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Martedì, 24 Ottobre 2017

Questo Mondiale ha riservato davvero delle grandissime sorprese a tutti gli appassionati di Ginnastica. Sorprese che, purtroppo, sono state sempre in negativo trattandosi di una serie di infortuni a catena. 

Non per ultima, questa sera, l'Azzurra Vanessa Ferrari. Salita in pedana come ultima, delle otto qualificate alla finalissima del corpo libero, Vanessa sembrava pronta a stupirci provando a conquistarsi quell'agognata medaglia, quel riscatto dagli utlimi legni internaizonali.

In seconda diagonale, però, è avvenuto l'inimmaginabile. La ginnasta bresciana è atterrata praticamente di petto dal flick tempo+tsukahara proprio a causa dell’infortunio avvenuto durante lo stacco. Puntuale la diagnosi che ci è giunta da Montreal grazie all'Ufficio Stampa Federale. Si tratta di rottura del Tendine. 

Straordinaria, invece, la prestazione di Lara Mori. Un corpo libero pieno di grinta e passione sotto l'attento sguardo della sua allenatrice Stefania Bucci che nel '76, nello stesso palazzetto, disputò l'Olimpiade. La stella toscana chiude al 6° posto con 13.266.

Una kermesse davvero difficle quella che si è cocnlusa oggi in Canada. Tanto il lavoro da continuare in patria ma con un punto fermo, come da oggi ci sentiamo di chiamarla, che è proprio lei, Lara.

Quella di ieri sera è stata una finale all around un po' smorzata, ma che ha riservato comunque delle belle sorprese. Pochi istanti prima, la favorita alla vittoria Ragan Smith è uscita dal campo gara in stampelle, per un infortunio alla caviglia mentre provava il volteggio.

Un po' inaspettatamente, a vincere è stata l'altra ginnasta americana, Morgan Hurd. La sedicenne, di origine cinese ma adottata negli USA, era considerata l'"Underdog" alla vigilia, piazzatasi sesta in qualificazione. Nella finale del concorso generale di questa notte, invece, è riuscita a stare al passo della ben più quotata Elsabeth Black, padrona di casa, nonché finita seconda per un solo decimo.

Un testa a testa, una sorta di derby nordamericano, che ha tenuto col fiato sospeso gli spettatori da casa, ma soprattutto quelli presenti. Alla fine, per la Black il risultato non è stato per niente una delusione: a lei, infatti, il miglior risultato mai ottenuto da una ginnasta canadese. La Hurd, invece, ha spiazziato tutte le aspettative, comprese le proprie: "Solo il fatto di gareggiare qui mi sembrava incredibile, vincere è la più surreale delle sensazioni!"

Al terzo posto è finita la neosenior russa Elena Eremina, mentre una caduta alla trave trascina la giapponese Mai Murakami, prima in qualifica, al quarto posto. Proprio la trave è stato l'attrezzo più ostico per tutte le ginnaste in gara: tra cadute, sbilanciamenti ed esecuzioni non del tutto pulite, i punteggi non hanno superato la soglia del 13.000. Fatta eccezione solo per Eremina (13.133) e la tedesca Tabea Alt (13.300).

Bellissima gara per l'unica italiana in gara oggi, Lara Mori, che dal diciannovesimo posto di qualifica ne scala sette e si piazza dodicesima. Per Lara una gara senza cadute, nemmeno alla trave che giovedì l'aveva fatta impensierire. Unica pecca, il mancato riconoscimento dell'ultima diagonale al corpo libero che la fa partire da 5.4 anziché da 5.6. Un bel riscatto per la ginnasta di Montevarchi, che ripaga la delusione della mancata convocazione di Rio. Per lei, però, la trasferta canadese non è ancora finita e domenica salirà di nuovo sulla pedana del corpo libero insieme a Vanessa Ferrari, per la finale ad attrezzo.

Quello di Ragan Smith non è che l'ultimo infortunio di questi sfortunati mondiali. Anche Amy Tinkler (Gran Bretagna) ha dovuto riununciare alla finale all around poco prima della Smith; Larisa Iordache si è rotta il tendine d'Achille durante il riscaldamento delle qualifiche e rischia di saltare addirittura la stagione 2018; un'altra grande favorita di questi Campionati era la brasiliana Rebeca Andrade, che ha dovuto rinunciare ad un passo dal podium training. Da parte maschile non dimentichiamo il record spezzato da Kohei Uchimura, che dopo un volteggio finito male si è lesionato la caviglia. Per lui solo due settimane di riposo, ma che non gli ha permesso di vincere il suo settimo (nono se si contano le Olimpiadi del 2012 e 2016) titolo all around consecutivo.

All’Olympic Stadium di Montréal la nazionale femminile porta in alto il nome dell’Italia e conquista così tre faticate finali con il settimo e l’ottavo posto al corpo libero rispettivamente di Vanessa Ferrari e Lara Mori e il diciannovesimo posto individuale di Lara. Bene anche le due esordienti Desiree Carofiglio e Sara Berardinelli che però non rientrano tra le finaliste.

Le qualifiche di questo mondiale non sono state semplici per nessuna ginnasta, complici molteplici errori e cadute soprattutto alle parallele e alla trave, ma anche per la severità con la quale sono stati giudicati gli esercizi da parte delle giudici, basti pensare che la campionessa Olimpica Sanne Wavers è stata tagliata fuori dalla finale alla trave e che il bronzo olimpico Amy Tinkler ha ottenuto solo il dodicesimo punteggio al corpo libero. Ottimo, quindi, il risultato delle azzurre, che, anzi, ha anche spazio per migliorare in vista della finale.

Il mondiale delle nostre atlete comincia con la caduta sull’entrata di Lara Mori alla trave, un vero peccato, perché la toscana di Montevarchi continua il suo esercizio molto bene (11.666). Si prosegue con Vanessa Ferrari che stampa sulla trave un bel salto raccolto con avvitamento ma viene molto penalizzata per diversi sbilanciamenti e delle imperfezioni sui salti artistici (12.266). Purtroppo Sara Berardinelli cade dolorosamente a cavalcioni della trave ma nonostante tutto porta avanti il suo esercizio (11.066).

Nella seconda rotazione l’Italia si trova al corpo libero e Vanessa Ferrari scende sul quadrato introducendo a sorpresa lo Tsukahara avvitato in prima diagonale. Prosegue con il doppio teso, lo Tsukahara e un evidente sbilanciamento sul suo Ferrari e conquista così l’ennesima finale mondiale con 13.600. Desiree Carofiglio esce di pedana alla prima diagonale, salto teso in avanti collegato a un doppio avvitamento e poggia le mani a terra in terza dopo il doppio raccolto (12.000). Lara Mori, invece, conferma la sua crescita al corpo libero ottenendo un ottimo 13.500 e la sua prima finale mondiale di specialità.

Si passa poi al volteggio con gli Yurchenko con avvitamento di Sara Berardinelli (13.366) e Lara Mori (13.325) e i due salti di Desiree. Nel primo salto, l’avvitamento e mezzo, Desiree poggia un piede sulla linea (13.700) mentre nel secondo, un Kasamatsu, cade a terra (12.333) e la sua media di 13.041 le vale il trentunesimo posto.

L’ultima rotazione alle parallele si apre con il buon esercizio di Sara Berardinelli (12.500) e l’ottima prestazione di Lara Mori (13.466) che si piazza diciannovesima nella classifica generale con il punteggio complessivo di 51.957 e conquista la sua seconda finale per questo mondiale. Desiree Carofiglio, invece, cade dal salto Ricna e deve accontentarsi di 11.066.

Nel complesso una gara positiva per le ragazze, che per le più giovani è stata esperienza e motivo di confronto con le big a livello mondiale e per le veterane, invece, ha aperto una possibilità non scontata su un futuro prossimo da giocare a suon di decimi.

Il 26 maggio prossimo Martina Rizzelli e Lara Mori saranno convocate a Roma per entrare ufficialmente a far parte del Centro Sportivo dell’Esercito Italiano (CSEI). 

Il CSEI ammette tra le sue fila atleti nazionali di spicco di diverse discipline olimpiche e conferisce ad essi l’onore di rappresentare l’Esercito Italiano in tutte le gare, nazionali e internazionali, a cui prenderanno parte. Non solo, il Centro Sportivo dell’Esercito Italiano garantisce agli atleti di continuare a svolgere l’attività agonistica col massimo impegno, grazie al supporto, non solo economico, fornito loro.

Le atlete che già rappresentano l’Esercito Italiano per la Ginnastica Artistica Femminile sono attualmente Vanessa Ferrari, Carlotta Ferlito, Giorgia Campana ed Erika Fasana, insieme a Elisabetta Preziosa e Chiara Gandolfi, che però hanno abbandonato l’attività agonistica già da diverso tempo. Martina, della Polisportiva Carnini di Fino Mornasco e importante membro della Brixia Brescia, e Lara, della società Ginnica Giglio, hanno entrambe dato prova del loro valore sia in campo nazionale che internazionale, a livello europeo, sin da giovanissime con la squadra junior, e mondiale, in particolare nel campionato mondiale a squadre di Nanning 2014. L’importante traguardo delle due azzurre arriva a un passo dalla scelta della squadra che partirà per le olimpiadi di Rio 2016.

Le delegazioni azzurre sono finalmente arrivate a Rio de Janeiro, dove si terrà il Test Event dal 14 al 18 aprile. Lara Mori e Giorgia Campana per la femminile e Ludovico Edalli e Matteo Morandi per la maschile sono gli atleti che rappresenteranno la nostra nazione in terra Brasiliana.

La gara, per le ragazze, sarà una semplice formalità: il pass olimpico è stato infatti conquistato ad ottobre ai mondiali di Glasgow, ma per i ragazzi non sarà così: Ludovico e Matteo devono infatti giocarsi l’unico posto in palio previsto per l’Italia.

Le modalità di qualificazione saranno le seguenti: qualora solo uno dei due ginnasti si qualifichi nella finale All Around, il posto ottenuto sarà nominativo; se invece entrambi centreranno la finale a 24, sarà la Federazione a decidere chi mandare poi alle Olimpiadi.

Di seguito riportiamo il programma di gara:

Giovedì 14 prova podio maschile;

Venerdì 15 prova podio femminile;

Sabato 16 gara a squadre e AA maschile (l’Italia sarà in ultima suddivisione alle ore 23.30);

Domenica 17 gara a squadre e AA femminile (l’Italia sarà in ultima suddivisione alle ore 01.00);

Lunedì 18 finali ad attrezzo.

Per le ragazze il palcoscenico brasiliano sarà un modo per testarsi ulteriormente in vista dell’appuntamento più importante del quadriennio, ma potranno andare in campo leggere grazie al successo ottenuto dalle compagne in Scozia lo scorso anno. Il vero lavoro spetta invece ai due azzurri, che dovranno tirare fuori tutto il loro potenziale per strappare l’unico pass a disposizione per la delegazione maschile.

Auguriamo a Ludovico e Matteo di raggiungere il proprio traguardo, sperando di rivederli nuovamente in Brasile quest’estate. Un in bocca al lupo anche alle ragazze, che seppur già qualificate, possono comunque giocarsi un risultato di rilievo dimostrando il proprio valore.

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