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British Gymnastics dice basta al controllo del peso in palestra: “Il benessere dell’atleta ha la priorità”

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La British Gymnastics decide tracciare un confine tra ciò che in palestra è lecito e ciò che non lo è per mettere il benessere dell’atleta al primo posto. In un lungo comunicato stampa vengono, infatti, stilate delle linee guida che riguardano tre tematiche principali: il controllo del peso, il benessere fisiologico e l’educazione accademica degli atleti e delle atlete britanniche.

E queste sono solo le prime di una lunga serie di direttive che arriveranno nei prossimi mesi al fine di garantire il benessere di tesserati e tesserate in una campagna che la federazione britannica ha chiamato #BeTheChange. Un rarissimo caso nel mondo dello sport, questo, che ha come obiettivo quello di imporre paletti fissi a regole implicite basate sul buon senso del singolo individuo. D’altra parte, le denunce che si sono susseguite in questi anni hanno dimostrato che il buon senso a volte ha confini labili, a cui vanno imposte precise limitazioni.

«In quanto pratica sportiva che aiuta a capire e a sviluppare le capacità straordinarie che il corpo umano può avere, la Ginnastica attrae centinaia e migliaia di persone ogni anno, e la maggior parte di queste sono giovanissime. Da qui deriva la nostra responsabilità di proteggere il loro benessere sopra ogni cosa, in modo tale da garantirgli una positiva prima esperienza con l’attività fisica che possa portarli ad avere una vita felice, salutare e attiva. Queste nuove regole sono pensate affinché la figura della persona sia prioritaria rispetto a quella del ginnasta», esordisce il comunicato.

Le nuove linee guida nella British Gymnastics

Una delle direttive che ha creato più scalpore è stata senza dubbio quella relativa al controllo del peso. Innanzitutto chi ha età inferiore a 10 anni non potrà essere sottoposto a controllo del peso in nessun caso, e chi è ancora minorenne potrà farlo solo col consenso scritto dei genitori. Ma il particolare incisivo è che adesso nelle palestre di tutta la Gran Bretagna, allenatori e allenatrici non potranno più pesare gli atleti. Il controllo del peso dovrà essere una scelta dell’atleta che, qualora dovesse accettare, verrà indirizzato al personale medico-sportivo incaricato. La logica dietro questa scelta risiede nel fatto che le figure esterne all’ambito dell’allenamento, formate e competenti in fatto di nutrizione, possano indirizzare l’atleta ad avere un peso adeguato al proprio un benessere fisico e non improntato sulla migliore riuscita delle prestazioni agonistiche.

Altro focus è stato posto sull’importanza dell’idratazione durante le sessioni di allenamento e di gara. Ginnasti e ginnaste dovranno essere incoraggiati a bere in queste occasioni e non potrà neanche essere negato loro di andare in bagno, nella prima occasione utile che si presenta.

Infine, l’ultimo punto riguarda l’educazione scolastica. La federazione britannica si dichiara contraria al fatto che giovani atleti debbano saltare le ore di lezione per seguire gli allenamenti. Nelle linee guida appena pubblicate si chiede espressamente a società e allenatori di chi ha meno di 12 anni di fissare sessioni di allenamento che non coincidano con l’orario scolastico, che potrà essere intaccato solo in circostanze eccezionali e a patto che il rendimento scolastico dell’atleta non venga compromesso.

Il ruolo della Whyte Review

Dietro all’innovativa scelta della British Gymnastics, tra le prime federazioni dopo quella statunitense a trovarsi travolta dalle denunce di abusi, c’è la volontà di agire in modo radicale per sventare le problematiche emerse nel report Whyte Review.

Un quarto delle testimonianze raccolte da Anne Whyte e il suo team hanno lamentato un controllo del peso ossessivo da parte di allenatrici e allenatori, quasi altrettante hanno denunciato l’imposizione del divieto di bere o mangiare durante le sessioni di allenamento. A più di un anno dalla pubblicazione del report, che è stato stilato grazie a un’indagine indipendente dagli organi federali inglesi, British Gymnastics ha messo in campo misure pratiche e concrete, a dimostrazione che ammettere di avere dei problemi e lavorare insieme per risolverli è una scelta non solo corretta ma anche necessaria.

Non si può che concludere con le parole scelte dal CEO della federazione inglese Sarah Powell. «Nonostante i metodi di allenamenti si siano evoluti negli ultimi anni, sappiamo invece che poca strada è stata fatta per porre al centro il benessere dell’atleta e per garantire chiarezza non solo a chi pratica ginnastica, ma anche ai loro genitori, a chi allena, alle società e anche ai giudici. (…) Abbiamo ancora tanto altro da fare in questo percorso di cambiamento, ma l’implementazione di queste linee guida segna un significante e positivo passo avanti per la Ginnastica.»

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Mariacarmela Brunetti
Mariacarmela Brunetti
Nata e cresciuta nel magico Sannio, la mia seconda casa da anni è Roma, dove sto per conseguire una laurea in Ingegneria. Faccio parte di GINNASTICANDO.it dal 2015 e attualmente sono Vicedirettrice, oltre che Editorialista e Redattrice.

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