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Tokyo 2020 e la finale All-Around più combattuta di sempre.

Sunisa Lee sesta campionessa olimpica statunitense, Rebeca Andrade scrive la storia della ginnastica brasiliana, Melnikova grande conferma. Le italiane 19esimo e 20esimo posto.

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Si sono concluse oggi le finali All-Around per la ginnastica artistica all’Ariake Gymnastics Centre. Una gara con un’energia diversa dal solito, data l’assenza della stratosferica Simone Biles, ritiratasi per salvaguardare il suo stato di salute.

Il livello della giornata di oggi era davvero altissimo e nulla poteva essere previsto; una qualsiasi delle 24 ginnaste poteva riuscire a stravolgere la classifica e avvicinarsi al podio o alle migliori otto.

Una competizione che ha tenuto tutti con il fiato sospeso fino alla fine in quanto le prime quattro ginnaste si sono distanziate di pochissimi decimi per tutta la durata della finale.

Il pomeriggio si conclude con la medaglia d’oro al collo di Sunisa Lee, sesta campionessa olimpica statunitense (quinta consecutiva) e l’argento per la Rebeca Andrade che scrive la storia della ginnastica brasiliana: mai nessuno prima d’ora aveva vinto una medaglia AA per il Brasile! Terzo posto per la veterata Angelina Melnikova, che si conferma una tra le più grandi ginnaste al mondo e saldo capitano della nazionale russa.

19esimo e 20esimo posto per le due azzurre Martina Maggio e Alice D’Amato, con una gara non priva di errori, ma che comunque hanno saputo affrontare con grinta e determinazione. Alla loro prima esperienza olimpica, dopo aver scritto la storia dell’artistica italiana, le due atlete delle Fiamme Oro portano a termine un’ennesima gara All-Around che le vede confrontarsi con le 24 migliori ginnaste olimpiche.


LA GARA DELLE ITALIANE

MARTINA MAGGIO

Terza competizione consecutiva senza cadute per Martina Maggio, ma purtroppo stavolta qualche errore di troppo la porta a dei punteggi un po’ più bassi. Principalemte, una non perfetta esecuzione e dei mancati collegamenti agli staggi compromettono il suo esercizio. Tutto sommato, Martina riesce a chiudere bene la sua ultima gara olimpica e con un totale di 52.585.

Lei è la prima a salire in pedana al corpo libero: coreografia espressiva e movimentata e passa all’acrobatica con tsukahara in prima diagonale, seconda diagonale flick flick con doppio avvitamento. Prosegue con la serie ginnica – enjambée ad anello + enjambée cambio con un giro – doppio carpio in terza diagonale con passettino, e per finire doppio raccolto, sempre con passettino. Chiude con il punteggio di 13.000 (D 5.0; E 8.000).

Seconda rotazione, volteggio. Martina Maggio salta per ultima e ottiene 14.033 con il suo Yurchenko con 1.5 avvitamenti del valore D di 5.0. Ottima esecuzione, salto molto alto; gambe leggermente flesse nella seconda fase di volo, atterraggio con un passetto in uscita che le fa perdere punti rispetto alla qualifica (E 9.033).

In terza rotazione Martina Maggio sbaglia l’esercizio in parallela non riuscendo a collegare il Tkatchev carpio al Pak e fa un’oscillazione a vuoto. Pak (con le gambe un po’ aperte), diretto nello Stalder con un giro molto rapido e ben tenuto. Conclude il suo esercizio con un doppio carpio (D 5.5; E 6.966; tot. 12.466)

In ultima rotazione Martina sale alla trave: bellissimo enjambée d’entrata, e serie di enjambée; flick smezzato + teso smezzato con piccolo sbilanciamento. Bene il salto ad anello, la ruota e la ribaltata senza posa delle mani; enjambée cambio buono e conclude l’esercizio con 1.5 avvitamento in uscita. Punteggio pari a 13.066 con nota D 5.0 e un’esecuzione di 8.066.

Foto della Federazione Internazionale di Ginnastica
ALICE D’AMATO

Gara un po’ giù di tono per Alice D’Amato, cosa che non le si può di certo rimproverare dopo ben tre competizioni AA consecutive, di cui due assolutamente senza errori. L’azzurrina conclude la sua esperienza olimpica con un totale di 51.899 che la pone in ventesima posizione.

Alice, inserita nel gruppo numero 3, ha iniziato la sua gara alla trave, con un esercizio non dei migliori. Dopo una bellissima entrata in salto avanti raccolto e una ripetizione dello stesso sulla linea della trave, arriva una caduta dalla serie acrobatica flick + teso smezzato. La D’Amato non si demoralizza e continua con molta concentrazione: serie di enjambée, 2 giri in accosciata molto controllati, enjambée cambio ad anello, ribaltata senza, un enjambé con mezzo giro eseguito trasversalmente e chiude con un’uscita in triplo avvitamento dietro con un piccolo saltello (D 5.3; E 6.333; tot. 11.633).

La gara della D’Amato prosegue sul pedana del corpo libero, presentando un esercizio molto energico ed elegante. Arrivo poco saldo dal doppio carpio a causa delle spalle un po’ basse, abbastanza ben controllati gli arrivi dalle altre due diagonali (triplo avvitamento dietro, ribaltata + doppio avvitamento avanti). Completa con delle belle serie ginniche e due giri in accosciati composti che la portano al punteggio di 12.966 (D 5.0; E 7.966).

In terza rotazione Alice passa a uno dei suoi attrezzi di punta: il volteggio. Qui, con 14.300 (D 5.4; E 8.900), migliora il punteggio ottenuto in qualifica, grazie a un bellissimo DTY, sporcato soltanto da una piccola divaricata di gambe nella prima fase e da un saltellino all’arrivo.

Chiude con le sue amate parallele che però non le regalato il risultato sperato: dopo in esercizio eseguito magistralmente in cui sono ben chiare le sue belle linee e la sua compostezza, esce dagli staggi con un doppio raccolto avanti con mezzo giro e purtroppo cade, con un passo che la porta fuori dal materasso (D 5.9; E 7.100; tot. 13.000).

Foto della Federazione Internazionale di Ginnastica

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LE MIGLIORI 8 GINNASTE OLIMPICHE

LE ATLETE DEL PRIMO GRUPPO

La Andrade inizia una gara spumeggiante al volteggio con un salto Cheng spaziale da 15.300 (con 9.4 di esecuzione e addirittura un decimo di penalità per essere arrivata con un piede sulla linea di demarcazione del volteggio). Il suo salto viene giudicato migliore del Cheng della statunitense Jade Carey, che si ferma a 15.200. Le altre a seguire piantano tutte dei buoni doppi avvitamenti, ma il migliore di tutti è quello della russa Angelina Melnikova, terza nel primo parziale.

A caratterizzare il passaggio alle parallele è duello tra Nina Derwael – che fa il suo solito, incredibile lavoro alle parallele, piantando un 15.266 (D 6.7) – e Sunisa Lee, che riesce a superarla di appena 33 centesimi! Dallo spettacolare Nabieva, al Downie, all’Ezhova, le transizioni tra gli staggi della belga sono impeccabili, così come la fluidità di tutto l’esercizio. La Lee risponde con un Nabieva altrettanto bello, e con delle transizioni dallo staggio basso a quello alto così potenti da farla quasi ondeggiare tra le parallele.L’esercizio, però, non ne risente in precisione e, anche se perde il collegamento con la granvolta con un giro, l’uscita in Tsukahara è perfettamente attaccata al tappetino. Questo permette alla Lee di risalire di una posizione anche rispetto alla Melnikova, che è terza, dopo una parallela meno precisa rispetto al solito. Le sue transizioni tra gli staggi sono buone, così come lo Tsukahara di uscita, ma lo Jaeger carpiato leggermente vicino allo staggio le fa perdere decimi preziosi. Rebeca Andrade, invece, singla una parallela spettacolare: Maloney molto ampio, i salti Tkatchev carpio dalla piantata e Jaeger carpio sono altissimi e l’uscita in Tsukahara è quasi perfettamente piantata a terra. 14.666 (8.366 di esecuzione, 6.3 di nota D) è il suo punteggio, che riesce a tenerla in testa alla classifica parziale. Anche la Urazova tenta l’agguato al podio con un esercizio molto bello. È quarta per un soffio e la sua parallela è molto elegante e controllata.

Ma è in terza rotazione alla trave che Vladislava Urazova trova spazio per siglare il sorpasso sulla connazionale Melnikova con una degli esercizi più precisi e impressionanti di questa Olimpiade. Bellissima serie acrobatica di tre elementi (flic smezzato, teso smezzato, teso smezzato), Onodi super elegante, triplo e doppio giro in accosciata controllati alla perfezione, due avvitamenti e mezzo d’uscita piantati a terra. 14.200 è il punteggio della sua trave. La Melnikova prova a starle dietro pennellando l’esercizio, ma un grosso sbilanciamento sull’entrata in enjambee cambio non le consente di recuperare spazio sulle avversarie. La Andrade, infatti, tiene il ritmo e con 13.666 porta a termine una trave senza errori, solo con un passo sul doppio carpio d’uscita. Sunisa Lee risponde altrettanto bene e si sbilancia solo sul triplo giro in accosciata, sull’avvio dell’esercizio. Spettacolari le sue serie acrobatiche di flic e salti tesi smezzati, molto particolare la serie artistica composta da enjambee cambio, enjambee cambio con mezzo giro e salto ad anello. Questa trave le permette di tenere il comando, anche se a poca distanza dalla brasiliana Andrade e dalla russa Melnikova.

A decidere tutto, dunque, l’ultima, incredibile rotazione sul quadrato. Al corpo libero la Melnikova tenta il tutto per tutto e si aggrappa al podio stoppando ogni diagonale, dal doppio teso avvitato, al doppio teso, per finire col doppio carpio. La russa intavola un corpo libero pieno di giri artistici tra i quali doppio giro con la gamba all’orizzontale, due giri e mezzo in accosciata, doppio giro impugnato. Il suo è un corpo libero da 13.966 che le vale la medaglia di bronzo olimpica. I decimi di fuori pedana sono, invece, fatali per l’oro di Rebeca Andrade. La brasiliana si rende protagonista di un corpo libero dalle diagonali acrobatiche pazzesche: un avvitamento e mezzo smezzato collegato allo Tsukahara in prima, doppio teso avvitato e doppio teso perfettamente stoppati e doppio carpio per finire. Ma il 13.666 (punteggio al passivo di ben quattro decimi di penalità) non bastano a eguagliare la costanza di Sunisa Lee. Una gara impeccabile, quella della stellina a stelle e strisce, che termina con un corpo libero preciso da 13.700 (8.100 di esecuzione), anche se non molto espressivo. È lei la nuova campionessa Olimpica in carica, che consegna nelle mani degli Usa il sesto titolo iridato consecutivo.

Jade Carey è l’ultima a scendere in pedana e mette in piedi uno show dalle rare proporzioni. In prima pianta al suolo un doppio teso con doppio avvitamento, a seguire il teso smezzato avanti collegato allo Tsukahara avvitato, in terza diagonale il doppio teso avvitato e infine lo Tsukahara di chiusura. La caduta alla trave e una rotazione sottotono alle parallele non le permette di andare oltre l’ottavo posto di qualifica.

MURAKAMI E TANG

Due ginnaste che si sono riuscite a infilare tra le migliori della giornata odierna sono Mai Murakami, che gareggiava nel terzo gruppo, e Xijing Tang, appartenente al secondo gruppo.

La ginnasta giapponese, felice di gareggiare in patria, conduce una gara incredibile, senza sbagliare un colpo, collezionando una serie di bei punteggi. Inizia alla trave con un esercizio di grande valore (D 5.8) ben eseguito, con pochissimi sbilanciamenti e un’uscita in doppio carpio che le vale 13.766. Prosegue poi al suo attrezzo di punta, il corpo libero, in cui blocca le diagonali e migliora il punteggio di partenza totalizzando 14.000 e al volteggio presenta un DTY eseguito davvero bene (9.133). Alle parallele fa il suo con attenzione e pulizia ricevendo un bel 13.733; scende visibilmente commossa e soddisfatta del proprio lavoro. Per lei un super meritato quinto posto.

La cinese Xijing Tang si inserisce tra le migliori otto grazie alla buona prestazione alle parallele. Non riesce a stare su dai cinque centimetri e non brilla nemmeno al quadrato, ma l’ottimo doppio avvitamento dallo Yurchenko al volteggio la risolleva in settima posizione.


LE ALTRE PROTAGONISTE

Nono posto per Elisabeth Seitz; una gara costante e senza grossi errori chiusa da una super parallela ben eseguita dal valore di 14.500.

Le gemelle Gadirova Jessica e Jennifer sono decima e tredicesima rispettivamente. Entrambe portano a termine una rotazione molto buona sia al corpo libero che al volteggio, e Jessica mette a segno anche una buona parallela da 13.666.

Poco brillante la gara di Melanie De Jesus Dos Santos, che chiude in undicesima posizione. La francese è partita bene alle parallele con 13.833, ma è successivamente caduta sulla trave, non brillando neanche al quadrato.

Viene seguita dalla connazionale Carolann Heduit che ha condotto tutto sommato una bella gara, con qualche errore di poco conto qui e là.

L’ungherese Zsofia Covacs cade dalla trave e vanifica il buon lavoro svolto alle parallele – dove ottiene 14.200 – e al volteggio, dove il doppio avvitamento dallo Yurchenko le vale un bel 9.1 di esecuzione (e il punteggio di 14.500).

Giulia Steingruber al volteggio piazza un Rudi sporcandolo un po’, gambe leggermente divaricate e saltello all’atterraggio (14.833 Dscore 5.8). Bello il csuo corpo libero – Tsukahara, doppio teso, doppio raccolto e doppio carpio – da 13.333.

Bella gara per la canadese Brooklyn Moors, ginnasta super potente, ma anche espressiva. Ottimo il suo DTY da 14.300 e il suo dinamico corpo libero da 13.566.

Bell’esercizio di Kim Bui alle parallele anche se un po’ frettolosa e movimenti poco controllati. Per lei un buon 13.766. Bellissima anche la sua entrata a trave che le fa terminare la gara sorridendo e abbracciando la sua allenatrice!

Peccato per la cinese Yufei Lu, che cade dal Geinger alle parallele all’inizio della gara e non riesce più a recuperare punti sulle avversarie, chiudendo diciottesima.

Competizione altaneante per la coreana Yunseo Lee: parallele di spessore da 14.200, ma non riesce a replicare con gli altri attrezzi. 21esima posizione per lei.

Rientro in gara per Roxana Popa, che si riprende da una serie di brutti infortuni al ginocchio. Una giornata che le regala gioie con uno stratosferico DTY al volteggio da 14.600 e un bel esercizio al quadrato, ma che purtroppo viene rovinata da una caduta a trave e due a parallela.

La gara di Jutta Verkest non riesce a decollare. Con dei fuori pedana al corpo libero, una trave e delle parallele molto fallose, la giovane belga conclude la sua gara in penultima posizione.

Da segnalare il quadrato di Lieke Wevers; l’olandese è stata ripescata per il concorso generale come prima riserva dopo la rinuncia di Simone Biles: giro quadruplo per iniziare, doppio raccolto on un passettino all’arrivo, bene la seconda diagonale e la coreografia. Ha sporcato ed è caduta in ginocchio sullo Tzukhara in ultima diagonale, errore fatale che le costa l’ultimo posto in classifica.


Articolo redatto in collaborazione con Anna Maria Palaia e Mariacarmela Brunetti.
Si ringrazia anche Chiara Carolina Conte.

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Miriam Fratacci
Dalla bella Sicilia a Roma per studiare Traduzione in magistrale, ma mai lontana dalla ginnastica. Entrata in palestra nel 2002 non ne sono più uscita, crescendo tra magnesio e materassi e passando da ginnasta a tecnico. Nel tempo libero scrivo, leggo, faccio maratone di serie tv e perdo le notti dietro le competizioni dall'altra parte del mondo. Nel team di GINNASTICANDO.it dal 2018.
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