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Heath Thorpe: “Le olimpiadi non determinano il valore di un atleta”

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Non ancora ventitreenne, il giovane australiano Heath Thorpe, da poco incoronato campione all around australiano, si racconta. 

In un mondo che ci vuole perfetti, impeccabili, vincenti, a farsi strada è un giovane ginnasta che, ha ancora molto da fare in termini di risultati storici, ma che sta già cambiando la storia di questo sport.

Nato e cresciuto a Sydney, dove si allena ogni giorno, Heath Thorpe è un astro nascente della ginnastica internazionale e noi lo abbiamo intervistato per voi. Dai salti artistici a corpo libero, al rapporto con i social media, dalla rappresentazione queer nello sport, al sogno olimpico. Ecco cosa ci ha detto. 

Sei molto presente sui social media, come vivi questo aspetto della tua carriera?

Qualche anno fa mi sono reso conto che, poiché la ginnastica è poco sovvenzionata in Australia, avrei dovuto trovare un altro modo per guadagnare qualcosa continuando ad allenarmi. Per me, i social media sono ora una fonte di reddito. Ovviamente comportano pressioni e svantaggi, ma in fondo sono molto grato che mi offrano la libertà di allenarmi, gareggiare e viaggiare con meno stress finanziario!

Vedo spesso le tue routine e le tue note D su twitter, a oggi quale consideri il tuo attrezzo di punta?

Il volteggio è dove ottengo il punteggio più alto grazie al mio yurchenko 2.5. Tuttavia, non ho un secondo volteggio competitivo. Quindi considererei il corpo libero e la sbarra come miei attrezzi di punta. Entrambi hanno una difficoltà di 6,0 e un'esecuzione di 8,0+. Per questo motivo, punterò su questi due attrezzi per il prossimo ciclo olimpico.

Sei noto ai più per i tuoi elementi artistici al corpo libero, lo consideri un tratto distintivo?

È sicuramente il mio tratto distintivo. Mi piace il fatto che quando la gente mi vede andare verso il corpo libero, smette di fare quello che sta facendo e guarda. Indipendentemente dal risultato della routine, buono o cattivo che sia, lascia un impatto e un messaggio a chi mi guarda e credo che questo sia davvero straordinario!

Ho letto che molti giovani ginnasti, seguendo il tuo esempio, hanno deciso di aggiungere elementi artistici ai loro esercizi. Questo come ti fa sentire?

Afferma l'idea che tutto ciò per cui mi sono sacrificato e ho combattuto è valso la pena. Sapere che sto aiutando gli atleti più giovani a sentirsi più a loro agio nello sport e a esprimersi significa molto per me. Sono pronto a vedere dove la prossima generazione porterà questo sport.

Nel 2022 hai chiesto alla federazione di inserire i salti artistici nel codice dei punteggi maschile (già presenti in quello femminile), ma la richiesta è stata negata. Considerando che ora molti ginnasti li eseguono, pensi che la loro decisione potrebbe cambiare in futuro?

Penso che ci sarà un cambiamento. Dalle conversazioni che ho sentito, sembra che ci sarà qualcosa di concreto molto presto. Ma a parte il codice dei punteggi, credo che si vedranno più atleti sfidare le norme e lo sport, il che, a mio parere, è solo positivo. Il cambiamento è necessario.

Sei sempre stato molto aperto sulla tua sessualità e oggi sei un modello non solo nell’ambito della ginnastica, ma anche per i membri della comunità LGBTQIA+ di tutto il mondo. Avevi un modello tuo quando eri giovane o ne avresti voluto uno?

È piuttosto surreale essere un modello per la comunità non solo nella ginnastica, ma anche nel mondo in generale! Cerco solo di parlare delle mie esperienze e di esaltare quelle degli altri, sperando che le persone si sentano coinvolte. Ne ho decisamente avuto uno: Tom Daley (ndr. tuffatore britannico pluricampione mondiale e olimpico), è sempre stato il mio modello di riferimento quando ero più giovane. È stato incredibilmente coraggioso a vivere in modo autentico davanti agli occhi di tutto il mondo a un'età così giovane. Lui è stato davvero un pioniere della rappresentazione queer nello sport e sono così grato ad atleti come lui per aver tracciato il percorso per la mia generazione (anche se abbiamo solo 6 anni di differenza).

Hai detto di aver provato spesso a diventare campione australiano di AA e ci sei riuscito! È passato un po’ di tempo adesso, riesci a realizzare? Come ti fa sentire questa medaglia? 

Ci sono voluti troppi tentativi... e il cavallo con maniglie è sempre stato l'attrezzo che mi ha impedito di vincere! Riuscire finalmente a mettere insieme 6 esercizi ed essere premiato come miglior ginnasta australiano è una sensazione meravigliosa. È stato un momento che ha premiato non solo il mio duro lavoro, ma anche quello del mio team, compresi allenatori, famiglia, staff medico, ecc.

Hai aiutato l’Australia a ottenere la qualifica per il Campionato Mondiale di Anversa, qual è il grande obiettivo per questa competizione? Sia personale che di squadra.

Abbiamo convenuto che una qualificazione di squadra a Parigi 2024 è improbabile per la MAG australiana... il che significa che ci dobbiamo concentrare sulla qualificazione individuale e massimizzare il risultato. Per me, questo significa ottenere la qualifica per Parigi attraverso l'All-Around, che secondo noi si otterrà all'incirca con un 80.0. So di essere in grado di ottenere questo punteggio, ma dovrà essere una giornata quasi perfetta per me. Perciò al momento ci stiamo concentrando sul consolidamento di routine intelligenti e con un alto punteggio di esecuzione.

Per quanto riguarda la tua carriera, invece, qual è l’obiettivo che ti sei prefissato e che, una volta raggiunto, ti farà dire “ce l’ho fatta”?

Credo che le Olimpiadi siano sempre state quel traguardo che una volta raggiunto mi permetterà di rilassarmi ed essere soddisfatto della mia carriera. Tuttavia, ho anche iniziato ad allontanarmi dall'idea che le Olimpiadi determinino il valore di un atleta. So che ho lasciato e lascerò un impatto duraturo su questo sport, a prescindere da come si svolgerà il resto della mia carriera, e questo è di per sé davvero speciale per me: mi dice che ce l'ho già fatta.

Ci teniamo a ringraziare ancora una volta Heath per questa preziosa intervista e per il tempo dedicatoci. Gli auguriamo un grosso in bocca al lupo per il futuro e non vediamo l’ora di goderci i suoi fantastici esercizi ai mondiali.

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Rosita Raso
Rosita Raso
Traduttrice e sottotitolatrice di professione. Appassionata di sport e soprattutto di ginnastica da molto tempo. Spero, attraverso questo progetto, di poter restituire alla ginnastica le emozioni che non smette mai di regalarci.

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