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Venerdì, 17 Agosto 2018

Con l’assegnazione dei titoli senior di squadra e individuali, si è conclusa la prima giornata del Trofeo Città di Jesolo -qui (LINKI) il resoconto e le classifiche delle junior. Le squadre a trionfare questo pomeriggio sono state la Russia (159.770), Brasile (159.370) e Italia (156.300). L’all around individuale invece è stato vinto dalle americane Emma Malabuyo (55.868) e Ragan Smith (54.567), seguite dalla russa Anastasia Iliankova (54.567).

L’Italia di Basile, Carofiglio, Grisetti e Mori ha fatto il proprio lavoro, pur con qualche intoppo, come la caduta di Carofiglio alle parallele o la rotazione al corpo libero che non è stata perfetta per nessuno tra cadute e uscite di pedana. Desirée Carofiglio però coinvolge però in modo particolare a quest’ultimo attrezzo, con un esercizio degno di un campionato universitario americano. Gli altri esercizi da segnalare sono quello di Basile a parallele, molto pulito e Mori al corpo libero.

Tra le individualiste è Carlotta Ferlito che ha catalizzato l’attenzione. È lodevole il fatto che abbia ripreso a gareggiare solo il mese scorso alla tappa di Serie A di Arezzo con la trave, mentre oggi è riuscita a portare anche il corpo libero. Purtroppo però nel suo attrezzo di fiducia paga una caduta dalla serie acrobatica e un piccolo sbilanciamento, mentre al corpo libero cade dalla prima diagonale e mette le mani a terra nell’ultima.

Pur classificandosi prima, la Russia soffre un po’, specialmente in quello che dovrebbe essere il loro attrezzo di punta: le parallele, dove Melnikova e Perebisonova cadono. Al corpo libero fanno mediamente bene, tranne per qualche errore sempre di Melnikova e di Eleonora Afanasyeva (nessuna parentela con la ben più nota Ksenia). A trave spiccano solo Perebisonova e Iliankova.

Per quanto riguarda il Brasile, Barbosa e Saraiva si confermano trascinatrici. Entrambe fanno bene in tutti gli attrezzi, specialmente al corpo libero, dove però è Flavia a rubare la scena e a prendersi più applausi del palazzetto, seppur con qualche insicurezza in più.

Anche la Cina non fa benissimo, ma alle parallele sanno il fatto loro. Anche al corpo libero risultano molto pulite ed espressive.

Per la Romania la trave si mostra come attrezzo più ostico: Holbura e Ocolisan cadono dalla serie acrobatica, ma si riscattano tutte al corpo libero. L’incubo rumeno per le parallele sembra quasi tenuto sotto controllo. Oggi le ragazze hanno presentato esercizi molto semplificati, ma ben eseguiti tutto sommato, l’unica a cadere dal passaggio dallo staggio alto a quello basso è la Ivanus.

Malabuyo e Smith continuano il dominio statunitense e vincono oro e argento individuale. Emma Malabuyo porta in gara un esercizio al corpo libero con molte difficoltà ma forse con poca esecuzione e un esercizio a parallele in cui riscontra una piccola difficoltà iniziale per poi continuare molto bene. Ragan soffre un po’ al corpo libero dove esce di pedana, ma si riprende con un buon esercizio alle parallele e uno ottimo alla trave, con elementi ben stoppati.

Domani le finali di specialità.

 

Classifiche senior

Squadre

1.Russia (159.770)

2.Brasile (159.370)

3.Italia (156.300)

 

All Around

1. Emma Malabuyo USA 55.868

2. Ragan Smith USA 55.166

3. Anastasiia Iliankova RUS 54.567

4. Angelina Melnikova RUS 54.5

5. Grace McCallum USA 53.933

6. Jade Barbosa BRA 53.766

7. Adeline Kenlin USA 53.468

8. Flavia Saraiva BRA 53.466

Oggi al PalaArrex di Jesolo inizia l'edizione 2018 del Trofeo Città di Jesolo. Nonostante la defezione degli Stati Uniti, quest'anno il numero dei partecipanti è aumentato. Gareggeranno vecchie e nuove conoscenze e forse, per una volta, i risultati non saranno così scontati come potevano essere gli anni precedenti.

Il concorso di squadra junior

L'Italia usa una formazione già ben stabilizzata per il concorso a squadre con Asia D'Amato (la gemella Alice è in ripresa da un infortunio), Elisa Iorio, Giorgia Villa (che proprio qui l'anno scorso si infortunò) e Alessia Federici, una "new entry" rispetto alle altre tre.

Questa per le azzurrine sarà una prova diversa: infatti, se già con la formazione USA si sono confrontate ai Gymnix 2017 e 2018, nonché allo stesso Trofeo Città di Jesolo dell'anno scorso, oggi possono mettersi alla prova anche con la seconda squadra al mondo, la Cina. In ottica Tokyo 2020 sarà molto interessante vedere lo scontro tra le nostre e una squadra junior cinese che raramente si vede in campo gara. 

Attenzione però anche al Brasile e alla Gran Bretagna. Entrambe vengono da una scuola abbastanza recente, sviluppatasi attorno alle ultime due edizioni olimpiche (Londra 2012 e Rio 2016) e che hanno saputo sfruttare in modo continuativo ancora oggi.

Purtroppo, la Romania non può essere (ancora) considerata per il podio. È encomiabile però il fatto che la Federazione –la cui vice-presidentessa è l'ex campionessa olimpica Simona Amanar- stia cominciando da capo un percorso di riorganizzazione tecnico, dopo il disastro di Glasgow 2015/Rio 2016.

Il concorso di squadra senior

La Cina può essere grande protagonista, anche se la squadra non è ben consolidata: solo Luo Huang ha partecipato ad un mondiale, quello di Montreal 2017. Dovranno comunque vedersela con la Russia, capitanata da un’inarrestabile Angelina Melnikova e al Brasile delle ormai “veterane” Flavia Saraiva e Jade Barbosa.

Sicuramente potrà trovare il suo spazio anche l’Italia, nonostante possa risentire della mancanza di Elisa Meneghini, con due squadre definitive: la prima composta da Martina Basile, Lara Mori, Desiree Carofiglio e Giada Grisetti; la seconda composta da Sara Berardinelli, Caterina Cereghetti e Francesca Noemi Linari.

Per la Romania vale lo stesso discorso della squadra junior, nonostante Golgota (campionessa europea junior al corpo libero 2016), Ghiciuc e Ocolisan siano già abituate ai campi gara internazionali, mentre per Ivanus sarà la prima volta.

 All around junior

Il concorso generale junior è un’incognita, possiamo fare affidamento alle nostre italiane, specialmente Asia D’Amato che allo scorso Gymnix è arrivata seconda, due posizioni avanti alla russa Gerasimova, presente anche lei oggi. Tra le russe spicca anche Ksenia Klimenko, vincitrice degli EYOF lo scorso anno.

All around senior

A livello senior sarà una bella gara tra le “grandi”: la russa  Melnikova, la brasiliana Saraiva, e le americane Smith e Malabuyo. L’ultima si presenta con un esercizio al corpo libero spettacolare e una combinazione a trave con arabian + enjambé + enjambé.

Potete seguire la gara sul sito Volare TV o sul nostro account Instagram @ginnasticandoit.

Ora che Larry Nassar è stato condannato 235 anni di carcere per gli abusi commessi su oltre 160 ginnaste e il possedimento di materiale pedopornografico, il vaso di Pandora è stato aperto. Uno dei primi a farne i conti è John Geddert, ex tecnico di JordynWieber (anch'essa vittima di Nassar) e della TwistarsGymnastics, nonché grande amico e collaboratore dell'ex medico della nazionale statunitense. 

 

Il sito dell'emittente all-news americanaCNN ha condottoun'inchiesta giornalistica  sull'allenatore intervistando ex ginnaste, i loro genitori e raccolto documenti importanti che testimoniano quello che già le vittime al processo Nassar avevano raccontato sull'uomo, a proposito dei suoi metodi di allenamento molto discutibili

 

Già, perché non solo le ginnaste dovevano avere a che fare con il medico, ma nella routine quotidiana della palestra dovevano subirevessazioni verbali da parte di Geddert, il quale faceva gareggiare le atlete anche con infortuni abbastanza graviLa pressione psicologica era tale, che due adolescenti hanno persino tentato il suicidio. Altre sono state più "fortunate": c'è chi ha rischiato la paralisi per aver continuato l'allenamento dopo una brutta caduta di collo, o chi ha dovuto allenarsi con una gamba rotta. 

 

"John mi ha sempre messo paura, anche quando non era ancora il mio allenatore. Tirava bottigliette d'acqua alle ginnaste e urlava loro in faccia" dice Bailey Lorencen alla CNN. E da chi si rifugiavano le ragazze quando si sentivano aggredite da Geddert? Da Nassar ovviamente, come facevano le ragazze al Ranch Karolyi."Larry faceva finta che gli importasse di noi" dice Brittany, una delle due ragazze che ha tentatoil suicidio per overdose sei anni fa, e quando le ragazze raccontavano al medico quello che subivano da Geddert lui rispondeva: "John è fatto così, vuole solo il meglio per voi".

 

Gli abusi di Nassar risalgono addirittura a venti anni fa, quando i genitori delle ginnaste della Twistars riportarono a Geddert i comportamenti inappropriati del medico, oltre a denunciarlo alle autorità federali e in quel caso l'allenatore non si prese nessuna responsabilità. "Da genitore, ovviamente, sono felice che Nassar sia dietro le sbarre, ora. Ma John deve essere condannato tanto duramente quanto lui. In un certo senso penso che sia stato peggio di Nassar" dice KenLorencen, il padre di Bailey. 

 

Lo stesso Geddert continuò a difendere l'amico quando nel 2015 e nel 2016, USA Gymnastics prima, e la Michigan State University poi, lo licenziarono:"Larry è un fisioterapista estremamente professionale, che per le sue ginnaste fa di tutto e di più". Ma la protezione tra i due amici era ambivalente, ad esempio quando una donna denunciò Geddertalla polizia, dopo che l'allenatore spinse la nipote contro un muro e le pestò un piede, Nassar le scrisse"[…] sono uno stretto collaboratore della palestra da quando ha iniziato e ti dico che onestamente non c'è mai stata un'azione legale […] nei confronti di John o di qualsiasi altro membro dello staff. Ci sono molte voci attorno a John e alla sua presenza in questo sport. C'è molto più gossip attorno alle cose brutte che verità attorno alle cose belle"

 

Non erano, però, solo le atlete a ritenere duri i metodi di Geddert. Nel 2013, un ex allenatrice della Twistars mandò una lettera alla federazione in cui venivano denunciate le sue angherie, gli abusi psicologici e comportamenti inappropriati, anche nei confronti della stessa allenatrice nel momento in cui decise di dare le dimissioni. Nella lettera Geddert è descritto come una persona che vive la propria vita lavorativa e privata in modo narcisistico e a cui non dovrebbe essere permesso allenare. 

 

In seguito, USAG ingaggiò un investigatore privato, che confermò ciò che viene descritto nella lettera. Anche in quel caso la federazione non prese provvedimenti, ma ottenne dall'allenatore la promessa di cambiare i propri metodi. USAG ha deciso di sospendere Geddert solo a gennaiodi quest'anno, a seguito delle deposizioni delle vittime di Nassar che accusarono anche lui. 

 

Geddert piaceva tenere tutto sotto controllo: dai collaboratori, alle ginnaste e fino ai loro genitori. "È uno sport duro, fatto per genitori duri e figli duri. Questa cultura è tossica: per fare ed essere il meglio credevamo che i bambini dovessero essere allenati con un certo grado di intimidazione. Per fare questo, John era bravo a mettere i genitori l'uno contro l'altro. Voleva il controllo su tutto ciò che dicevano genitori e figli. Se provavi a metterti contro di lui, tuo figlio ne avrebbe pagato le conseguenze"  diceLisa Hutchins, madre ed ex coach alla Twistars.

 

Un altro modo per mantenere il controllo era la possibilitàdelle borse di studio per il college. Per le ginnaste che non possono ambire a un posto nella squadra olimpica, una borsa di studio sportiva per il college è tutto, dato l'enorme costo delle rette americane per le università

 

Dopo la sospensione di gennaio, Geddert ha annunciato il proprio ritiro in pensione e ha lasciato la moglie Kathryn a capo della palestra. Attualmente l'ex allenatore è indagato dall'ufficio dello sceriffo di Eaton County, nel Michigan. Il detective Chris Burden ha detto alla CNN che non può fornire ulteriori dettagli, ma che oltre alle tre ragazze che hanno già parlato ce ne sarebbero altre dozzine. Inoltre, ci sarebbero anche delle accuse di abuso su minore

 

Durante il processo a Larry Nassar, Geddert si è scostato dall'amico e ha negato le accuse che lo vogliono testimone degli abusi perpetrati dal medico: "Sono solo una delle tantissime persone che sono state prese in giro da Nassar". Oltre a questo, ha negato anche le accuse che certe ex ginnaste hanno fatto nei suoi confronti durante il processo. Per quanto riguarda queste nuove accuse invece, né lui né i suoi avvocati hanno rilasciato commenti

 

A questo link potete trovare in inglese le storie complete delle ragazze che hanno accusato Geddert.

Dopo le vicissitudini relative al caso Nassar e le dimissioni del DTN Valeri Liukin, USAGym si è presa del tempo per riorganizzarsi e per questo motivo ha deciso di declinare l’invito per il Trofeo Città di Jesolo 2018. Ma la Gymnasium Treviso, società organizzatrice della manifestazione, non si è persa d’animo ed è riuscita a contattare alcune società amiche statunitensi in modo da poter portare in laguna alcune individualiste

Tanti i ritorni tra cui quello più atteso per Reagan Smith, Emma Malabuyo e Sidney Barros della Texas Dream di Kim Zmeskal e Chris Bourdette, che hanno ospitato il collegiale delle azzurre junior nel 2017, ma anche Elena Shchennikova (5280 Gymnastics), Adeline Kenlin (Iowa Gym Nest) e Olivia Dunne (Eastern National Academy). All’appello ci sono inoltre le matricole Grace McCallum e Tori Tatum della Twin City Twister Gymnastics di Sarah Jantzi (ex allenatrice di Maggie Nichols).

Le ginnaste americane non gareggeranno ufficialmente sotto la bandiera USA, ma con le rispettive società e in forma individuale. La gara internazionale a squadre non sarà però da meno. Per la sua undicesima edizione infatti, il Trofeo vedrà in campo ben nove squadre: Italia, Canada, Francia, Germania, Gran Bretagna, Romania, Russia, Brasile  a cui si è aggiunta anche la Cina.

La competizione si svolgerà il 14 e il 15 aprile 2018: sabato 14 concorso a squadre/all around Junior (alla mattina) e Senior (pomeriggio); domenica 15 finali ad attrezzi Junior e Senior.

Dal 9 febbraio è possibile acquistare i biglietti on line qui ai seguenti prezzi:

- Tribuna 1° anello: un giorno € 30 ridotto (under 8) € 15; abbonamento 2 gg. € 40, ridotto (under 8) €20;

- Tribuna 2° anello: un giorno € 20, ridotto (under 8) € 10; abbonamento 2 gg. € 30, ridotto (under 8) €20;

- Tribuna 3° anello: un giorno € 10, prezzo unico; abbonamento 2 gg. € 20 prezzo unico.

L'acquisto dei tagliandi invece sarà possibile dopo il 1° marzo anche c/o la sede della SGA Gymnasium, in via Nobel 24, a Villorba. La Prevendita OnLine si chiuderà Giovedì 12 aprile alle ore 17,00 e seguirà l’apertura del Botteghino presso il Palazzo del Turismo, a Jesolo Lido, da sabato 14 aprile dalle ore 8,30 e domenica 15 aprile dalle ore 13,00.

Mentre in Michigan le vittime di Larry Nassar continuano a deporre le proprie struggenti testimonianze contro gli abusi perpetrati da Larry Nassar (qui per le parole di Aly Raisman), le azioni (o “non azioni”) di USA Gymnastics (USAG) iniziano ad avere delle conseguenze serie. Ecco le storie principali accadute negli ultimi giorni:

 

Cambio di direzione per la Federazione, ma non basta.

Con un tweet, nella giornata di lunedì, la federazione fa sapere che alcuni membri del Consiglio di Amministrazione hanno deciso di dimettersiil presidente Paul Parilla, il vice presidente Jay Binder e il tesoriere BitsyKelley

Queste dimissioni sono state supportate dal Comitato Olimpico americano (USOC) con una dichiarazione:

“Da ottobre dello scorso anno abbiamo intavolato una discussione con il direttivo di USA Gymnastics con la raccomandazione principale […]di cambiare la cultura di USA Gymnastics. Questa discussione si è velocizzata durante le vacanze e oggi [lunedì 22 gennaio, ndr]ci sono state tre dimissioni da parte di membri del Consiglio di Amministrazione. È necessario un nuovo direttivo, poiché l’attuale si è concentratosul fatto che non è stato fatto niente di male. USA Gymnastics deve concentrarsi nel supportare le coraggiose vittime. La famiglia olimpica ha deluso queste atlete e dobbiamo continuare a fare ogni passo necessario ad assicurare che questo non accada mai più.”

AlyRaisman ha rilasciato a sua volta una risposta alle dichiarazioni dell’USOC, in cui ribadisce le colpe proprio del comitato olimpico nel non fare abbastanza e auspica ad un’investigazione privata:

La storia dell’Indy Star [il giornale che per primo ha dato voce alle vittime che accusavano Nassar, ndrè uscita il 4 agosto 2016, […] il giorno dopo USOC ha detto di non voler investigare (e ha persino elogiato USAG per il lavoro svolto nell’area degli abusi sessuali). 

[…] Lo scorso weekend USOC ha rilasciato una dichiarazione in cui,senza vergogna,si prendeva il merito per qualche dimissione [all’interno] di USAG (da notare: non licenziamenticome se avessero affrontato il problema, senza rendersi ancora conto di avere un ruolo in questo casino.ZERO responsabilità! È come se nessuna di noi fosse mai stata abusata!

[…]

La sospensione di John Geddert.

Un’altra testa “sospesa” è quella di John Geddert, allenatore famoso per aver portato al successo Jordyn Wieber (anche lei vittima di Nassar) nel 2011, ma colpevole di aver insabbiato gli abusi di Nassar, di cui era molto amico e che lavorava nella sua palestra. Geddert è anche accusato di aver usato nei confronti delle proprie ginnaste dei metodi di lavoro non proprio ortodossi, facendo leva sulla paura e sulle intimidazioni. L’allenatore della Twistars ha saputo della sua sospensione mentre si trovava in Florida ad una gara e non ha potuto accedere al campo gara. Con una mail alle famiglie delle atlete della Twistars ha fatto sapere che sta pensando di andare in pensione.

Gli sponsor abbandonano USAG.

Dopo che le grandi aziende come P&G, Kellog’s, Hershey’s e Under Armour hanno deciso di non rinnovare i contratti di sponsorizzazione, anche AT&T, la principale compagnia telefonica americana, ha deciso di chiudere con loro. L’azienda di telecomunicazioni ha fatto sapere che si impegnerà comunque ad aiutare i giovani atleti nel perseguimento del loro sogno e che torneranno da USAG non appena la federazione prenderà pienamente coscienza dei tragici fatti accaduti.

La storia di Mattie Larson.

Ma le accuse a USA Gymnastics non finiscono qui. Questa volta a parlare è stata Valorie Kondos-Field, l’allenatrice della squadra universitaria di ginnastica della UCLA, che riporta i metodi di mobbing perpetrati nel circuito Elite -il grado più alto per un/una ginnasta americana che permette di accedere alla squadra nazionale che andrà ai mondiali o alle Olimpiadi- ai danni delle atlete. Nel lungo post sul suo sito racconta di come nella sua carriera abbia visto cosa il “sistema Karolyi/USAG” può fare alle atlete, fisicamente e soprattutto mentalmente e che si ritirano nel campionato universitario per trovare un po’ di pace.

Miss Val prende ad esempio il caso di Mattie Larson, ginnasta promettente del quadriennio 2009-2012, membro della squadra americana ai Mondiali di Rotterdam del 2010 e tra le prime a denunciare Nassar:

[…] Dopo il suo esercizio al corpo libero ai Mondiali del 2010 e aver sbagliato l’ultima diagonale, [Mattie Larson] diventò letteralmente invisibile per chiunque all’interno della federazione. Quando guardate il video, si può vedere la sua compagna di squadra Rebecca Bross che non la degna di uno sguardo quando si incrociano sulle scalette che portano alla pedana del corpo libero. Da quel momento Mattie venne esclusa. Non voglio che pensiate che stia dando la colpa alla Bross, lei si è comportata solamente per come è stata addestrata.

Nessuno… e dico NESSUNO le ha rivolto la parola per tutto il tempo in cui sono stati a Rotterdam per i Campionati Mondiali e per le seguenti tre settimane al ritorno negli States. Non i suoi allenatori, non le sue compagne di squadra o Martha le ha detto: ‘Buongiorno’. Quando mi ha chiamato per dirmi che voleva lasciare l’Elite per il circuito universitario le ho chiesto: ‘Perché ora, così vicino alle Olimpiadi?’ e mi disse: ‘Perché sono diventata invisibile. Miss Val, qualche volta devo darmi i pizzicotti per essere sicura di essere ancora viva e non un fantasma.

Pensavo seriamente che se Mattie fosse arrivata alla UCLA sarebbe sbocciata nell’allegra performer che tutti conosciamo. Invece i suoi demoni continuavano ad alimentare la malattia, fino a che un giorno, durante il suo secondo anno, cadde a pezzi. Proprio fuori dalla porta della palestra stava letteralmente piangendo e urlando istericamente. ‘Miss Val, per favore, non farmi andare in quella palestra. Non ce la posso più fare’. Immaginate che tipo di abuso e trauma mentale dovesse avere per aver raggiunto quel punto.

Abbiamo immediatamente accompagnato Mattie all’assistenza psicologica per studenti e poco dopo decise di lasciare la ginnastica, per poi lasciare anche la scuola. Sono felice di raccontare che Mattie è tornata l’anno scorso per completare l’università e parlare al nostro banchetto di premiazione. Uno dei miei rimpianti è quello di non aver registrato il suo discorso dell’ultimo anno. Era uno dei discorsi più commoventi che ognuno di noi abbia mai sentito e comunque non c’era un grammo di autocommiserazione o di vittimismo. Mattie ha raccontato semplicemente la sua storia di abusi verbali ed emotivi subiti nella sua società, la AOGC, e da Martha Karolyi. Mattie infine ha rivelato gli abusi subiti dalle mani di Nassar.[…]

Shawn Johnson e Nastia Liukin scendono in campo.

In supporto alle vittime di Nassar anche due delle più famose ginnaste americane degli ultimi anni, Shawn Johnson, con un video  sul suo canale, e Nastia Liukin, campionessa olimpica 2008 e figlia dell’attuale DTN della nazionale americana Valeri Liukin, con un post sul suo sito e con la donazione da parte sua e della sua famiglia all’associazione Joyful Heart Foundation, che aiuta le vittime di abusi. Proprio la Liukin era stata accusata l’anno scorso di non aver dimostrato molta empatia con le vittime di Nassar, dopo che le era stata rivolta una domanda a riguardo durante i campionati nazionali. 

 

Quella di ieri sera è stata una finale all around un po' smorzata, ma che ha riservato comunque delle belle sorprese. Pochi istanti prima, la favorita alla vittoria Ragan Smith è uscita dal campo gara in stampelle, per un infortunio alla caviglia mentre provava il volteggio.

Un po' inaspettatamente, a vincere è stata l'altra ginnasta americana, Morgan Hurd. La sedicenne, di origine cinese ma adottata negli USA, era considerata l'"Underdog" alla vigilia, piazzatasi sesta in qualificazione. Nella finale del concorso generale di questa notte, invece, è riuscita a stare al passo della ben più quotata Elsabeth Black, padrona di casa, nonché finita seconda per un solo decimo.

Un testa a testa, una sorta di derby nordamericano, che ha tenuto col fiato sospeso gli spettatori da casa, ma soprattutto quelli presenti. Alla fine, per la Black il risultato non è stato per niente una delusione: a lei, infatti, il miglior risultato mai ottenuto da una ginnasta canadese. La Hurd, invece, ha spiazziato tutte le aspettative, comprese le proprie: "Solo il fatto di gareggiare qui mi sembrava incredibile, vincere è la più surreale delle sensazioni!"

Al terzo posto è finita la neosenior russa Elena Eremina, mentre una caduta alla trave trascina la giapponese Mai Murakami, prima in qualifica, al quarto posto. Proprio la trave è stato l'attrezzo più ostico per tutte le ginnaste in gara: tra cadute, sbilanciamenti ed esecuzioni non del tutto pulite, i punteggi non hanno superato la soglia del 13.000. Fatta eccezione solo per Eremina (13.133) e la tedesca Tabea Alt (13.300).

Bellissima gara per l'unica italiana in gara oggi, Lara Mori, che dal diciannovesimo posto di qualifica ne scala sette e si piazza dodicesima. Per Lara una gara senza cadute, nemmeno alla trave che giovedì l'aveva fatta impensierire. Unica pecca, il mancato riconoscimento dell'ultima diagonale al corpo libero che la fa partire da 5.4 anziché da 5.6. Un bel riscatto per la ginnasta di Montevarchi, che ripaga la delusione della mancata convocazione di Rio. Per lei, però, la trasferta canadese non è ancora finita e domenica salirà di nuovo sulla pedana del corpo libero insieme a Vanessa Ferrari, per la finale ad attrezzo.

Quello di Ragan Smith non è che l'ultimo infortunio di questi sfortunati mondiali. Anche Amy Tinkler (Gran Bretagna) ha dovuto riununciare alla finale all around poco prima della Smith; Larisa Iordache si è rotta il tendine d'Achille durante il riscaldamento delle qualifiche e rischia di saltare addirittura la stagione 2018; un'altra grande favorita di questi Campionati era la brasiliana Rebeca Andrade, che ha dovuto rinunciare ad un passo dal podium training. Da parte maschile non dimentichiamo il record spezzato da Kohei Uchimura, che dopo un volteggio finito male si è lesionato la caviglia. Per lui solo due settimane di riposo, ma che non gli ha permesso di vincere il suo settimo (nono se si contano le Olimpiadi del 2012 e 2016) titolo all around consecutivo.

Come annunciato dalla stessa atleta sul suo account Instagram, è in vendita sul sito americano di Barbie la versione "Gabby Douglas" della bambola più famosa del mondo.

Barbie ha voluto omaggiare la tre volte campionessa olimpica con un modello della linea Pop Culture, che riprende in tutto e per tutto le fattezze della Douglas, completa di tuta Nike e body d'allenamento in tema americano. 

L'azienda spiega così la sua scelta:

"Quando Gabby Douglas aveva solo tre anni, sua sorella le mostrò come fare una ruota. La ragazzina che volteggiava in casa presto diventò la prima donna di colore a vincere un titolo individuale all-around nella ginnastica. La sua forza, la sua etica del lavoro e il suo credere in sé stessa la rendono uno straordinario modello per le ragazze. La bambola Barbie di Gabby Douglas celebra i traguardi di questa motivante atleta e si guadagna il suo ruolo onorario come Barbie "Shero" [she + hero, ndr], un'atleta donna che ispira le ragazze rompendo i confini ed espandendo le possibilità per le donne nel mondo."

Ma quella della Douglas non è la prima Barbie ginnasta: anche Carlotta Ferlito, in occasione dei Barbie Awards nel 2016 ricevette una bambola con le sue fattezze. Al contrario della ginnasta americana però, la sua non è purtroppo in vendita. 

 

 

Il "National Gymnastics Day", debuttato per la prima volta nel '99, oggi è diventata una giornata nazionale di celebrazione e promozione della ginnastica che include informazione sui territori, azioni social e attività benefiche. In programma per il prossimo 16 settembre, quest anno il NGD sarà incentrato sul fitness e sulla ginnastica oltre a fornire opportunità per i bambini che non hanno accesso alle discipline. Nell'edizione 2017, inoltre, ginnasti e fan da tutte le parti del mondo sono invitati a partecipare all'"USA Gym Share Your Skills Challenge.”

La campionessa Olimpica all-around del 2008 Nastia Liukin e il due volte Olimionico e 4 volte campione all-around USA Sam Mikulak hanno aderito all'iniziativa divenendone portabandiera per tutto l'anno.

"E' un grandissimo onore essere portabandiera per il National Gymnastics Day con Sam" - ha dichiarato la Liukin. "Siamo entusiasti di questa giornata Nazionale di riconoscimento per lo sport che amiamo e speriamo che tutti si uniscano alla celebrazione!"

"Sono entusiasta di essere un portabandiera per il NGD con Nastia." racconta Mikulak. "La ginnastica mi ha insegnato così tanto nel corso degli anni. Con #NGD2017 spero che tutti possano condividere le proprie capacità per celebrare questo fantastico sport."


L'“USA Gym Share Your Skills Challenge” è un evento che durerà tutta la giornata al quale possono partecipare tutti. ginnasti e fan, tramite l'ashtag #NGD2017 pubblicando immagini o video su facebook, twitter e instagram. Saranno premiati i più creativi. Visitate GymnasticsDay.com per update e informazioni.

Simone Biles e il suo partner Sasha Farber proseguono con il vento in poppa alla settima settimana di 'Dancing with the Stars'. Il duo ha ricevuto l'ottimo score di 35 punti per la loro samba (clicca qui per guardare il video). Simone, si è poi esibita in un freestyle team dance contro le rimanenti avversarie donne ricevendo ben 34 punti. (video). 

 

Le altre celebrità che artecipano al reality sono: Bonner Bolton, David Ross, Nancy Kerrigan, Nick Viall, Normani Kordei e Rashad Jennings. Chris Kattan, Charo, Mr. T and Erika Jayne invece, sono già stati eliminati. 

Clicca qui per vedere alcuni video delle passate performance di Simone e Sasha.

 

FONTE: USA Gymnastics

Le migliori ginnaste americane sono state convocate ieri, 22 marzo 2017, al Karolyi Ranch, a Huntsville in Texas, per il Training Camp al termine del quale sarà decisa anche la formazione partecipante al Trofeo città di Jesolo, giunto ormai alla decima edizione. Il Training Camp e la direzione del Team statunitense sono affidati a Valeri Liunkin, olimpionico di Seul 1988, successore della leggendaria Martha Karolyi che ha lasciato nelle sue sapienti mani la gestione della squadra a stelle e strisce.

Durante il collegiale saranno testate le abiltà fisiche delle atlete, il loro stato di forma e il loro lavoro sugli attrezzi. Si punterà, poi, a perfezionare la qualità degli esercizi e a consolidarne la stabilità. Le ginnaste che risulteranno più preparate prenderanno parte agli incontri internazionali di questo periodo, tra cui la World Cup di Londra e il Trofeo Città di Jesolo. I nominativi saranno annunciati sabato sera.

L'attenzione è puntata su Ragan Smith, che ha vinto il titolo per l'AT&T American Cup, su Ashton Locklear e su Morgan Hurd, la quale ha recentemente conquistato il bronzo All-Around nella Coppa del Mondo di Stoccarda. Di seguito la lista completa delle partecipanti:

Shania Adams
Jade Carey
Jordan Chiles
Olivia Dunne
Norah Flatley
Margzetta Frazier
Morgan Hurd
Madeleine Johnston
Adeline Kenlin
Eliana Lazzari
Sunisa Lee
Lauren Little
Ashton Locklear
Emma Malabuyo
Riley McCusker
Victoria Nguyen
Maile O'Keefe
Abby Paulson
Gabby Perea
Alyona Shchennikova
Ragan Smith
Tori Tatum
Trinity Thomas

 

Fonte: usagym.org

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