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#RoadtoPesaro: il punto con Gergely Marosi sulla Ritmica italiana e internazionale di questi ultimi mesi

La redazione di GINNASTICANDO.it intervista Gergely Marosi, volto noto del Giornalismo Sportivo Ungherese ed esperto di Ginnastica Ritmica.

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Alla vigilia della tappa finale della World Cup Series di Ginnastica Ritmica abbiamo incontrato Gergely Marosi, volto noto in Ungheria e nel resto del mondo per il suo grande impegno nella Ginnastica Ritmica.
Con lui è venuta fuori un’intervista molto interessante riguardo gli ultimi eventi in Italia e all’estero, le sue impressioni sulla qualifica olimpica e un commento sulla scuola italiana e ungherese.

Qual è la tua opinione sulle ultime gare di Ginnastica Ritmica?
Penso che queste gare siano state piuttosto movimentate, ma era qualcosa che ci si doveva aspettare. Lo scorso anno è stato un trauma per chiunque, e sia le ginnaste che le allenatrici hanno dovuto affrontare molti problemi come l’interruzione degli allenamenti o l’impossibilità di allenarsi in modo adeguato, il rinvio di molte competizioni (in aggiunta alle Olimpiadi), la paura e la perdita di motivazione, niente era normale e ancora oggi il nulla è normale. La Ginnastica Ritmica è comunque uno sport molto rigoroso, di conseguenza deve essere stato molto difficile gestire una situazione in continua evoluzione, c’è chi ne ha potuto godere e chi no. Nel corso della primavera di quest’anno, le ginnaste sono tornate a un notevole alto livello, ma comunque vediamo ancora molti errori. Questo potrebbe essere dovuto alla pressione – specialmente per quelle ginnaste che puntano alla qualificazione per Tokyo.

Ma può essere anche perché le cose non sono tornate del tutto alla normalità.

E penso che dovremo considerare anche un altro aspetto: una serie di ottime ginnaste si stava preparando per l’Olimpiade di Tokyo 2020 in quanto ultima gara della loro carriera, cercando di dare tutto per l’ultima preparazione olimpica. Tutto è stato posticipato di un anno, e purtroppo è amaro constatare che alcune di queste ginnaste – almeno in questo momento – non sono le potenze che erano solite essere. Il 2020 e la lunga interruzione della stagione non è stato per niente d’aiuto: pensiamo per esempio a Katsiaryna Halkina, Salome Pazhava, Nicol Ruprecht, tutte ginnaste di esperienza che però quest’anno sono completamente lontane dal loro livello. Non semplicemente il livello massimo, ma il loro solito livello. Non voglio dire che è dovuto all’età – è fantastico averle – , ma forse una ginnasta avrebbe potuto approfittare in modo diverso dello stop. Ma vedremo, magari una delle veterane che potrebbe avere l’ultima parola e sorprenderci!

C’è da dire che la World Cup è un vero e proprio bagno di sangue, in quanto è crudele e massacrante. In quattro gare in cui vengono conteggiati i tre risultati migliori, ci sono dalle 8 alle 12 ginnaste vicine tra di loro che possono ambire al pass. È necessaria una grande preparazione sia fisica che mentale per affrontare questa gara: è brutale – magari fai bene tre gare e una molto male e non ottieni il posto. Penso comunque che in questa stagione seguire la qualificazione olimpica sia più eccitante ed emozionante della lotta per il podio!

Come giudichi le prime tre prove di Coppa del Mondo?
Come ho detto in precedenza, quella per la qualificazione olimpica è una lotta davvero spietata: a Pesaro vedremo sicuramente un’intensificazione dei colpi di scena. Per le migliori, non si è visto un “tutti contro tutti”, di conseguenza è difficile fare una valutazione di quanto successo. Non abbiamo visto moltissimo le gemelle Averina; Linoy Ashram è in buona forma ma potrebbe essere molto meglio, Anastasiia Salos e Alina Harnasko possono essere grandiose ma allo stesso tempo propense a sbagliare, mentre Boryana Kaleyn sembra essere molto forte. Le italiane, invece, hanno dei “problemi di lusso”, in quanto hanno tre ginnaste meravigliose come Alexandra Agiurgiuculese, Milena Baldassarri e Sofia Raffaeli: sicuramente Raffaeli è l’esordiente dell’anno, almeno per me. Per quanto riguarda invece la gara a squadre, sembra che la Bulgaria sia un po’ davanti a tutti, ma l’esperienza insegna che non dovresti vedere la Russia durante la fase di preparazione, ma durante le Olimpiadi.

Ovviamente per qualsiasi ginnasta o squadra già qualificata, questa stagione è più considerata come un allenamento, perché l’unica gara che conta è quella delle Olimpiadi.

Condividi la decisione della Federazione Internazionale di Ginnastica e del Comitato Olimpico Internazionale di considerare ai fini della qualifica olimpica le World Cup e i Campionati Continentali?
Credo che sia meglio rispetto all’affrontare un Test Event. Quello sicuramente porta spettacolo, ma le World Cup sono la stessa cosa e suscitano ancora più interesse. Per questo ciclo olimpico ho condiviso la decisione di questo cambio nelle regole di qualificazione: da giornalista e appassionato, è molto meglio dei due grandi eventi di qualificazione, il Campionato del Mondo e il Test Event.

D’altronde, sono abbastanza sicuro che sia estremamente stancante per le ginnaste e le allenatrici.

Fanni Pigniczki (Ungheria), Foto: Daniele Cifalà / GINNASTICANDO.it

Fanni Pigniczki sta andando molto bene durante queste prove di Coppa del Mondo e a Pesaro si giocherà il pass olimpico. Come giudici il suo percorso?
Fanni ha un incredibile traiettoria verso l’alto e lavora duro. Penso che questo codice dei punteggi sia davvero ottimo per lei (ha un’ottima testa e un ottimo maneggio) ed è migliorata molto! È appena un poco al di sotto delle ginnaste di altissimo livello, ed è un grande riconoscimento per ogni ginnasta ungherese. E dire che il suo quadriennio olimpico è iniziato con due delusioni: ai Mondiali del 2017 ha avuto un ottimo primo giorno di qualifica ma non è riuscita a posizionarsi per la finale all-around, mentre l’anno dopo è andato tutto nel peggior modo possibile. Si è ripresa più forte che mai e da lì ha ottenuto delle grandi soddisfazioni, come disputare la finale all-around al Mondiale 2019 e svolgere delle ottime prove di Coppa del Mondo quest’anno: insomma, un gran miglioramento di una ginnasta davvero apprezzabile. Sarà interessante vedere se riuscirà ad ottenere il pass olimpico a Pesaro: se non dovesse riuscirci, dovrà mettersi il cuore in pace e puntare tutto sull’Europeo, perché sarà l’ultima possibilità. Ma è in grado di mettersi in un’ottima posizione.

Sia Fanni che Evelin Viktoria Kocsis (la migliore delle Junior in Ungheria) hanno iniziato la loro stagione nel nostro Campionato di Serie A, con Fanni impegnata alla SGM Forza e Coraggio Milano e Evelin alla Ginnastica Opera Roma. Cosa ne pensi di questo nuovo modo di gareggiare, che sta avendo sempre più consensi?
Penso che molti paesi apprezzerebbero un campionato del genere: per come la vedo io, in molti paesi c’è un qualcosa di indifferenza per i campionati nazionali – almeno dal punto di vista dei fan. L’Italia e la Spagna sono abbastanza diversi sotto questo punto di vista: ovviamente, ci sono due facce della stessa medaglia, uno potrebbe chiedersi se è veramente il caso di mandare la ginnasta in Italia a disputare una gara con un esercizio. Ma da come lo vedo io, le ginnaste e il pubblico apprezzano questa cosa.

Parliamo dell’Italia: cosa ne pensi del loro lavoro come squadra, sia per il gruppo che per le individualiste Senior e le Junior?
Sono solito non seguire le Junior, semplicemente perché non le vedo molto spesso.
Parlando delle individualiste Senior, credo che le ragazze stiano facendo un lavoro davvero notevole: penso che l’arrivo di Sofia Raffaeli possa aver portato valore ad un trio che potrebbe competere ad un argento mondiale per team, ed è qualcosa che vale! Non è una situazione semplice avere tre ginnaste di altissimo livello in un anno olimpico e due posti a disposizione. Ma, da come ho detto, è un problema al quanto superfluo: meglio avere questo che non averne! Penso che Sofia Raffaeli possa essere ancora più forte di Alexandra Agiurgiuculese e Milena Baldassarri, entrambe anche loro molto forti. Saranno in grado di vincere una medaglia d’oro in una competizione internazionale di altissimo livello? Non lo metto in dubbio.

Per la squadra, invece, sappiamo che sono al top da molti anni: non penso che possano raggiungere la Bulgaria, ma sono brave se portano a termine due ottimi esercizi. La possibilità di giocarsi una medaglia olimpica c’è.

Subito dopo le World Cup ci saranno gli Europei: le tue aspettative per questa gara preolimpica?
Sicuramente ci sarà grande spettacolo per la lotta al pass olimpico per l’Europa, e le ginnaste devono fare bene sia in qualifica che in finale, il che è stancante, in quanto sappiamo che questa sarà l’ultima possibilità. Sarei sorpreso se alcune delle campionesse europee in carica saranno in grado di difendere il loro titolo, ma sarà abbastanza semplice dopo le numerose assenze del 2020.

Recentemente la Federazione Internazionale ha pubblicato i nuovi codici dei punteggi 2022-24 per l’Artistica Maschile e Femminile, Acrobatica, Aerobica e il Trampolino Elastico, mentre per la Ritmica dovremo aspettare ancora qualche settimana. Quali sono le tue aspettative al riguardo?
Una cosa che ho imparato in venticinque anni che seguo la Ginnastica Ritmica è che non devi avere grosse ambizioni quando esce un nuovo Codice dei Punteggi. Guardate cosa ci era stato promesso in questo ciclo olimpico: un codice ben bilanciato, con l’aggiunta del valore artistico e altro… e cosa ci siamo ritrovati? Una ripetitiva caccia alle difficoltà, specialmente nelle squadre, perché non c’è alcuna strategia che ripaga. Credo che l’attuale Codice dei Punteggi sia uno dei più odiati che abbia mai visto, di conseguenza spero che quello nuovo sia molto meglio. E sulla re-introduzione del valore artistico penso che non salverà la Ginnastica Ritmica, in quanto aprirà ad un punteggio per la giocoleria.

Una delle cose positive che la pandemia ci ha dato, è stata la possibilità di organizzare e seguire i Tornei Online. Da giornalista, cosa ne pensi di questo nuovo modo di gareggiare?
La prima edizione svolta a Mosca è stata una fonte inesauribile di meme: penso che non sia la stessa cosa, ma sempre meglio di niente! Non è come gareggiare in presenza, ma è qualcosa di utile in caso di impossibilità nel gareggiare.

Foto: Rhythmic Gymnastics / Facebook
Foto: Rhythmic Gymnastics / Facebook
Foto: Rhythmic Gymnastics / Facebook
Foto: Rhythmic Gymnastics / Facebook
Foto: Rhythmic Gymnastics / Facebook
Foto: Rhythmic Gymnastics / Facebook
Foto: Rhythmic Gymnastics / Facebook
Foto: Rhythmic Gymnastics / Facebook

Si ringrazia Gergely Marosi per averci concesso quest’intervista e Ulrich Fassbender per la fotografia di copertina.
Le foto di Fanni Pigniczki, Evelin Viktoria Kocsis e delle ginnaste della Nazionale Italiana sono di Daniele Cifalà.







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