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Ispirazioni: il Parkour secondo Miranda Tibbling, speeder mondiale

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Miranda Tibbling, traceur classe 2004, ha iniziato Parkour nel 2015 e oggi è una delle massime esponenti della disciplina.

Nel suo palmares vanta già molte medaglie: vincitrice delle medaglie d’oro nella Speed e d’argento nel Freestyle aii World Games 2022, campionessa mondiale di Speed, ha collezionato altri podi nelle edizioni 2021, 2022 e 2023 delle World Cup di Montpellier e Sofia.

Tibbling ha sempre dichiarato di voler ispirare le persone, soprattutto le ragazze che pensano che il Parkour sia per ragazzi.

Una volta hai detto di aver iniziato Parkour perché hai visto alcuni ragazzi farlo. Quando la tua curiosità è diventata una forte passione?

Penso di aver iniziato ad amare lo sport e la mia passione è cresciuta molto nel 2018. Subito dopo, nel 2019, mi sono infortunata quindi il 2018 e anche il 2022 sono stati speciali per me.
Dopo l’infortunio ho iniziato a fare sollevamento pesi e più stretching e ho preso più seriamente il mio allenamento.

All’inizio eri l’unica ragazza nella tua città a praticare il Parkour. Questo è stato un problema per te o le altre persone? Sei stata presa di mira in qualche modo/bullizzata per questo?

Non sono stata bullizzata per essere l’unica ragazza. I miei amici e le persone che ho incontrato sono state molto gentili. Alcune altre persone a me vicine non credevano in me e non prendevano lo sport seriamente, ma non me ne importava così tanto.
Non l’ho notato molto all’inizio ma dopo e anche oggi le persone non vedono il Parkour come uno sport vero e non lo rispettano. E commenti come “è brava per essere una ragazza” sono qualcosa che sento che la gente deve smettere di dire.

Nei tuoi social parli sempre della “normalità” della differenza dei corpi. Perché pensi che nello sport sia importante la rappresentazione di corpi diversi?

Penso che sia molto importante parlare della differenza dei corpi e della body positivity. Lo sport e i social media possono essere molto tossici e qualche volta mostrano solo una specifica tipologia di corpo o che hai bisogno di essere piccola e magra o bionda per avere successo.
Voglio mostrare che non c’è un tipo di corpo perfetto per il parkour: è per tutte/i. La tua taglia non dovrebbe avere alcuna importanza.

Nella tua esperienza di allenatrice hai incontrato o incontri molte ragazze? Nel tuo paese la differenza tra ragazzi e ragazze che praticano Parkour è grande? Le nuove generazioni di traceurs sono equamente distribuite tra i due generi?

Ho incontrato alcune ragazze durante il mio periodo da allenatrice ma molte di loro sono giovani e lontane dalla mia età.
Sono l’unica ragazza che compete e si allena professionalmente in Svezia quindi sì, c’è un grande gap. Penso però che ci siano sempre più persone e ragazze che iniziano lo sport e gli allenamenti.

Sta migliorando e se tutto va bene ragazzi e ragazze avranno le stesse opportunità nel Parkour in futuro.

In Italia c’è ancora molto pregiudizio nei confronti del Parkour, visto come uno sport pericoloso fatto di persone che saltano tra i palazzi. È così anche nel tuo Paese?

Anche qui le persone vedono il Parkour come pericoloso e alcune persone diventano molto arrabbiate quando ci alleniamo. Pensano che distruggiamo le cose e facciamo troppo rumore.

Un’ultima domanda, sulla tua salute. Il tuo ginocchio è completamente guarito dall’infortunio?

Sì anche se non penso sarà mai al 110% di nuovo ma va molto meglio e il recupero è andato bene. La parte mentale è più dura, ma nel complesso sto bene!

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Giulia Silvestri
Giulia Silvestri
Nata e cresciuta a Bologna, laureata in giurisprudenza, ho una passione viscerale per la ginnastica. Da quando avevo 11 anni, a fasi alterne tra vari problemi fisici, sono sempre tornata al mio amato tavolato. Da qualche anno ho iniziato a praticare parkour. Giornalista pubblicista - tessera numero 186666

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