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La Ginnastica Ritmica sarà l’unico sport solo femminile alle Olimpiadi 2024

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I mesi che ci separano dalle XXXIII Olimpiadi estive sono sempre meno e tra le discipline a partecipare a quelle di Parigi 2024 ci sarà la Ritmica. Le squadre italiane di ginnastica artistica maschile e femminile hanno ottenuto il pass, così come le individualiste della ritmica e la squadra di ginnastica ritmica. I ginnasti e le ginnaste di trampolino, invece, stanno ancora cercando la qualifica.

Per la ginnastica ritmica è necessario proprio parlare al femminile, questo perché la disciplina è, ancora oggi, appannaggio unicamente di ginnaste.

La Federazione Internazionale di Ginnastica infatti non riconosce lo sport come maschile, nonostante i ginnasti che praticano la ritmica esistano e siano in aumento.

Alle Olimpiadi di Parigi 2024 la ginnastica ritmica sarà l’unico sport presente con una effettiva discriminazione di genere.

Un tempo molti sport non erano aperti alle donne, ci sono voluti molti anni di battaglie perché esse ne avessero accesso. Inoltre alcuni sport, come ad esempio la ginnastica artistica, si portano dietro differenze sostanziali tra i due generi. Nel caso dell’artistica, le differenze vanno dal codice dei punteggi agli attrezzi che ginnasti e ginnaste portano in gara.

Negli anni le Federazioni dei vari sport e il Comitato Olimpico hanno iniziato un lavoro che tende all’eguaglianza di genere nello sport, ad oggi non raggiunta.

Se una volta la battaglia dell’eguaglianza era rivolta all’accesso femminile negli sport, perché le donne subivano maggiore discriminazione, oggi questa si è spostata sul consentire di praticare sport una volta soltanto femminili anche agli uomini.

È questo il caso, ad esempio, del nuoto sincronizzato che vedrà per la prima volta la categoria maschile gareggiare alle Olimpiadi 2024. Uno dei pionieri di questa lotta è stato ed è l’italiano Giorgio Minisini.

Questa decisione, presa dal Cio nel 2022, comporta che la ginnastica ritmica sarà l’unico sport con la presenza di un solo genere a Parigi 2024.

Il meccanismo non si è bloccato a livello di comitato olimpico ma, come precedentemente detto, a livello di Federazione Internazionale di Ginnastica: è questa infatti che non riconosce la ritmica come uno sport maschile all’interno del proprio regolamento.

Da tanti anni ormai si alzano le voci di ginnasti di diverse nazionalità perché sia permesso loro di gareggiare sia a livello nazionale che internazionale. Uno dei primi fu lo spagnolo Ruben Orihuela, del quale abbiamo parlato qui.

Grazie alla sua battaglia e a quella degli altri ginnasti spagnoli, da tempo la Federazione Spagnola ha inaugurato il Campionato Nazionale Maschile di Ginnastica Ritmica. Il Campionato è aperto anche a ginnasti stranieri: tra questi, lo scorso anno, partecipò al campionato anche l’italiano Gianni Ballardini.

Proprio in Italia è stata lanciata una petizione per chiedere che venga istituito un Campionato Nazionale Maschile di Ginnastica Ritmica: la si può trovare qui. In merito a questo punto, ricordiamo che a livello CSI esiste un regolamento, nato nel 2023, che va a disciplinare la ginnastica ritmica maschile. Anche la UISP e l’AICS organizzano un campionato di ritmica maschile.

In Francia è il ventiseienne Peterson Ceus che si adopera perché lo sport venga riconosciuto. L’associazione di difesa dell’uguaglianza uomini-donne nella ginnastica ritmica (GR-ADE), che ha fondato nel 2018, ha come obiettivo primario quello di assicurare l’eguaglianza nelle competizioni FIG.

In ultimo si propone quello di portare la disciplina alle Olimpiadi per abbattere quest’ultima discriminazione di genere, almeno formalmente.

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Giulia Silvestri
Giulia Silvestri
Nata e cresciuta a Bologna, laureata in giurisprudenza, ho una passione viscerale per la ginnastica. Da quando avevo 11 anni, a fasi alterne tra vari problemi fisici, sono sempre tornata al mio amato tavolato.

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