Per l’atleta ucraino a rischio anche Parigi 2024
Sette mesi dopo la sospensione attribuita al ginnasta ucraino Oleg Vernaiev dalla Fig si hanno finalmente nuove notizie sul caso.
La commissione arbitrale della Federazione internazionale ha deciso di squalificare il campione olimpico per 4 anni a causa della positività di un test antidoping effettuato dall’atleta ad una sostanza chiamata Meldonioum.
Il Meldonium non è approvato dalla Food and Drug Administration degli Stati Uniti; è un farmaco prodotto da una società farmaceutica con sede legale in Lettonia ed è molto usato in alcuni paesi per trattare le condizioni cardiache o curare intossicazioni da alcool. È stato aggiunto all’elenco delle sostanze vietate dell’Agenzia mondiale antidoping nel gennaio 2016.
Vernaiev aveva ricevuto la sospensione a dicembre 2020, retrodatata poi a novembre 2020, per motivi che fino ad adesso erano rimasti sconosciuti.
La settimana scorsa, dopo l’ufficializzazione della squadra olimpica ucraina, aveva già destato l’attenzione di molti il fatto che Vernaiev fosse stato lasciato fuori .
Il 27enne, che ha vinto il titolo olimpico alle parallele a Rio e l’argento nell’all-around, salterà anche le Olimpiadi di Parigi nel 2024 se la sentenza sarà confermata.
Verniaiev prevede di impugnare la decisione presso la Corte Arbitrale dello Sport, come ha spiegato in un lungo post su instagram:
“Ci sono situazioni nella vita che ti mettono a dura prova tuo malgrado. Questo è esattamente ciò che sto vivendo in questo momento. L’arbitrato della Federazione internazionale di ginnastica ha deciso che la concentrazione di Meldonium che si trova nel mio corpo è sufficiente a squalificarmi per 4 anni. Da Novembre scorso. Questo significa che non andrò alle Olimpiadi. La domanda più importante è: come ha fatto un farmaco proibito ad entrare in circolo nel mio organismo? Perché è successo in un periodo in cui non c’erano competizioni internazionali serie e gli allenamenti si svolgevano in maniera non intensiva? Perché un solo test ha dato esito positivo e nessuno dei quasi 12 successivi ha confermato la presenza della sostanza proibita? Il test positivo indica solo la presenza della sostanza proibita, ma non evidenzia necessariamente la colpa dell’atleta. L’atleta non deve piegarsi e abbassare la testa se è sicuro di non avere colpe. H intenzione di ricorrere in appello contro la decisione dell’arbitrato della FIG. La battaglia è appena iniziata, e come ho fatto in tutta la mia vita, la combatterò fino alla fine. Ringrazio tutti quelli che mi sono vicini in questo momento difficile e che mi sostengono. Lo sport mi ha insegnato a scendere in campo anche con un infortunio e vincere comunque. Sono sicuro che anche in questo caso sarà così.”
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