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L’attività sportiva entra nella Costituzione

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Il 20 settembre, alla vigilia della settimana europea dello Sport (23-30 settembre) la Camera dei Deputati ha approvato l’inserimento dell’attività sportiva nella Costituzione.

L’iter legislativo è iniziato il 13 ottobre del 2022 quando il disegno di legge è stato presentato alla presidenza del Senato. L’idea di inserirlo nella Costituzione però, c’è già da moltissimi anni: è del 2009 la prima proposta di legge in tal senso. Dunque in realtà si discute di questa possibilità da quasi quindici anni.

Durante l’iter legislativo il disegno di legge 13\2022 ha accorpato diverse proposte provenienti da tutti i partiti politici: è emersa quindi la trasversalità dell’urgenza di inserire lo sport nella Costituzione.

Il testo arrivato in aula però non presentava la parola sport ma attività sportiva: il motivo di questa scelta può essere intuito dalla collocazione che ha avuto nella Costituzione.

È infatti l’articolo 33 ad ospitare il nuovo comma dedicato all’attività sportiva. Questo articolo è inserito nella prima parte della Costituzione, nel titolo II dedicato ai Rapporti etico-sociali.

L’articolo 33 tutela il diritto all’insegnamento nelle sue varie forme: priva, pubbliche e paritarie.

Articolo 33, futuro comma 7 (quando verrà pubblicato in Gazzetta Ufficiale): “La Repubblica riconosce il valore educativo, sociale e di promozione del benessere psicofisico dell’attività sportiva in tutte le sue forme“.

L’inserimento nell’articolo 33 e non nell’articolo 32 dedicato al diritto alla salute, può sembrare una scelta strana, soprattutto perché nel testo si parla di benessere psicofisico.

È proprio qui che si può comprende in quale accezione i parlamentari hanno voluto che lo sport venisse tutelato: l’accento va posto sui valori che esso può insegnare. E questi valori devono partire dalle scuole.

Si tratta di valori che ogni sport dovrebbe veicolare: condivisione, costanza e impegno. Questi dovrebbero poi essere sempre accompagnati da una cosa importantissima: la gioia dello fare sport. Questa gioia non implica non si soffra per una sconfitta, ma che quello che conta è stare bene. Tutto questo lo sa bene chi pratica la ginnastica in tutte le sue forme: stare insieme e fare squadra, anche in uno sport che a primo impatto è individuale, fa crescere anche nella vita.

Anche per questo si è optata la scelta del termine attività sportiva, che non richiama l’agonismo e la competitività, come invece potrebbe fare – secondo i redattori del testo – la parola sport.

Dopo essere stato assegnato alla Commissione Affari Costituzionali, il disegno di legge il 13 dicembre 2022 è arrivato al Senato dove è stato approvato con la maggioranza dei due terzi (quella necessaria per la modifica diretta – senza consultazione popolare – della Costituzione).

Il 20 settembre è stato approvato dalla Camera dei Deputati all’unanimità dei presenti, che ha permesso di raggiungere anche qui i due terzi della maggioranza.

Ora però la sfida è quella di trovare il modo di concretizzare l’importanza che è stata riconosciuta in Costituzione.

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Giulia Silvestri
Giulia Silvestri
Nata e cresciuta a Bologna, laureata in giurisprudenza, ho una passione viscerale per la ginnastica. Da quando avevo 11 anni, a fasi alterne tra vari problemi fisici, sono sempre tornata al mio amato tavolato.

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