Oggi, 14 ottobre, la partecipazione di ginnasti e ginnaste provenienti da Israele ai prossimi Campionati Mondiali di Ginnastica Artistica in Indonesia è ormai compromessa.
Dopo la negazione del visto da parte del governo indonesiano e il rifiuto di entrambi gli appelli presentati al TAS (Tribunale Sportivo Arbitrale), la Federazione Israeliana ha annunciato che i propri atleti non prenderanno parte alla 53esima rassegna iridata della Ginnastica Artistica.
Ma facciamo un passo indietro
La posizione della Federazione di Ginnastica Israeliana
Qualche giorno fa, la Federazione di Ginnastica Israeliana (IGF) ha annunciato la negazione del visto da parte del governo dell’Indonesia per i propri atleti Artem Dolgopyat, Eyal Indig, Ron Pyatov, Roni Shamay, Yahli Shoshani e Lihi Raz e la conseguente volontà di appellarsi al TAS (Tribunale Arbitrale dello Sport, in inglese CAS) per provare a cancellare, posticipare o cambiare sede all’edizione 2025 dei Mondiali, che cominceranno la prossima domenica.
“Crediamo che la decisione di impedire agli atleti israeliani di partecipare ai Campionati Mondiali in Indonesia sia oltraggiosa e pericolosa per il mondo sportivo. È una decisione che si oppone alla base dello sport e dei valori della competizione leale e che è un pendio scivoloso in avanti per l’allenamento degli atleti sulla base di politica, religiosa, sociale e così via“, si legge tra le altre cose nella dichiarazione dell’IGF.
La posizione del governo indonesiano
Il Ministro dello Sport e della gioventù indonesiano Erik Thohir (conosciuto in Italia per essere l’ex-Presidente della squadra di calcio dell’Inter) per tutta risposta ha rilasciato a diversi quotidiani delle dichiarazioni che seguono una linea politica precisa. “Il governo indonesiano rimane fermo sulla decisione di rifiutare il visto ai ginnasti provenienti da Israele ed è pronto a far fronte alla decisione del CAS. Questa nostra decisione segue le linee guida dettate dal Presidente Prabowo Subianto, che ha stabilito con fermezza che non saranno aperte relazioni diplomatiche con Israele fino a che non verrà riconosciuta la sovranità e l’indipendenza della Palestina.“
La posizione della FIG
Di fronte a una decisione che appare irremovibile da parte degli organi governativi del paese ospitante, che negli anni si è sempre dichiarato a favore della causa palestinese, la FIG ha rilasciato una dichiarazione nella quale “prendere nota” del problema dei visti della delegazione israeliana, ma di fatto non prende una posizione proattiva nella vicenda, lasciando la responsabilità nelle mani del governo indonesiano, che è di fatto l’unico ad avere voce in capitolo rispetto al rilascio dei visti per chiunque entri nel suo paese.
Nello Statuto 2025 della FIG all’Art. 26.4 si legge, però, riguardo alle Garanzie relative ai Visti nelle competizioni ufficiali organizzate dalla FIG:
I visti di entrata dovranno essere garantiti a tutti i ginnasti/atleti e agli ufficiali di tutte le federazioni membro. Se l’evento non dovesse soddisfare questo requisito, l’assegnazione dell’evento dovrà essere cancellata con effetto immediato dal Comitato Esecutivo.
L’entrata in gioco del tribunale sportivo arbitrale TAS
L’IGF si è quindi rivolta al TAS con due richieste, entrambe contro la Federazione Internazionale di Ginnastica (FIG). La prima (presentata il 10 ottobre) per non aver agito di fronte al diniego dei visti e la seconda (presentata il 13 ottobre) per chiedere alla FIG di adottare le misure necessarie per far partecipare gli atleti israeliani ai Mondiali o, in alternativa, di cancellarli, posticiparli o cambiarne la sede.
Questa mattina il TAS ha rilasciato una dichiarazione che annuncia il respingimento entrambe le richieste, in cui si legge: “L’IGF ha sostenuto nel suo ricorso che gli Statuti della FIG richiedono al Comitato Esecutivo di adottare una decisione nel caso in cui i visti d’ingresso non vengano concessi a tutte le delegazioni partecipanti. Ha, inoltre, sostenuto che l’assenza di una decisione costituisce un diniego di giustizia, creando una situazione di discriminazione nei confronti di una delle Federazioni membro.
La FIG ha sottolineato di non avere prerogative di rilascio dei visti d’ingresso in Indonesia e che il fatto che le autorità indonesiane abbiano rifiutato di concederli ai cittadini israeliani esula completamente dalla competenza della FIG. Le richieste, attentamente esaminate, sono entrambe respinte.“
In conclusione
La Federazione d’Israele e i suoi atleti, dunque, restano fuori dai Mondiali 2025 di Ginnastica Artistica in Indonesia, ma questa vicenda è tutt’altro che conclusa.
I Mondiali 2025, che ad oggi stanno accogliendo le delegazioni ospiti tra cui quella italiana, non sono cancellati e si svolgeranno regolarmente, ma l’IGF si è già rivolta in appello al TAS e ciò che potrebbe succedere apre un enorme ventaglio di possibilità nel caso in cui la FIG perdesse, tra cui un possibile annullamento di quelli che saranno i risultati di un mondiale ancora da disputare.
