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Ritmica, la Spagna saluta l’esercizio misto dedicato a Valencia

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Il pubblico ai Campionati Mondiali di Ginnastica Ritmica a Valencia ha fatto tutta la differenza del caso, l’abbiamo detto e ripetuto.

Vederlo infiammare la Feria Valencia, acclamare e incitare ogni singola partecipante in gara è stato meraviglioso, ma nulla ha fatto tremare gli spalti quanto le beniamine di casa della squadra nazionale spagnola. Leggenda dopo aver guadagnato la qualifica olimpica ai Mondiali di Sofia dello scorso anno, la squadra composta da Ana Arnau Camarena, Ines Bergua Navales, Mireia Martinez, Patricia Perez Foz e Salma Solaun è stata senza dubbio la più attesa dal pubblico, e non ha disilluso le aspettative vincendo un bronzo nel concorso generale e un argento nella specialità dei 5 cerchi.

Entrambi gli esercizi della squadra nazionale della Spagna sono stati molto apprezzati, ma sicuramente il pubblico di casa aveva un motivo in più per tifare per il misto, interamente dedicato alla città ospitante dei Mondiali: Valencia. Adesso che la Spagna, come la maggior parte delle squadre che si preparano per le Olimpiadi, ha ufficialmente salutato gli esercizi della passata stagione con l’esibizione delle nuove composizioni durate la prima fase della lega Iberdrola, è quasi doveroso soffermarsi su una routine cucita addosso alla storia e alla tradizione della città ospitante dello scorso Campionato Mondiale.

Il tributo della Spagna a Valencia nell’esercizio misto

L’esercizio misto spagnolo è pieno di difficoltà e artisticità, ma non ci concentreremo sugli aspetti tecnici, oggi. Il particolare che ha destato l’attenzione del pubblico, come per il misto italiano dedicato agli sport olimpici, è quello culturale e artistico che si cela dietro l’esercizio.

Ogni minimo particolare è un tributo alle tradizioni nazionali e locali della città di Valencia. Alla Feria le ginnaste sfilano sulla pedana con un body di colore rosso, uno dei colori simbolo della Spagna. Normalmente (com’è stato agli Europei di Baku) avrebbero dovuto vestire un body con sopra ricamati dei ventagli, alcuni in tulle cuciti sulla stoffa e altri stilizzati dagli Swarovski, ma per l’occasione la squadra spagnola ha vestito un body con disegnato sopra il cuore simbolo dell’edizione mondiale valenciana.

Foto concessa a uso editoriale dall’organizzazione di WchValencia

Disposte in pedana le atlete iniziano dispiegando i nastri come fossero onde che si infrangono sulla battigia, per riprendere il testo della copla dedicata a Valencia, che narra del sole che sorge dal mar Mediterraneo accompagnato da un leggero vento del mattino. La squadra passa, poi, a mimare i gesti delle Falleras, donne che vestono in abiti tradizionali valenciani riversandosi nella città e invitano i suoi abitanti a unirsi ai festeggiamenti della più caratteristica festa di Valencia: las Fallas. Si tratta di una festività celebrata a partire dalla fine febbraio che culmina con i festeggiamenti per San Giuseppe, patrono dei falegnami, il 19 marzo.

Nella parte centrale dell’esercizio la musica cambia, passando a un Pasodoble sempre intitolato a Valencia. L’intento di mostrare l’animo divertente, spensierato e appassionato della città è enfatizzato dagli scambi e dalle collaborazioni tra le ginnaste in pedana, che passano alla fase finale dell’esercizio al ritmo del flamenco.

Per ricordare la mascletà (spettacoli pirotecnici) e la Nit del foc (notte di fuoco), le spagnole si avviano verso la fine dell’esercizio con un ritmo più incalzante. Stanno mostrando al pubblico la notte del 18 marzo, la penultima di festeggiamenti, nella quale il cielo valenciano si colora di fuochi d’artificio di ogni colore.

Per chiudere l’esercizio le atlete spagnole si fermano sull’ultima nota della musica con una posa statica che rappresenta un altro grande tratto distintivo di questa festa: las Fallas, delle statue temporanee che per tutta la durata dei festeggiamenti adornano la città e che vengono, poi, bruciate nella serata dedicata a San Giuseppe, detta Cremà, per salutare l’inverno e accogliere la primavera.


Nonostante abbia accompagnato la squadra spagnola per una sola stagione, si può dire che questo esercizio (che può essere rivisto sulla piattaforma All Gymnastics a questo link) è destinato a restare nella storia della loro nazione.

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Mariacarmela Brunetti
Mariacarmela Brunetti
Nata e cresciuta nel magico Sannio, la mia seconda casa da anni è Roma, dove sto per conseguire una laurea in Ingegneria. Faccio parte di GINNASTICANDO.it dal 2015 e attualmente sono Vicedirettrice, oltre che Editorialista e Redattrice.

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