La Fondazione Etica di Ginnastica (GEF) il 13 settembre ha espresso la sua decisione in merito al ricorso in appello presentato dal ginnasta russo Ivan Kuliak, che il 16 maggio scorso è stato interdetto dalle competizioni e sanzionato dalla GEF.
UN PASSO INDIETRO – Ivan Kuliak è un ventenne russo divenuto famoso in tutto il mondo lo scorso marzo per essere stato il primo atleta a esprimere in campo gara il pieno appoggio alla campagna di guerra della Russia in Ucraina. Alla Coppa del Mondo di Doha, infatti, ai russi era stato chiesto di gareggiare con lo stemma nazionale oscurato, ma Kuliak si è presentato in pedana esibendo una “Z” fatta con lo scotch sul petto.
Quell’azione ha generato non poca tensione sul campo, dov’erano presenti anche atleti e atlete ucraine, e parecchia indignazione nel pubblico che ha ritenuto inaccettabile che le posizioni politiche di un atleta fossero affiancate alla sua attività sportiva. Per questo la Federazione Internazionale di Ginnastica ha aperto subito un provvedimento disciplinare, rimettendo tutto nelle mani della Fondazione Etica di Ginnastica.
Lo scorso 16 maggio la Commissione Disciplinare della GEF ha stabilito, oltre alla squalifica dalla Coppa del Mondo di Doha e a una sanzione in denaro, che Ivan Kuliak venisse squalificato per un anno a partire da quella data da tutte le competizioni organizzate dalla FIG e dalle Federazioni a essa affiliate (compresa quella russa). Per di più la squalifica prevedeva che, qualora in data 17 maggio 2023 la Russia fosse ancora interdetta dalle competizioni internazionali, l’interdizione di Kuliak sarebbe durata ulteriori sei mesi.
Ed è proprio su quest’ultimo punto che la Commissione Disciplinare incaricata del ricorso in appello ha concesso a Kuliak del terreno. La Presidente Valérie Horyna, Jane Bickerstaff QC e il Professor Edgardo Muñoz Lopez hanno deliberato che anche se la Russia dovesse essere interdetta a livello internazionale oltre il 16 maggio 2023 l’interdizione di Kuliak termina in quella data.
Nel comunicato della Federazione Internazionale si legge anche:
- Ivan Kuliak dovrà sostenere il costo dell’appello che è di 5.000 Franchi svizzeri, coperti in anticipo dalla GEF, che tratterrà la cifra quando sarà versata;
- le due parti provvederanno ognuna al pagamento delle proprie spese, comprese quelle della rappresentanza legale;
- tutte le altre richieste sono state respinte;
- entrambe le parti potranno ricorrere in appello al CAS (Tribunale Arbitrale dello Sport) di Losanna entro 21 giorni dalla notifica della decisione.
Si attende, quindi, di capire se l’esito di questa decisione sarà definitivo o se una delle due parti in causa deciderà di interpellare nuovamente la Commissione Disciplinare. In ogni caso, se le richieste di poter gareggiare senza bandiera verranno accolte o se venisse revocata l’interdizione di atleti e atlete di nazionalità russa entro quella data, Kuliak potrebbe tornare in pedana tra meno di un anno.