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Ellie Downie annuncia il ritiro: “La mia felicità ha la priorità”

La Downie parla al “Stompcast” del Dr Alex. Rivelazioni e sofferenze celate dietro le numerose medaglie vinte dalla star britannica

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La britannica Ellie Downie annuncia il suo ritiro definitivo dalla carriera ginnica. La Downie lo fa attraverso un commovente post sui suoi profili social, nel quale spiega le ragioni che l’hanno portata a questa decisione. Motivo della difficile decisione, afferma l’atleta, sono stati gli ultimi difficili anni da atleta che hanno rappresentato per lei un duro periodo per lei ma, a malincuore, le hanno fatto capire ciò cui è prioritario dedicarsi nella sua vita: la sua salute mentale e la sua felicità.

«La ginnastica è stata la mia vita da quando ne ho memoria, e sono fiera e grata di tutti i traguardi che sono riuscita a raggiungere nello sport. Competere e vincere delle medaglie rappresentando la mia nazione, la Gran Bretagna, ha significato tutto per me e tutto ciò mi mancherà enormemente.»

Inoltre, Ellie ha avuto l’opportunità, come ha annunciato nello stesso post, di potersi raccontare nel profondo riguardo la sua carriera e vita da ginnasta grazie al Dr Alex George, Ambassador per l’importanza della salute mentale che ha un grande seguito sui social, il quale l’ha ospitata in una puntata speciale ed esclusiva del suo podcast “The Stompcast”.

Nel corso della puntata del podcast “Ellie Downie, Ginnasta del Team Britannico “Non mi pento di aver parlato”, il Dr Alex dialoga con Ellie facendo un excursus della sua carriera ginnica e degli avvenimenti che più hanno segnato, sia in negativo che in positivo, la sua vita da ginnasta.

Credits: British Gymnastics

Ellie inizia ginnastica all’età di 3 anni e da quel momento la ginnastica è sempre stata parte salda della sua quotidianità, la sua intera vita. Il suo avvicinamento alla ginnastica è stato immediato, poiché la sorella maggiore Becky praticava già questo sport. Ellie racconta che, quando era piccola e aveva appena conosciuto questo meraviglioso sport, tutti avevano un occhio di riguardo per lei, proprio perché vedevano del talento in lei e racconta che, rispetto alle sue coetanee, ha accorciato i tempi entrando prestissimo nel gruppo élite.

Ellie è entrata a far parte della squadra nazionale verso i 14-15 anni e da quel momento ne ha sempre fatto parte durante la sua carriera. Fa il suo debutto con la nazionale Junior britannica nel 2013 ai WOGA Classic in Texas e nello stesso anno si distingue notevolmente salendo più volte sul podio nei campionati nazionali junior. Nel 2014 partecipa agli Europei di Sofia e ai Giochi Olimpici Giovanili di Nanjing dove chiude terza All-Around. Debutta nel campo internazionale senior nel 2015, partendo per gli Europei di Montpellier nei quali porta a casa il bronzo All-Around. Nello stesso anno, ai Mondiali di Glasgow, Ellie e la squadra vincono il bronzo nella finale a squadre davanti alla Russia. Nel 2016, agli Europei di Bern, Ellie vince numerose medaglie: argento a squadre, al volteggio e al corpo libero. Nell’agosto 2016 Ellie, insieme alla sorella Becky e alle compagne dell’allora Team GB, disputano i Giochi Olimpici di Rio de Janeiro 2016, dove chiudono al 5° posto di squadra e Ellie, in finale All-Around, al 13esimo. Il 2017 inizia al meglio per Ellie, che diventa la prima ginnasta britannica a vincere un titolo europeo AA. Più tardi nel 2017 subisce un intervento alla caviglia ed è costretta a saltare numerosi appuntamenti, promettendo di puntare ai Commonwealth Games 2018. Nel 2018 riesce a ottenere la convocazione per i mondiali in Qatar. L’anno successivo partecipa nuovamente agli europei, dove vince due medaglie individuali, e ai Mondiali di Stoccarda dove vince per la prima volta una medaglia mondiale: il bronzo al volteggio.

Credits: British Gymnastics

Dopo tanti anni di successi, impegno e sacrifici in gran parte ripagati e di cui, racconta la Downie, è immensamente grata e riconoscente, Ellie affronta un momento difficile in cui decide di prendersi una pausa dallo sport. Le Olimpiadi erano state posticipate di un anno e, inoltre, per Ellie sono stati mesi difficili quelli della ripresa post-pandemia. Nel 2020 Ellie insieme alla sorella Becky avevano denunciato gli abusi subiti nei loro confronti, specialmente nei confronti di Ellie, riguardo il peso e la forma fisica. Ellie racconta che le pressioni e l’ossessività dei coach e dello staff verso il peso e la dieta erano diventati insostenibili per lei, tanto che si era già distaccata per un periodo dalla ginnastica. Durante tutto il periodo in nazionale Ellie doveva tenere un diario alimentare, in cui annotare tutto ciò che mangiava e racconta come molte volte ometteva alcuni alimenti cosicché il calcolo finale delle calorie non superasse quello del giorno prima o gli standard imposti dai coach.

Nel podcast Ellie afferma di essere stata più e più volte “penalizzata”, per non dire ostacolata, per via del coraggio che ha avuto insieme alla sorella di parlare di quanto avevano subito negli anni, rivelando la sconcertante realtà secondo cui questo tipo di atteggiamenti erano ormai radicati e del tutto normalizzati all’interno dell’intero sistema federale britannico. Provengono, infatti, dagli stessi head coach della nazionale britannica questi abusi, che pare non si siano mai fermati nel corso degli anni.

I ritmi, a quei livelli, erano davvero alti e, sempre dalle parole della ginnasta, si riesce a capire come non ci fosse mai un vero e proprio momento di “riposo”, che fosse dopo una gara, dopo un risultato importante o una lunga stagione di lavoro. Non c’era mai un vero e proprio momento di celebrazione del successo ottenuto, il giorno dopo si tornava subito a lavorare sodo. Verso i 16-17 anni per Ellie tutto è arrivato come un tornado, un evento dopo l’altro in un susseguirsi di successi, ma anche di sforzi e sacrifici accompagnati da un forte stress: prima gli Europei, poi i Mondiali e poi le Olimpiadi di Rio, una gara dietro l’altra. Il 2019 viene riconosciuto dalla Downie come l’anno di massimo rendimento per lei; si sentiva bene e in forma a livello ginnico e i risultati non hanno tardato ad arrivare, anche se sempre e comunque contornati da una forte pressione affinché lei dimagrisse e incarnasse gli standard della ginnasta modello.

«Mi sentivo molto insicura, tanto che molte volte quando dovevo provare un elemento ero titubante perché ciò che mi veniva detto era che, col mio peso, mi sarei di certo fatta male. Alla fine, riuscivo a eseguire ciò che provavo davvero bene e mi sono detta: perché non continuare? Cosa ho fatto di male per meritarmi questo trattamento?»

A seguito dei numerosi anni passati con la malsana consapevolezza di non essere idonea a fare ginnastica per via del suo aspetto, ad oggi Ellie ha maturato un brutto rapporto col cibo: “Se sono triste mangio, perché è ciò che mi è sempre stato detto di non fare. È diventato per me un qualcosa che mi tocca emotivamente, un po’ come chi ha le dipendenze e deve starne lontano. Non mi sento mai abbastanza e ciò per via dell’insicurezza che è scaturita col tempo.

Un episodio per lei molto duro è stato in vista della qualificazione per le Olimpiadi di Tokyo. Ellie, nonostante le due operazioni alla caviglia si facessero sentire e il dolore non le desse tregua, si presenta ai trial britannici. Inizia la gara con non poca tensione e a metà gara decide di ritirarsi per la troppa tensione e il dolore alla caviglia incessante. Non si sentiva affatto bene e il fidanzato la venne a prendere per riportarla a casa. Nel viaggio di ritorno riceve la notizia più brutta della sua vita, ovvero l’improvvisa morte del fratello: “Nessuno mi ha detto niente, eccetto una e-mail di condoglianze. Questo è stato l’interessamento nei miei confronti.” Dopo quell’episodio sono trascorsi mesi difficili, in cui più volte Ellie ha sofferto non solo la perdita ma anche la mancanza di fiducia in un sistema sbagliato.

A un certo punto del suo racconto, Ellie parla di come tutto il sistema federale britannico, e in particolare il direttore tecnico David, abbiano attuato una serie di strategie per denigrare l’atto di denuncia compiuto dalla Downie. Se prima Ellie era un caposaldo della nazionale britannica e aveva un rapporto unico con il direttore tecnico David, successivamente questi ha voluto lanciare un messaggio molto chiaro a tutte le postere dell’atleta: chi parla, verrà ostacolato e di assolutamente non avvicinarsi alle sorelle Downie. Ellie e la sorella sono state dipinte come coloro che hanno intenzione di smantellare il sistema. A tale accezione la stessa Ellie replica che da ciò si evince che parlare e denunciare è sbagliato: “Tutto ciò deve cambiare. Noi abbiamo parlato. Ma finchè il potere rimarrà nelle mani della stessa persona, temo che la storia si ripeterà. Nessuno ne parla, o comunque non tutti hanno il coraggio di parlare, perché la ginnastica ti abitua a stare in silenzio e sopportare, senza mai lamentarti. Ma questo non va bene.” conclude amaramente la Downie.

Nel 2022 decide, però, di darsi un’ultima chance di ritornare nel giro della nazionale senza ulteriori contrasti e con speranza. Voleva chiarire con tutto lo staff: “Non mi pento di aver parlato; ma forse, se non lo avessi fatto, le cose sarebbero andate diversamente?”, commenta. Si prepara per la selezione in vista dei Mondiali di Liverpool. Prima della gara, in un training camp, David le chiese come si sarebbe sentita se l’avessero convocata come riserva e Ellie rispose un po’ sorpresa che sarebbe stata felice; la domanda la lasciò un po’ perplessa in quanto le selezioni non si erano ancora disputate. Ha capito che non sarebbe stata selezionata ancora prima di partecipare. Avrebbe potuto ambire al posto in squadra a patto che centrasse il podio nelle sue specialità: e così fece, andando a medaglia a volteggio e corpo libero. Ciononostante, le viene riproposto il ruolo di riserva tramite una e-mail. Ellie si sentì frustrata e arrabbiata, perché ancora una volta era stata penalizzata nonostante avesse portato i risultati richiesti. Il periodo seguente è stato un dei più duri che lei ricordi; non riusciva a entrare in palestra e quando lo faceva piangeva tutto il tempo.

Ha preferito rinunciare al posto di riserva, perché in quelle condizioni non si sentiva un membro positivo all’interno della squadra. Si è dovuta rivolgere a un terapeuta per ritrovare sé stessa, la persona che era prima di perdere completamente il controllo della sua vita: e ora che ha lasciato la ginnastica, è ciò che più le sta a cuore.

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Martina Paganelli
Martina Paganelli
Nata e cresciuta a Bologna, attualmente vivo, mi alleno e lavoro nell'ambito della ginnastica a Civitavecchia. Ho 23 anni e sono entrata in contatto con questo meraviglioso sport all'età di 7, senza mai smettere di amarlo. Sono studentessa magistrale in Lingue per la Comunicazione Internazionale, amo scrivere e, since 2012, grande fan di @Ginnasticandoit, quindi eccomi qua!

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