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Martedì, 11 Dicembre 2018

Dopo la lettera aperta del Presidente dell'USOC (Comitato Olimpico Americano), in cui si annunciava l'inizio delle azioni per revocare a USAGym lo status di organo detentore dell'organizzazione della ginnastica in America, sono proprio i vertici di quest'ultima a scrivere apertamente ai propri tesserati.

A parlare è il Consiglio di Amministrazione, che, presa in carico la lettera dell'USOC, si dice impegnato a rivedere tutti gli strumenti legali di cui il Comitato Olimpico Americano si farebbe carico per portare avanti questa azione.

Sempre i vertici promettono di continuare a servire i migliaia di giovani atleti, allenatori, propietari di club, giudici e amministratori che compongono la federazione.

Il nuovo Consiglio si è insediato a giugno 2018 e sin da allora ha cercato un nuovo CEO che potesse ricostruire dalle ceneri in cui ormai USAGym stava.

Vi riportiamo di seguito il testo integrale della lettera.

Dear members of USA Gymnastics,

The USA Gymnastics Board would like to share an update regarding recent adverse actions taken by the United States Olympic Committee (USOC). As you may be aware, USOC issued a letter today to USA Gymnastics initiating actions pursuant to Article 8 of its bylaws, which could ultimately result in the de-recognition of USA Gymnastics as a National Governing Body (NGB). This action is in accordance with their bylaws, which grant the USOC the power to review all matters relating to the continued recognition of an NGB. USA Gymnastics is carefully reviewing the contents of this letter and is evaluating the best path forward for our athletes, professional members, the organization and staff.

We want you to know, we will continue to serve the thousands of young athletes, coaches, club owners, judges and administrators who make up our organization. Our commitment will always be to ensure the health and safety of our members while they pursue their love of the sport. We know this continues to be a difficult time for our organization, and we are so appreciative of all that you do to support our gymnastics community.

USA Gymnastics’ board was seated in June 2018 and inherited an organization in crisis with significant challenges that were years in the making. In the four months since, the Board has done everything it could to move this organization towards a better future. We immediately took steps to change the leadership and are currently conducting a search to find a CEO who can rebuild the organization and, most importantly, regain the trust of the gymnastics community. Substantial work remains — in particular, working with the plaintiffs and USA Gymnastics’ insurers to resolve the ongoing litigation as quickly as possible. We will continue to prioritize our athletes’ health and safety and focus on acting in the best interests of the greater gymnastics community. We are grateful for your membership and everything you do for our sport.

Sincerely,
USA Gymnastics Board of Directors

(Fonte: usagym.org)

E' notizia di qualche ora fa che il Comitato Olimpico Americano (USOC) ha intrapreso la strada per revocare ad USA Gymnastics lo status di Ente Governativo addetto alla gestione della Ginnastica negli Stati Uniti.

La decisione, chiamata "Nuclear Option" arriva dopo diversi anni di crisi riguardante l'organizzazione di USAGym e dei costanti scandali di abusi sessuali che sono culminati con il caso del Dott. Larry Nassar.

"Questa è una situazione che non ha soluzioni perfette" ha affermato il capo dell'USOC Sarah Hirshland che ha poi spiegato il piano di azione del Comitato Olimpico a stelle e strisce.

"Per noi non è stata certamente una facile decisione." - ha continuato la Hirshland - "Nel breve termine, dobbiamo lavorare affinchè i ginnasti possano eccellere dentro e fuori il campo. Mentre nel lungo periodo, dovremmo capire come e a chi affidare il compito di gestire la Ginnastica nel nostro paese."

Proprio oggi inizerà l'azione dell'USOC che porterà alla revoca dei poteri ad USAGym. Il CEO del Comitato Olimpico Americano ha però aggiunto che ad USAGym è stata data anche l'opportunità di rinunciare da sola e rimettere i mandati.

In una lettera aperta alla comunità della Ginnastica USA, la Hirshland ha apertamente affermato "YOU DESERVE BETTER", ovvero, meritate di meglio.

Seguiremo con attenzione gli sviluppi della critica situazione USA.

 

(Fonte: The Guardian)

 La Ginnasta americana Bailie Key, campionessa nazionale junior statunitense, ha confessato con un lungo post sui social di aver subito abusi da Larry Nassar, come purtroppo  molte altre ginnaste e compagne prima di lei.

Larry Nassar sta attualmente scontando una condanna a circa 175 anni per abusi e molestie sessuali.

Di seguito la traduzione del post:

“Dopo molto aver taciuto per molto troppo tempo, ho deciso di uscire allo scoperto anche io, in modo da guarire completamente. Oggi sono a fianco di moltissime donne che hanno avuto il coraggio di parlare.

Anche io ho subito abusi sessuali da parte di Larry Nassar.

[...]

I trattamenti che ho ricevuto da Nassar erano completamente inappropriati e sbagliati. Ero sempre arrabbiata con me stessa. Ho pensato per molto tempo che fosse stata colpa mia perché non avevo avuto il coraggio di parlare. Dopo la mia guarigione e il processo ho capito che non lo era.

Voglio condividere la mia storia perché dopo averla tenuta dentro per troppo sono finalmente pronta a liberarmene per andare avanti.

Sì, qualcosa di terribile è successo, ma non è quello che mi caratterizza.

Io so che è stato qualcosa che mi ha reso una persona più forte. Inoltre credo nel perdono per quanto sia difficile. Io ho Perdonato Larry.

Grazie alla mia famiglia, i miei allenatori e amici per essermi stati accanto ed esserci stati per me a qualsiasi costo".

Conclusi i Campionati Nazionali a Greensboro, la USA Gymnastics ha annunciato i nomi che faranno parte dei team junior e senior individuale e di squadra per le competizioni della stagione 2018-2019.

Senior individuale
Brigita Budginas, Agoura Hills, Calif./Burlo Gymnastics
Heather Chan, Irvine, Calif./Emerald City Academy of Rhythmic Gymnastics
Eliza Cohen, Los Angeles, Calif./California Rhythms
Karrine Denisova, Wilmette, Ill./North Shore Rhythmic Gymnastics Center
Camilla Feeley, Highland Park, Ill./North Shore Rhythmic Gymnastics Center, Senior
Nastasya Generalova, Los Angeles, Calif./California Rhythms
Evita Griskenas, Orland Park, Ill./North Shore Rhythmic Gymnastics Center, Senior
Lili Mizuno, Northbrook, Ill./North Shore Rhythmic Gymnastics Center
Elena Shinohara, Suwanee, Ga./Rhythmic Brains
Laura Zeng, Libertyville, Ill./North Shore Rhythmic Gymnastics Center 

Squadra Senior
Dasha Baltovick, Highland Park, Ill./North Shore Rhythmic Gymnastics Center
Isabelle Connor, Manhattan Beach, Calif./North Shore Rhythmic Gymnastics Center
Ugne Dragunas, Darien, Ill./North Shore Rhythmic Gymnastics Center
Connie Du, Deerfield, Ill./North Shore Rhythmic Gymnastics Center
Elizaveta Pletneva, Caldwell, N.J./North Shore Rhythmic Gymnastics Center
Nicole Sladkov, Vernon Hills, Ill./North Shore Rhythmic Gymnastics Center
Kristina Sobolevskaya, Deerfield, Ill./North Shore Rhythmic Gymnastics Center 

Junior individuale
Ciel Arzandyan, Van Nuys, Calif./Rhythmic Academy of Los Angeles
Annaliese Dragan, Aliso Viejo, Calif./Irene School of Rhythmic Gymnastics
Nerea Francis, North Miami Beach, Fla./Miami Gymnastics
Lennox Hopkins Wilkins, Puyallup, Wash./Evergreen Rhythmics
Elizabeth Kapitonova, Staten Island, N.Y./Isadora
Esther Kiseleva, Wayne, N.J./Liberty Academy
Matylda Marszalek, Highland Park, Ill./North Shore Rhythmic Gymnastics Center
Helena Pavlovcic, Los Angeles, Calif./California Rhythms
Gergana Petkova, Barrington, Ill./North Shore Rhythmic Gymnastics Center
Isabelle Richardson, Las Vegas, Nev./Eurogymnastics
Shannon Xiao, Fairfax, Va./Gymnastics World
Jenna Zhao, Burr Ridge, Ill./Vitrychenko Academy Corp 

Squadra Junior
Anastasiya Ivanova, San Diego, Calif./Emerald City Academy of Rhythmic Gymnastics
June Kim, San Diego, Calif./Emerald City Academy of Rhythmic Gymnastics
Alexandra Militeeva, San Diego, Calif./Emerald City Academy of Rhythmic Gymnastics
Valerie Militeeva, San Diego, Calif./Emerald City Academy of Rhythmic Gymnastics
Vianna Ngo, San Diego, Calif./Emerald City Academy of Rhythmic Gymnastics
Ellen Peng, San Diego, Calif./Emerald City Academy of Rhythmic Gymnastics

 

Ora che Larry Nassar è stato condannato 235 anni di carcere per gli abusi commessi su oltre 160 ginnaste e il possedimento di materiale pedopornografico, il vaso di Pandora è stato aperto. Uno dei primi a farne i conti è John Geddert, ex tecnico di JordynWieber (anch'essa vittima di Nassar) e della TwistarsGymnastics, nonché grande amico e collaboratore dell'ex medico della nazionale statunitense. 

 

Il sito dell'emittente all-news americanaCNN ha condottoun'inchiesta giornalistica  sull'allenatore intervistando ex ginnaste, i loro genitori e raccolto documenti importanti che testimoniano quello che già le vittime al processo Nassar avevano raccontato sull'uomo, a proposito dei suoi metodi di allenamento molto discutibili

 

Già, perché non solo le ginnaste dovevano avere a che fare con il medico, ma nella routine quotidiana della palestra dovevano subirevessazioni verbali da parte di Geddert, il quale faceva gareggiare le atlete anche con infortuni abbastanza graviLa pressione psicologica era tale, che due adolescenti hanno persino tentato il suicidio. Altre sono state più "fortunate": c'è chi ha rischiato la paralisi per aver continuato l'allenamento dopo una brutta caduta di collo, o chi ha dovuto allenarsi con una gamba rotta. 

 

"John mi ha sempre messo paura, anche quando non era ancora il mio allenatore. Tirava bottigliette d'acqua alle ginnaste e urlava loro in faccia" dice Bailey Lorencen alla CNN. E da chi si rifugiavano le ragazze quando si sentivano aggredite da Geddert? Da Nassar ovviamente, come facevano le ragazze al Ranch Karolyi."Larry faceva finta che gli importasse di noi" dice Brittany, una delle due ragazze che ha tentatoil suicidio per overdose sei anni fa, e quando le ragazze raccontavano al medico quello che subivano da Geddert lui rispondeva: "John è fatto così, vuole solo il meglio per voi".

 

Gli abusi di Nassar risalgono addirittura a venti anni fa, quando i genitori delle ginnaste della Twistars riportarono a Geddert i comportamenti inappropriati del medico, oltre a denunciarlo alle autorità federali e in quel caso l'allenatore non si prese nessuna responsabilità. "Da genitore, ovviamente, sono felice che Nassar sia dietro le sbarre, ora. Ma John deve essere condannato tanto duramente quanto lui. In un certo senso penso che sia stato peggio di Nassar" dice KenLorencen, il padre di Bailey. 

 

Lo stesso Geddert continuò a difendere l'amico quando nel 2015 e nel 2016, USA Gymnastics prima, e la Michigan State University poi, lo licenziarono:"Larry è un fisioterapista estremamente professionale, che per le sue ginnaste fa di tutto e di più". Ma la protezione tra i due amici era ambivalente, ad esempio quando una donna denunciò Geddertalla polizia, dopo che l'allenatore spinse la nipote contro un muro e le pestò un piede, Nassar le scrisse"[…] sono uno stretto collaboratore della palestra da quando ha iniziato e ti dico che onestamente non c'è mai stata un'azione legale […] nei confronti di John o di qualsiasi altro membro dello staff. Ci sono molte voci attorno a John e alla sua presenza in questo sport. C'è molto più gossip attorno alle cose brutte che verità attorno alle cose belle"

 

Non erano, però, solo le atlete a ritenere duri i metodi di Geddert. Nel 2013, un ex allenatrice della Twistars mandò una lettera alla federazione in cui venivano denunciate le sue angherie, gli abusi psicologici e comportamenti inappropriati, anche nei confronti della stessa allenatrice nel momento in cui decise di dare le dimissioni. Nella lettera Geddert è descritto come una persona che vive la propria vita lavorativa e privata in modo narcisistico e a cui non dovrebbe essere permesso allenare. 

 

In seguito, USAG ingaggiò un investigatore privato, che confermò ciò che viene descritto nella lettera. Anche in quel caso la federazione non prese provvedimenti, ma ottenne dall'allenatore la promessa di cambiare i propri metodi. USAG ha deciso di sospendere Geddert solo a gennaiodi quest'anno, a seguito delle deposizioni delle vittime di Nassar che accusarono anche lui. 

 

Geddert piaceva tenere tutto sotto controllo: dai collaboratori, alle ginnaste e fino ai loro genitori. "È uno sport duro, fatto per genitori duri e figli duri. Questa cultura è tossica: per fare ed essere il meglio credevamo che i bambini dovessero essere allenati con un certo grado di intimidazione. Per fare questo, John era bravo a mettere i genitori l'uno contro l'altro. Voleva il controllo su tutto ciò che dicevano genitori e figli. Se provavi a metterti contro di lui, tuo figlio ne avrebbe pagato le conseguenze"  diceLisa Hutchins, madre ed ex coach alla Twistars.

 

Un altro modo per mantenere il controllo era la possibilitàdelle borse di studio per il college. Per le ginnaste che non possono ambire a un posto nella squadra olimpica, una borsa di studio sportiva per il college è tutto, dato l'enorme costo delle rette americane per le università

 

Dopo la sospensione di gennaio, Geddert ha annunciato il proprio ritiro in pensione e ha lasciato la moglie Kathryn a capo della palestra. Attualmente l'ex allenatore è indagato dall'ufficio dello sceriffo di Eaton County, nel Michigan. Il detective Chris Burden ha detto alla CNN che non può fornire ulteriori dettagli, ma che oltre alle tre ragazze che hanno già parlato ce ne sarebbero altre dozzine. Inoltre, ci sarebbero anche delle accuse di abuso su minore

 

Durante il processo a Larry Nassar, Geddert si è scostato dall'amico e ha negato le accuse che lo vogliono testimone degli abusi perpetrati dal medico: "Sono solo una delle tantissime persone che sono state prese in giro da Nassar". Oltre a questo, ha negato anche le accuse che certe ex ginnaste hanno fatto nei suoi confronti durante il processo. Per quanto riguarda queste nuove accuse invece, né lui né i suoi avvocati hanno rilasciato commenti

 

A questo link potete trovare in inglese le storie complete delle ragazze che hanno accusato Geddert.

Durante un’intervista al Washington Post Aly Raisman ha svelato nuovi dettagli sul Karolyi Ranch : “Le docce erano sporche, i letti a castello, a volte, pullulavano di insetti e il cibo sembrava fatto apposta per dare problemi allo stomaco.” Il ranch, luogo idilliaco per le giovani atlete che ambivano ai giochi olimpici, in realtà era una casa degli orrori e, oltre ad essere sede di violenza fisica e verbale, era la struttura stessa ad essere tossica. Aly Raisman, dopo aver dichiarato di essere stata una vittima di Nassar ed aver accusato sia Nassar che USA Gymnastics durante la dichiarazione d’impatto delle vittime, continua, con coraggio e determinazione, a chiedere giustizia e cambiamenti nel sistema al fine di tutelare le ginnaste. "La doccia puzzava di uova e portavamo i sandali perché era disgustoso. Dopo esserti fatto la doccia ti sentivi più sporco di prima. Ora che sono lontana dallo sport, mi fa rabbia il fatto di aver avuto paura di chiedere il sapone (gli atleti avevano paura di chiedere il sapone perché temevano di non rientrare nella squadra nazionale).  Ci davano il cibo peggiore: a cena, riso e verdure quasi andate a male e pollo di pessima qualità. Se le performance non erano buone, ci rimproveravano perché avevamo mangiato troppo. Ora mi è chiaro perché Nassar era stato promosso direttore medico: non per la sua bravura, semplicemente chiudeva gli occhi quando forzavano una di noi a gareggiare nonostante infortuni gravi come una frattura. Quale dottore avrebbe trovato questo ambiente appropriato per una giovane atleta?”. Aly Raisman, però, difende i Karolyi, affermando "Martha era dura, non cattiva".

Per anni la ginnastica statunitense ha mostrato solo la stanza delle medaglie e dei successi. Lo scandalo degli abusi sessuali, oltre a dar voce a circa 150 ginnaste, ha rappresentato una fessura che ha permesso di comprendere che dietro le medaglie d’oro c’era una piccola porticina: le ginnaste hanno deciso di aprire questa porta e far uscire tutti i segreti che la ginnastica statunitense ha cercato di rinchiudere in soffitta. È difficile capire chi sono i colpevoli, chi ha permesso tutto. Per alcuni i Karolyi sono innocenti ma severi, per altri hanno un ruolo importante in questo scandalo. Sicuramente le condizioni del ranch erano visibili a molti e le manovre di Nassar non erano un segreto: bisogna continuare a indagare per conoscere tutti i colpevoli e i meccanismi di questo capitolo nero per la storia della ginnastica USA.

Dopo le dimissioni di Valeri Liukin da direttore tecnico della nazionale statunitense di ginnastica artistica femminile, il team USA, non avendo nessuno che lo conduca verso le prossime competizioni internazionale, potrebbe non partecipare agli incontri in Canada e in Italia.

La notizia non è ancora ufficiale, ma sembra che il Trofeo di Jesolo perderà una delle squadre che ha sempre dominato la competizione entusiasmando il pubblico.

La scelta è guidata dalla confusione che si è venuta a creare dopo lo scandalo Nassar, la chiusura del ranch Kàrolyi e le dimissioni di Valeri Liukin.

Inoltre, secondo le ultime dichiarazioni di Rhonda Faehn, direttrice del programma femminile di USA Gymnastics, le atlete dovranno essere accompagnate da un' altra persona oltre al loro allenatore, che può essere un nonno, genitore o un altro parente. La presenza di un accompagnatore è una delle misure concrete che USA Gymnastics ha deciso di adottare al fine di garantire la sicurezza degli atleti e prevenire futuri abusi.

 

Lo scandalo degli abusi non si ferma con l’arresto di Larry Nassar: il mostro in camice bianco è solo la punta dell’iceberg di un sistema corrotto alle origini. Un sistema che ha preferito la fama e le medaglie alla salute delle atlete, un sistema che deve cambiare per il benessere delle ginnaste, delle famiglie e per la ginnastica artistica.

Dopo le dichiarazioni delle vittime la domanda sorge spontanea: “come è possibile che nessuno sapesse? “

La risposta, purtroppo,  è molto semplice: tutti sapevano ma nessuno voleva parlare. Le dichiarazioni delle sopravvissute non hanno coinvolto solo Nassar ma anche alcuni allenatori e istituzioni, tra cui Béla e Martha  Károlyi, USA Gymnastics, La Michigan State University e John Geddert.

La carriera dei Karolyi può essere riassunta con la frase “vincere ad ogni costo”. Béla Károlyi  ha scoperto Nadia Comaneci quando aveva 7 anni e giocava nel cortile della scuola e l’ha plasmata facendola diventare la prima ginnasta a conquistare un 10 in una competizione olimpica (Olimpiadi di Montreal 1976). Dopo aver lasciato la Romania, i due allenatori hanno trasformato gli USA nella nazionale più forte al mondo portandoli a vincere circa 16 ori olimpici e 30 mondiali.

Il velo d’oro che avvolge il nome dei Károlyi sembra difficile da svolgere. In realtà, però, basta scendere dal podio ed entrare dietro le quinte per rompere l’incantesimo che ci ammalia.

 

I Károlyi, infatti, sono tanto bravi a far crescere talenti quanto inumani negli allenamenti: ai due allenatori non interessano i sentimenti, le paure e le preoccupazioni perché allontanano dall’obbiettivo e per questo motivo a 10 anni una ginnasta deve essere pronta a lavorare duramente con una mentalità stoica che le impedice di provare emozioni.

Béla Károlyi  era già stato accusato in Romania di alcuni metodi brutali, tra cui il controllo delle piccole atlete quando andavano in bagno per evitare che bevessero più acqua di quella prevista.

Negli Stati Uniti i due allenatori portano molte vittorie, ossia ciò che voleva la federazione e, di conseguenza, diventano “intoccabili”. Al di là delle competenze tecniche è importante soffermarsi sul “metodo Károlyi”: parliamo di bambine e adolescenti che sono sottoposte a un regime del terrore che le deve portare alla perfezione. Per formare un adulto, sia a livello psichico che a livello fisico, ci vogliono circa 20 anni; secondo gli allenatori, invece, le atlete devono avere una mente da adulto in un corpo da bambina.

 

La violenza nel mondo USA non era solamente una violenza fisica ma anche una violenza verbale ed emotiva; a tal proposito Miss Val, allenatrice della UCLA, ha scritto un lungo articolo affermando che il mostro è la cultura della ginnastica USA. Il comportamento abusivo è l'esempio coltivato dai Károlyi; per decenni hanno hanno stabilito una cultura dell'abuso ampiamente accettata e imitata da altri allenatori perché "hanno vinto medaglie".

Ovviamente nel ranch del terrore dove Martha Károlyi con uno stile dittatoriale sminuiva e attaccava emotivamente le atlete, Larry Nassar poteva mostrarsi come un amico, colui che si avvicinava alle atlete per consolarle e per guarirle. È decisamente squallido pensare che un medico, colui che ha il dovere, ma soprattutto il privilegio, di entrare a contatto con una persona per aiutarla sfrutti la sua posizione in questo modo.

Katelyn Ohashi ha definito la ginnastica al college come “ la ricompensa che le ginnaste ricevono dopo anni di abusi”:  non tutte, però, riescono a godere di tale ricompensa. La violenza fisica, verbale ed emotiva non termina il giorno in cui si interrompe la violenza stessa: essa rappresenta “solo” le radici di una ferita che continuerà a provocare dolore nella vita. Mattie Larson, infatti, una volta arrivata alla UCLA non è riuscita a riprendere la ginnastica artistica perché ormai era diventato un inferno. La ragazza era diventata “invisibile”dopo la sua prestazione “non perfetta” ai campionati del mondo del 2010: nessuna la doveva salutare, veniva ignorata a tal punto da doversi pizzicare per paura di essere diventata un fantasma.

 

Tra gli allenatori è stato accusato John Geddert (allenatore di Jordyn Wieber), recentemente sospeso, che maltrattava fisicamente e verbalmente le ginnaste, mentre Larry Nassar recitava il ruolo di colui che era dalla parte delle atlete per conquistarne la fiducia.

Indagare e parlare dello scandalo USA Gymnastics è un dovere: bisogna capire le basi della violenza, i motivi che hanno permesso a Larry Nassar di continuare per circa 20 anni a esercitare il suo piano mostruoso.

Lo scandalo degli abusi sessuali, quindi, è solo l’inizio della fine di un’epoca: affinché le ginnaste possano essere tutelate è necessario conoscere i meccanismi e i protagonisti di un sistema corrotto. Solo la verità potrà rappresentare una solida base per l’ inizio di una nuova epoca in cui le protagoniste saranno le ginnaste e non le medaglie. Le atlete, infatti, non possono rappresentare il mezzo di un sistema avido di medaglie, ma devono essere le protagoniste della ginnastica artistica e, per questo motivo, devono essere tutelate e ascoltate.

 

Larry Nassar è stato finalmente condannato ad una pena che va dai 40 ai 175 anni di reclusione.

Sentenza durissima per l’ex medico della nazionale statunitense, già condannato a scontare 60 anni di reclusione per detenzione di materiale pedopornografico.

Più di 160 tra donne e ragazze hanno portato la loro testimonianza in tribunale durante i sette giorni dell’udienza di condanna, tra queste le campionesse olimpiche Aly Raisman e Jordyn Wieber; altre atlete come Simone Biles, Gabby Douglas, McKayla Maroney e Maggie Nichols hanno rilasciato dichiarazioni sulle rispettive bacheche dei Social Network.

Particolarmente intensa è stata la testimonianza di Mattie Larson, membro della squadra nazionale dal 2008 al 2010 e campionessa nazionale al corpo libero; a 19 anni la Larson si trovava all’apice della sua carriera che è stata spezzata dagli abusi: “Larry, i miei allenatori e UsaGym hanno trasformato lo sport che amavo nel mio inferno personale”. Aveva 14 anni quando Nassar abusò di lei per la prima volta, e ciò si ripeteva ogni volta che veniva visitata. Mattie ha continuato raccontando che Nassar ignorò una frattura che si era procurata, assicurandole che stava bene; una volta a casa fu un altro medico ad accorgersene.

La Larson ha rivolto anche pesanti accuse ai coniugi Karolyi e ai loro metodi di allenamento: “Al Karolyi Ranch, l’agglomerato urbano più vicino è una prigione di massima sicurezza a 30 miglia di distanza; è completamente isolato e l’ospedale più vicino è talmente lontano che se qualcuno si facesse male seriamente, avrebbero dovrebbero trasportarlo in elicottero”.

Mattie ha inoltre lottato contro un disturbo alimentare causato dalla pressione degli allenatori: “Ad un certo punto ero così disperata che pur di non andare al Karolyi Ranch mi ferì intenzionalmente. Quando tornai la volta successiva mi pentì di essermi solo ferita e di non essermi spinta oltre. "Non mi sono mai sentita così piccola e inutile nella mia vita; Il Ranch era l'ambiente perfetto per i molestatori e per gli abusi”

La Larson ha anche discusso con la senatrice Dianne Feinstein riguardo la legge che obbligherebbe le istituzioni di denunciare immediatamente gli abusi sessuali. Vuole che vengano intraprese azioni legali per impedire che qualcosa di simile accada di nuovo e anche lei, come la Raisman, ha incolpato MSU e USAGym per non aver fermato Nassar quando gli abusi furono segnalati per la prima volta.

Angela Povilaitis, assistente procuratore generale del Michigan, durante un intervento in aula ha definito Nassar "il maggiore aggressore sessuale di minori nella Storia". IL medico avrebbe agito per più di 20 anni, fino alle prime denunce nel 2016. Il caso ha fatto sì che molti vertici della Federazione di ginnastica americana fossero deposti, in quanto accusati di aver tardato a denunciare l'accaduto.

Nassar ha più volte indirizzato lettere alla corte, chiedendo di non assistere alle testimonianze delle vittime: “Sono stato un buon medico perché i miei trattamenti hanno funzionato e quei pazienti che adesso stanno testimoniando sono gli stessi che mi hanno elogiato, sono tornati più volte da me e hanno invitato familiari e amici a consultarmi […] tutto quello che volevo era rendere meno stressante la situazione per tutti, come ho scritto nella precedente lettera”.

Parole che hanno sconvolto la platea.

“Da questa lettera deduco che lei non ha capito quello che ha fatto, se ancora pensa di avere in qualche modo ragione” ha affermato il giudice Rosemarie Acquilia.

Prima che la sentenza fosse pronunciata Nassar si è rivolto alle vittime  “Porterò le vostre parole con me per il resto dei miei giorni”

  "E’ un onore per me condannarla perché lei, signore, non merita di uscire mai più di una prigione", le parole del giudice Acquilia, ed ha aggiunto “Ho appena firmato la sua condanna a morte”.

Mentre in Michigan le vittime di Larry Nassar continuano a deporre le proprie struggenti testimonianze contro gli abusi perpetrati da Larry Nassar (qui per le parole di Aly Raisman), le azioni (o “non azioni”) di USA Gymnastics (USAG) iniziano ad avere delle conseguenze serie. Ecco le storie principali accadute negli ultimi giorni:

 

Cambio di direzione per la Federazione, ma non basta.

Con un tweet, nella giornata di lunedì, la federazione fa sapere che alcuni membri del Consiglio di Amministrazione hanno deciso di dimettersiil presidente Paul Parilla, il vice presidente Jay Binder e il tesoriere BitsyKelley

Queste dimissioni sono state supportate dal Comitato Olimpico americano (USOC) con una dichiarazione:

“Da ottobre dello scorso anno abbiamo intavolato una discussione con il direttivo di USA Gymnastics con la raccomandazione principale […]di cambiare la cultura di USA Gymnastics. Questa discussione si è velocizzata durante le vacanze e oggi [lunedì 22 gennaio, ndr]ci sono state tre dimissioni da parte di membri del Consiglio di Amministrazione. È necessario un nuovo direttivo, poiché l’attuale si è concentratosul fatto che non è stato fatto niente di male. USA Gymnastics deve concentrarsi nel supportare le coraggiose vittime. La famiglia olimpica ha deluso queste atlete e dobbiamo continuare a fare ogni passo necessario ad assicurare che questo non accada mai più.”

AlyRaisman ha rilasciato a sua volta una risposta alle dichiarazioni dell’USOC, in cui ribadisce le colpe proprio del comitato olimpico nel non fare abbastanza e auspica ad un’investigazione privata:

La storia dell’Indy Star [il giornale che per primo ha dato voce alle vittime che accusavano Nassar, ndrè uscita il 4 agosto 2016, […] il giorno dopo USOC ha detto di non voler investigare (e ha persino elogiato USAG per il lavoro svolto nell’area degli abusi sessuali). 

[…] Lo scorso weekend USOC ha rilasciato una dichiarazione in cui,senza vergogna,si prendeva il merito per qualche dimissione [all’interno] di USAG (da notare: non licenziamenticome se avessero affrontato il problema, senza rendersi ancora conto di avere un ruolo in questo casino.ZERO responsabilità! È come se nessuna di noi fosse mai stata abusata!

[…]

La sospensione di John Geddert.

Un’altra testa “sospesa” è quella di John Geddert, allenatore famoso per aver portato al successo Jordyn Wieber (anche lei vittima di Nassar) nel 2011, ma colpevole di aver insabbiato gli abusi di Nassar, di cui era molto amico e che lavorava nella sua palestra. Geddert è anche accusato di aver usato nei confronti delle proprie ginnaste dei metodi di lavoro non proprio ortodossi, facendo leva sulla paura e sulle intimidazioni. L’allenatore della Twistars ha saputo della sua sospensione mentre si trovava in Florida ad una gara e non ha potuto accedere al campo gara. Con una mail alle famiglie delle atlete della Twistars ha fatto sapere che sta pensando di andare in pensione.

Gli sponsor abbandonano USAG.

Dopo che le grandi aziende come P&G, Kellog’s, Hershey’s e Under Armour hanno deciso di non rinnovare i contratti di sponsorizzazione, anche AT&T, la principale compagnia telefonica americana, ha deciso di chiudere con loro. L’azienda di telecomunicazioni ha fatto sapere che si impegnerà comunque ad aiutare i giovani atleti nel perseguimento del loro sogno e che torneranno da USAG non appena la federazione prenderà pienamente coscienza dei tragici fatti accaduti.

La storia di Mattie Larson.

Ma le accuse a USA Gymnastics non finiscono qui. Questa volta a parlare è stata Valorie Kondos-Field, l’allenatrice della squadra universitaria di ginnastica della UCLA, che riporta i metodi di mobbing perpetrati nel circuito Elite -il grado più alto per un/una ginnasta americana che permette di accedere alla squadra nazionale che andrà ai mondiali o alle Olimpiadi- ai danni delle atlete. Nel lungo post sul suo sito racconta di come nella sua carriera abbia visto cosa il “sistema Karolyi/USAG” può fare alle atlete, fisicamente e soprattutto mentalmente e che si ritirano nel campionato universitario per trovare un po’ di pace.

Miss Val prende ad esempio il caso di Mattie Larson, ginnasta promettente del quadriennio 2009-2012, membro della squadra americana ai Mondiali di Rotterdam del 2010 e tra le prime a denunciare Nassar:

[…] Dopo il suo esercizio al corpo libero ai Mondiali del 2010 e aver sbagliato l’ultima diagonale, [Mattie Larson] diventò letteralmente invisibile per chiunque all’interno della federazione. Quando guardate il video, si può vedere la sua compagna di squadra Rebecca Bross che non la degna di uno sguardo quando si incrociano sulle scalette che portano alla pedana del corpo libero. Da quel momento Mattie venne esclusa. Non voglio che pensiate che stia dando la colpa alla Bross, lei si è comportata solamente per come è stata addestrata.

Nessuno… e dico NESSUNO le ha rivolto la parola per tutto il tempo in cui sono stati a Rotterdam per i Campionati Mondiali e per le seguenti tre settimane al ritorno negli States. Non i suoi allenatori, non le sue compagne di squadra o Martha le ha detto: ‘Buongiorno’. Quando mi ha chiamato per dirmi che voleva lasciare l’Elite per il circuito universitario le ho chiesto: ‘Perché ora, così vicino alle Olimpiadi?’ e mi disse: ‘Perché sono diventata invisibile. Miss Val, qualche volta devo darmi i pizzicotti per essere sicura di essere ancora viva e non un fantasma.

Pensavo seriamente che se Mattie fosse arrivata alla UCLA sarebbe sbocciata nell’allegra performer che tutti conosciamo. Invece i suoi demoni continuavano ad alimentare la malattia, fino a che un giorno, durante il suo secondo anno, cadde a pezzi. Proprio fuori dalla porta della palestra stava letteralmente piangendo e urlando istericamente. ‘Miss Val, per favore, non farmi andare in quella palestra. Non ce la posso più fare’. Immaginate che tipo di abuso e trauma mentale dovesse avere per aver raggiunto quel punto.

Abbiamo immediatamente accompagnato Mattie all’assistenza psicologica per studenti e poco dopo decise di lasciare la ginnastica, per poi lasciare anche la scuola. Sono felice di raccontare che Mattie è tornata l’anno scorso per completare l’università e parlare al nostro banchetto di premiazione. Uno dei miei rimpianti è quello di non aver registrato il suo discorso dell’ultimo anno. Era uno dei discorsi più commoventi che ognuno di noi abbia mai sentito e comunque non c’era un grammo di autocommiserazione o di vittimismo. Mattie ha raccontato semplicemente la sua storia di abusi verbali ed emotivi subiti nella sua società, la AOGC, e da Martha Karolyi. Mattie infine ha rivelato gli abusi subiti dalle mani di Nassar.[…]

Shawn Johnson e Nastia Liukin scendono in campo.

In supporto alle vittime di Nassar anche due delle più famose ginnaste americane degli ultimi anni, Shawn Johnson, con un video  sul suo canale, e Nastia Liukin, campionessa olimpica 2008 e figlia dell’attuale DTN della nazionale americana Valeri Liukin, con un post sul suo sito e con la donazione da parte sua e della sua famiglia all’associazione Joyful Heart Foundation, che aiuta le vittime di abusi. Proprio la Liukin era stata accusata l’anno scorso di non aver dimostrato molta empatia con le vittime di Nassar, dopo che le era stata rivolta una domanda a riguardo durante i campionati nazionali. 

 

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