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Carlotta Ferlito a Le Iene – “Questo sport non può essere fatto anche di violenze”

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Martedì 6 dicembre 2022 – la due volte olimpionica Carlotta Ferlito esce allo scoperto sulla questione abusi nella ginnastica artistica in Italia. Lo fa facendo sentire la propria voce a tutto il paese, prendendo parte al programma televisivo Le Iene, in un servizio a lei dedicato.

Carlotta racconta ciò che si è celato in questi anni dietro al suo “allontanamento” dal mondo della ginnastica, di cui si è sempre saputo assai poco e che lei stessa ha tenuto riservato finora. Il silenzio si è rotto nel servizio de Le Iene di martedì 6 sera, nel quale racconta alle conduttrici/giornaliste Roberta Rei e Francesca Di Stefano gli abusi psicologici che ha subito nel corso della sua carriera ginnica ai massimi livelli.

Nel corso del servizio, Carlotta racconta numerosi episodi delle vessazioni da lei vissute durante gli anni di preparazione delle sue due Olimpiadi, Londra 2012 e Rio 2016. A 12 anni, infatti, Carlotta si trasferisce a Milano ad allenarsi in quello che era il Centro Tecnico Federale con quelli che saranno i suoi allenatori e secondi genitori Paolo e Tiziana. Carlotta racconta come, nei periodi in cui si svolgevano i collegiali con la Nazionale, lei sia stata vittima di insulti, controlli incessanti del peso e commenti negativi nei riguardi della sua forma fisica. Più e più volte è stata definita con termini inadatti alla finalità tecnica delle sedute di allenamento; si sono così innescati in lei i riconoscibili meccanismi dei disturbi alimentari, situazione di cui aveva già accennato sui social qualche mese fa agli inizi di giugno di quest’anno.

Un altro episodio da lei riportato risale a Jesolo 2016 quando, a due mesi dalle Olimpiadi, Carlotta fa una brutta caduta alla trave e rischia di compromettere gravemente la sua salute. Anche in quell’occasione, Carlotta ha cercato di far sentire la propria voce manifestando stanchezza e difficoltà nell’affrontare quella giornata di gare così vicino ad un evento importante come le Olimpiadi, senza risultati.

A tal proposito, Carlotta racconta, in maniera inedita nel servizio, di aver già provato ad intervenire a suo tempo insieme al suo team, sporgendo una denuncia formale e segnalando la situazione alla Procura Federale, la quale ha aperto una procedura federale che purtroppo, però, non ha portato a nessun visibile cambiamento negli anni a venire. Ciò ha significato, per Carlotta, un suo pressoché definitivo allontanamento dal mondo della ginnastica, malgrado l’atleta racconti di non averne avuto il pieno controllo, salutando la Ginnastica alle Universiadi di Napoli 2019.

«È giusto parlarne, per rendere questo un posto migliore per chi verrà dopo. Bisogna avere la possibilità di parlare perché poi farlo ti fa paura. E non è giusto.»

Dalle parole di Carlotta si percepisce il messaggio che, se pur parlando, non si ottiene niente, dal momento che anche una volta fatta luce su determinati avvenimenti lei non sia riuscita ad essere ascoltata a dovere.

Non è, infatti, una casualità che, per tutti questi anni, solo poche atlete abbiano avuto il coraggio di andare oltre le umiliazioni o, perlomeno, di andare oltre la vergogna ed il timore di denunciare. Sì, perché è anche di questo che si tratta: vergogna. Poiché a questo portano le umiliazioni, le offese, gli insulti e le vessazioni continue; sminuiscono e sgretolano pezzo per pezzo le personalità, rendendo la persona offesa incerta dei propri valori. Gli stessi valori che lo sport dovrebbe insegnare e difendere, vengono completamente spazzati via.

In questo modo, stando alle parole di Carlotta, si prospetta un andamento per cui viene a mancare, per non dire ad azzerarsi, l’enorme potere educativo che una disciplina come, in questo caso, la ginnastica ha sempre trasmesso.

Sarebbero tanti i quesiti da porre in un momento storico come quello che sta vivendo ora il nostro mondo, la Ginnastica; ma non sta a noi farlo. Possiamo solo augurarci e sperare che un giorno tutto ciò finisca, che ognuno di noi quando entra in una palestra si ricordi della bellezza dello sport, dei valori che sono le colonne portanti nostro sport e di tutto ciò che nei decenni ha saputo insegnare: sacrificio, lotta, spirito competitivo, tenacia, determinazione, forza, eleganza e disciplina. Quest’ultima, è tra i valori più importanti che la Ginnastica predilige e che forma ogni suo singolo atleta e sognatore.

Che non ci si dimentichi più che disciplina non ha niente a che fare con l’umiliazione; che non si trascuri più la vulnerabilità di chi è dall’altra parte delle nostre parole; che non si sbagli più a discapito di altri.

Che si dia voce, e che questa voce venga ascoltata.

Infine, che si lavori per coltivare e preservare con cura un futuro migliore, che il nostro mondo merita.

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Martina Paganelli
Nata e cresciuta a Bologna, attualmente vivo, mi alleno e lavoro nell'ambito della ginnastica a Civitavecchia. Ho 22 anni e sono entrata in contatto con questo meraviglioso sport all'età di 7, senza mai smettere di amarlo. Sono anche laureata in Mediazione linguistica, amo scrivere e, since 2012, grande fan di @Ginnasticandoit, quindi eccomi qua!
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