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Italia esclusa dalle Olimpiadi, ma non c’è Mennea

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Non bastava l’emergenza Covid, ne tantomeno quella economica a mettere i bastoni tra le ruote allo sport italiano, ma sembra che lo scenario più funesto di questo 2021 appena arrivato, debba già palesarsi.

Per decisione del Comitato Olimpico Internazionale, l’Italia verrebbe esclusa dalle prossime Olimpiadi per la mancata autonomia del CONI, ovvero di essere subordinato al governo, a fronte della creazione della società Sporte e Salute, voluta dal Governo nella legge di bilancio del 2018, e suo diretto braccio operativo. Ma la reggenza di questo rapporto dovrebbe trovare una risoluzione entro mercoledì 27, giorno in cui il Comitato Olimpico Internazionale deciderà irremovibilmente sulla sorte dell’Italia.

Gli azzurri tra cui la squadra femminile di ginnastica artistica, di ritmica, Marco Lodadio, Ludovico Edalli, e gli atleti già qualificati per i Giochi, del calibro di Federica Pellegrini, Filippo Tortu, Franz Chamizo, il Settebello e l’Italvolley, dovrebbero sfilare a Tokyo senza bandiera ne Inno di Mameli, solo alla Russia dello scandalo doping e alla Bielorussia del dittatore Lukashenko toccherà la medesima sorte.

Non vestire il tricolore come solo all’Italia di Pietro Mennea nelle Olimpiadi di Mosca del 1980, che sfilò sotto la bandiera olimpica senza i colori nazionali insieme ad altre 15 rappresentative, ma allora fu per protestare contro l’invasione dell’URSS in Afghanistan, per il quale il presidente Gimmy Carter chiese il boicottaggio di quella edizione dei giochi.

La figuraccia mondiale che, speriamo, non tocchi all’Italia può essere evitata con un decreto legge del governo entro domani sera. ” Siamo in una situazione drammatica. La carta olimpica vieta a qualsiasi comitato olimpico di operare per il tramite del Governo.” ha espresso il presidente del Coni Giovanni Malagò, alle Commissioni di Cultura, Istruzione e Lavoro alla Camera.

Serve un provvedimento serio da parte del governo e del ministro dello Sport Vincenzo Spadafora, e una presa di responsabilità nei confronti di chi dal vero rappresenta lo sport Italiano nel Mondo. La richiesta avanzata al governo già 25 mesi dal Cio non ha visto azioni da un Governo che sembra tacere, sapendo che dopo mercoledì il comitato esecutivo del Cio non si riunirà più, in attesa delle elezioni all’attuale presidente Bach, in Marzo.

Mercoledì è la scadenza ultima, e la situazione che sembra esserci è confusa, esattamente come il momento che attraversa lo sport italiano, sferzato dalle decisione dei DPCM e da problemi in materia economica, che non hanno trovato ristoro nelle decisioni del governo.

Se il settore sportivo sembra stare affondando, almeno che i settori agonistici siano gli unici a poter respirare. E se a breve l’Italia rischia di non poter sfilare in Giappone per motivi amministrativi, tra qualche generazione rischierà di non poterlo fare per mancanza di atleti.

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Michele Forzinetti
Varese, Laurea in SM, Istruttore Federale e Ufficiale di Gara GAF - preparazione fisica e atletica con atleti di élite: aerobica, arrampicata, arti marziali, acrobatica. L I F E I S A B A L A N C E
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