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L’altra faccia delle medaglie: Laurie Hernandez e l’importanza della salute mentale

Il prezzo del successo? In molti casi è la salute mentale. La campionessa Laurie Hernandez si racconta ai microfoni di No-Off-Season

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La campionessa olimpica a Rio 2016, Laurie Hernandez, torna a parlare della sua salute mentale e del suo percorso terapeutico. A 16 anni aveva già due medaglie olimpiche al collo, ma a quale prezzo?

La ginnasta racconta il suo percorso, dal momento in cui sentiva che qualcosa non andava, gli allenamenti, le olimpiadi all’interno del podcast “No-Off-Season” prodotto da Nike.

All’interno dell’episodio Laurie Hernandez si mette a nudo con la terapeuta Natalia Dayan per raccontare il suo percorso, cosa l’ha spinta ad andare in terapia. Un episodio emozionante, che ci aiuta a comprendere che, anche se gli atleti ci sembrano indistruttibili, affrontano le loro difficoltà, e grazie al loro esempio dovremmo imparare ad affrontarle anche noi senza vergognarcene.

La campionessa racconta come sin dall’età di 5 anni aveva il sogno di diventare un’atleta olimpica. Una grande ambizione che ha portato a molti sacrifici, difficoltà e momenti di sconforto.

LA STORIA – Laurie racconta il primo momento in cui ha capito che qualcosa stava cambiando. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato all’età di 11/12 anni alle prime nazionali junior. La sua allenatrice si aspettava molto da lei, ma la piccola ginnasta arrivò solamente 22esima su 23. Un risultato difficile da accettare da Laurie e dalla sua allenatrice, che riuscì a dirle solamente:”devi allenarti di più“. Per fortuna a consolarla c’era la mamma, da sempre grande sostenitrice della ginnasta, che le disse:”So che sei dispiaciuta, ma ci sono tante ginnaste che vorrebbero essere dove sei tu ora. Andiamo a mangiare un gelato”.

Da una parte il rapporto con genitori di Laurie sono sempre stati dalla sua parte, non conoscevano molto del mondo della ginnastica e ogni volta che lei raccontava a loro cosa sapeva fare rimanevano ammaliati.

Dall’altra parte, il difficile rapporto con l’allenatrice, che urlava sempre contro le sue ginnaste. Non potevano raccontare a casa cosa accadeva. Infatti, una volta Laurie aveva raccontato alla mamma delle urla e senza pensarci un momento la madre aveva chiamato l’allenatrice per riprenderla. Il giorno dopo, non appena arrivata in palestra, l’allenatrice riprese Laurie e obbligò lei e il suo gruppo ad un intenso potenziamento, stancandole e penalizzando così l’allenamento. Da quel momento nessuno raccontò più nulla.

In seguito a quell’episodio, Laurie racconta che all’età di 13 anni ha iniziato a mentire a sua mamma dicendo sempre:”l’allenamento è andato bene“, ma non era così. Ogni mattina la ginnasta si alzava controvoglia e andava in palestra con il suo gruppo ad allenarsi sempre con le urla in sottofondo.

Un ambiente difficile. Un clima difficile. Nel suo gruppo erano in 3 ed era difficile anche confrontarsi, in più la squadra continuava a vincere e quindi la domanda che tutte si ponevano era: continuiamo a vincere, forse è così che deve andare?

OLIMPIADI – Laurie Hernandez ha raggiunto il suo sogno e il suo obiettivo all’età di 16 anni alle Olimpiadi di Rio. All’evento si è presentata con un fisico che gli altri definivano “perfetto”, ma per lei non lo era. Non mangiava quasi più nulla e si sentiva sempre stanca. Nonostante tutti i traumi Laurie è riuscita a conquistare due medaglie, ma la cosa che ricorda di più è la sensazione che ha avuto nel momento in cui le hanno messo le medaglie al collo:

“È stato terribile. Per fortuna tutti i miei sacrifici e quello che ho passato sono serviti a qualcosa”.

La domanda che le viene posta dalla terapeuta alla fine di questa prima parte del racconto è significativa, come lo è la risposta di Laurie:

“Ne è valsa la pensa?” “Non so darmi una risposta a questo. La risposta che ci si attende è sì. Sono andata alle Olimpidiadi quindi ne è valsa la pensa, ho due medaglie al collo, ma come tengo quelle ho molti traumi infantili”

Foto: Team USA

Dopo le Olimpiadi è arrivato il ritiro. La campionessa aveva provato a rientrare in palestra ad allenarsi per provare a prepararsi per Tokyo 2020, ma non ci è riuscita. Durante gli allenamenti crollava, iniziava a piangere e non capiva perché nessuno le urlasse contro.

Il ritiro è stato fondamentale: per la prima volta voleva mettersi al primo posto e riuscire a fare quello che voleva lei, come voleva lei.

TERAPIA – Il punto di svolta è stato la decisione di andare in terapia. Avere qualcuno che ti ascolta, qualcuno che ti aiuta a stare meglio con te stesso è stato fondamentale. Laurie afferma che, avere un appuntamento alla quale andare, parlare, lasciare i problemi lì e casomai riprenderli la settimana dopo con il suo aiuto per lei è stato salvifico. Prima faceva fatica a prendersi cura di se stessa, ma attraverso questo percorso ha imparato quanto lei sia importante, quanto riuscire a mangiare lo sia e quanto la sua salute mentale.

Gli obiettivi di Laurie Hernandez sono quelli di crearsi il suo ambiente dove stare bene e di aiutare le persone, in particolare le piccole ginnaste, sull’argomento.

NO-OFF SEASON

No-off-season è il nuovo podcast di Nike lanciato il 10 maggio 2022, durante il mental health awareness month. Gli episodi consistono in conversazioni guidati da esperti terapeuti della Crisis Text Line.L’obiettivo del podcast è quello di mostrare alle persone che affrontano le sfide della salute mentale che non sono soli e bisogna avere il coraggio di reagire.

Ad intervenire in questa stagione del podcast saranno atleti del brand Nike, che sono passati attraverso momenti difficili.

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Francesca Rossi
Studentessa magistrale in Culture della Comunicazione. La ginnastica artistica è la mia più grande passione e non riesco a stare lontana dalla palestra. Amo parlare di sport, viaggiare, ascoltare musica e continuare a scoprire cose nuove. Sono tecnico societario GAF.
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