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In memoriam: Szilvester Csollany

Un ricordo del campione Ungherese (scomparso nella giornata di ieri) nelle parole di chi l’ha conosciuto

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Quando muore un campione olimpico all’età di 52 anni, non è facile trovare le parole giuste.

Szilvester Csollany ci ha lasciati. La notizia è stata confermata anche dall’Associazione di Ginnastica Ungherese (MATSZ) e dal Comitato olimpico ungherese (MOB).
Non è facile parlare di una leggenda della ginnastica che se n’è andata prematuramente.
Szilvester è stato uno dei “Signori degli anelli”, un vero e proprio fuoriclasse, sempre tra i primi posti con questo attrezzo ad ogni Campionato Mondiale, Europeo, Olimpiade… Era sempre alle costole del nostro Yuri Chechi.

Szilvester è stato intubato dall’inizio di dicembre dopo che il suo corpo è stato attaccato dal Covid: le sue condizioni erano così gravi che dopo poco tempo fu trasferito da Sopron a Korányi, Budapest, dove hanno cercato di salvargli la vita in tutti i modi.
Ha lottato fino all’ultimo, come era solito fare in gara, ma non ce l’ha fatta.

Csollány, nato nel 1970 a Sopron (Ungheria) ha iniziato ad allenarsi a Győr, e ben presto è diventato una colonna portante della squadra ungherese, mettendo subito in mostra le sue straordinarie doti di anellista. All’età di 20 anni, ha ottenuto il suo primo grande successo internazionale con la medaglia di bronzo agli anelli ai Campionati Europei di Losanna (nel 1990, proprio dietro Yuri Chechi che vinse l’oro). Sempre agli anelli, nel 1992 ha vinto una medaglia d’argento ai Mondiali di Parigi.
Agli Europei di Budapest dello stesso anno fu 3°agli anelli, 4° alla sbarra e 7° al volteggio. Sebbene non sia una medaglia, il suo nono posto nel concorso generale è stato un enorme risultato alle Olimpiadi di Barcellona.
Rimarranno nella storia le “lotte” per la vittoria tra lui e Yuri due veri fuoriclasse, e proprio dietro al nostro Yuri ha vinto una medaglia d’argento olimpica ad Atlanta nel 1996 e, una medaglia d’oro a Sydney nel 2000 (con Yuri assente). Ed è proprio lo stesso Yuri, raggiunto al telefono, a definire la notizia della sua morte come “terribile”.

Tra le due medaglie olimpiche vinte, Szilvester ha vinto anche l’Europeo, e nel 2002 ha vinto anche l’oro al Mondiale di Debrecen, proprio nella sua Ungheria.
Nel 2003, in mancanza di una qualificazione della squadra GAM Ungherese alle Olimpiadi di Atene, ha annunciato il suo ritiro.

Ho un ricordo personale di Szilvester; lo incontrai nel maggio 1998, in Ungheria, durante una settimana di allenamento con la nazionale ungherese di Aerobica. Eravamo a Pécs e verso la fine della sessione di allenamento entrò un ragazzo coi riccioli neri, che era lì perché doveva prendere la sua ragazza. Lo riconobbi subito: era Zoltan Supola, un mito della ginnastica di quegli anni; così mi avvicinai e dopo i saluti di rito, facemmo una foto insieme (foto che ho ancora).
Dopo 5 minuti, entrò un ragazzo biondino, impegnato al telefono in una accesa discussione… Era Szilvester, che si era attardato fuori.

La mia emozione raddoppiò: me lo presentarono, gli strinsi la mano e parlammo un po’, poi chiesi di fare una foto con lui, ma purtroppo il mio rullino era finito (già, negli anni Novanta era così…), così lui chiese a qualcuno di fare la foto. Una ragazza qualunque aveva la macchinetta fotografica, così ne fece un po’: io con lui, lui e Zoltan insieme alle ragazze, tutti insieme…
Alla fine, chiesi alla ragazza se potesse inviarmi le foto via posta (allora i Social e WhatsApp non esistevano ancora) … ovviamente disse sì, e così le lasciai il mio indirizzo.

Non ho mai ricevuto quelle foto.


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