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Quando la sconfitta rende grande la squadra e piccolo il pubblico

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Come lo stesso Nicola Bartolini l’ha definita ieri, la Ginnastica Artistica è una montagna russa. A volte quando si ha la certezza che arrivi la vittoria, la sconfitta te la strappa dalle mani; altre volte, senza nessuna logica apparente, la vittoria ti premia con un successo inaspettato.

È questo ciò che è accaduto alle nazionali azzurre nelle due finali a squadre Maschile e Femminile di ieri e martedì. Ieri sera la gara perfetta degli azzurri ha condotto la nazionale a un quarto posto mondiale storico, il migliore risultato in oltre un secolo. Martedì, al contrario, la corsa alla medaglia – e alla qualifica olimpica – ha messo la pressione dell’aspettativa sulle spalle delle atlete italiane e la loro gara è stata inaspettatamente imprecisa e fallosa.

I due risultati differiscono di appena una posizione (quarta la Maschile e quinta la Femminile), eppure la reazione del pubblico non sarebbe potuta essere più diversa di così. A pensarci bene, entrambe le nazionali italiane si sono trovate a una caduta dalla medaglia. Però i numerosi errori della Femminile hanno pesato di più rispetto ai pochi della Maschile. Forse perché il susseguirsi di successi archiviati dalla nazionale femminile ha creato un’aura di perfezione attorno alla squadra; la prima “sconfitta” ha fatto realizzare al pubblico che ci sono anche giorni in cui si perde, e questa è una verità scomoda.

La squadra maschile l’ha imparato a caro prezzo. L’ha imparato rimanendo fuori dalle Olimpiadi di Rio 2016 e poi da quelle di Tokyo 2020. L’ha imparato leccandosi le ferite fuori dai riflettori, per anni sfiduciata dal pubblico, poco considerata dagli stessi spettatori che adesso la acclamano. L’ha imparato stringendo i denti, costruendo da zero le proprie fondamenta, fino ad arrivare a oggi: quarta nazione a livello globale. Alla squadra femminile tocca una sorte uguale se non peggiore: la vittoria che ha smosso la folla ora gliela rivolta contro.

Pagelle, giudizi, commenti di utenti che s’improvvisano DTN per un giorno hanno popolato i social nelle ultime ventiquattr’ore, a riprova che una parte degli appassionati segue la Ginnastica solo quando colleziona successi. Però non è questo lo spirito dello sport. Va bene essere tifosi e va bene anche ammettere che la finale di martedì è stata tutt’altro che brillante per le azzurre. Ma la squadra vince quando una compagna vive un momento di difficoltà e l’altra la sostiene, come ha fatto Giorgia Villa dopo la doppia caduta di Martina Maggio alle parallele. La squadra vince quando abbraccia Yumin Abbadini dopo la caduta alla fine dell’ultimo esercizio della gara. La squadra vince quando resta unita e si rialza per tentare ancora e ancora e ancora.

Liverpool (GBR) 02/10/2022 51st FIG Artistic Gymnastics World Championships. Women’s Team Final ABBADINI Yumin ITA © photo Simone Ferraro

Il comportamento antisportivo, quello sì che dovrebbe indignare il pubblico! Come la reazione dei commentatori della gara di ieri sera alla BBC Sport, Christine Still e Craig Heap, che all’uscita del punteggio di Nicola Bartolini al cavallo sono scoppiati in una sonora risata, contenti del fatto che un esercizio ben fatto ma dal punteggio contenuto contribuisse a non intralciare la corsa della Gran Bretagna al podio.

Le numerose critiche seguite al mancato passaggio degli atleti americani in Mixed Zone dopo la gara particolarmente sofferta di ieri, quello dovrebbe indignare. I commenti sul fisico delle ginnaste o dei ginnasti, i giudizi sul lavoro di un’atleta giovanissima basati sul risultato di un’unica una gara negativa che ignora tutte le altre positive, questo dovrebbe indignare il pubblico.

Perché anche accettare la sconfitta con garbo fa parte del gioco, ed è lo sport che gli appassionati dovrebbero saper praticare meglio.

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Mariacarmela Brunetti
Nata e cresciuta nel magico Sannio, la mia seconda casa da anni è Roma, dove sto per conseguire una laurea in Ingegneria. Faccio parte di GINNASTICANDO.it dal 2015 e attualmente sono Vicedirettrice, oltre che Editorialista e Redattrice per la Ginnastica Artistica.
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