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Da Liukin a Nagorny, analisi tecnica del triplo salto dietro a corpo libero

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Mosca, Campionati Europei 1987, Valery Liukin (URSS) abbatte il muro della doppia rotazione indietro raccolta al corpo libero eseguendo il salto triplo indietro raccolto (che ovviamente prenderà il suo nome), lasciando sbigottito tutto il mondo della ginnastica.

Quel momento, per la ginnastica, lo si può paragonare al momento in cui Yuri Gagarin sorvolò la terra raggiungendo un’altitudine massima (apogeo) di 302 km e una minima (perigeo) di 175 km… Ebbene la situazione fu praticamente la stessa per tutto il popolo ginnico: Liukin, col suo apogeo, aveva appena distrutto e riscritto quello che un corpo umano poteva fare in caso di rotazione libera.

Basilea, Campionati Europei 2021, Nikita Nagorny (Russia) abbatte il muro della tripla rotazione indietro raccolta al corpo libero, eseguendo il salto triplo carpiato (che sicuramente prenderà il suo nome).

Inutile dire che tutti noi addetti ai lavori, siamo sconvolti da questo nuovo incredibile traguardo.

Parliamoci chiaro, era nell’aria e sapevamo che prima o poi sarebbe successo; i tentativi li avevamo visti dalla “atomica” Simone Biles, che lo aveva eseguito già qualche mese fa in allenamento e, naturalmente, in buca, ed eravamo ormai abituati a vedere i tripli salti carpiati nelle uscite ad anelli e sbarra (Donnell Whittenburg docet).

Ma quello che abbiamo visto (praticamente in diretta, grazie ai social), ha dell’incredibile, soprattutto perché l’esecuzione di Nagorny è stata praticamente perfetta, persino ampia (se paragonata ovviamente al triplo di Liukin 34 anni fa).

Ma proprio questa ampiezza, questa precisione, la si deve a due cose, l’una conseguenza dell’altra:

  1. Il miglioramento delle attrezzature ginniche (in questo caso la pedana del corpo libero)
  2. Il differente modo di impostare l’acrobatica al suolo

Ebbene sì, perché tra il “Liukin” del 1987 e il “Nagorny” del 2021, ci sono 34 anni di miglioramenti tecnologici delle attrezzature che dovevano supportare i conseguenti miglioramenti tecnici… chi è “l’uovo” e chi la “gallina” non è facile capirlo, ma di sicuro le nuove pedane hanno rivoluzionato l’acrobatica al suolo, o almeno l’impostazione di base dell’acrobatica.


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Se analizziamo il “Liukin”, possiamo vedere chiaramente che per ottenere il triplo, il ginnasta ha dovuto eseguire una rondata + flic in maniera sensibilmente differente da quella di Nikita Nagorny nel 2021, in special modo nella parte finale del caricamento, cioè nella parte della courbette del Flic, ma soprattutto molto differente riguardo la velocità di esecuzione dell’intero movimento.

La motivazione di tutto ciò è dovuta proprio all’elasticità della pedana: infatti maggiore è l’elasticità della pedana, maggiore dovrà essere la velocità di esecuzione dell’acrobatica.

Infatti, nel caso di Liukin, la pedana del 1987 era praticamente un tavolato che dava un aiuto istantaneo ala spinta, ma non perché fosse molleggiato, bensì per la ragione opposta.

Per spiegare meglio, basta pensare ad una persona che esegue un salto pennello sull’asfalto ed una persona che invece lo esegue su un trampolino: sull’asfalto non si deve attendere il “ritorno di spinta” dopo il caricamento (come avviene sul trampolino) in quanto la spinta è immediata (proprio per l’elasticità limitata) e soprattutto proporzionata alla capacità pliometrica (reattività) di colui che esegue il salto, difatti bisogna che chi esegue il salto sfrutti a pieno la propria elevazione; nel caso del trampolino, invece, maggiore è la velocità di arrivo sulla “tela” a gambe tese, maggiore sarà l’elevazione che arriverà dopo un caricamento molto più veloce rispetto all’esecuzione sul pavimento.

La differenza? Semplice: sull’asfalto non si deve aspettare la spinta, sul trampolino (o su una superficie con una differente elasticità), si deve attendere la spinta.

Proprio per questo motivo, l’acrobatica del 1987 che ha permesso a Valery Liukin di eseguire il suo triplo era totalmente differente da quella che ora ha dato la possibilità a Nikita Nagorny di eseguire il triplo carpio.

Liukin non aveva tanto bisogno della velocità dell’acrobatica, quanto al contrario, aveva bisogno di portare a termine tutte spinte in maniera immediata per ottenere l’ampiezza del salto e allineando il baricentro prima di entrare in rotazione (qui sotto trovate l’angolo di stacco della courbette del flic).

Al contrario, Nagorny ha impostato tutta la parte acrobatica su pedane differenti da quelle utilizzate da Liukin e per questo motivo, la parte acrobatica di Nikita, è caratterizzata dalla velocità e dall’uso delle spinte a gambe praticamente tese.


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Nagorny, sicuramente, ha dovuto faticare di più per ottenere un buon momento d’inerzia, in quanto la rotazione che ha eseguito, non è raccolta bensì carpiata (a pike).

In molti trattati e pubblicazioni concernenti la fisica degli esercizi acrobatici, viene evidenziato il ruolo fondamentale che il momento di inerzia assume nella dinamica delle rotazioni.

È esperienza comune che oggetti differenti presentano un diverso comportamento nei confronti dei movimenti rotatori; l’entità fisica che li diversifica è il momento d’inerzia: tanto maggiore è il momento d’inerzia di un corpo rispetto un determinato asse di rotazione, tanto maggiore è la difficoltà del corpo in questione a mettersi in moto, ad aumentare o diminuire la propria velocità angolare, a fermarsi. Appare da ciò evidente che non è possibile prescindere da una buona conoscenza di questa entità fisica nello studio e nell’analisi di movimenti caratterizzati proprio da rotazioni e cambiamenti di velocità angolare quali sono i movimenti acrobatici.

Che dire di più?

Sicuramente, Nikita sta preparando il salto da tanto tempo e probabilmente lo spostamento delle Olimpiadi nel 2021, lo ha aiutato a portare a termine questo spettacolare elemento.

In tanti mi chiedono se i due salti, il triplo di Liukin e quello di Nagorny, si possano mettere a paragone… Io penso che non sia possibile per il semplice motivo che Liukin lo ha portato a termine senza gli aiuti tecnologici (come la pedana con le molle che abbiamo adesso) che ha Nagorny.

Se avessi una macchina del tempo, andrei nel 1987 e porterei quel Valery Liukin negli anni 2000 (tralasciando il 2020…) per fargli provare il suo funambolico salto con le nostre attrezzature… Forse ne farebbe 4?

Scherzi a parte, Nikita ha fatto l’impossibile come all’epoca fece Valery, entrambi sfruttando le attrezzature migliori a disposizione in base ai periodi storici, ma sicuramente senza il “Liukin” non ci sarebbe il “Nagorny”.

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1 COMMENTO

  1. Per me Liukin andava molto più in alto di Nagorny, con una minore velocità di rotazione (anche se il suo salto era raggruppato). Nagorny, sfruttando l’elasticità delle pedane moderne, gira molto più veloce, ma va meno il alto. Secondo me il Liukin del 1987 con una pedana moderna potrebbe farne sì 4, ma mai in gara e neppure in pedana, ma solo in buca, perché sarebbe un salto impossibile da controllare all’arrivo (e sicuramente pericolosissimo e probilmente vietato come il triplo al volteggio di Radivilov)

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