L’inizio dell’anno olimpico ha già visto diverse novità: tra queste il rientro della Corea del Nord nelle gare internazionali con la propria bandiera.
L’Agenzia Mondiale Antidoping (WADA) aveva sanzionato la Corea del Nord nel 2020, in seguito a un’ispezione. I test effettuati da parte dell’Organizzazione Nazionale Antidoping nordcoreana, infatti, non rispecchiavano gli standard richiesti dalla WADA.
Per questo motivo il Comitato Esecutivo dell’Agenzia Mondiale Antidoping aveva inserito lo stato asiatico tra i firmatari non conformi al Codice Mondiale Antidoping.
La non conformità comporta che atleti e atlete non possano competere sotto la propria bandiera e che l’inno non possa essere suonato in caso di vittoria. Questo è quanto accade, già da diversi anni, agli sportivi e alle sportive russə poiché l’Agenzia Antidoping Russa non si è ancora conformata al Codice Mondiale.
Il 14 settembre 2021 il Comitato Esecutivo aveva approvato la raccomandazione di dichiarare l’Organizzazione Nazionale Antidoping nordcreana non conforme. Questa decisione è diventata effettiva il 7 ottobre 2021 poiché l’Organizzazione non ha contestato la decisione.
Nonostante questo, ai Giochi Asiatici 2023, la bandiera della nazionale nordcoreana è sempre stata esposta nei podi conquistati. Questo è accaduto perché, tra i firmatari non conformi al Codice c’è anche il Consiglio Olimpico dell’Asia (COA), che ha organizzato i Giochi stessi.
Per quanto accaduto la Wada ha comminato al COA una multa pari a 500.000 dollari.
Il 15 Gennaio 2024 la WADA ha completato la procedura per il reintegro della Corea del Nord che, secondo quanto verificato, ad oggi rispetta gli standard previsti dal Codice Mondiale Antidoping.
Già nella prima tappa di World Cup del Cairo abbiamo assistito al ritorno də ginnastə nordcoreanə che hanno potuto gareggiare sotto la propria bandiera.
Con il 2024 e la partecipazione al circuito di World Cup è iniziata anche la loro rincorsa alla qualificazione per le Olimpiadi di Parigi 2024.
