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Rivedremo ginnaste e ginnasti russi e bielorussi alle Olimpiadi?

Via libera per Comitato Olimpico Internazionale e Federazione Internazionale di Ginnastica ma non per la European Gymnastics, e questo potrebbe impattare sulla loro corsa a Parigi

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Il CIO (Comitato Olimpico Internazionale) negli scorsi mesi ha reso ufficiale la decisione di dare via libera ad atleti russi e bielorussi di qualificarsi alle Olimpiadi di Parigi 2024 come Atleti Neutrali Individuali (AINs).

Russi e bielorussi sono stati autorizzati dal CIO a prendere parte alle gare internazionali già a marzo del 2023, quasi un anno dopo la decisione di escluderli come conseguenza della guerra in Ucraina. In quell’occasione, però, non si era ancora espressa una decisione che riguardasse le prossime Olimpiadi, decisione che è stata poi formalizzata poco più di un mese fa.

Le regole imposte dal CIO

Per qualificarsi alle Olimpiadi russi e bielorussi dovranno seguire le regole imposte dal CIO, che sono essenzialmente le stesse già dettate a marzo scorso.

Vestire la maglia di AINs (Atleti Individuali Neutrali) significa non poter indossare i colori delle proprie nazioni o dei relativi comitati olimpici e non poter esibire simboli, stemmi, bandiere, musiche patriottiche, inni nazionali o altri riferimenti alla Federazione Russa e alla Repubblica di Bielorussia nelle gare o nelle funzioni ufficiali. Non solo, per poter partecipare a gare internazionali e Giochi Olimpici gli AINs dovranno dimostrare di non essere legati o sostenuti dalle Forze Armate dei propri paesi e di non aver espresso supporto alla guerra pubblicamente da quando è iniziata fino al giorno della partecipazione alle gare. Di fondamentale importanza è notare l’indicazione all’individualità degli Atleti Neutrali, che impedisce loro di partecipare a gare o ranking che prevedono la formazione di una squadra.

Anche il personale di supporto (personale medico, tecnici, giudici) dovrà seguire le stesse regole valide per gli atleti, mentre nessun rappresentante governativo delle loro nazioni potrà presenziare a Parigi per i Giochi Olimpici.

Questa decisione, come recita il comunicato stampa del CIO, arriva dopo una serie di considerazioni che mirano a “non punire i singoli atleti per la decisione dei propri governi” e sottolinea che la partecipazione di russi e bielorussi ai Giochi Olimpici di Parigi 2024 “sarebbe un atto simbolico di pace e umanità”.

Russi e Bielorussi alle Olimpiadi: il sì della FIG

La Federazione Internazionale di Ginnastica, dopo un iniziale stop, lo scorso luglio ha annunciato il via libera alla partecipazione alle gare di ginnasti e ginnaste di nazionalità russa e bielorussa a partire dal primo gennaio di quest’anno.

Ricordiamo che proprio il ginnasta russo Ivan Kuliak, durante la World Cup di Doha nel 2022, ha esposto per la prima volta dall’inizio del conflitto un riferimento politico durante una competizione sportiva, salendo sul podio con lo stemma russo oscurato e al suo posto la “Z” simbolo dell’invasione russa in Ucraina. Con tutta probabilità è per questo che la FIG ha aggiunto ulteriori precisazioni alle regole già imposte dal CIO.

Lo status di Atleta Neutrale nella Ginnastica potrà essere concesso solo previa richiesta scritta alla FIG. Tale richiesta è a pagamento, dovrà essere inoltrata in lingua inglese e non meno di 60 giorni prima delle gare a cui si intende partecipare. La Federazione Internazionale provvederà a pubblicare la lista di ginnasti e ginnaste giudicati idonei, ma in nessun caso questi potranno partecipare come una squadra. Inoltre, lo status di Atleta Neutrale Individuale potrà essere anche revocato, qualora l’atleta che l’abbia ottenuto non rispetti nel tempo le norme dettate dalla FIG e dal CIO.

Nella Ginnastica queste regole sono abbastanza restrittive, se si considera che una buona parte delle gare prevede la partecipazione di atleti facenti parte di un Team nazionale. Tuttavia, qualora ginnasti e ginnaste di queste nazionalità intendano rincorrere il sogno olimpico, queste condizioni andranno rispettate.

La presa di posizione di European Gymnastics

Non di meno, le cose per atleti provenienti da Russia e Bielorussia si complicano lo scorso dicembre, quando per loro arriva una nuova battuta d’arresto. La European Gymnastics, riunita a Sofia in Assemblea Generale, ha votato contro la riammissione di questi atleti nelle proprie gare, ossia ai Campionati Continentali qualificanti per i Giochi. Da parte della EG non è seguito nessun comunicato stampa, nessuna spiegazione; la decisione è stata presa e poi comunicata, senza se e senza ma.

La Russia, che agli scorsi Giochi di Tokyo 2020 ha partecipato sotto lo stendardo del proprio comitato olimpico (il ROG), detiene entrambi i titoli olimpici di squadra della Ginnastica Artistica, il bronzo individuale Maschile e Femminile e altri sei posti sui podi delle specialità (tre nella Maschile e tre nella Femminile). Per la Ritmica sia nella gara di squadra che nell’individuale le vicecampionesse olimpiche vestono i colori del ROG, mentre il bronzo olimpico individuale quelli della Bielorussia. E proprio la Bielorussia detiene anche il titolo olimpico nell’Individuale Maschile del Trampolino Elastico.

La decisione della European Gymnastics ha tracciato una netta battuta d’arresto per il cammino verso Parigi di atleti con nazionalità russa e bielorussa. Se quelli del Trampolino Elastico sono, in un certo modo, “facilitati” dal fatto che siano stati assegnati meno della metà dei pass olimpici e la maggior parte dei restanti verranno assegnati attraverso il circuito delle World Cup, per la Ritmica le chance di qualifica sono, ormai, limitate ai Campionati Europei. La chiusura di European Gymnastics preclude, ad oggi, a russe e bielorusse della Ritmica la possibilità di qualificarsi ai Giochi Olimpici. Limita anche atleti e atlete dell’Artistica, ma per loro ci sarebbe sempre l’altra strada della qualifica attraverso le World Cup.


La situazione è complessa e non si può escludere un intervento della Federazione Internazionale in merito. I tempi, però, stringono e ogni giorno che passa diventa sempre più difficile la possibilità di rivedere campioni e campionesse di queste due nazioni difendere i loro titoli sulle pedane olimpiche.

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Mariacarmela Brunetti
Mariacarmela Brunetti
Nata e cresciuta nel magico Sannio, la mia seconda casa da anni è Roma, dove sto per conseguire una laurea in Ingegneria. Faccio parte di GINNASTICANDO.it dal 2015 e attualmente sono Vicedirettrice, oltre che Editorialista e Redattrice.

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