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Tokyo 2020 – la squadra italiana fa scintille e supera il Giappone, Mori superba

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Ore 4:30 (ora italiana), Ariake Gymnastics Centre, Tokyo.
Si conclude la prima suddivisione della giornata di qualificazioni per la ginnastica artistica femminile, in cui scende in campo gara la squadra azzurra composta da Martina Maggio, Alice e Asia D’Amato e Vanessa Ferrari, più la specialista Lara Mori.

Le azzurre aprono ufficialmente le danze per l’artistica femminile, con tanta emozione e tensione che ribolle nelle vene.
Nonostante tutte le avversità del caso – imprevisti vari prima della partenza, sfortuna dell’essere in prima suddivisione e così via – riescono portano a termine una gara quasi perfetta in cui collezionano pochissimi errori e tante soddisfazioni.

Grazie alla formula 4-4-3, l’Italia non accumula nessuna caduta in nessun attrezzo e con un punteggio totale di 163.330 (VT 42.766; PA 41.866; TR 38.799; CL 39.899) eguagliano quasi il punteggio ottenuto durante i Campionati Mondiali di Stoccarda nel 2019. Il Team Italy si piazza dunque in attuale prima posizione davanti il Giappone.

Inoltre, avendo gareggiato nel giro completo, Alice D’Amato (54.199), Martina Maggio (53.965) e Asia D’Amato (53.132) sono in lizza per la finale AA a 24.
La Farfalla di Orzinuovi e la punta di diamante della Giglio Montevarchi, con i rispettivi punteggi di 14.166 e 13.400, sono invece in attesa di una bella soddisfazione al corpo libero.

Per poter avere le idee più chiare riguardo eventuali finali, bisogna però attendere le prossime suddivisioni, in cui solcheranno il terreno dei colossi del mondo ginnico come USA, Russia e Cina.

Nell’attesa andiamo ad analizzare nel dettaglio la bellissima gara odierna delle atlete italiane.



LA GARA DELLA SQUADRA AZZURRA

VOLTEGGIO

La gara delle azzurre ha inizio con un attrezzo molto favorevole, il volteggio, in cui tutte e quattro le ginnaste hanno dei salti di valore che eseguono in maniera egregia.

A rompere il ghiaccio è Martina Maggio con il suo Yurchenko con 1.5 avvitamenti del valore D di 5.0. Ottima esecuzione, gambe leggermente flesse nella seconda fase di volo, ma atterraggio ben bloccato (E 9.100) che regalano alla squadra i primi 14.100 punti.

A seguire è Vanessa Ferrari a saltare; per lei un DTY (Yurchenko con 2 avvitamenti) del valore di 5.4, ben eseguito, sporcato soltato da due passi indietro all’arrivo (E 8.800; tot. 14.200).

Il DTY viene eseguito in maniera quasi magistrale anche dalle due gemelle D’Amato.
Alice porta a casa il salto grazie a una grande spinta che le consente di eseguire l’elemento ad un’altezza degna di nota, con molta dinamicità e in compostezza (D 5.4; E 8.933; tot. 14.333).

Asia, quarta a salire all’attrezzo, divarica leggermente le gambe nella prima fase di volo e si sbilancia con un piccolo salto all’arrivo, ma nulla di preoccupante: nel complesso il salto è ben eseguito e questo le consente di ottenere un 14.233 (D 5.4: E 8.833).

PARALLELE

Ottima anche la rotazione alle parallele per le azzurre, tanto che Vanessa Ferrari decide di preservarsi e non salire sull’attrezzo.

Martina Maggio affronta gli staggi con un po’ di nervosismo, ma con la solita grinta che la contraddistingue. A inizio esercizio non ha un attimo di respiro, tutti gli elementi sono collegati tra loro. Molto bello il suo Tkatchev carpio preso dalla piantata, collegato al Pak (con le gambe un po’ aperte), diretto nello Stalder con un giro molto rapido e ben tenuto. Ma la serie continua ancora: Martina collega lo Stalder a un Maloney (movimento Shaposhnikova per tornare sullo staggio alto) e, per finire, a uno Tkatchev semplice. Conclude il suo esercizio con un doppio carpio perfettamente piantato al suolo che le vale 13.700 (D 5.9; E 7.800).

La seconda ad affrontare gli staggi è di Alice D’Amato, che al suo attrezzo di punta dà spettacolo. Parte dallo staggio basso con un Maloney e lo collega a uno Tkatchev un tantino vicino allo staggio. Riparte, poi, da un salto Tkatchev preso dallo Stalder (salto Ricna), altissimo e molto pulito, collegato a un Pak eseguito alla perfezione. Alice ritorna sullo staggio alto con un Maloney con mezzo giro e completa l’esercizio con una granvolta con un giro in cubitale collegato a un doppio raccolto avanti perfettamente piantato a terra. Il suo è un 14.233 dall’esecuzione di 8.333 (D 5.9).

L’ultima azzurra a salire sulle parallele è Asia D’Amato il cui punteggio è 13.933 (D 5.7; E 8.233). Asia parte con uno Tkatchev carpio preso dalla piantata molto ben eseguito e lo collega a un Pak – con le gambe leggermente divaricate. Riparte per tornare sullo staggio alto con un Maloney collegato a un Tkatchev semplice. Come per la sorella, anche per lei questo salto è molto vicino allo staggio, ma Asia recupera bene con l’ultimo volo: uno Tkatchev preso dalla piantata. Infine, qualche piccola incertezza sulle granvolte, per poi concludere collegando una granvolta cubitale con un giro a un doppio raccolto avanti spaziale.

TRAVE

In terza rotazione le atlete della nazionale di Ginnastica Artistica Italiana hanno dovuto affrontare la temutissima trave. Attrezzo di solito ostico per l’Italia, non questa volta: le Azzurre della squadra più Lara come individualista se la sono cavata molto bene, nonostante la palpabile tensione.

Asia D’Amato apre le danze e inaugura la rotazione con un evidentissimo sbilanciamento su teso smezzato in entrata, che però riesce a recuperare senza problemi. Buonissime la serie flic smezzato, teso smezzato e molto belli gli enjambée. Salto costale piantato sul lato della trave, così come l’uscita in doppio carpio perfettamente stoppata. La giuria le assegna 13.133, nota di partenza 5.3, esecuzione 7.833.

Martina Maggio sale per seconda sull’attrezzo. Bellissimo enjambée d’entrata, e serie di enjambée; flic smezzato, teso smezzato e teso avanti con piccolo sbilanciamento. Bene il salto ad anello, la ruota e la ribaltata senza posa delle mani; enjambée cambio buono e conclude l’esercizio con rondata teso avanti. Punteggio pari a 13.066 con nota D 5.0 e un’esecuzione di 8.066.

Vanessa Ferrari fa sentire il ruggito della Leonessa anche sui 10 centimetri. Il suo punteggio (D 5.1; E 7.400; tot. 12.500) viene scartato per la regola del 4-4-3. Esercizio comunque ottimo, si vede che Vanessa non è tornata solo individualmente, ma è una grandissima risorsa all’interno della squadra. Entrata in planche, bene il flic smezzato+ teso smezzato , enjambée+ribaltata, cosacco+Sissone ben eseguiti; salto cambio ad anello e salto ad anello. Uscita in doppio carpio con passettino in avanti

Alice D’Amato totalizza il terzo punteggio utile per la squadra. Bellissima l’entrata in raccolto avanti, solida la serie flic smezzato, salto teso smezzato e serie dei giri. Sbilanciamento sui giri in accosciata che però riesce a recuperare ( in prova podio era caduta da questo elemento), ribaltata senza mani e salto con mezzo giro sul lato della trave. Triplo avvitamento in uscita per un totale di 12.600 (D 5.3; E 7.300).

CORPO LIBERO

L’ultima rotazione vede le ragazze impegnate al Quadrato. La pedana del corpo libero non fa paura dopo le tre rotazioni svolte sostanzialmente senza errori.

Martina Maggio è la prima a salire in pedana. Inizia con la sua coreaografia super dinamica e con i due giri in accosciata per poi proseguire con la parte acrobatica: tsukahara in prima diagonale, piccolo inceppo durante la seconda diagonale in cui la Maggio manca il salto principale e conclude la diagonale con un semplice teso dietro. Prosegue con la serie ginnica – enjambée ad anello + enjambée cambio con un giro – doppio raccolto in terza diagonale, doppio giro impugnato molto ben eseguito e per finire doppio avvitamento. Chiude con il punteggio di 12.700 (D 4.9; E 7.800).

Asia D’Amato parte con una prima diagonale con un doppio teso molto ampio, bene l’arrivo. Purtroppo nella seconda diagonale, in cui esegue il Tabac, perde il controllo all’arrivo finisce fuori pedana con le mani a terra. Nonostante l’errore però non si perde d’animo e continua con enjambée con un giro, tsukahara piantato a terra, doppio raccolto perfettamente stoppato. Totalizza un 11.833 (D 5.1; E 7.033; P 0.3), punteggio scartato per la regola del 4-4-3.

Vanessa Ferrari sale sul quadrato con lo sguardo concentrato e la tensione palpabile di chi ha ben chiaro il proprio obiettivo nella mente. Lo Tsukahara avvitato in prima diagonale è una garanzia di qualità, e anche il flic tempo collegato allo Tsukahara è ottimo, privo delle incertezze che avevano caratterizzato questa difficile combinazione nelle gare precedenti a questa. Sul Ferrari (un salto ad anello con un giro) forse Vanessa perde qualche decimo a causa della scarsa rotazione, ma recupera ampiamente sul giro impugnato collegato a un giro in passé, eseguiti divinamente. Elegantissima nella nuova coreografia cucita addosso al Con te partirò di Bocelli, l’azzurra conclude con l’ultima diagonale in combinazione: un salto teso avanti smezzato collegato al doppio raccolto. Vanessa esce di pedana visibilmente emozionata e si commuove abbracciando la squadra, consapevole di aver dato ancora una volta il tutto per tutto per perseguire il suo obiettivo. 14.166 (D 5.9; E 8.266) è il suo punteggio, e ora non resta che aspettare le prossime suddivisioni con le dita incrociate per lei.

Dopo di lei, Alice D’Amato, che non si lascia condizionare dall’errore delle prime due compagne e chiude la gara di qualifica della squadra con un esercizio solidissimo: triplo molto bello, doppio carpio piantato a terra, doppio giro impugnato sbilanciato ma c’è, ribaltata + 1 avvitamento avanti. Guadagna un bellissimo 13.033 (D 5.0; E 8.033) che permette alla squadra di scavalcare il Giappone.


LA GARA DI LARA MORI

La ginnasta della Giglio Montevarchi si presenta a Tokyo con un gran sorriso sulle labbra, ben felice di poter rappresentare il suo Paese ai Giochi Olimpici, dopo la mancata convocazione a Rio 2016. Porta a termine una gara da vera specialista, senza tralasciare però lo spirito di squadra verso le altre azzurre.

TRAVE

Lara da specialista è l’ultima italiana e salire sulla trave e lo fa con la grinta e la determinazione che la distinguono. Un’esercizio un sporcato qui e la ma che riesce a portare a termine grazie alla sua grande esperienza: entrata in teso smezzato ottima, flic smezzato + teso smezzato con sbilanciamento, salto artistico + costale bellissima serie, la ruota senza posa delle mani, con piccolo sbilanciamento, enjambée sul posto+cosacco, enjambée collegato al giro impignato. Conclude con un’uscita in due avvitamenti e mezzo con grande passo laterale – che fa temere la caduta – seguita da un rapido recupero che le permette di chiudere la performance alla trave con un bel sorriso (D 5.1; E 7.033; tot. 12.133).

CORPO LIBERO

Lara Mori parte carica al corpo libero con un flic tempo collegato allo Tsukahara perfettamente stoppato. Affronta subito la seconda diagonale sulle note dei Queen e pianta a terra un’altra combinazione: doppio avvitamento e mezzo dietro collegato al salto teso avanti. Bene la serie artistica con un salto cambio ad anello e il Johnson con mezzo giro, corredati da una coreografia elegante e dinamica. La terza diagonale è un triplo avvitamento, eseguito bene. Peccato per il giro impugnato che è scarso e non le consente di completare la doppia rotazione (il che ha abbassato il valore di partenza del suo esercizio). Bene anche l’enjambée cambio con un giro, ed è perfetto anche il doppio carpio di chiusura. La severità dei giudici – forse un po’ eccessiva – non ha permesso al corpo libero della Ginnasta di Montevarchi di andare oltre il 13.400 (D 5.3; E 8.100). In ogni caso quella di Lara è stata un’esibizione strepitosa, che rimarrà nel cuore di tutti quelli che hanno sempre voluto vederla alle Olimpiadi.


Articolo redatto in collaborazione con Mariacarmela Brunetti e Anna Maria Palaia.

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Miriam Fratacci
Dalla bella Sicilia a Roma per studiare Traduzione in magistrale, ma mai lontana dalla ginnastica. Entrata in palestra nel 2002 non ne sono più uscita, crescendo tra magnesio e materassi e passando da ginnasta a tecnico. Nel tempo libero scrivo, leggo, faccio maratone di serie tv e perdo le notti dietro le competizioni dall'altra parte del mondo. Nel team di GINNASTICANDO.it dal 2018.
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