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World Challenge Cup Koper: altre due finali, ma non senza problemi

Macchiati e Macchini volano in finale, serie di sfortunati eventi per Cingolani e Garza e l'attrezzatura non aiuta

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Anche la seconda giornata di Coppa del mondo in Slovenia è giunta al termine. Pochi minuti fa si sono spente le luci dell‘Arena Bonifika a Koper dopo che gli atleti e le atlete del panorama della ginnastica artistica hanno terminato i loro esercizi.

Trasferta di alti e bassi per la delegazione azzurra che gode della qualificazione a parallele pari per Mario Macchiati e Carlo Macchini alla sbarra, ma lascia dell’amaro in bocca per le disavventure al volteggio di Andrea Cingolani e Luca Garza.

I ginnasti della nazionale sono inceppati in delle difficoltà legate principalmente all’attrezzatura, con la quale non sono riusciti a entrare in confidenza a causa del poco – quasi nullo – preavviso. Al termine della gara li abbiamo contattati per farci raccontare cos’è successo.

Siamo arrivati in Slovenia e ci siamo ritrovati con l’attrezzatura Gymnova e non con quella dell’anno scorso, come ci aspettavamo. Non abbiamo avuto tempo per prepararci con l’attrezzatura adatta e per questo abbiamo avuto tutti problemi, soprattutto con la pedana del volteggio. Ho avuto l’opportunità di fare quattro chiacchiere con il campione ucraino Radivilov e anche lui mi ha confermato di non essersi trovato bene – ci racconta Andrea Cingolani.

LA GARA DEGLI AZZURRI E LE LORO DICHIARAZIONI

La gara del Team Italia inizia con una serie di sfortunati eventi alla Tavola con i due protagonisti all’attrezzo: Andrea Cingolani e Luca Garza. Il primo dei due a saltare è proprio Garza che, purtroppo, non riesce ad aggrapparsi alle gambe nella ribaltata + doppio carpio arrivando a terra, errore che gli costa un punteggio da 0.00. Non basta un triplo avvitamento molto ben eseguito per risollevare il punteggio e rientrare in classifica.

Trasferta sfortunata per Andrea Cingolani che, dopo l’errore della giuria nell’esercizio agli anelli di ieri (ne abbiamo parlato qui), non riesce a riprendersi né fisicamente né mentalmente, risentendone anche al volteggio. Dopo un primo salto con errore (D 5.2; E 7.800; tot. 13.000) decide che è meglio non rischiare l’infortunio e interrompe la sua gara all’attrezzo. Queste le sue dichiarazioni ai nostri microfoni:

Dopo l’errore di ieri, stamattina sono arrivato in campo gara distrutto sia fisicamente che mentalmente. Nonostante la mia caduta agli anelli sarei potuto rientrare ugualmente in finale, dato che partivo da 6.2, il punteggio più alto in gara. Purtroppo però, la giuria ha fatto un errore nel calcolo del punteggio togliendomi mezzo punto più del dovuto. Non mi è stato riconosciuto lo Yamavaki e di conseguenza sono incorso in una mancata esigenza. Con il mio allenatore abbiamo visto e rivisto l’esercizio rifacendo i calcoli e arrivando alla conclusione che il punteggio finale sarebbe dovuto essere 13.550, totale con il quale sarei potuto entrare in finale. Oggi arrivati al palazzetto abbiamo parlato con il direttore di gara che ci ha confermato che l’errore da noi evidenziato era stato realmente commesso, ma che purtroppo non potevamo fare nulla dato che la gara era ormai terminata. Errare è umano, come sbaglia un atleta allo stesso modo può sbagliare un giudice. Resta il rammarico poiché negli ultimi otto mesi ho partecipato a 12 competizioni e in nessuna ho commesso un errore. Oggi al volteggio dopo il primo salto andato male ho preferito non rischiare per non inceppare nell’infortunio. Ringrazio sempre l’Aeronautica Militare che mi sta accanto anche in momenti come questo.

Pomeriggio abbastanza soddisfacente invece per Mario Macchiati che porta a casa un’ulteriore finale. Durante la competizione di oggi si è esibito alle parallele pari in cui ha portato a termine un esercizio di spessore. Partendo da una nota D del valore di 5.9 – la seconda più alta della giornata – volteggia in maniera pulita e precisa portandosi a casa un quarto posto e la finale ad attrezzo (E 8.350; tot. 14.225). Alla sbarra presenta invece un esercizio di un valore più basso che non gli consente di andare oltre il nono posto, nonostante una buona esecuzione (D 4.8; E 8.000; tot. 12,800). Le parole di Mario:

Alle parallele è andata abbastanza bene, ho commesso qualche piccola imprecisione e punterò a rifarmi domenica nella finale, mentre alla sbarra purtroppo sono fuori dalla finale per un solo decimo dalla finale. Anche qui purtroppo ho commesso delle imprecisioni!

Carlo Macchini si riconferma il re della sbarra anche in questa occasione. Presenta una performance del “basso” valore di 5.8 (E 8.000; tot. 13.800) per andare sul sicuro e centrare l’obiettivo. Un esercizio lineare, senza grandi errori e nemmeno difficoltà stellari per volare in finale in tutta sicurezza. Domenica sicuramente il livello si alzerà per stupire sempre di più il pubblico e la giuria. Al termine della gara abbiamo sentito Carlo:

Ho fatto un esercizio più blando rispetto al solito dato che a questo giro ho visto che non c’era tanta gente che conoscevo e quindi, un po’ a causa dell’attrezzatura e un po’, ho preferito fare meno in qualifica. In finale cercherò di fare il mio esercizio. Oggi alla fin fine è andata bene, ho fatto un esercizio abbastanza lineare, per nulla malaccio. Il punteggio non è stellare, però tutto sommato sono contento. Adesso ci vediamo domenica sperando di divertirci un sacco e sperando di far divertire anche chi è qui e chi è a casa!

Clicca qui per tutte le classifiche della maschile.

LA GARA DELLA FEMMINILE

Seconda giornata di qualifiche anche per l’artistica femminile, in cui non erano presenti ginnaste italiane ma. La gara alla trave vede primeggiare nuovamente l’ungara Zsofia Kovacs con 13.300, che ha dominato anche le due qualifiche di ieri. Al Quadrato, invece, è l’esercizio dell’atleta croata Ana Derek (13.100) ad avere la meglio su tutti gli altri.

Clicca qui per tutte le classifiche della femminile.


Appuntamento a domani per la prima giornata di finali in cui troveremo impegnati Luca Garza (CM e CL) e Mario Macchiati (CM).

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Miriam Fratacci
Dalla bella Sicilia a Roma per studiare Traduzione in magistrale, ma mai lontana dalla ginnastica. Entrata in palestra nel 2002 non ne sono più uscita, crescendo tra magnesio e materassi e passando da ginnasta a tecnico. Nel tempo libero scrivo, leggo, faccio maratone di serie tv e perdo le notti dietro le competizioni dall'altra parte del mondo. Nel team di GINNASTICANDO.it dal 2018.
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