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Trampolino senza sponsor. Gli atleti: così non riusciamo a crescere

Il 2023 ha visto un calo vertiginoso degli sponsor per la ginnastica e, in particolare, per il trampolino elastico.

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Luigi Meda, direttore sportivo della Milano 2000 e collaboratore tecnico della Federginnastica e Giuseppe Cocciaro, direttore tecnico nazionale delle sezioni di Trampolino Elastico e di Ginnastica Artistica Maschile, hanno denunciato la carenza di sponsor per la disciplina del Trampolino Elastico.

Cocciaro ha confermato che c’è stato un calo di circa il 40% degli sponsor per l’anno agonistico 2023, appena incominciato.

Il Trampolino Elastico Italiano, disciplina un po’ bistrattata tra quelle sotto l’egida della Federginnastica, annovera tra le sue file le attuali campionesse mondiali Juniores Silvia Coluzzi e Letizia Radaelli.

Quest’ultima è tesserata Milano 2000 e si allena nella medesima città.

Insieme a lei si allenano i compagni di squadra Andrea Radaelli, Samuele Patisso Colonna, Isabella Murgo e Marco Lavino (tesserato Ginnastica Brindisi Temese ma di stanza a Milano).

La carenza degli sponsor è particolarmente gravosa perché, oltre a non permettere agli atleti di confrontarsi con i loro colleghi stranieri per mancanza di fondi, questo è l’anno delle qualifiche olimpiche in vista di Parigi 2024.

Abbiamo ritenuto importante dare voce ai protagonisti della disciplina che si allenano a Milano, presso l’Accademia nazionale.

Samuele Patisso Colonna: “Credo che avere sponsor sia essenziale soprattutto per sport piccoli come il nostro, perché se non ci sono i fondi le gare non possono essere fatte. Senza gare tutta l’esperienza che queste opportunità danno, va persa.

Qui in Italia nonostante ci siano persone come me, Marco, Isabella e gli altri atleti che fanno parte della nazionale, non è un ambiente stimolante per quanto riguarda il trampolino elastico quindi quello che si può fare con gli sponsor e con i soldi è poter partecipare a più gare possibili, di conseguenza fare molta più esperienza che ti fa crescere sia agonisticamente che come persona.

Va fatto qualcosa e al più presto perché a ridosso delle prime gare di Coppa del Mondo per la qualificazione olimpica è possibile che alcune persone non potranno partecipare e questo è ingiusto.

Andrea Radaelli: “Credo che la situazione in Italia del trampolino elastico non sia del tutto ottimale poiché i soldi in Federazione sono pochi a causa delle polemiche fatte sulla ginnastica. Il trampolino con queste polemiche non c’entra niente e dovrebbe essere del tutto fuori, ma a quanto pare non è così.

Il trampolino ha bisogno di sponsor cosicché i giovani atleti, come me, possano fare esperienza, fare più gare possibili per prepararsi alle future gare più importanti.

Marco Lavino: “È una situazione un po’ particolare per noi atleti che ci alleniamo, diamo anima e corpo dalla mattina alla sera per allenarci, per cercare di far bene, per ottenere i nostri risultati personali e pensare che per determinati motivi non possiamo cercare di qualificarci alle olimpiadi è molto brutto.

Sono molto importanti queste gare perché abbiamo bisogno di misurarci con gli altri atleti per uscire allo scoperto, per migliorare la nostra prestazione in gara, soprattutto in campo internazionale.

Un’altra cosa importante che a noi manca – che fanno le altre nazioni – è fare dei gemellaggi con le nazioni circostanti organizzando degli allenamenti che fanno insieme. Noi non possiamo neanche fare questo perché mancano i soldi.”

Isabella Murgo: “Secondo me il fatto che siamo rimasti con pochi sponsor soprattutto con una diminuzione sostanziale dei fondi, non mi permette di fare quell’esperienza fondamentale per consentirmi di tirare fuori tutte le mie capacità che, senza gare internazionali e soprattutto senza confronti con le altre atlete di alto livello, difficilmente riusciranno ad uscire del tutto.

Credo che un’atleta come me che in allenamento riesce a concludere esercizi con una difficoltà di 14, che è sicuramente una difficoltà competitiva a livello internazionale, abbia il diritto di fare esperienze per crescere non solo a livello fisico ma anche mentale“.

Quello che ci auguriamo è che gli atleti e le atlete italiane, tutti molto giovani, non vedano il loro futuro stroncato dalla mancanza di sponsor e, quindi, di soldi. Perché se è vero che il talento è importante, lo sono altrettanto le possibilità e, in ambito sportivo come in altri ambiti, dipendono dai fondi.

Quando questi fondi vengono dedicati in misura maggiore agli sport maggioritari, si toglie inevitabilmente la possibilità agli sport minori – per chi, verrebbe da dire? – di brillare e di uscire dal circolo vizioso che li relega a sport di serie B.

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Giulia Silvestri
Nata e cresciuta a Bologna, laureata in giurisprudenza, ho una passione viscerale per la ginnastica. Da quando avevo 11 anni, a fasi alterne tra vari problemi fisici, sono sempre tornata al mio amato tavolato.
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