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Sabato, 18 Agosto 2018

Si sta per alzare il sipario sul galà di ginnastica più atteso dell'anno!!!
È con immenso orgoglio che la ASD Ginnastica Riccione presenta il “GALÀ 2018 RICCIONE GYM STARS”
che si svolgerà Sabato 31 Marzo 2018 presso il Play Hall di Riccione.
La manifestazione di ginnastica artistica, ritmica e aerobica, non è solo per gli appassionati di queste discipline ma offre un bellissimo spettacolo con tanti atleti e ospiti del panorama nazionale. Numerose le esibizioni in programma e Special Guest dell’evento sarà la campionessa mondiale Vanessa Ferrari che da dieci anni è il simbolo della ginnastica artistica italiana.
Sempre per l’artistica, sarà poi presente all’evento la squadra femminile della GAL di Lissone, pluricampione italiana nel campionato di serie A1, con l’azzurra Elisa Meneghini reduce dalle Olimpiadi di Rio. Per l’artistica maschile avremo l'occasione di vedere i campioni Paolo Principi e Paolo Ottavi mentre per la ginnastica aerobica si esibiranno i campioni mondiali di coppia, Michela Castoldi e Davide Donati.


A completare l’elenco degli ospiti illustri ci saranno anche la squadra agonistica di ritmica della GAL, e la squadra di Fabriano campione d’Italia 2017, i protagonisti dello show televisivo “Italia’s Got Talent” Lorenzo Martino e Rebecca Sirca e per rifinire il tutto, due artisti di rilievo del teatro San Carlo di Napoli il soprano Olga De Maio e il tenore Luca Lupoli.
In definitiva un evento importante per la città di Riccione, non solo per gli appassionati di ginnastica!

Alcune informazioni per l’acquisto dei biglietti :
€ 18,00 Biglietto intero
€ 12,00 Biglietto ridotto
Il prezzo del biglietto sarà uguale per tutti i settori dell’impianto Per ulteriori info: Tel: 333 2869900 – 339 7081541
I biglietti possono essere acquistati:
• presso
la biglietteria del Play Hall in via Carpi, 47838 Riccione il giorno dell’evento -31 Marzo 2018-
dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 18.00
• in prevendita
presso
Palestra di via Abruzzi  fino al 30/03/2018 dal Lunedì al Venerdì dalle ore 16.00 alle 20.00
• tramite bonifico bancario:
Iban: IT13G0628524121CC0218119529
bene ciario: A.S.D. Ginnas ca Riccione viale Monte Rosa n. 60 47838 RICCIONE (RN) Causale: Galà 2018 Riccione Gym Stars e dandone comunicazione via e-mail a: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Antonella Apicella

Dopo il rientro da Montreal, per Vanessa sono iniziate le visite che l'hanno portata, oggi, a sttoporsi all'intevento chirurgico al tendine. Tutto ciò era già stato anticipato in Canada dal medico della Nazionale dott. Matteo Ferretti il giorno dopo l'infortunio.

Questo Mondiale ha riservato davvero delle grandissime sorprese a tutti gli appassionati di Ginnastica. Sorprese che, purtroppo, sono state sempre in negativo trattandosi di una serie di infortuni a catena. 

Non per ultima, questa sera, l'Azzurra Vanessa Ferrari. Salita in pedana come ultima, delle otto qualificate alla finalissima del corpo libero, Vanessa sembrava pronta a stupirci provando a conquistarsi quell'agognata medaglia, quel riscatto dagli utlimi legni internaizonali.

In seconda diagonale, però, è avvenuto l'inimmaginabile. La ginnasta bresciana è atterrata praticamente di petto dal flick tempo+tsukahara proprio a causa dell’infortunio avvenuto durante lo stacco. Puntuale la diagnosi che ci è giunta da Montreal grazie all'Ufficio Stampa Federale. Si tratta di rottura del Tendine. 

Straordinaria, invece, la prestazione di Lara Mori. Un corpo libero pieno di grinta e passione sotto l'attento sguardo della sua allenatrice Stefania Bucci che nel '76, nello stesso palazzetto, disputò l'Olimpiade. La stella toscana chiude al 6° posto con 13.266.

Una kermesse davvero difficle quella che si è cocnlusa oggi in Canada. Tanto il lavoro da continuare in patria ma con un punto fermo, come da oggi ci sentiamo di chiamarla, che è proprio lei, Lara.

All’Olympic Stadium di Montréal la nazionale femminile porta in alto il nome dell’Italia e conquista così tre faticate finali con il settimo e l’ottavo posto al corpo libero rispettivamente di Vanessa Ferrari e Lara Mori e il diciannovesimo posto individuale di Lara. Bene anche le due esordienti Desiree Carofiglio e Sara Berardinelli che però non rientrano tra le finaliste.

Le qualifiche di questo mondiale non sono state semplici per nessuna ginnasta, complici molteplici errori e cadute soprattutto alle parallele e alla trave, ma anche per la severità con la quale sono stati giudicati gli esercizi da parte delle giudici, basti pensare che la campionessa Olimpica Sanne Wavers è stata tagliata fuori dalla finale alla trave e che il bronzo olimpico Amy Tinkler ha ottenuto solo il dodicesimo punteggio al corpo libero. Ottimo, quindi, il risultato delle azzurre, che, anzi, ha anche spazio per migliorare in vista della finale.

Il mondiale delle nostre atlete comincia con la caduta sull’entrata di Lara Mori alla trave, un vero peccato, perché la toscana di Montevarchi continua il suo esercizio molto bene (11.666). Si prosegue con Vanessa Ferrari che stampa sulla trave un bel salto raccolto con avvitamento ma viene molto penalizzata per diversi sbilanciamenti e delle imperfezioni sui salti artistici (12.266). Purtroppo Sara Berardinelli cade dolorosamente a cavalcioni della trave ma nonostante tutto porta avanti il suo esercizio (11.066).

Nella seconda rotazione l’Italia si trova al corpo libero e Vanessa Ferrari scende sul quadrato introducendo a sorpresa lo Tsukahara avvitato in prima diagonale. Prosegue con il doppio teso, lo Tsukahara e un evidente sbilanciamento sul suo Ferrari e conquista così l’ennesima finale mondiale con 13.600. Desiree Carofiglio esce di pedana alla prima diagonale, salto teso in avanti collegato a un doppio avvitamento e poggia le mani a terra in terza dopo il doppio raccolto (12.000). Lara Mori, invece, conferma la sua crescita al corpo libero ottenendo un ottimo 13.500 e la sua prima finale mondiale di specialità.

Si passa poi al volteggio con gli Yurchenko con avvitamento di Sara Berardinelli (13.366) e Lara Mori (13.325) e i due salti di Desiree. Nel primo salto, l’avvitamento e mezzo, Desiree poggia un piede sulla linea (13.700) mentre nel secondo, un Kasamatsu, cade a terra (12.333) e la sua media di 13.041 le vale il trentunesimo posto.

L’ultima rotazione alle parallele si apre con il buon esercizio di Sara Berardinelli (12.500) e l’ottima prestazione di Lara Mori (13.466) che si piazza diciannovesima nella classifica generale con il punteggio complessivo di 51.957 e conquista la sua seconda finale per questo mondiale. Desiree Carofiglio, invece, cade dal salto Ricna e deve accontentarsi di 11.066.

Nel complesso una gara positiva per le ragazze, che per le più giovani è stata esperienza e motivo di confronto con le big a livello mondiale e per le veterane, invece, ha aperto una possibilità non scontata su un futuro prossimo da giocare a suon di decimi.

Anno nuovo, progetti nuovi. Il 2017 si apre con una serie di propositi e programmi per tutte le ginnaste italiane, che hanno già iniziato la preparazione per l’inizio imminente del Campionato di Serie A; tuttavia c’è anche chi, oltre agli esercizi, pensa anche al ballo.

Già, perché, sulla scia delle colleghe statunitensi, anche due azzurre sognano di partecipare al celebre programma tv “Ballando con le Stelle”.

Stiamo parlando di Vanessa Ferrari e Carlotta Ferlito, che non nascondono il loro interesse a calcare il palco dello show televisivo che inizierà il prossimo 18 febbraio.

Il cast non è stato ancora definito ufficialmente, e le voci continuano a circolare, ed è probabile che a breve verranno svelati i nomi definitivi. Per quanto riguarda le nostre ginnaste, Vanessa Ferrari ha più volte espresso il suo desiderio di partecipare, anche per coadiuvare il recupero dall’infortunio al tendine d’Achille di cui ha recentemente sofferto e sicuramente, nella corsa al tv, potrà fregiarsi dei risultati unici e grandiosi ottenuti nella sua carriera piu che decennale in campo internazionale.

Da non sottovalutare però la figura di Carlotta Ferlito, anche lei papabile protagonista . La ginnasta siciliana gode di grande forza mediatica, nata con la sua partecipazione al reality MTV “Ginnaste Vite Parallele” e in costante crescita e questo potrebbe giocare a suo favore nella scelta del cast. Inoltre, è ancora in forse la sua partecipazione al Campionato di Serie A, e questo potrebbe essere un ulteriore indizio.

Altro nome appartenente al mondo dello sport e accreditato a partecipare è quello di Fabio Basile, medaglia d’oro nel Judo a Rio 2016. Un’edizione quindi che prende in grande considerazione la figura degli sportivi italiani.

Negli Stati Uniti già da anni molte ginnaste, , tra cui ricordiamo Shawn Johnson, Nastia Liukin e Laurie Hernandez sono chiamate a partecipare al programma, e questo non può che conferire ulteriore visibilità al mondo ginnico. Dunque è un bene che i nomi delle nostre sportive siano tra quelli dei papabili partecipanti perché, oltre ad essere una divertente esperienza per le ragazze, il programma offrirà grande pubblicità allo sport, contribuendo a far crescere il movimento e la reputazione della ginnastica artistica in Italia

A giorni verranno comunicati i nomi definitivi, e sapremo chi delle nostre rappresentanti farà parte della trasmissione, che sarà possibile seguire su Rai 1.

Qualcuno dice che non sempre la parola “fine” mette davvero un punto di chiusura a qualcosa, ma questa volta è davvero così. Quando un sipario si chiude, una pedana si mette da parte e a volte può essere doloroso. Questo è quello che è successo nell’ultima giornata di gare a Rio, dove in campo gara, nella finale del corpo libero di ginnastica artistica, l’azzurra Vanessa Ferrari non è riuscita, purtroppo, a prendersi la sua rivincita che aspettava da Londra 2012. Salita in pedana per ultima, cosa che di solito facilita le ginnaste, è partita grintosa e piena di voglia di fare, come solo lei è in grado di dimostrare, ma l’esercizio non è stato dei migliori. Le spinte ci sono state, gli atterraggi un po’ meno. Sempre sorridente, precisa nei suoi movimenti, la diagonale finale è stata quella che l’ha fatta scendere dal podio e ha fatto salire, sul terzo gradino, la britannica Tinkler che, invece, ha lasciato tutti a bocca aperta. Tanto dispiacere e tanta amarezza, inutile nasconderlo, per quella che è stata la gara di chiusura di una ginnasta che, in dieci anni, ha regalato sempre tanto alla squadra e alla nazionale. Lo sguardo nell’attesa del punteggio, quegli occhi ansiosi, la mano stretta in quella di Erika Fasana, sono momenti che non saranno facili da dimenticare. L’abbraccio finale con il suo allenatore di sempre, Enrico Casella, ha già detto tutto. Un punteggio, faticoso a dirlo ma doveroso, giusto per la gara di oggi. Certo è che se si guarda la sua carriera, e anche solo l’esercizio di qualifica, un po’ di rancore rimane. Nonostante tutto, Vanessa può ritenersi contenta per quello che ha fatto nella storia della ginnastica artistica italiana femminile, per tutto quello che ha regalato, per essere sempre stata un punto fermo per la squadra e le sue compagne.
Ma Vanessa non era la sola azzurra in gara. Va rilevata, senza dubbio, l’ottima prestazione di Erika Fasana, che ha chiuso in sesta posizione, con un sorrisone a fine esercizio che ha fatto sorridere anche noi amanti e non della ginnastica. Una finale conquistata per la quale Erika deve essere contenta e un punteggio finale migliore di quello della qualifica. Ha dimostrato chi è e ha lasciato un segno come per dire a tutti che lei c’è. E c’è davvero. Nessuna novità per le prime due posizioni del podio, conquistate rispettivamente dalle statunitensi Biles e Raisman. Imbattibili e irraggiungibili, hanno chiuso quest’olimpiade nel migliore dei modi, dopo una medaglia a squadre, una medaglia entrambe nella finale AA che passerà alla storia e, per la Biles, un’altra medaglia nella finale a trave.
Finiscono così le Olimpiadi di Rio per questa disciplina, con tante emozioni e un po’ di tristezza, ma con tanta voglia di Tokyo dove siamo sicuri che le azzurre sapranno esserci e sapranno combattere, di nuovo, a testa alta.

Il DTN Enrico Casella lo aveva detto che la squadra scelta puntava sulle difficoltà per ottenere qualcosa in più rispetto alle scorse edizioni. Ed è quello che è successo, più o meno. Certo, una finale a squadre da potersi giocare insieme alle altre -escluse Cina e Stati Uniti, già avanti- sarebbe stato il perfetto coronamento del sogno Olimpico brasiliano ma si sa, in questo sport il minimo errore fa la differenza. È proprio la previdibilità dell'imprevedibile il suo bello. Così succede che in seconda suddivisione, cominciando al volteggio, l'Italia inizia bene la qualificazione, con tre DTY di Ferrari, Rizzelli e soprattutto Ferlito, che per la prima volta lo porta in una gara internazionale e l'uno e mezzo di Elisa Meneghini.

Nella stessa suddivisione, ma alla trave, gira la Russia che deve puntare sulla capitana Mustafina di ritorno dall'infortunio, non al top ma pur sempre la Mustafina. È anche vero che ultimamente la Russia non è più la superpotenza di qualche anno fa che, lasciato da parte lo scandalo doping che non ha toccato la ginnastica, deve contare numerosi infortuni, tra i quali quelli di Komova e Afanasyeva, due pilastri. Ed è qui che inizia l'imprevedibile. Aliya Mustafina, campionessa europea e mondiale all'attrezzo, cade.
Ciò è un bene per le azzurre, che alla fine della prima rotazione sono prime, superando addirittura il primo attrezzo cinese della suddivisione precedente.

La seconda rotazione vede le italiane alle parallele, un attrezzo ostico, e le russe al corpo libero. Le "nostre" si difendono bene, con Ferrari, Rizzelli, Ferlito e Fasana schierate sugli staggi. Qualche errore di forma qua e là ma che comunque consente loro di stare davanti alla Russia anche a questo giro, a causa di esercizi non proprio esaltanti rispetto agli standard russi.

Ed ecco che arriva la terza rotazione, alla trave per l'Italia che solitamente è l'attrezzo più congeniale. Le ginnaste schierate sono, in ordine: Fasana, Ferrari, Ferlito ed Elisa Meneghini, una mina vagante in questo attrezzo poiché porta uno dei salti più difficili, il teso con un avvitamento, da cui cade spesso in gara. Purtroppo, come già accennato, l'imprevedibilità è sempre dietro l'angolo. Le tre F cadono una dopo l'altra e a farne le spese più delle altre è Vanessa Ferrari: la bresciana, dopo la brutta caduta dal raccolto avvitato, continua l'esercizio con un dolore al piede e, pensando fosse rotto, pecca in pulizia degli elementi. Tanto che le viene riconosciuto un valore di difficoltà pari a 4.9, e con un punteggio totale di 12.000, tondo tondo.

L'ultima a salire sull'attrezzo è Elisa, che deve risollevare il punteggio della squadra, un grosso onere per l'esordiente. Lasciato da parte l'avvitamento, opta per un semplice salto teso. La GALlina non si lascia minimamente influenzare dal disastro delle compagne, e porta a termine un esercizio coi fiocchi, molto solido, persino rispetto al solito.

Sulle note di un samba brasiliano dimostra finalmente che è avvenuta quella maturità sportiva che ci si aspettava da lei già da un po': con la grinta portata dietro dall'esercizio alla trave, Elisa apre la rotazione, l'ultima, al corpo libero in modo impeccabile, aprendo la pista per le tre F che, incattivite dagli errori precedenti, tirano fuori gli artigli e concludono con altri tre esercizi esemplari, i quali, alla fine della giornata di qualificazioni, hanno permesso a Ferrari e Fasana di prendersi, rispettivamente, il terzo posto (dietro Biles e Raisman) e l'ottavo. Sempre Ferrari parteciperà insieme a Ferlito alla finale a 24 di giovedì. Nel frattempo la Russia ha doppiato sia al volteggio che alle parallele, dove il quintetto prende tutti punteggi stratosferici sopra il 15.000. Ma oramai poco importa.

Ciò che importa è la reattività del gruppo azzurro, che dopo il disastro alla trave è stato capace di reagire come si deve, sapendo che ci si giocava il tutto e per tutto. Importa anche della costanza di Rizzelli, che ha saputo esserci quando serviva, ma soprattutto importa della crescita avvenuta di Meneghini, alla quale veniva criticata l'eccessiva precarietà.

 

Qualificazioni complete:

Squadre

1. USA 185.238

2. Cina 175.279

3. Russia 174.620

4. Gran Bretagna 174.064

5. Brasile 174.054

6. Germania 173.263

7. Giappone 172.564

8. Paesi Bassi 171.929

10. Italia 169.396 (non in finale)

 

All Around


1. Simone Biles USA 62.366

2. Alexandra Raisman USA 60.607

3. Rebeca Andrade BRA 58.732

4. Seda Tutkhalyan RUS 58.207

5. Aliya Mustafina RUS 58.098

6. Yan Wang CHN 57.599

7. Eythora Thorsdottir NDL 57.566

8. Mai Murakami JAP 57.265

9. Isabela Onyshko CAN57.232

10. Elisabeth Seitz GER 57.098

11. Asuka Teramoto JAP 57.066

12. Elsabeth Black CAN 56.965

13. Jessica Lopez VEN 56.932

14. Giulia Steingruber SWI 56.899

15. Lieke Wevers NED 56.782

16. Marine Brevet FRA 56.565

17. Flavia Saraiva BRA 56.532

18. Chunsong Shang CHN 56.532

19. Nina Derwael BEL 56.532

20. Elissa Downie GBR 56.466

21. Louise Vanhille FRA 55.765

22. Carlotta Ferlito ITA 55.599

23. Sophie Scheder GER 55.598

24. Vanessa Ferrari ITA 55.265

 

Volteggio

 

1. Simone Biles USA 16.050

2. Un Jong Hong PRK 15.683

3. Giulia Steingruber SWI 15.266

4. Maria Paseka RUS 15.049

5. Oksana Chusovitina UZB 14.999

6. Shallon Olsen CAN 14.950

7. Yan Wang CHN14.949

8. Dipa Karmakar IND 14.850

 

Parallele asimmetriche

1. Madison Kocian USA 15.866

2. Aliya Mustafina RUS 15.833

3. Gabrielle Douglas USA 15.766

4. Daria Spiridonova RUS 15.683

5. Elisabeth Seitz GER 15.466

6. Sophie Scheder GER 15.433

7. Jessica Lopez VEN 15.333

8. Chunsong Shang CHN 15.300

 

Trave

1. Simone Biles USA 15.633

2. Lauren Hernandez USA 15.366

3. Flavia Saraiva BRA 15.133

4. Sanne Wevers NED 15.066

5. Catalina Ponor ROM 14.900

6. Yilin Fan CHN 14.866

9. Marine Boyer FRA 14.600

10. Isabela Onyshko CAN 14.533

 

Corpo libero

1. Simone Biles USA 15.733

2. Alexandra Raisman USA 15.275

3. Vanessa Ferrari ITA 14.866

5. Giulia Steingruber SWI 14.666

6. Yan Wang CHN 14.666

7. Amy Tinkler GBR 14.600

8. Mai Murakami JAP 14.566

10. Erika Fasana ITA 14.333



L’Italia al femminile ha da poco concluso il suo turno di qualificazione alla Olympic Arena di Rio, al fianco della Russia, in una suddivisione non facile, la seconda (le suddivisioni sono in tutto cinque). Le azzurre conducono una gara ottima, offuscata solo da una rotazione sottotono all’ostica trave, che vede cadere proprio le tre colonne portanti della nazionale Fasana, Ferlito e Ferrari. L’Italia è al momento virtualmente terza con il punteggio di 169.396, a più di 5 punti da una Russia incolore, seconda con 174.620, e a quasi sei punti da una Cina straordinariamente lineare, 175.279. In prima suddivisione le ginnaste cinesi, guidate dalla veterana Shang Chunsong, non corrono particolari rischi, appaiono rilassate e commettono pochi errori, tutti o quasi, ampiamente riscattati dalla squadra. Inizia in salita, invece, l’Olimpiade per la Russia, con un banale errore alla trave di Aliya Mustafina, che trascina a fatica la sua nazionale verso due rotazioni, trave e corpo libero, molto poco brillanti. La Russia si riscuote al volteggio e, infine, chiude in grande stile alle parallele, dove spiccano il 15.833 della Mustafina e il 15.683 della Spiridonova. Tra le varie individualiste dei quattro gruppi misti, due in prima e due in seconda suddivisione, spicca la buona prestazione individuale e al volteggio di Giulia Steingruber, quella Catalina Ponor, che gareggia solo sui suoi due attrezzi di punta, trave e corpo libero, e l’immensa Oksana Chusovitina, a caccia della sua ennesima finale al volteggio.

L’Italia gareggia con il classico giro olimpico e ben figura al volteggio con l’avvitamento e mezzo preso dallo Yurchenko di Elisa Meneghini, il cui punteggio, 14.166 è stato scartato in favore dei tre ottenuti con i DTY, gli Yurchenko con doppio avvitamento. Sia Vanessa Ferrari che Martina Rizzelli ottengono 14.533, mentre Carlotta Ferlito, che presenta per la prima volta questo salto in una competizione ufficiale, paga l’arrivo fuori linea ma ottiene comunque un buon 14.300.

La gara prosegue in maniera limpida anche alle parallele, attrezzo storicamente ostico per la nazionale. Martina Rizzelli commette qualche imprecisione di troppo ma riesce a concludere l’esercizio senza errori e porta a casa 14.033. Vanessa Ferrari fa il suo esercizio ma il suo punteggio, 13.866, viene scartato in favore di quello delle compagne di squadra. Esercizio di pregio alle parallele asimmetriche per Carlotta Ferlito che conquista 14.033 nell’attrezzo a lei meno congeniale, anche se la migliore delle italiane alle parallele risulta Erika Fasana, con un importante 14.200.

La terza, difficile rotazione alla trave, si apre con la stessa Erika Fasana che purtroppo cade all’arrivo del salto teso e il suo punteggio si ferma solo a un 12.933. Vanessa Ferrari arriva fuori linea dalla serie acrobatica all’indietro e cade proprio sul difficilissimo salto raccolto avvitato. Il suo punteggio è il più basso tra quelli delle azzurre, 12.000, con una discutibile nota di partenza pari a 4.9 assegnatole dalla giuria. Stessa caduta al termine della serie acrobatica, sull’arrivo dal salto teso, anche per Carlotta Ferlito, che riesce a continuare senza commettere altri errori e ad agguantare comunque un punteggio accettabile, 13.233. A chiudere la rotazione il 14.166 di Elisa Meneghini, che preserva il salto teso con avvitamento per un’occasione meno carica di tensione e termina l’esercizio senza errori gravi, vitale in questa fase per la squadra.

Al corpo libero l’Italia si riscatta subito, trainata dall’esplosività di Elisa Meneghini che sorridente, disinvolta e precisa, chiude la qualifica della sua prima Olimpiade con 14.233. Incredibile 14.866 di Vanessa Ferrari, che al corpo libero tira fuori il carattere da campionessa che la contraddistingue e conclude tutte e quattro le diagonali con i piedi perfettamente piantati a terra. Molto buono l’esercizio di Erika Fasana che vale 14.333 e bene anche per Carlotta Ferlito, 14.033, il cui punteggio viene scartato in favore di quelli più alti delle compagne.

Pur concludendo una gara tutto sommato positiva, la certezza della qualificazione, individuale, di squadra e i specialità, arriverà solo a notte fonda, attorno alle 3.30, alla fine di questa lunga giornata di qualifiche. Tre sono, infatti, le suddivisioni da disputare ancora. Alle 19.30 scenderà in campo la terza suddivisione con protagoniste Gran Bretagna, Brasile e Germania e diverse individualiste come l’indiana Karmakar, specialista al volteggio, dove presenterà il difficile Produnova. Nella quarta, attesissima suddivisione, alle 22.30 ora italiana, scenderanno in campo i favoritissimi Stati Uniti d’America, affiancati dall’Olanda e da due gruppi di individualiste tra cui la venezuelana Jessica Lopez e la greca Millousi. La quinta e ultima suddivisione vedrà scendere in campo Giappone, Francia, Canada e l’ultimo gruppo di individualiste all‘1.30 di notte e solo alla fine si potrà avere la certezza sulle effettive qualificazioni alle finali.

Al termine della prova podio di ieri, 4 agosto, il Direttore Tecnico della nazionale italiana di Ginnastica Artistica, Enrico Casella, ha reso ufficialmente noti gli ordini di partenza della gara di qualificazione di domenica prossima, 7 agosto, dove l'Italia gareggerà in seconda suddivisione.

VOLTEGGIO:

Meneghini Elisa

Ferrari Vanessa

Rizzelli Martina

Ferlito Carlotta

PARALLELE:

Rizzelli Martina

Ferrari Vanessa

Ferlito Carlotta

Fasana Erika

TRAVE:

Fasana Erika

Ferrari Vanessa

Ferlito Carlotta

Meneghini Elisa

CORPO LIBERO:

Meneghini Elisa

Ferrari Vanessa

Fasana Erika

Ferlito Carlotta

L’obiettivo delle ragazze nella prima giornata di gara sarà agguantare il maggior numero di finali possibile, sia a livello individuale che di squadra, cosa non semplice visto il livello altissimo di tutte le squadre e le ginnaste in gara. Le ginnaste italiane a concorrere per la qualificazione individuale, oltre che per le finali di specialità, saranno la capitana Vanessa Ferrari e la veterana Carlotta Ferlito, la quale si presenta alla sua seconda olimpiade con una bella novità: lo Yurchenko con doppio avvitamento al volteggio. Anche le nostre specialiste saranno pronte a dare battaglia fino all’ultimo decimo con Martina Rizzelli agli staggi, Erika Fasana al corpo libero ed Elisa Meneghini alla trave.

Nel frattempo stasera, 5 agosto, alle 19.20 ora locale (00.20 in Italia) le ragazze sfileranno insieme agli altri atleti del Team Italia nella Cerimonia di Apertura dei Giochi Olimpici di Rio 2016.

Sabato pomeriggio a Torino si sono svolti i campionati assoluti di Ginnastica artistica e trampolino elastico, che hanno visto vincere Vanessa Ferrari ed Enrico Pozzo, davanti a Carlotta Ferlito ed Elisa Meneghini, e Paolo Principi e Tommaso De Vecchis.

La gara femminile non ha visto grosse novità. A poco di un mese da Rio le papabili della squadra olimpica sono ancora in fase di recupero dai rispettivi infortuni, come Erika Fasana che risente ancora di quello al gomito subito a Glasgow, l'ottobre scorso.
La vincitrice del concorso generale, che si sta riprendendo e che non ha ancora il programma completo per questo, ha dato prova della sua tenacia ancora una volta. È, infatti, un ritorno alle origini quello di Vanessa Ferrari, che vince il suo settimo titolo all around assoluto di carriera. Ma non solo: per chiudere il cerchio iniziato dieci anni fa, Vanessa ha reintrodotto nella musica al corpo libero il motivo del Nessun Dorma, il suo marchio di fabbrica. Insomma, In ottica Rio è chiaro chi sarà, ancora una volta, la testa di serie.

Carlotta Ferlito ritorna a gareggiare dopo lo spavento di Jesolo. Qui ha dimostrato che non si lascia scoraggiare facilmente, riproponendo alla trave quella "dannata" uscita (il doppio carpio) che tanto l'ha turbata, stoppandolo, e portando al corpo libero per la prima volta un doppio teso ben eseguito. Per quanto riguarda la terza classificata, Elisa Meneghini avrebbe conseguito una buona prova, se non fosse ancora per quella caduta da trave al teso avvitato e quell'uscita di pedana al corpo libero.

Buona prova anche per Fasana, che a causa dell'infortunio accennato prima non ha gareggiato sui quattro attrezzi, ed è seconda al corpo libero, dietro solo a Ferrari e quinta alla trave. Anche Martina Rizzelli non ha gareggiato sul completo, risultando però prima alle parallele, suo attrezzo di punta che le farebbe guadagnare un posto nella squadra olimpica, e centrando tutte le finali agli attrezzi su cui ha gareggiato.

Sul fronte maschile è Enrico Pozzo ad aver primeggiato, conquistandosi il suo settimo titolo assoluto, superando il record di Juri Chechi e riuscendo ad entrare in quattro finali su sei. Il campione uscente nonché unico rappresentante maschile a Rio, Ludovico Edalli, deve fermarsi al settimo posto a causa di qualche errore di troppo, ma riuscendo comunque a centrare la finale alle parallele pari e alla sbarra, dove è primo

Da segnalare Alberto Busnari, che ha gareggiato solo al cavallo con maniglie dove, senza sorprese, guida la classifica dell'attrezzo e che domani cercherà il diciottesimo titolo.

Per finire il trampolino elastico, dove vincono Flavio Cannone e Costanza Michelin, già campioni per la quattordicesima e terza volta rispettivamente.

Ecco le classifiche complete:

All Around femminile:

1- Vanessa Ferrari 58.950
2- Carlotta Ferlito 57.700
3- Elisa Meneghini 56.350

4- Lara Mori 54.600
5- Giada Grisetti 52.350
6- Giorgia Campana 51.850

All Around maschile:

1- Enrico Pozzo 83.150
2- Paolo Principi 82.850
3- Tommaso de Vecchis 82.600

4- Paolo Ottavi 82.400
5- Carlo Macchini 82.100
6- Andrea Valtorta 81.650
7- Ludovico Edalli 81.350
8- Davide Odomaro 80.850
9- Giancarlo Polini 80.500
10- Luigi Tagliavini 79.750
11- Marco Sarruggerio 79.700
12- Massimo Poziello 79.400
13- Michele Sanvito 78.150
14- Salvatore Maresca 78.100
15- Matteo Levantesi 78.000
16- Pierfrancesco Sebastiani 77.300
17- Simone Bresolin 77.150

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