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Emozione e clamore parigino: la parola ai protagonisti azzurri

Le dichiarazioni degli italiani dopo la qualifica alla World Cup di Parigi.

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Accor Arena di Parigi, sabato 16 settembre 2023 – L’Accor Arena ha oggi ospitato la gara di qualifica il Nouveaux Internationaux de France, nonché l’ultima tappa di Coppa del Mondo FIG 2023. Al termine della gara abbiamo raggiunto gli azzurri Salvatore Maresca, Edoardo De Rosa, Niccolò Vannucchi e Ares Federici nella Mixed Zone, dedicata alla stampa, per sentirci raccontare da chi le ha vissute in prima persona le emozioni di gareggiare nell’Arena Olimpica.

“Per me è la prima volta che gareggio in un campionato del genere, qui a Parigi, soprattutto con così tanto pubblico – racconta a primo impatto l’agente delle Fiamme Oro della Polizia di Stato Salvatore Maresca – “L’esercizio che ho portato qui in gara l’ho migliorato giorno per giorno. In palestra ne ho fatti talmente tanti che ho modo di sentire gli aggiustamenti da fare: guardando il video, ho capito che posso migliorare in alcuni punti e soprattutto punterò a stoppare l’uscita, perché come si sa le gare agli anelli si vincono con l’uscita Cercherò di fare del mio meglio in Finale, poi quel che verrà ci prendiamo,”, conclude Maresca.

Ottima gara al cavallo per Edoardo De Rosa, che in finale punterà ancora più alto, mentre il sentimento non è lo stesso nei confronti della sua gara alle parallele:

“Sono super contento per cavallo, anche se ancora non è finita. Ho avuto poco preavviso per venire qui e per prepararmi, ma avendo fatto gli Assoluti la settimana scorsa il lavoro c’è e sono felice che sia andata bene. Sono abbastanza scaramantico: l’obiettivo è ovviamente vincere, se non viene pazienza. Parallele sono amareggiato; venivo dagli assoluti, dove ho commesso due cadute proprio li. E oggi sono riuscito a farla bene, ma non perfetta e per pochissimo sono fuori dalla finale.”

Un po’ sottotono la gara di Ares, che però dimostra grande maturità e senso critico, analizzando la gara nel complesso e ripercorrendo il lavoro fatto per mesi:

“Questo periodo è stato molto difficile e spesso i punteggi non rispecchiano il lavoro fatto in palestra. Negli ultimi mesi ci siamo soffermati sulla base, dove sono un po’ carente, e sul curare i minimi dettagli. È anche per questo che la preparazione degli esercizi ha tardato un po’, facendo sì che arrivassi stanco a ridosso degli assoluti stanco e anche oggi avevo le gambe stanche, nonostante siano il mio punto forte. A corpo libero e volteggio ho faticato, mentre sbarra è andata bene. In ogni caso il lavoro fatto darà i suoi frutti in futuro, specialmente in vista dell’anno prossimo. Prossimamente userò le gare amichevoli che si svolgono ora, presentando esercizi con lo scopo di pulire il più possibile la mia esecuzione. Ora che torno in Inghilterra, lavorerò sui numeri e quindi su tutti e 6 gli attrezzi.”

“A corpo libero ho fatto qualche arrivo un po’ sporcato, lasciandomi fuori dalla finale per 0.3 punti – racconta, infine, Vannucchi – Sono felice lo stesso perché non ero al top della forma: infatti, ho dei problemi al ginocchio e la scorsa settimana a Padova mi è venuto un problema alla schiena che mi ha tenuto bloccato per tre giorni. Ho ripreso a saltare mercoledì circa e anche oggi non sono ancora al top. Per gli anelli, invece, sono molto contento. La finale è stata un po’ inaspettata, nonostante abbia fatto un buon esercizio, non mi aspettavo la finale. Per volteggio, anche qui la schiena e il ginocchio mi hanno penalizzato, non ho fatto i miei massimi salti. In finale farò i miei salti più difficili e vedremo.”

“Oggi ho sentito un po’ di più la tensione – spiega De Rosa – ma è normale essendo in campo internazionale. Facendo esperienza, riesco a salire sull’attrezzo più sereno e di sicuro migliorerò anche sotto questo aspetto. Mettersi in gioco con ginnasti di questo livello, comunque, è sempre bello e aiuta a fare sempre più esperienza.”

E in effetti il clamore e la presenza del pubblico hanno a volte prevalso all’interno dell’Arena, facendo sentire di più la tensione per alcuni, come Salvatore, o al contrario caricando ulteriormente altri come Ares:

“Ricordo la Serie A di Roma di qualche anno fa, con un buon numero di spettatori, ma nulla a che vedere con tutte le persone che ci sono qui – ci spiega Salvatore sull’aria che si respirava in Arena – Si è sentito tantissimo il calore del pubblico e si sente che sugli spalti c’è gente che segue la ginnastica e la ama. Appena sono salito sugli anelli non riuscivo neanche a sentire il mio pensiero. Spero domani di riuscire a isolarmi un po’ meglio e di portare a casa un ottimo risultato.”

“Gareggiare nel palazzetto dove faranno le Olimpiadi l’anno prossimo è un’esperienza fantastica. A me il pubblico piace tantissimo e anzi mi porta a fare meglio. Per come mi sentivo fisicamente ho fatto molto meglio di quanto pensassi, proprio perché c’è il pubblico, hai più adrenalina in corpo e a me porta ad andare meglio,” racconta Ares.

Più esperto Niccolò che è alla sua seconda partecipazione a questo evento:

“Per me è il secondo anno che faccio Parigi. Quest’anno è stato più facile, mentre l’anno scorso il primo ingresso nel campo gara è stato quasi traumatico: c’era il fumo, la musica forte e la gente che urlava ed è stato difficile. Oggi, con l’esperienza di altre Coppe del Mondo e delle Universiadi, ho tenuto meglio la tensione e ho potuto pensare a fare quello che potevo nella mia situazione attuale. È stato davvero bellissimo.”

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Martina Paganelli
Martina Paganelli
Nata e cresciuta a Bologna, attualmente vivo, mi alleno e lavoro nell'ambito della ginnastica a Civitavecchia. Ho 23 anni e sono entrata in contatto con questo meraviglioso sport all'età di 7, senza mai smettere di amarlo. Sono studentessa magistrale in Lingue per la Comunicazione Internazionale, amo scrivere e, since 2012, grande fan di @Ginnasticandoit, quindi eccomi qua!

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