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Mercoledì, 26 Settembre 2018

Scandalo USAGym: Il metodo Károlyi e la "cultura degli abusi" gregory bull

Scandalo USAGym: Il metodo Károlyi e la "cultura degli abusi"

Scritto da  Feb 01, 2018

Lo scandalo degli abusi non si ferma con l’arresto di Larry Nassar: il mostro in camice bianco è solo la punta dell’iceberg di un sistema corrotto alle origini. Un sistema che ha preferito la fama e le medaglie alla salute delle atlete, un sistema che deve cambiare per il benessere delle ginnaste, delle famiglie e per la ginnastica artistica.

Dopo le dichiarazioni delle vittime la domanda sorge spontanea: “come è possibile che nessuno sapesse? “

La risposta, purtroppo,  è molto semplice: tutti sapevano ma nessuno voleva parlare. Le dichiarazioni delle sopravvissute non hanno coinvolto solo Nassar ma anche alcuni allenatori e istituzioni, tra cui Béla e Martha  Károlyi, USA Gymnastics, La Michigan State University e John Geddert.

La carriera dei Karolyi può essere riassunta con la frase “vincere ad ogni costo”. Béla Károlyi  ha scoperto Nadia Comaneci quando aveva 7 anni e giocava nel cortile della scuola e l’ha plasmata facendola diventare la prima ginnasta a conquistare un 10 in una competizione olimpica (Olimpiadi di Montreal 1976). Dopo aver lasciato la Romania, i due allenatori hanno trasformato gli USA nella nazionale più forte al mondo portandoli a vincere circa 16 ori olimpici e 30 mondiali.

Il velo d’oro che avvolge il nome dei Károlyi sembra difficile da svolgere. In realtà, però, basta scendere dal podio ed entrare dietro le quinte per rompere l’incantesimo che ci ammalia.

 

I Károlyi, infatti, sono tanto bravi a far crescere talenti quanto inumani negli allenamenti: ai due allenatori non interessano i sentimenti, le paure e le preoccupazioni perché allontanano dall’obbiettivo e per questo motivo a 10 anni una ginnasta deve essere pronta a lavorare duramente con una mentalità stoica che le impedice di provare emozioni.

Béla Károlyi  era già stato accusato in Romania di alcuni metodi brutali, tra cui il controllo delle piccole atlete quando andavano in bagno per evitare che bevessero più acqua di quella prevista.

Negli Stati Uniti i due allenatori portano molte vittorie, ossia ciò che voleva la federazione e, di conseguenza, diventano “intoccabili”. Al di là delle competenze tecniche è importante soffermarsi sul “metodo Károlyi”: parliamo di bambine e adolescenti che sono sottoposte a un regime del terrore che le deve portare alla perfezione. Per formare un adulto, sia a livello psichico che a livello fisico, ci vogliono circa 20 anni; secondo gli allenatori, invece, le atlete devono avere una mente da adulto in un corpo da bambina.

 

La violenza nel mondo USA non era solamente una violenza fisica ma anche una violenza verbale ed emotiva; a tal proposito Miss Val, allenatrice della UCLA, ha scritto un lungo articolo affermando che il mostro è la cultura della ginnastica USA. Il comportamento abusivo è l'esempio coltivato dai Károlyi; per decenni hanno hanno stabilito una cultura dell'abuso ampiamente accettata e imitata da altri allenatori perché "hanno vinto medaglie".

Ovviamente nel ranch del terrore dove Martha Károlyi con uno stile dittatoriale sminuiva e attaccava emotivamente le atlete, Larry Nassar poteva mostrarsi come un amico, colui che si avvicinava alle atlete per consolarle e per guarirle. È decisamente squallido pensare che un medico, colui che ha il dovere, ma soprattutto il privilegio, di entrare a contatto con una persona per aiutarla sfrutti la sua posizione in questo modo.

Katelyn Ohashi ha definito la ginnastica al college come “ la ricompensa che le ginnaste ricevono dopo anni di abusi”:  non tutte, però, riescono a godere di tale ricompensa. La violenza fisica, verbale ed emotiva non termina il giorno in cui si interrompe la violenza stessa: essa rappresenta “solo” le radici di una ferita che continuerà a provocare dolore nella vita. Mattie Larson, infatti, una volta arrivata alla UCLA non è riuscita a riprendere la ginnastica artistica perché ormai era diventato un inferno. La ragazza era diventata “invisibile”dopo la sua prestazione “non perfetta” ai campionati del mondo del 2010: nessuna la doveva salutare, veniva ignorata a tal punto da doversi pizzicare per paura di essere diventata un fantasma.

 

Tra gli allenatori è stato accusato John Geddert (allenatore di Jordyn Wieber), recentemente sospeso, che maltrattava fisicamente e verbalmente le ginnaste, mentre Larry Nassar recitava il ruolo di colui che era dalla parte delle atlete per conquistarne la fiducia.

Indagare e parlare dello scandalo USA Gymnastics è un dovere: bisogna capire le basi della violenza, i motivi che hanno permesso a Larry Nassar di continuare per circa 20 anni a esercitare il suo piano mostruoso.

Lo scandalo degli abusi sessuali, quindi, è solo l’inizio della fine di un’epoca: affinché le ginnaste possano essere tutelate è necessario conoscere i meccanismi e i protagonisti di un sistema corrotto. Solo la verità potrà rappresentare una solida base per l’ inizio di una nuova epoca in cui le protagoniste saranno le ginnaste e non le medaglie. Le atlete, infatti, non possono rappresentare il mezzo di un sistema avido di medaglie, ma devono essere le protagoniste della ginnastica artistica e, per questo motivo, devono essere tutelate e ascoltate.

 

Deianira Rinaldi

Studentessa di medicina, con la passione per la ginnastica artistica, ho trascorso la mia infanzia a leggere in spaccata' Tra  un esame e l'altro continuo a coltivare la mia passione da spettatrice

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