Come ogni quattro anni, a seguito dell’anno olimpico con Parigi 2024, da questo gennaio il Codice dei Punteggi si è rinnovato. L’artistica maschile ritorna alle origini di questo sport con un cambiamento che ricorda la ginnastica degli anni 80, quando ancora l’artisticità e gli equilibri erano la parte fondamentale di questo magnifico sport. Nel CdP maschile al corpo libero ritornano le posizioni di equilibrio, che diventano così un’esigenza di composizione necessaria nell’esercizio di gara.

Nei primi anni 70-80 per le competizioni internazionali venivano creati dalla Federazione Internazionale esercizi obbligatori alle quali tutti i ginnasti dovevano attenersi per poter partecipare. L’esecuzione determinata dal metro di punteggio del 10, era fondamentale per poter aggiudicarsi la vittoria.
La ginnastica ai tempi di Valerij Ljukin rappresentava appieno l’artisticità che deriva dal nome stesso dello sport. Si prediligeva una ginnastica elegante e con salti semplici, determinata dal fatto che le pedane al tempo erano formate principalmente da moquette e tappeti sottili.
Oggi le moderne pedane offrono un elevato grado di elasticità, che consente quindi fasi di volo molto più ampie ed è per questo che anche la ginnastica da semplice ed accurata, si è evoluta nel tempo, portando la disciplina ad un insieme di forza, potenza ed elevazione, perdendo quasi quell’eleganza ed pulizia nei movimenti che si prediligeva al tempo.
Un altro esempio di esercizio obbligatorio al corpo libero alla fine degli anni 90 è quello di Paolo Bucci. Ginnasta della Nazionale italiana partecipante a 3 Olimpiadi e ora direttore tecnico dell’Accademia Internazionale di Milano del settore femminile. Possiamo notare come l’esercizio sia composto da elementi acrobatici di base, alcune evoluzioni maggiori, elementi non acrobatici di forza ed infine la posizione di equilibrio.
Nel codice dei punteggi 2025-2028 nell’artistica maschile, si cerca di tornare all’artisticità di un tempo. Vengono inserite le posizioni di equilibrio nell’esercizio al suolo come un esigenza di composizione, che se non eseguita e mantenuta almeno 2 secondi durante i 75 secondi di esercizio, porta ad una penalità neutra di 3 decimi sulla nota di esecuzione.

Nonostante siano elementi di valore basso quindi A (0,1) e B (0,2), questi possono risultare insidiosi, se svolti verso la fine dell’esercizio. La fatica aumenta e diventa difficoltoso mantenere l’equilibrio su una gamba sola, cercando di aderire il più possibile con la pianta del piede al suolo. Può essere anche utilizzato come elemento di “riposo” per avere modo di riprendere fiato in maniera statica senza essere penalizzati.

Questa nuova esigenza cerca di riportare la ginnastica all’artisticità di cui si caratterizzava agli albori, nonostante ora si prediliga una ginnastica più di forza e di potenza grazie all’ausilio di attrezzatura più avanzata, il nome stesso di questo sport ricorda l’eleganza e la pulizia per cui anche elementi semplici con una buona esecuzione, come gli equilibri, cercano di ricondurre la ginnastica verso l’artisticità.