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Finzione, realtà e stereotipi: com’è percepita la Ginnastica nell’intrattenimento?

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La ginnastica, declinata in tutte le sue discipline, è uno sport che negli ultimi tempi e specialmente in Italia, sta acquisendo una sempre maggiore rilevanza, complici le medaglie Olimpiche e Mondiali recentemente vinte da*nostr* Azzurr*.

Questa disciplina però ha da sempre attirato l’attenzione dei Media, in particolare quelli a stelle e strisce: tantissimi infatti sono i prodotti di intrattenimento a tema ginnico offerti al grande pubblico.



L’interrogativo che oggi però ci si vuole porre è: come viene rappresentata la Ginnastica nei prodotti di intrattenimento? La si dipinge come uno sport di sacrificio e sudore, oppure la si critica per l’eccessiva severità e gli scandali al suo interno?

Per rispondere a queste domande abbiamo voluto analizzare con occhio critico diversi programmi piuttosto conosciuti (film, cartoni, e documentari di ogni tipo) per vedere come viene descritto, percepito o stereotipato questo sport Olimpico.

CARTONI

I Simpson- il coach e i suoi metodi

La celebre serie animata “I Simpson” non poteva esimersi dal dare una rappresentazione tutta sua della ginnastica. Nella puntata 9 della stagione 13 dal titolo “Lisa pseudo universitaria”, la piccola Lisa, per recuperare un brutto voto in Educazione Fisica, viene iscritta ad un corso di Ginnastica Artistica tenuto dal Coach Lugash.

Lugash è di origini rumene e adotta dei particolari metodi (parodia dei metodi d’insegnamento di stampo sovietico), come quello di sequestrare gli animali domestici dei propri allievi finché non imparano bene gli esercizi; il suo obbiettivo è insegnare alle proprie allieve l’equilibrio perfetto. Lugash è molto severo e irascibile e chiama Lisa “nonna” perché a soli 8 anni la ritiene troppo vecchia per la ginnastica.

Questo personaggio è ispirato alla figura di Bela Karolyi: l’allenatore rumeno, naturalizzato statunitense che ha da prima allenato in Romania Nadia Comaneci e la nazionale rumena, e dopo il suo trasferimento negli USA è stato per diversi anni, insieme alla moglie Marta, coach della nazionale di ginnastica artistica.

Béla Karolyi- fox news

I Griffin- “qualcuno dovrebbe indagare su questo sport!”

Il satirico e pungente cartone animato “I Griffin”, non risparmia critiche allo sport. In particolare, nella puntata XX della stagione 9 dal titolo “Affari esteri” vediamo un allenatore che si comporta con Peter in maniera piuttosto ambigua. Dopo avergli sparato per fargli eseguire il volteggio in maniera perfetta, l’allenatore prende in braccio Peter e gli dice “Lascia che ti faccia una inappropriata doccia personale mentre fumo e ti proibisco di vedere i genitori”. E Peter di rimando risponde “Qualcuno dovrebbe indagare su questo sport”.

La satira tagliente del cartone, al netto degli stereotipi, ha predetto purtroppo il clamoroso scandalo degli abusi fisici e sessuali che hanno sconvolto la ginnastica americana.

Hilary- la leggenda della Ginnastica Ritmica

Tutti conosciamo i celeberrimi cartoni giapponesi “Mila e Shiro” e “Holly e Benji”, incentrati rispettivamente sul mondo della pallavolo e sull’ambiente calcistico. Non tutti sanno però che in Giappone è stato prodotto anche un anime sulla Ginnastica Ritmica dal titolo “Hikari no densetsu” trasmesso in Italia con il titolo “La leggenda di Hilary” che però ha avuto meno fortuna degli altri due.

La leggenda di Hilary

Vi raccontiamo in breve la trama:

Hilary Kamigi, è una ragazza di 14 anni appena trasferitasi a Tokyo che ha un’enorme passione per la ginnastica ritmica, nata quando vide il suo idolo, Diana Grozdeva, vincere giovanissima una gara. Hilary nel corso del tempo comincia a perfezionare le sue abilità e presto inizia a competere a livello nazionale e internazionale, dove ha nuove avversarie con cui confrontarsi.

Dopo la sua vittoria ai campionati del Mondo, Hilary viene scelta per partecipare alle Olimpiadi di Seoul (1988) dove sta per vincere a pari merito con altre due atlete. Ma durante l’ultima prova, Federico (il ragazzo che l’ha sempre amata) comincia a cantare l’aria di un’opera lirica italiana; purtroppo è contro le regole usare la musica vocale durante i concorsi e i giudici squalificano Hilary dalla competizione. Malgrado questo lei e Federico, finita la loro performance, sono applauditi dalla folla e dai loro amici. Ormai consapevoli di aver trovato l’amore e di essersi esibiti con onore, i due lasciano insieme il palazzetto.

Una reazione piuttosto improbabile per un’atleta che si trova a vivere il suo sogno più importante e che sta per vincere una medaglia Olimpica! La serie comunque è molto carina e trasporta lo spettatore nell’atmosfera ginnica, un vero peccato che non sia decollata negli anni ’90! Avrebbe sicuramente fatto appassionare intere generazioni di ragazzin* alla Ginnastica Ritmica (così com’è avvenuto in quel periodo con la pallavolo e il calcio).

FILM E SERIE TV

Per un corpo perfetto- il tema dei disturbi alimentari

Questo film, prodotto da NBC nel 1997, racconta uno dei lati più oscuri della ginnastica: il tema dei disturbi alimentari.

La protagonista Andie Bradley, dopo essersi iscritta in una palestra Olimpica, inizia a soffrire molto per l’ambiente eccessivamente competitivo che mette le ragazze l’una contro l’altra e le spinge a ricorrere a diete ferree e rimedi fai da te per avere un corpo perfetto. Andie si ammalerà molto velocemente per tentare di sostenere i ritmi e avrà un crollo proprio durante una gara.

Il film, nonostante sia datato, esplora perfettamente il tema e lo tratta anche con estrema chiarezza. Una faccia oscura della ginnastica di cui comunque non si vorrebbe mai sentir parlare.

Stick-it- la critica alla severità delle regole

Stick -it è ormai un classico tra i film che raccontano di ginnastica! La pellicola del 2006, racconta la storia di Haley Graham, una ex ginnasta che per evitare il carcere minorile per vandalismo, viene reinserita in una palestra e ritorna a gareggiare. In particolare poi è trattato il tema delle eccessive penalità e della severità delle valutazioni dei giudici. Haley e le compagne per protesta non saliranno sugli attrezzi, auto squalificandosi, e lasceranno vincere chi secondo loro merita di più.

“Non importa fare bene, importa seguire bene il regolamento. E questo è insopportabile”.

Nonostante il noiosissimo product placement e la storia molto edulcorata, gli elementi ginnici nel film sono rappresentati abbastanza bene e nel cast compare addirittura per qualche scena una giovanissima Nastia Liukin che interpreta se stessa! Alla luce di ciò si può tranquillamente concludere che la pellicola rimane una delle migliori trasposizione di questa disciplina sul piccolo schermo.

Giovani Campionesse “Make it or break it”- temi importanti

Dal film Stick-it è stata poi ispirata la serie Make it or break it- Giovani campionesse. Nient’ altro che un teen drama più o meno riuscito (gli elementi ginnici e gli esercizi sono inguardabili!) che cerca però di sdoganare dei tabù nel mondo della ginnastica, seppur trattandoli con superficialità, quali i disturbi alimentari, la severità delle regole e il carico di responsabilità a cui le ginnaste praticamente ancora bambine sono sottoposte, gli infortuni durante la carriera e l’omosessualità, tema che nell’ambiente ginnico è ancora scarsamente affrontato.

Anche qui però non manca la stereotipizzazione dei personaggi: tra tutti il coach delle 4 protagoniste, rigorosamente di origini dell’est, Sacha Bielov. In una puntata addirittura compare in un cameo il padre di Sacha. Cosa c’è di strano? L’attore che lo interpreta è Béla Karoliy!

La forza del campione- una ricerca spirituale

Una pellicola sui generis quella che analizzeremo adesso.

Peaceful warrior, nonostante gli effetti speciali di dubbio gusto già dalla primissima scena (il regista è specializzato in film Horror) propone una visione della ginnastica non solo fisica, ma la esplora a livello mentale.

Il protagonista Dan Millman incontrerà sul suo cammino un uomo, da lui ribattezzato Socrate, che lo aiuterà a fare un lavoro di introspezione e cambiare la sua filosofia di vita.

Ci sono poi film (con la F maiuscola) che usano la ginnastica come pretesto per farsi forieri di tematiche importanti e attuali. Due in particolare: Olga e The White Palm.

Olga- la rivoluzione della dignità

In questo lungometraggio la regista Elie Grappe è riuscita a rappresentare perfettamente la dicotomia tra la giovane Olga, ginnasta 15enne originaria dell’Ucraina che si trova in Svizzera per seguire la sua carriera nella ginnastica e partecipare ai Campionati Europei, e sua madre, giornalista d’inchiesta, che segue le “Euromaidan“(letteralmente euro-piazze) ovvero le proteste nelle piazze di Kiev pro Europa, culminate poi nella rivoluzione.

Il riferimento storico è alle proteste del Novembre 2013 scoppiate nelle piazze di Kiev e in tutto il paese in seguito alla sospensione di un accordo di associazione che costituiva una zona di libero scambio tra l’Ucraina e l’Unione Europea. Le proteste si sono presto allargate all’operato del Governo Yanukovyic accusato di corruzione, abuso di potere e violazione dei diritti umani, e hanno poi condotto allo scoppio della rivoluzione ucraina ribattezzata “rivoluzione della dignità”.

Il personaggio di Olga è interpretato dalla ginnasta Anastasia Budiashkina.

Di questa pellicola ne abbiamo recentemente parlato qui in maniera più approfondita.

The white palms- il dramma del riscatto

Pellicola drammatica e toccante, liberamente ispirata ad una storia vera. Il regista Szabolcs Hajdu ispirandosi alla vita del fratello Zoltán Miklós Hajdu (ginnasta della compagnia del Cirque du Soleil di Las Vegas che interpreta se stesso nel film), racconta il percorso di un atleta ungherese che dopo anni di abusi fisici, verbali e punizioni corporali subiti in mentre si allenava in Ungheria diventa allenatore in Canada. Per punizione all’aver colpito uno dei suoi studenti, viene assegnato come allenatore di Kyle, un ginnasta canadese prodigio ma indisciplinato.

Il legame tra i due si rafforza sempre di più e culmina in una competizione in cui studente e allenatore gareggeranno l’uno contro l’altro.

Un bellissimo lungometraggio di altissimo livello nel quale la ginnastica, rappresentata in maniera cruda e senza fronzoli, ha lo spazio che merita e fa da sfondo alla storia drammatica e avvincente dei protagonisti.

BIOPIC

In questo periodo rivestono importanza anche i Biopic di ginnaste famose. Questo tipo di prodotti audio visivi propongono la trasposizione della biografia di personaggi realmente esistiti. Particolarmente degni di nota, anche se leggermente romanzati, sono i biopic su Gabby Douglas e Simone Biles.

La grande sfida di Gabby- storia di Gabby Douglas

Gabby è stata la prima ginnasta nera della storia a vincere un oro Olimpico individuale e la prima americana a vincere due medaglie in una sola Olimpiade. Nonostante il film sia a basso budget, rende giustizia all’impresa eroica dell’atleta.

The Courage to Soar”- la grande Simone Biles

Qualsiasi presentazione su Simone Biles sarebbe superflua. Semplicemente la ginnasta dei record, la più grande di tutti i tempi.

Nessun film avrebbe mai potuto rendere giustizia alla sua grandezza semplicemente perché nessuno, a parte lei stessa, può replicare la sua ginnastica; gli autori del film hanno così deciso di usare un ingegnoso escamotage: hanno piazzato nel film i video reali degli esercizi di Simone collegandoli alle scene con l’attrice che la interpreta!

Sicuramente non avrebbero potuto fare di meglio!

FULL OUT- la storia della ginnasta Ariana Berlin

Il film, prodotto da Netflix nel 2016, racconta la storia di speranza della ginnasta Ariana Berlin. Punta della nazionale statunitense e in lizza per un posto alle Olimpiadi, Ariana in seguito a un grave incidente dovrà smettere di fare ginnastica.

Troverà il suo riscatto grazie all’Hip Hop ma riuscirà con impegno e determinazione comunque a tornare in campo gara vestendo il body della UCLA nel campionato universitario NCAA.

La vera Ariana Berlin compare nel film nel ruolo di una coach all’UCLA e ha girato come stunt-woman tutte le scene degli esercizi del suo personaggio!

Nel 2020 poi è stato girato anche un sequel “Full Out 2”, ispirato alla storia della squadra di ginnastica artistica femminile Oklahoma Sooners, appartenente all’omonima università, che vede la partecipazione speciale di Nadia Comaneci in carne ed ossa.

Nadia – una biografia non autorizzata

Nella categoria biopic rientra di diritto anche “Nadia” il film americano sulla vita di Nadia Comaneci, che però non fu mai autorizzato. La pellicola è datata 1980 e parla del prodigio della ginnastica e del suo 10 perfetto, andando ad approfondire anche luci e ombre nella sua vita.

DOCUMENTARI

Sul fronte documentari non si può fare a meno di menzionare il Docu-reality che ha contribuito al successo assoluto della ginnastica in Italia negli ultimi 10 anni: stiamo parlando naturalmente di “Ginnaste Vite parallele”. Il documentario, trasmesso su MTV dal 2011 al 2016 mostrava la quotidianità degli atleti e delle atlete che si allenavano al Centro Tecnico Federale di Via Ovada a Milano.

Le telecamere hanno ripeso gli allenamenti, la fatica e le gare dei giovani ginnasti ma lo sguardo sulle loro vite, le loro confessioni e i loro sogni hanno sicuramente permesso che il grande pubblico empatizzasse con loro e al contempo si appassionasse alla disciplina considerata fino a quel momento di nicchia.

Un esperimento ben riuscito e che non si può far a meno di nominare ancora oggi quando si parla di Ginnastica Artistica.

ALI- il docu-reality ante litteram

Noi di GINNASTICANDO.it abbiamo una chicca per voi: nei meandri dell’Internet siamo riusciti a scovare un documentario esclusivo sulla ginnastica artistica maschile girato negli anni ’80.

Nelle riprese appaiono un gruppo di giovani ginnasti allenati da Paolo Ricci che aspirano a diventare grandi campioni come il loro idolo Yuri Chechi, che pure è presente nel filmato.

I ragazzi si allenavano in diverse palestre di Roma: palestra dell’Acqua Acetosa, il palazzetto dello sport e la palestra C.A.S.T. Axa.

Insomma una specie di “Ginnaste vite parallele” ante litteram!

Athlete A- lo scandalo che ha sconvolto la Ginnastica Americana

Non tutto l’oro delle medaglie luccica, speciamente in casa USA. Netflix ha da qualche tempo pubblicato il documentario “Athlete A”, una raccolta agghiacciante delle testimonianze di tantissime ginnaste statunitensi che hanno subito abusi dal medico della nazionale Larry Nassar, coperto per anni da USAGYM.

Per leggerne in modo più approfondito vi rimandiamo all’articolo pubblicato qualche tempo fa [clicca qui per leggerlo].

Una vicenda terribile che ha sconvolto la vita di tantissime atlete e che, si spera, non accada mai più.


Dopo questo lungo excursus sui prodotti d’intrattenimento a tema ginnico possiamo tranquillamente affermare che la ginnastica è rappresentata a 360° sul grande e piccolo schermo: si passa infatti da satira e stereotipi a prodotti d’intrattenimento di qualità che rendono giustizia ai sacrifici che fanno gli atleti per amore di questo sport entrando in palestra ogni giorno e gareggiando nelle più importanti competizione.

Piuttosto, ci verrebbe da dire, c’è una lacuna da colmare: ciò che manca è un film sulla vita di una ginnasta attuale (non statunitense!). Magari l’iniziativa potrebbe venire proprio da un’emittente italiana (la Rai ad esempio, che produce continuamente film e fiction su grandi personaggi) realizzando un tributo alla carriera della ginnasta italiana più forte di tutti i tempi, Vanessa Ferrari. Noi ci speriamo!



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Anna Maria Palaia
Figlia della soleggiata Calabria, adottata momentaneamente dal Friuli- Venezia Giulia. Sono laureata in Giurisprudenza, leggo, scrivo, suono e viaggio. Mai messo piede in una palestra ma da sempre amante di questo Sport. Dal 2018 al servizio di GINNASTICANDO.it grazie al quale ho vissuto alcune delle esperienze ginniche più significative: il pass stampa ai Campionati Assoluti di Napoli 2021, la copertura mediatica delle Olimpiadi di Tokyo 2020 e l'accredito in sala stampa virtuale ai Mondiali di Kitakyushu 2021.
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