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Sabato, 24 Febbraio 2018

Lo scandalo degli abusi non si ferma con l’arresto di Larry Nassar: il mostro in camice bianco è solo la punta dell’iceberg di un sistema corrotto alle origini. Un sistema che ha preferito la fama e le medaglie alla salute delle atlete, un sistema che deve cambiare per il benessere delle ginnaste, delle famiglie e per la ginnastica artistica.

Dopo le dichiarazioni delle vittime la domanda sorge spontanea: “come è possibile che nessuno sapesse? “

La risposta, purtroppo,  è molto semplice: tutti sapevano ma nessuno voleva parlare. Le dichiarazioni delle sopravvissute non hanno coinvolto solo Nassar ma anche alcuni allenatori e istituzioni, tra cui Béla e Martha  Károlyi, USA Gymnastics, La Michigan State University e John Geddert.

La carriera dei Karolyi può essere riassunta con la frase “vincere ad ogni costo”. Béla Károlyi  ha scoperto Nadia Comaneci quando aveva 7 anni e giocava nel cortile della scuola e l’ha plasmata facendola diventare la prima ginnasta a conquistare un 10 in una competizione olimpica (Olimpiadi di Montreal 1976). Dopo aver lasciato la Romania, i due allenatori hanno trasformato gli USA nella nazionale più forte al mondo portandoli a vincere circa 16 ori olimpici e 30 mondiali.

Il velo d’oro che avvolge il nome dei Károlyi sembra difficile da svolgere. In realtà, però, basta scendere dal podio ed entrare dietro le quinte per rompere l’incantesimo che ci ammalia.

 

I Károlyi, infatti, sono tanto bravi a far crescere talenti quanto inumani negli allenamenti: ai due allenatori non interessano i sentimenti, le paure e le preoccupazioni perché allontanano dall’obbiettivo e per questo motivo a 10 anni una ginnasta deve essere pronta a lavorare duramente con una mentalità stoica che le impedice di provare emozioni.

Béla Károlyi  era già stato accusato in Romania di alcuni metodi brutali, tra cui il controllo delle piccole atlete quando andavano in bagno per evitare che bevessero più acqua di quella prevista.

Negli Stati Uniti i due allenatori portano molte vittorie, ossia ciò che voleva la federazione e, di conseguenza, diventano “intoccabili”. Al di là delle competenze tecniche è importante soffermarsi sul “metodo Károlyi”: parliamo di bambine e adolescenti che sono sottoposte a un regime del terrore che le deve portare alla perfezione. Per formare un adulto, sia a livello psichico che a livello fisico, ci vogliono circa 20 anni; secondo gli allenatori, invece, le atlete devono avere una mente da adulto in un corpo da bambina.

 

La violenza nel mondo USA non era solamente una violenza fisica ma anche una violenza verbale ed emotiva; a tal proposito Miss Val, allenatrice della UCLA, ha scritto un lungo articolo affermando che il mostro è la cultura della ginnastica USA. Il comportamento abusivo è l'esempio coltivato dai Károlyi; per decenni hanno hanno stabilito una cultura dell'abuso ampiamente accettata e imitata da altri allenatori perché "hanno vinto medaglie".

Ovviamente nel ranch del terrore dove Martha Károlyi con uno stile dittatoriale sminuiva e attaccava emotivamente le atlete, Larry Nassar poteva mostrarsi come un amico, colui che si avvicinava alle atlete per consolarle e per guarirle. È decisamente squallido pensare che un medico, colui che ha il dovere, ma soprattutto il privilegio, di entrare a contatto con una persona per aiutarla sfrutti la sua posizione in questo modo.

Katelyn Ohashi ha definito la ginnastica al college come “ la ricompensa che le ginnaste ricevono dopo anni di abusi”:  non tutte, però, riescono a godere di tale ricompensa. La violenza fisica, verbale ed emotiva non termina il giorno in cui si interrompe la violenza stessa: essa rappresenta “solo” le radici di una ferita che continuerà a provocare dolore nella vita. Mattie Larson, infatti, una volta arrivata alla UCLA non è riuscita a riprendere la ginnastica artistica perché ormai era diventato un inferno. La ragazza era diventata “invisibile”dopo la sua prestazione “non perfetta” ai campionati del mondo del 2010: nessuna la doveva salutare, veniva ignorata a tal punto da doversi pizzicare per paura di essere diventata un fantasma.

 

Tra gli allenatori è stato accusato John Geddert (allenatore di Jordyn Wieber), recentemente sospeso, che maltrattava fisicamente e verbalmente le ginnaste, mentre Larry Nassar recitava il ruolo di colui che era dalla parte delle atlete per conquistarne la fiducia.

Indagare e parlare dello scandalo USA Gymnastics è un dovere: bisogna capire le basi della violenza, i motivi che hanno permesso a Larry Nassar di continuare per circa 20 anni a esercitare il suo piano mostruoso.

Lo scandalo degli abusi sessuali, quindi, è solo l’inizio della fine di un’epoca: affinché le ginnaste possano essere tutelate è necessario conoscere i meccanismi e i protagonisti di un sistema corrotto. Solo la verità potrà rappresentare una solida base per l’ inizio di una nuova epoca in cui le protagoniste saranno le ginnaste e non le medaglie. Le atlete, infatti, non possono rappresentare il mezzo di un sistema avido di medaglie, ma devono essere le protagoniste della ginnastica artistica e, per questo motivo, devono essere tutelate e ascoltate.

 

Larry Nassar è stato finalmente condannato ad una pena che va dai 40 ai 175 anni di reclusione.

Sentenza durissima per l’ex medico della nazionale statunitense, già condannato a scontare 60 anni di reclusione per detenzione di materiale pedopornografico.

Più di 160 tra donne e ragazze hanno portato la loro testimonianza in tribunale durante i sette giorni dell’udienza di condanna, tra queste le campionesse olimpiche Aly Raisman e Jordyn Wieber; altre atlete come Simone Biles, Gabby Douglas, McKayla Maroney e Maggie Nichols hanno rilasciato dichiarazioni sulle rispettive bacheche dei Social Network.

Particolarmente intensa è stata la testimonianza di Mattie Larson, membro della squadra nazionale dal 2008 al 2010 e campionessa nazionale al corpo libero; a 19 anni la Larson si trovava all’apice della sua carriera che è stata spezzata dagli abusi: “Larry, i miei allenatori e UsaGym hanno trasformato lo sport che amavo nel mio inferno personale”. Aveva 14 anni quando Nassar abusò di lei per la prima volta, e ciò si ripeteva ogni volta che veniva visitata. Mattie ha continuato raccontando che Nassar ignorò una frattura che si era procurata, assicurandole che stava bene; una volta a casa fu un altro medico ad accorgersene.

La Larson ha rivolto anche pesanti accuse ai coniugi Karolyi e ai loro metodi di allenamento: “Al Karolyi Ranch, l’agglomerato urbano più vicino è una prigione di massima sicurezza a 30 miglia di distanza; è completamente isolato e l’ospedale più vicino è talmente lontano che se qualcuno si facesse male seriamente, avrebbero dovrebbero trasportarlo in elicottero”.

Mattie ha inoltre lottato contro un disturbo alimentare causato dalla pressione degli allenatori: “Ad un certo punto ero così disperata che pur di non andare al Karolyi Ranch mi ferì intenzionalmente. Quando tornai la volta successiva mi pentì di essermi solo ferita e di non essermi spinta oltre. "Non mi sono mai sentita così piccola e inutile nella mia vita; Il Ranch era l'ambiente perfetto per i molestatori e per gli abusi”

La Larson ha anche discusso con la senatrice Dianne Feinstein riguardo la legge che obbligherebbe le istituzioni di denunciare immediatamente gli abusi sessuali. Vuole che vengano intraprese azioni legali per impedire che qualcosa di simile accada di nuovo e anche lei, come la Raisman, ha incolpato MSU e USAGym per non aver fermato Nassar quando gli abusi furono segnalati per la prima volta.

Angela Povilaitis, assistente procuratore generale del Michigan, durante un intervento in aula ha definito Nassar "il maggiore aggressore sessuale di minori nella Storia". IL medico avrebbe agito per più di 20 anni, fino alle prime denunce nel 2016. Il caso ha fatto sì che molti vertici della Federazione di ginnastica americana fossero deposti, in quanto accusati di aver tardato a denunciare l'accaduto.

Nassar ha più volte indirizzato lettere alla corte, chiedendo di non assistere alle testimonianze delle vittime: “Sono stato un buon medico perché i miei trattamenti hanno funzionato e quei pazienti che adesso stanno testimoniando sono gli stessi che mi hanno elogiato, sono tornati più volte da me e hanno invitato familiari e amici a consultarmi […] tutto quello che volevo era rendere meno stressante la situazione per tutti, come ho scritto nella precedente lettera”.

Parole che hanno sconvolto la platea.

“Da questa lettera deduco che lei non ha capito quello che ha fatto, se ancora pensa di avere in qualche modo ragione” ha affermato il giudice Rosemarie Acquilia.

Prima che la sentenza fosse pronunciata Nassar si è rivolto alle vittime  “Porterò le vostre parole con me per il resto dei miei giorni”

  "E’ un onore per me condannarla perché lei, signore, non merita di uscire mai più di una prigione", le parole del giudice Acquilia, ed ha aggiunto “Ho appena firmato la sua condanna a morte”.

Mentre in Michigan le vittime di Larry Nassar continuano a deporre le proprie struggenti testimonianze contro gli abusi perpetrati da Larry Nassar (qui per le parole di Aly Raisman), le azioni (o “non azioni”) di USA Gymnastics (USAG) iniziano ad avere delle conseguenze serie. Ecco le storie principali accadute negli ultimi giorni:

 

Cambio di direzione per la Federazione, ma non basta.

Con un tweet, nella giornata di lunedì, la federazione fa sapere che alcuni membri del Consiglio di Amministrazione hanno deciso di dimettersiil presidente Paul Parilla, il vice presidente Jay Binder e il tesoriere BitsyKelley

Queste dimissioni sono state supportate dal Comitato Olimpico americano (USOC) con una dichiarazione:

“Da ottobre dello scorso anno abbiamo intavolato una discussione con il direttivo di USA Gymnastics con la raccomandazione principale […]di cambiare la cultura di USA Gymnastics. Questa discussione si è velocizzata durante le vacanze e oggi [lunedì 22 gennaio, ndr]ci sono state tre dimissioni da parte di membri del Consiglio di Amministrazione. È necessario un nuovo direttivo, poiché l’attuale si è concentratosul fatto che non è stato fatto niente di male. USA Gymnastics deve concentrarsi nel supportare le coraggiose vittime. La famiglia olimpica ha deluso queste atlete e dobbiamo continuare a fare ogni passo necessario ad assicurare che questo non accada mai più.”

AlyRaisman ha rilasciato a sua volta una risposta alle dichiarazioni dell’USOC, in cui ribadisce le colpe proprio del comitato olimpico nel non fare abbastanza e auspica ad un’investigazione privata:

La storia dell’Indy Star [il giornale che per primo ha dato voce alle vittime che accusavano Nassar, ndrè uscita il 4 agosto 2016, […] il giorno dopo USOC ha detto di non voler investigare (e ha persino elogiato USAG per il lavoro svolto nell’area degli abusi sessuali). 

[…] Lo scorso weekend USOC ha rilasciato una dichiarazione in cui,senza vergogna,si prendeva il merito per qualche dimissione [all’interno] di USAG (da notare: non licenziamenticome se avessero affrontato il problema, senza rendersi ancora conto di avere un ruolo in questo casino.ZERO responsabilità! È come se nessuna di noi fosse mai stata abusata!

[…]

La sospensione di John Geddert.

Un’altra testa “sospesa” è quella di John Geddert, allenatore famoso per aver portato al successo Jordyn Wieber (anche lei vittima di Nassar) nel 2011, ma colpevole di aver insabbiato gli abusi di Nassar, di cui era molto amico e che lavorava nella sua palestra. Geddert è anche accusato di aver usato nei confronti delle proprie ginnaste dei metodi di lavoro non proprio ortodossi, facendo leva sulla paura e sulle intimidazioni. L’allenatore della Twistars ha saputo della sua sospensione mentre si trovava in Florida ad una gara e non ha potuto accedere al campo gara. Con una mail alle famiglie delle atlete della Twistars ha fatto sapere che sta pensando di andare in pensione.

Gli sponsor abbandonano USAG.

Dopo che le grandi aziende come P&G, Kellog’s, Hershey’s e Under Armour hanno deciso di non rinnovare i contratti di sponsorizzazione, anche AT&T, la principale compagnia telefonica americana, ha deciso di chiudere con loro. L’azienda di telecomunicazioni ha fatto sapere che si impegnerà comunque ad aiutare i giovani atleti nel perseguimento del loro sogno e che torneranno da USAG non appena la federazione prenderà pienamente coscienza dei tragici fatti accaduti.

La storia di Mattie Larson.

Ma le accuse a USA Gymnastics non finiscono qui. Questa volta a parlare è stata Valorie Kondos-Field, l’allenatrice della squadra universitaria di ginnastica della UCLA, che riporta i metodi di mobbing perpetrati nel circuito Elite -il grado più alto per un/una ginnasta americana che permette di accedere alla squadra nazionale che andrà ai mondiali o alle Olimpiadi- ai danni delle atlete. Nel lungo post sul suo sito racconta di come nella sua carriera abbia visto cosa il “sistema Karolyi/USAG” può fare alle atlete, fisicamente e soprattutto mentalmente e che si ritirano nel campionato universitario per trovare un po’ di pace.

Miss Val prende ad esempio il caso di Mattie Larson, ginnasta promettente del quadriennio 2009-2012, membro della squadra americana ai Mondiali di Rotterdam del 2010 e tra le prime a denunciare Nassar:

[…] Dopo il suo esercizio al corpo libero ai Mondiali del 2010 e aver sbagliato l’ultima diagonale, [Mattie Larson] diventò letteralmente invisibile per chiunque all’interno della federazione. Quando guardate il video, si può vedere la sua compagna di squadra Rebecca Bross che non la degna di uno sguardo quando si incrociano sulle scalette che portano alla pedana del corpo libero. Da quel momento Mattie venne esclusa. Non voglio che pensiate che stia dando la colpa alla Bross, lei si è comportata solamente per come è stata addestrata.

Nessuno… e dico NESSUNO le ha rivolto la parola per tutto il tempo in cui sono stati a Rotterdam per i Campionati Mondiali e per le seguenti tre settimane al ritorno negli States. Non i suoi allenatori, non le sue compagne di squadra o Martha le ha detto: ‘Buongiorno’. Quando mi ha chiamato per dirmi che voleva lasciare l’Elite per il circuito universitario le ho chiesto: ‘Perché ora, così vicino alle Olimpiadi?’ e mi disse: ‘Perché sono diventata invisibile. Miss Val, qualche volta devo darmi i pizzicotti per essere sicura di essere ancora viva e non un fantasma.

Pensavo seriamente che se Mattie fosse arrivata alla UCLA sarebbe sbocciata nell’allegra performer che tutti conosciamo. Invece i suoi demoni continuavano ad alimentare la malattia, fino a che un giorno, durante il suo secondo anno, cadde a pezzi. Proprio fuori dalla porta della palestra stava letteralmente piangendo e urlando istericamente. ‘Miss Val, per favore, non farmi andare in quella palestra. Non ce la posso più fare’. Immaginate che tipo di abuso e trauma mentale dovesse avere per aver raggiunto quel punto.

Abbiamo immediatamente accompagnato Mattie all’assistenza psicologica per studenti e poco dopo decise di lasciare la ginnastica, per poi lasciare anche la scuola. Sono felice di raccontare che Mattie è tornata l’anno scorso per completare l’università e parlare al nostro banchetto di premiazione. Uno dei miei rimpianti è quello di non aver registrato il suo discorso dell’ultimo anno. Era uno dei discorsi più commoventi che ognuno di noi abbia mai sentito e comunque non c’era un grammo di autocommiserazione o di vittimismo. Mattie ha raccontato semplicemente la sua storia di abusi verbali ed emotivi subiti nella sua società, la AOGC, e da Martha Karolyi. Mattie infine ha rivelato gli abusi subiti dalle mani di Nassar.[…]

Shawn Johnson e Nastia Liukin scendono in campo.

In supporto alle vittime di Nassar anche due delle più famose ginnaste americane degli ultimi anni, Shawn Johnson, con un video  sul suo canale, e Nastia Liukin, campionessa olimpica 2008 e figlia dell’attuale DTN della nazionale americana Valeri Liukin, con un post sul suo sito e con la donazione da parte sua e della sua famiglia all’associazione Joyful Heart Foundation, che aiuta le vittime di abusi. Proprio la Liukin era stata accusata l’anno scorso di non aver dimostrato molta empatia con le vittime di Nassar, dopo che le era stata rivolta una domanda a riguardo durante i campionati nazionali. 

 

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