Jury Chechi è stato ospite del programma Le Iene andato in onda Martedì 6 Febbraio.
Nel monologo l’ex ginnasta olimpionico parla proprio del suo sogno di bambino: vincere la medaglia olimpica.
Un sogno perseguito e inseguito per tantissimi anni, dal 1992 al 2004, da Barcellona ad Atene.
Un sogno che nel 1992 si infrange ad una settimana dalle Olimpiadi: rottura del tendine d’achille.
Atlanta è il luogo della rivincita, l’anno è il 1996: medaglia d’oro agli anelli.
Chechi racconta che aver raggiunto l’obiettivo che si è posto sin da quando era piccolo, lo ha appaga ma allo stesso tempo gli fa crescere la voglia di confermarsi.
Anche questa volta però il suo corpo non lo assiste e a distanza di un mese dalle Olimpiadi di Sidney 2000, Chechi si rompe il tendine del bicipite brachiale.
Questa è la fine della sua carriera: glielo hanno comunicato i medici. Inizialmente l’ex ginnasta originario di Prato segue le indicazioni dei medici, ma poi decide di riprovarci: vuole decidere da solo quando e come ritirarsi, vuole farlo alle sue condizioni.
È così che è arrivata quella vittoria storica ad Atene 2004: un bronzo che vale oro. Un oro, come dice Chechi stesso a Le Iene, vinto come uomo perché la corsa verso la capitale greca gli ha permesso di scoprire appieno la sua forza.
