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Ginnastica, sport di vittorie all’ombra dei media

Quando scrivere la storia non basta

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Nel 2021 l’Italia alle Olimpiadi estive multidisciplinari ha vinto tante medaglie come mai nella storia. Di quelle medaglie sui media non si è parlato abbastanza e si è visto ancora meno, soprattutto rispetto al trionfo calcistico della nazionale azzurra ai Campionati Europei.

È il 2022 e l’Italia continua a regalare successi in ogni campo dello sport. Eppure in programmi tv, quotidiani sportivi e sui media tradizionali una nazionale di calcio che perde è più chiacchierata del resto dell’Italia sportiva che vince.

Il calcio è radicato più di ogni altro sport nella cultura italiana, ma, nonostante ciò, altre discipline sportive hanno trovato il modo di attecchire sul territorio italiano, tanto da generare campioni e campionesse di Olimpiadi, Mondiali ed Europei. L’attenzione mediatica garantisce al calcio i migliori impianti sportivi del paese, gli sponsor più rilevanti e la giusta finestra per affacciarsi alla notorietà. E chi questa attenzione non l’ha mai avuta ha dovuto accontentarsi dei pochi mezzi a disposizione per costruire il proprio successo, di impianti e attrezzature inadeguate o obsolete, ha dovuto fare i conti con un budget limitato, con più sacrifici. Ha raggiunto l’apice in silenzio.

Per la Ginnastica è successo questo con Yuri Chechi, Vanessa Ferrari, Flavio Cannone, con Michela Castoldi e Davide Donati, poi con le Farfalle e, ancora una volta, con Sofia Raffaeli, Davide Rizzi e Andrea Consolini.

E se alla Ginnastica venisse dedicata la stessa attenzione di una sola giornata calcistica di Serie A?

Bisogna ammettere che un’apertura del genere è arrivata solo da parte di Eurosport, che raggruppa e celebra non solo la Ginnastica, ma ogni sport allo stesso modo. Anche La7 negli ultimi anni ha creduto molto nel percorso dell’Italia di Ginnastica Ritmica, rendendosi addirittura testimone della storica vittoria del circuito di World Cup da parte di Sofia Raffaeli, prima italiana a riuscire nell’impresa.

Il clamoroso risultato conseguito sempre da Sofia Raffaeli ai Mondiali di Ginnastica Ritmica in Bulgaria ha generato una risposta positiva anche da parte della Rai. Tanto per cominciare quest’anno l’emittente televisiva statale – la cui testata sportiva è capitanata della Direttrice Alessandra De Stefano – ha trasmesso in diretta tutte le gare della rassegna iridata, qualifiche comprese. Non solo, poche ore dopo la storica impresa dell’azzurra il più famoso talk sportivo targato Rai, “La Domenica Sportiva”, le ha dedicato un corposo intervento all’inizio della trasmissione. Oltre a creare un intrattenimento interessante, la presenza della formica atomica Raffaeli in un programma sportivo prevalentemente dedicato al calcio è un piccolo passo avanti. È, forse, il segnale che qualcosa sta cambiando. Da allora, infatti, Raffaeli è stata ospite di diverse trasmissioni Rai, l’ultima delle quali “Che tempo che fa” la scorsa domenica e la prossima – nelle vesti da atleta – il Gala “Ginnastica & Tricolore”.

Che la presenza di una ginnasta in tv diventi abituale è qualcosa che fino a pochi anni fa sarebbe stata impensabile. Su questa scia positiva, pensare di dedicare più spazio alla ginnastica come sport non sembra un’ipotesi così irrealizzabile.

D’altra parte, la Rai ha acquistato i diritti dei Mondiali di Calcio dove la nazionale azzurra nemmeno parteciperà e li manderà in onda con i migliori mezzi a disposizione: ultra HD, programmazione dedicata, interviste e contenuti in esclusiva. Se il palinsesto può far spazio a questo evento che non vede azzurri coinvolti, perché non dedicare una vetrina più ampia a una fetta d’Italia che, al contrario, partecipa a eventi della stessa caratura e vince, anche?

Se si tratta di audience, la Ginnastica non avrà ancora i numeri del Calcio, ma di certo riesce a pareggiare quelli di una rassegna iridata dove l’Italia addirittura manca.

A parità di numeri, e disparità di risultati, è corretto ammettere che questo movimento meriterebbe molta più attenzione di così.

Nominare i risultati della stagione di Campionati societari, piuttosto che dare attenzione al risultato dei Campionati Nazionali sembrano ancora utopia allo stato attuale delle cose. Valorizzare di più i risultati conseguiti in campo internazionale, però, sarebbe un accorgimento minimo atto a dare ossigeno al mondo degli sport “minori” – che di minori non hanno nulla –, troppo poco valorizzati in Italia sia in tv che sulla carta stampata.

Cosa hanno bisogno di fare questi sport, compresa la ginnastica, più di quanto stiano già facendo per prendersi uno spazio minimo che ancora non è stato loro concesso?

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Mariacarmela Brunetti
Nata e cresciuta nel magico Sannio, la mia seconda casa da anni è Roma, dove sto per conseguire una laurea in Ingegneria. Faccio parte di GINNASTICANDO.it dal 2015 e attualmente sono Vicedirettrice, oltre che Editorialista e Redattrice per la Ginnastica Artistica.
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