sentivo ancora tanto nel mio contesto. Invece poi aver fatto quell’esperienza mi ha dato molta più sicurezza in me stessa e mi ha permesso di contare sui miei risultati anche in ottica di squadra. Poi a partire dal 2023 è iniziato tutto, sono riuscita a fare tante altre esperienze come la Coppa del Mondo e gli Europei con la squadra. In quest’ultima occasione sono riuscita anche a prendere una finale inaspettata ala trave, con cui ancora non andavo molto d’accordo, e a vincere una medaglia ancor più inaspettata.
Sicuramente il cambio mi ha aiutata, come anche confrontarmi con persone più grandi e più forti di me. Quando ho iniziato a far parte della squadra in occasioni importanti ho capito che gli allenatori credevano in me e alla fine, facendomi fare tantissime esperienze e raggiungendo un risultato dopo l’altro, ho capito anche io quanto valessi. Inoltre, lasciare casa mia con mamma, papà e i miei fratelli a 15 anni è stato un insegnamento a livello personale significativo, che mi ha fatta crescere inevitabilmente e mi ha fatto legare alle ragazze che come me vivono in casetta a Brescia.
Il filo conduttore di tutta la storia è formato dai personaggi che hanno colorato la vita di Esposito, a partire dal suo primo giorno di danza, al primo in cui ha messo piede nella sala di ginnastica, fino al coronamento del suo sogno: le Olimpiadi di Parigi.
(Bertoni) Il valore che hanno la mamma e la nonna è una cosa meravigliosa, perciò spero davvero che sia ben trasmesso. È stato emozionante notare nelle vaie interviste con Manila come, alla fine, in tutte le piccole cose che lei ha fatto e che fa da sempre ciò che l’ha spinta è stato l’affetto di figure come la nonna, la mamma, io fratelli, la migliore amica (Sveva nel libro).
Nell’esistenza di Esposito non sono mancati momenti di sconforto e periodi di difficoltà. È in queste occasioni che avere il supporto dei cari è stato cruciale per Esposito. Nel libro, infatti, Bertoni riporta gli aneddoti dei mercoledì “di stacco” che Manila trascorreva in compagnia della mamma. Bastava uno sguardo o un ricciolo fuori posto e mamma Margherita subito riconosceva il momento giusto per prendersi una pausa con la piccola Manila dagli allenamenti. E forse è proprio questo – commenta Esposito – che mi ha permesso di arrivare così lontano. Riuscire a riconoscere quando prendersi un momento per sé, per riprendere fiato. E da quel momento il mercoledì con mamma è diventato un vero e proprio rituale nei momenti di difficoltà.
Spesso per ritrovare la forza e la passione, occorre guardare e cose da fuori, da lontano, e riavvicinarcisi un passo alla volta; come nello sport, ancor di più nella vita. Ed è per questo che “Un salto nel cielo” punta davvero in alto e ad un pubblico quanot più variegato possibile:
Quello che ho cercato di trasmettere attraverso questo libro, e ciò che intendo fare ogni volta con i miei libri, è far sì che la ginnastica venga conosciuta il più possibile anche da chi non la pratica. Per me il fine ultimo è riuscire ad arrivare anche a un pubblico di non ginnasti e lo riesco a fare inserendo all’interno del romanzo la quotidianità, calibrando al meglio la parte “ginnico-tecnica” e quella narrativa. Nel tempo, anche grazie all’aiuto esperto di Mondadori, ho saputo dare il giusto spazio all’aspetto tecnico della ginnastica, in modo tale da non sovrastare tutti gli altri aspetti coinvolgenti del racconto. È per questo che “Un salto nel cielo” mira a un pubblico vasto e quanto più variegato possibile.
Per concludere l’intervista abbiamo chiesto a Daria Bertoni e, di conseguenza a Manila Esposito se vi fosse l’intenzione di un possibile secondo romanzo sulle avventure di Isabel (Manila):
Bertoni, ci sarà un secondo libro su Manila Esposito? È nei vostri pensieri?
A me piacerebbe tantissimo e lo scriverei subito. Al momento non ne abbiamo ancora parlato con Mondadori naturalmente, però se ci fosse l’intenzione assolutamente sarei solo che felice di farlo!
Ringraziamo profondamente Daria Bertoni per averci concesso questa intervista, Manila Esposito per il contributo prezioso in merito al suo primo romanzo e tutto il gruppo Mondadori Ragazzi per la collaborazione e la disponibilità espressi.