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Biancoverde: la società che concilia scuola e ginnastica

GINNASTICANDO.it intervista il tecnico della società imolese sulle modalità con le quali è stato possibile intraprendere un percorso ginnico-scolastico differente, equilibrando scuola pubblica e ginnastica

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La Ginnastica Artistica è uno sport che, più di altri, forma atleti e atlete di professione in età molto precoce. Anche se la media anagrafica si sta gradualmente alzando, la Ginnastica Artistica resta uno sport fatto di ragazzi e ragazze che affrontano allenamenti e gare in concomitanza con l’impegno che ha ogni persona della loro età: la scuola.

Spesso, al percorso scolastico “canonico” della scuola pubblica, società e allenatori preferiscono quello da privatista, che meglio concilia le tante ore che i ginnasti e le ginnaste devono passare in palestra. Ci sono, però, delle eccezioni, capaci di dimostrare che la congiunzione tra scuola pubblica e percorso agonistico è difficile ma non impossibile, ed è il caso della Biancoverde di Imola.

Qualche settimana fa abbiamo provveduto a contattare il Tecnico Responsabile della società imolese, Giacomo Zuffa, che ci ha parlato di questa scelta, per certi versi, controcorrente.

«Sono un insegnante di Educazione Fisica», ha dichiarato Zuffa durante l’intervista, «ho insegnato a scuola e all’università e considero imprescindibile, anche in un’attività sportiva intensa come la Ginnastica, il percorso di educazione tradizionale. Questo perché tante ginnaste iniziano il percorso di allenamento agonistico, ma poche arrivano a fare gare internazionali. E anche per quelle che ci arrivano, fare Ginnastica ai massimi livelli non è come nel calcio: raramente rappresenta un biglietto da visita tale da lasciare il segno nel futuro di una persona. Io e tutta la società della Biancoverde riteniamo che indirizzare le atlete verso un percorso di studi e di vita normale sia molto importante. E stiamo lavorando proprio su questo.»

Come si concilia l’allenamento agonistico con l’orario canonico della scuola?

«Noi abbiamo un accordo con cinque scuole diverse che hanno accolto tutte di buon grado il nostro progetto del doppio allenamento. Questo significa uscire da scuola alle dieci del mattino due volte a settimana, con noi che siamo sempre disponibili ad alternare queste due giornate nel corso delle settimane cosicché le ragazze non perdano sempre le ore nelle stesse materie. Alla fine se conteggiamo le ore di allenamento che riusciamo a fare fare alle atlete che frequentano la scuola normale – con allenamenti pomeridiani e qualche recupero il sabato – sono poche in meno rispetto a quelle delle atlete che scelgono il percorso scolastico da privatiste. Col nostro metodo in questi anni di attività agonistica nella Ginnastica le atlete riescono a dedicare tempo pieno a entrambe le cose: lo studio e la palestra. E noi lo riteniamo un buon equilibrio

Le scuole con cui avete raggiunto questo tipo di accordo hanno capito subito il peso di questa proposta o si sono mostrate titubanti all’inizio?

«Per fortuna le scuole ci sono venute subito incontro e sono state tutte abbastanza sensibili. Devo ammettere, però, che qui nell’imolese c’è sempre una buona dose di apertura nei confronti dei giovani che fanno sport. Sì, a volte abbiamo incontrato qualche insegnante un po’ scettico, ma poi quando hanno visto che l’organizzazione delle ragazze era ottima e che i risultati arrivavano si sono dovuti ricredere. Tra l’altro noi abbiamo anche inserito una clausola che riguarda il doppio allenamento: se la scuola non dovesse andare bene si rientra in un regime di allenamenti solo pomeridiani e di ripresa scolastica normale. Forse per questo le ragazze stesse sono abbastanza motivate a organizzarsi e a riuscire bene.»

La società Biancoverde Imola, spiega Giacomo Zuffa, è nata nel ’90 e ha esordito partecipando perlopiù a gare regionali, all’inizio. La svolta in parte è stata la continuazione naturale di un percorso già intrapreso, in parte è arrivata nel 2006 col trasferimento in una nuova palestra. Il Comune di Imola, che si è dimostrato molto interessato alla crescita del settore sportivo in città, ha creduto molto nella Ginnastica e nella Biancoverde, tanto da assegnarle una nuova palestra nel Centro Tecnico di Scherma e Ginnastica. Nella struttura, dotata di attrezzature nuove e maggiori spazi, la Biancoverde ha potuto implementare l’attività fino ad arrivare alla svolta, negli anni 2004 – 2008, quando l’atleta di punta della società, Carlotta Giovannini, è entrata a far parte della nazionale italiana.

Carlotta Giovannini ha fatto parte della squadra olimpica di Pechino 2008 insieme a Vanessa Ferrari, Monica Bergamelli, Lia Parolari, Francesca Benolli e Federica Macrì, dove ha anche centrato la finale di specialità al volteggio finendo sesta nonostante una caduta, risultato storico per la ginnastica italiana. Ha vinto tre medaglie Europee, lo storico oro di squadra a Volos 2006, e due medaglie internazionali al volteggio: l’oro agli Europei di Amsterdam 2007 e l’argento a quelli di Clermont Ferrand del 2008. Nel 2007 ha vinto anche un oro al volteggio a Parigi in Coppa del Mondo. Termina la sua carriera internazionale dopo il Trofeo Città di Jesolo nel 2011, ma prosegue ancora per due anni a gareggiare in Italia, proprio fino al 2013 con il suo ultimo Campionato di Serie A.

E dopo aver ripercorso le tappe storiche del passato, passiamo al presente. Nel Campionato di Regular Season della Serie A1 di questo 2022, la Biancoverde è arrivata settima, mancando per un soffio la qualifica per la Final Six. Quali sono le ginnaste su cui attualmente punta la vostra società?

Foto di: Biancoverde Imola

«Alessia Guicciardi è una delle nostre atlete più promettenti, tanto che ultimamente ha fatto parte della nazionale Junior sia a Stoccarda che a Jesolo. Da due o tre anni abbiamo anche un nutrito gruppo di ginnaste abbastanza forti che hanno permesso alla squadra di ritornare ai massimi livelli in Seria A. Imola, poi, è una città abbastanza piccola e 70mila abitanti non è un bacino grandissimo da cui attingere nuovi talenti. E in questo periodo così particolare è stato difficile reclutare nuove leve sia perché con il Covid abbiamo perso tante utenze, sia perché la società è cambiata e non è facile trovare ragazze e genitori disposti a portare avanti allenamenti costanti. Diciamo che si trova in media una piccola promessa all’anno che poi continua il percorso agonistico con il doppio allenamento, correlato alla scuola pubblica. Altre due ginnaste forti che abbiamo sono Cristina Cotroneo e Carolina James. Loro, assieme ad Alessia, sono i pilastri della squadra in questo momento.»

Avete prefissato degli obiettivi per far crescere la carriera sportiva di queste tre ginnaste?

«Loro hanno già un buon programma, e stiamo cercando di far fare a tutte qualche esperienza internazionale, a prescindere dalle convocazioni in nazionale della Federazione. L’obiettivo è quello di riuscire a lanciare le nostre ginnaste in un contesto internazionale e con la società abbiamo ricevuto diversi inviti. Da poco ci è stato proposto un allenamento congiunto a Malta o qualche gara in Francia. Queste per le ginnaste sono occasioni importanti di crescita personale, sia dal punto di vista tecnico, sia da un punto di vista personale. Il confronto riesce sempre a tirare fuori un metro di paragone diverso e a spronare le atlete a fare meglio.»

In definitiva lei, quindi, ritene equiparabili i percorsi delle vostre ginnaste a quelli di una qualsiasi altra ginnasta di interesse nazionale che non sceglie il percorso scolastico a tempo pieno?

«Penso che se una ginnasta è veramente di valore riesce comunque a raggiungere buoni risultati. Se una ginnasta, invece, va spinta e costruita, allora c’è bisogno di fare più ore di allenamento e di farle fare un percorso alternativo per quel che riguarda la scuola. Però dal punto di vista scolastico non è la stessa cosa, e non solo dal punto di vista dei contenuti, ma anche per quanto riguarda le relazioni tra coetanei. La nostra è anche una scelta che può venire incontro a tanti genitori che potrebbero storcere il naso a tirare fuori una figlia da scuola per lanciarla nel mondo della Ginnastica. Noi pensiamo di aver trovato un buon equilibrio. Certo è che sarebbe più facile impostare tutto in maniera “canonica”, ma penso che sul piatto della bilancia per le atlete valga di più aver portato a termine un percorso di studi (e, di conseguenza, di socializzazione) normale piuttosto che un percorso incentrato solo su una carriera che un po’ è fine a se stessa.»

Questo approccio, condiviso o meno come altri, è la dimostrazione che lo sport può essere praticato, ai più alti livelli, rispettando il normale andamento del sistema scolastico, sempre seguendo gli accordi che gli istituti prevedono. Tale sistema, portato avanti da alcune delle più importanti società d’Italia di cui la Biancoverde Imola si fa portavoce, può essere condiviso o meno, infatti ogni società attua le proprie scelte e sostiene i propri valori secondo le proprie disponibilità ed assecondando le proprie filosofie.

Ciò che conta è, alla fine, salvaguardare la serenità degli atleti e delle atlete a tuttotondo, nella scuola e nella carriera sportiva, sia per quanto riguarda l’oggi che per quanto riguarda il loro domani.

Intervista a cura della Caporedattice Mariacarmela Brunetti

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Martina Paganelli
Nata e cresciuta a Bologna, attualmente vivo, mi alleno e lavoro nell'ambito della ginnastica a Civitavecchia. Ho 22 anni e sono entrata in contatto con questo meraviglioso sport all'età di 7, senza mai smettere di amarlo. Sono anche laureata in Mediazione linguistica, amo scrivere e, since 2012, grande fan di @Ginnasticandoit, quindi eccomi qua!
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