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Intervista a Davide Nacci, il nuovo campione europeo di Aerobica

"-Ogni volta che scendo in pedana cerco di far provare alla gente le emozioni che provo io. È una cosa che sono riuscito a fare in questo Europeo ed è quello che mi ha reso più contento."

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Davide Nacci, capitano della nazionale Senior di Aerobica, è tornato dagli Europei che si sono conclusi da poco con la medaglia d’oro individuale, altri due ori di cui uno col gruppo e uno nel team ranking e un bronzo nel trio.

La redazione di Ginnasticando ha contattato il ginnasta pugliese per un’intervista a tutto tondo.

La gara (l’Europeo 2023, n.d.r) è andata in una maniera che non ci saremmo mai immaginati. Sono obiettivi per cui tu lavori tutto l’anno, in quel momento devi andare a dimostrare tutto il lavoro che hai fatto in un minuto e venti e non è per nulla scontato quello che può succedere.

A livello di team ranking arrivavamo da campioni d’Europa in carica (Pesaro 2021, n.d.r) e riconfermarsi non era per niente scontato. Noi abbiamo dimostrato alla grande che ci siamo e che vogliamo dire la nostra dappertutto, non solo a livello europeo ma anche per quello che verrà nel mondiale. Vogliamo essere una nazione molto competitiva.

Nel team ranking siamo riusciti a vincere dando un distacco di sedici punti alla seconda nazione. È stata una vittoria di forza che ha dimostrato quanto noi ci tenessimo a ripagare i sacrifici che sono stati di tutti: atleti, staff tecnico, tutti i genitori degli atleti che stanno nella squadra nazionale.

Davide Nacci, di Ostuni, inizia a praticare ginnastica a tre anni. A otto anni inizia l’attività agonistica con l’aereostep, mentre l’anno seguente, con l’arrivo dell’allenatore Vito Iaia, si sposta sull’aerobica. Si allena al Laboratorio del Benessere di Ostuni e nella palestra di Francavilla Fontana.
Attualmente frequenta la facoltà di Ingegneria Elettronica e delle Telecomunicazioni al Politecnico di Bari.

Come riesci a conciliare la vita da studente universitario con quella di atleta?

Se ti dicessi che è facile conciliare le due cose ti mentirei. È difficile però ci viene in aiuto il fatto che siamo abituati da una vita a cercare di conciliare scuola e palestra, ormai è diventata una cosa di abitudine. Avere giornate più vuote per noi risulta più strano rispetto ad averle frenetiche.

Nel 2022 hai avuto moltissime soddisfazioni a livello mondiale tra World games e campionati del mondo. Ora sei il nuovo campione europeo. Qual è il tuo prossimo obiettivo a livello individuale e quale obiettivo ti sei posto con i tuoi compagni di squadra?

Gli ultimi due anni sono stati magici a livello di risultati e di prestazioni, che poi sono la cosa più importante. A livello di squadra abbiamo un obiettivo importante che è quello di confermare la nostra forza anche a livello mondiale, perché sappiamo essere una squadra di quel livello. Vogliamo farlo senza paure e timori, però bisogna continuare a testa bassa per dimostrarlo.

A livello individuale, ogni volta che scendo in pedana spero di presentare il meglio che posso e cerco di far provare alla gente le emozioni che provo io. È una cosa che sono riuscito a fare in questo Europeo ed è quello che mi ha reso più contento.

Come sono le strutture sportive nella tua regione? Riuscite ad allenarvi in modo adeguato?

A livello di strutture dobbiamo ringraziare la Federazione perché subito dopo i World Games si è prodigata per acquistare una pedana e l’ha mandata al mio club, la Ginnastica Francavilla. Adesso possiamo provare elementi e routine sia in periodo di gara che non, sul suolo su cui poi andiamo a fare la competizione.

Dobbiamo ringraziare anche il preside della scuola 1° Istituto Comprensivo “Aldo Moro”, nella quale siamo riusciti a poggiare la pedana. È stato complicato trovare una struttura che potesse ospitarla essendo un attrezzo abbastanza ingombrante.

Quando provate gli esercizi di trio e gruppo non allenandovi nello stesso club?

Rispetto ad esempio a ritmica e artistica non abbiamo un centro tecnico dove viviamo e ci alleniamo tutti assieme, ma siamo soggetti ai raduni. Prendiamo dei weekend conciliando università e lavoro. In quei due/tre giorni cerchiamo di dare il massimo per montare le coreografie poi ci vediamo un altro weekend e cerchiamo di riprovarle e modificarle.

Molte volte siamo andati in gara con solo quattro raduni precedenti, che sono veramente pochi. Lo spirito di adattamento non ci manca.

Cosa ne pensi del fatto che l’aerobica non sia riconosciuta come sport olimpico? Quanto sono importanti per te e per voi, in quest’ottica, i World Games?

Tutti gli sport dovrebbero far parte delle olimpiadi perché non ce n’è uno che merita più di un altro di far parte di una competizione di questo livello.

Il nostro, per me, è uno sport meraviglioso e che merita più visibilità. Capisco sia difficile da ottenere e capisco ci siano motivazioni a livello politico per eventuali sponsor che lo sport può portare. Questo non toglie importanza ai World Games, che per noi sono olimpiadi a tutti gli effetti: solo i migliori cinque al mondiale si qualificano e si fa ogni quattro anni. È spesso una competizione che fai una volta nella vita, se hai la fortuna di farla.

Non essendo classificate come vere e proprie olimpiadi ci sono aspetti penalizzano: uno tra tutti il fatto che non possiamo entrare nei gruppi sportivi. Non lo sport praticato debba essere olimpionico, ma perché le forze dell’ordine e le forze armate sponsorizzano sport con più visibilità.

Quando è nata la tua amicizia con Francesco? Da quanto tempo vi allenate insieme?

La mia amicizia con Francesco viene da parecchio lontano perché saranno 15 anni che ci conosciamo. Era il 2007\2008, il primo anno in cui lui faceva le gare e poi l’amicizia non è mai terminata. Mi ritengo una persona molto fortunata per questo.

Ci alleniamo insieme da molto tempo. Per allenarmi di più andavo a Francavilla i giorni nei quali non c’era allenamento a Ostuni (Vito Iaia allena in entrambi i paesi, n.d.r.). Negli ultimi anni anche lui veniva a Ostuni durante la settimana perché il fatto di confrontarsi, di allenarsi assieme è uno stimolo pazzesco che ti porta a migliorare molto di più e questa cosa l’abbiamo presa per trarne tutti i frutti possibili. Adesso ci alleniamo insieme tutti i giorni.

All’Europeo di Antalya Sebastio ha vinto la medaglia d’argento, dietro a Nacci. Su quanto fatto all’Europeo, il capitano della nazionale ha detto che “essere arrivati a un traguardo del genere insieme non può che rendermi la persona più felice di questo mondo in questo momento, perché sappiamo entrambi quanto lavoro c’è dietro e quanti momenti difficili abbiamo passato entrambi.

Grazie all’amicizia che ci contraddistingue siamo riusciti sempre ad andare avanti e spero che questo ci possa far continuare a crescere e a migliorarci entrambi per trovare il meglio sempre da noi stessi.

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Giulia Silvestri
Giulia Silvestri
Nata e cresciuta a Bologna, laureata in giurisprudenza, ho una passione viscerale per la ginnastica. Da quando avevo 11 anni, a fasi alterne tra vari problemi fisici, sono sempre tornata al mio amato tavolato.

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