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Lunedì, 24 Aprile 2017

Simone Biles è stata intervistata dal sito Houston Chronicle nella sua città natale, nel Texas, in occasione del firmacopie del suo libro "Courage to Soar" (Il coraggio di spiccare il volo, ndr).

Diventata l'atleta dell'anno, ora si gode la meritata popolarità. "Non posso andare ovunque senza che nessuno mi noti o mi riconosca, fermandomi. A volte diventa stressante perché voglio semplicemente uscire o entrare [in un luogo], oppure sono in ritardo. A parte questo, è molto divertente incontrare i fan per caso. Le cose sono cambiate perché dal momento in cui sei alle Olimpiadi, sei in onda in tutti gli Stati Uniti e così non puoi veramente nasconderti, una volta che sei qui."

Il libro ripercorre la vita travagliata della Biles, l'inizio nella ginnastica fino all'apice dell'attuale carriera, ovvero le Olimpiadi di Rio 2016 dove ha vinto quattro ori e un bronzo. "Penso che [il libro] possa insegnare a molti ragazzi di non rinunciare quando i tempi si fanno bui. Inoltre, tutti quanti partiamo dal basso, ma il modo di risalire dipende solo da noi. Dipende dai sogni e dagli obiettivi, quindi tutti possono leggerlo. Se un ragazzo o un bambino sta affrontando un'adozione o un'affidamento, questa è una storia a cui si può ispirare, perché è da dove vengo anche io. Per loro, sapere da dove arrivo e dove sono arrivata può davvero essere d'aiuto."

Riguardo proprio a Rio, dell'esperienza olimpica Simone ha imparato a spingere al massimo. "Eravamo così preparate, dovevamo solo fare ciò che abbiamo fatto durante gli allenamenti, fare bene e centrare gli attrezzi. Abbiamo gestito la nostra tenuta mentale in modo ottimale."

Riguardo il futuro? Ad oggi la Biles è la ginnasta americana più medagliata. Continuerà a spingere più in là il proprio record? "Per ora mi focalizzo solo sul libro, perché questa è una cosa nuova e ci abbiamo lavorato fino ad oggi. Sto pensando di prendere un periodo di pausa dalla ginnastica e di ritornare in palestra alla fine dell'anno o all'inizio del prossimo. Quindi inizierò ad allenarmi solo ad allora. Non so se tornerò per i Campionati Mondiali. Dovrei tornare in forma e partecipare ai trials. Spero però che il prossimo obiettivo dopo i Mondiali siano ancora le Olimpiadi."

 

Nonostante le Olimpiadi estive siano finite ormai da mesi, e ora ci troviamo nel pieno dell'inverno, due delle più celebri stelle dei Giochi hanno dimostrato di non aver ancora detto addio al caldo estivo. Le medagliate Aly Raisman e Simone Biles sono apparse sulla copertina dello Sports Illustrated Swimsuit Issue, posando per un servizio fotografico dove hanno sostituito i loro sfavillanti body da gara con degli eleganti bikini. La diciannovenne Simone Biles, vincitrice di quattro medaglie d'oro ai Giochi Olimpici di Rio di quest'estate, e considerata la migliore ginnasta al mondo, è qui immortalata in pose che rivelano tutte le sue abilità atletiche, in verticale e in spaccata. Aly Raisman, 22 anni, vincitrice di tre ori olimpici, che ha preso parte anche alle Olimpiadi di Londra del 2012, ha mostrato invece un lato più sensuale. Uno scatto la ritrae distesa su una panchina di pietra, con i capelli che le cadono all'indietro. Il servizio fotografico ha avuto luogo ad uno skate park e in un giardino di sculture a Houston, vicino alle palestre dove le due ginnaste si allenano quotidianamente. "Sono emozionato di includere delle campionesse delle squadra statunitense di ginnastica artistica", ha dichiarato l'editore del Swimsuit Issue, M.J. Day. "Aly e Simone rappresentano tutto ciò che c'è di bello, forte e stimolante nelle donne oggi. Donne che non sono solo atlete professioniste, che attirano ed impressionano per i loro traguardi sportivi, ma anche per la loro bellezza di fronte all'obiettivo del fotografo James Macari. Amo vederle brillare in una luce totalmente diversa ed essere in grado di condividere queste immagini con il mondo intero. Queste donne, la loro bellezza, e ciò che possono raggiungere non conoscono limiti." In merito, la stessa Aly Raisman aggiunge: "ho sognato di poter posare per lo Sports Illustrated per anni. Amo come loro mostrino donne bellissime da tutto il mondo e come celebrino come tutte le donne siano speciali e uniche nel loro modo di essere."




Fonte: NY Post, Entertainment Tonight.

Qualcuno dice che non sempre la parola “fine” mette davvero un punto di chiusura a qualcosa, ma questa volta è davvero così. Quando un sipario si chiude, una pedana si mette da parte e a volte può essere doloroso. Questo è quello che è successo nell’ultima giornata di gare a Rio, dove in campo gara, nella finale del corpo libero di ginnastica artistica, l’azzurra Vanessa Ferrari non è riuscita, purtroppo, a prendersi la sua rivincita che aspettava da Londra 2012. Salita in pedana per ultima, cosa che di solito facilita le ginnaste, è partita grintosa e piena di voglia di fare, come solo lei è in grado di dimostrare, ma l’esercizio non è stato dei migliori. Le spinte ci sono state, gli atterraggi un po’ meno. Sempre sorridente, precisa nei suoi movimenti, la diagonale finale è stata quella che l’ha fatta scendere dal podio e ha fatto salire, sul terzo gradino, la britannica Tinkler che, invece, ha lasciato tutti a bocca aperta. Tanto dispiacere e tanta amarezza, inutile nasconderlo, per quella che è stata la gara di chiusura di una ginnasta che, in dieci anni, ha regalato sempre tanto alla squadra e alla nazionale. Lo sguardo nell’attesa del punteggio, quegli occhi ansiosi, la mano stretta in quella di Erika Fasana, sono momenti che non saranno facili da dimenticare. L’abbraccio finale con il suo allenatore di sempre, Enrico Casella, ha già detto tutto. Un punteggio, faticoso a dirlo ma doveroso, giusto per la gara di oggi. Certo è che se si guarda la sua carriera, e anche solo l’esercizio di qualifica, un po’ di rancore rimane. Nonostante tutto, Vanessa può ritenersi contenta per quello che ha fatto nella storia della ginnastica artistica italiana femminile, per tutto quello che ha regalato, per essere sempre stata un punto fermo per la squadra e le sue compagne.
Ma Vanessa non era la sola azzurra in gara. Va rilevata, senza dubbio, l’ottima prestazione di Erika Fasana, che ha chiuso in sesta posizione, con un sorrisone a fine esercizio che ha fatto sorridere anche noi amanti e non della ginnastica. Una finale conquistata per la quale Erika deve essere contenta e un punteggio finale migliore di quello della qualifica. Ha dimostrato chi è e ha lasciato un segno come per dire a tutti che lei c’è. E c’è davvero. Nessuna novità per le prime due posizioni del podio, conquistate rispettivamente dalle statunitensi Biles e Raisman. Imbattibili e irraggiungibili, hanno chiuso quest’olimpiade nel migliore dei modi, dopo una medaglia a squadre, una medaglia entrambe nella finale AA che passerà alla storia e, per la Biles, un’altra medaglia nella finale a trave.
Finiscono così le Olimpiadi di Rio per questa disciplina, con tante emozioni e un po’ di tristezza, ma con tanta voglia di Tokyo dove siamo sicuri che le azzurre sapranno esserci e sapranno combattere, di nuovo, a testa alta.

Durante le finali di specialità per attrezzo di ieri, 14 agosto, alla Olympic Arena di Rio non sono certo mancati i colpi di scena. Corpo libero e cavallo con maniglie per la ginnastica artistica maschile, volteggio e parallele asimmetriche per la femminile hanno regalato agli spettatori grandi emozioni.

Al corpo libero maschile Max Withlock con un esercizio da manuale conquista il primo gradino del podio e lascia ai due brasiliani Diego Hypolito e Arthur Mariano, rispettivamente l’argento e il bronzo. Opaca la prestazione di entrambi i super favoriti giapponesi Kenzo Shirai e Kohei Uchimura, relegati inaspettatamente ai piedi del podio in quarta e quinta posizione a causa di diverse, letali imperfezioni.

Al volteggio femminile la finale si apre col botto con il tentato TTY (Yurchenko con triplo avvitamento) di Hong Un Jong. La nord coreana, però, non riesce ad eseguirlo al meglio: poggia i piedi sul tappetino ma rimbalza a terra e i giudici decidono anche di non assegnarle la difficoltà di questo salto, dal punteggio di partenza pari a 6.7. Hong conclude la sua gara in sesta posizione, cancellando in un istante ogni possibilità di medaglia e pure la speranza di vedere il difficilissimo movimento denominato a suo nome. Altra grande sorpresa di questa finale arriva da Oksana Chusovitina. All’età di quarantuno anni presenta in gara un ottimo Produnova (da un punteggio di partenza pari a 7.0) ma purtroppo paga una caduta all’arrivo del salto e conclude la sua finale in settima posizione. L’indiana Dipa Karmakar, invece, migliora il suo Produnova rispetto alla qualifica e si avvicina vertiginosamente al podio. Giulia Steingruber, però, approfitta dell’assenza della Hong e con due salti puliti, precisi e dalle ottime difficoltà conquista un’inaspettata quanto meritata medaglia di bronzo. Migliore di quattro centesimi più di lei la campionessa europea in carica Maria Paseka, che si migliora rispetto alla scorsa olimpiade mettendo le mani sull’argento grazie a due buoni salti. Gli stessi salti, un Cheng (6.4) e un Amanar (6.3) sono presentati anche da una strepitosa Simone Biles, con ben altra esecuzione. L’americana, ultima in ordine di salita, esegue due salti composti, altissimi e con solo qualche passetto di troppo sugli arrivi. È il terzo oro di questa olimpiade per lei.

Al Cavallo con Maniglie Withlock conquista il secondo oro di giornata con un esercizio dall’incredibile punteggio di partenza di 7.2 che gli garantisce l’oro. Più preciso di lui ma penalizzato dal punteggio di partenza più basso il connazionale Louis Smith che deve accontentarsi dell’argento. Il bronzo va, invece, all’americano Alexander Naddour ai danni del francese, Cyril Tommasone, quarto a un solo decimo di distanza.

L’ultima finale del giorno è quella alle parallele asimmetriche. Con una prestazione sensazionale, dalla precisione millimetrica, Aliya Mustafina si riconferma campionessa olimpica alle parallele asimmetriche per un altro quadriennio, superando di poco meno di un decimo l’americana Madison Kocian, altra favorita per la conquista del titolo. Fuori dalla zona medaglia sia Gabby Douglas, che commette una clamorosa indecisione (senza però cadere) all’inizio dell’esercizio, sia la russa Daria Spiridonova, caduta da uno Shaposhnikova. Il terzo gradino del podio, conteso dalla cinese Shang Chunsong e dalle tedesche Elisabeth Seitz e Sophie Scheder, viene conquistato proprio da quest’ultima, con un esercizio impeccabile che riesce a superare per soli 33 centesimi quello della connazionale. Degna di nota anche la prestazione di Jessica Lopez, che migliora addirittura il punteggio di qualifica di 33 centesimi e termina sesta.

Di seguito tutte le classifiche complete.

Corpo libero (maschile):

1.WHITLOCK Max (GBR)- 15.633

2.HYPOLITO Diego (BRA)- 15.533

3.MARIANO Arthur (BRA)- 15.433

4.SHIRAI Kenzo (JPN)- 15.366

5.UCHIMURA Kohei (JPN)- 15.241

6.DALTON Jacob (USA)- 15.133

7.THOMAS Kristian (GBR)- 15.058

8.MIKULAK Samuel (USA)- 14.333

 

Volteggio (femminile):

1.BILES Simone (USA)- 15.966 (VT1- 15.900 (D-6.3); VT2- 16.033 (D-6.4))

2.PASEKA Maria (RUS)- 15.253 (VT1- 15.266 (D-6.4); VT2- 15.241 (D-6.4))

3.STEINGRUBER Giulia (SUI)- 15.216 (VT1- 15.533 (D-6.2); VT2- 14.900 (D-5.8))

4.KARMAKAR Dipa (IND)- 15.066 (VT1- 14.866 (D-6.0); VT2-15.266 (D-7.0))

5.WANG Yan (CHN)- 14.999 (VT1- 14.866 (D-6.0); VT2- 15.133 (D-6.2))

6.HONG Un Jong (PRK)- 14.900 (VT1- 15.400 (D-6.4); VT2-14.400 (D-6.3))

7.CHUSOVITINA Oksana (UZB)- 14.833 (VT1- 14.933 (D-7.0); VT2- 14.733 (D-6.0))

8.OLSEN Shallon (CAN)- 14.816 (VT1- 14.966 (D-6.3); VT2- 14.666 (D-5.9))

 

Cavallo con maniglie:

1.WHITLOCK Max (GBR)- 15.966

2.SMITH Louis (GBR)- 15.833

3.NADDOUR Alexander (USA)- 15.700

4.TOMMASONE Cyril (FRA)- 15.600

5.BELYAVSKIY David (RUS)- 15.400

6.KUKSENKOV Nikolai (RUS)- 15.233

7.MERDINYAN Harutyun (ARM)- 14.933

8.VERNIAIEV Oleg (UKR)- 12.400

 

Parallele Asimmetriche:

1.MUSTAFINA Aliya (RUS)- 15.900

2.KOCIAN Madison (USA)- 15.833

3.SCHEDER Sophie (GER)- 15.566

4.SEITZ Elisabeth (GER)- 15.533

5.SHANG Chunsong (CHN)- 15.433

6.LOPEZ AROCHA Jessica Brizeida (VEN)- 15.333

7.DOUGLAS Gabrielle (USA)- 15.066

8.SPIRIDONOVA Daria (RUS)- 13.966

Si potrebbe dire che le medaglie d'oro all around fossero già state assegnate prima del dovuto, dato che i pronostici erano tutti a favore di Kohei Uchimura e Simone Biles. Invece, le gare che abbiamo visto alla Rio Olympic Arena sono state tutt'altro che scontate.

Iniziando dalla competizione maschile andata in scena mercoledì 10, la vittoria del campione olimpico uscente -e quindi in carica- è stata sudata, forse più delle altre 6 volte mondiali e anche più di Londra. Il giapponese ha rincorso il primo gradino del podio insieme all'ucraino Oleg Verinaiev attrezzo dopo attrezzo, allontanandosi dal britannico Max Whithlock, arrivato poi terzo, il russo Denis Belyavskiy e ai due cinesi Lin e Deng.

Uchimura ha rischiato grosso il suo primato di vittorie all around consecutive, dalla qualifica fino a quasi metà gara è sstato superato dal campione europeo e mondiale Verniaiev, a causa di qualche errore di troppo al cavallo con maniglie, agli anelli e alla parallela pari. La resa dei conti si è vista all'ultimo attrezzo, la sbarra, in cui i due specialisti -l'ucraino entrato in finale, il giapponese no, poiché è caduto in qualifica- hanno duellato fino all'ultimo decimo a scapito di Verniaiev, al quale un piccolo passo d'uscita è costato l'oro.

Anche Simone Biles ha rischiato, seppur meno di Uchimura. Nonostante il nervosismo dato dall'olimpiade riguardi anche i migliori, la dieci volte campionessa mondiale è riuscita a stare davanti a tutte in tre attrezzi su quattro. Partendo dal volteggio, con un Amanar da manuale, la Biles guida la prima rotazione, davanti alla connazionale Aly Raisman e ad Aliya Mustafina. È proprio la Mustafina che da del filo da torcere alle rivali in seconda rotazione, alle parallele, di cui guida la classifica temporanea, complice il fatto che questo attrezzo è il meno congeniale ad entrambe le ginnaste americane.

Ma dalla terza rotazione arriva il bello. La Mustafina si perde nell'esercizio alla trave, mancando l'esigenza della serie acrobatica, mentre Biles e Raisman si riprendono tranquillamente. Simone è la campionessa mondiale all'attrezzo e guida anche la qualifica, mentre la Raisman è stata bronzo a Londra 2012.

Il distacco completo arriva al corpo libero dove, prima Raisman e poi Biles, portano a termine esercizi di altissimo livello, senza la minima sbavatura. Ed è così che le due attendono l'ultimo risultato sperato, che porta Simone Biles ad emozionarsi come non si era mai vista durante il quadriennio. Anche Aly Raisman si emoziona, ripensando a quel quarto posto di Londra, superata proprio dalla Mustafina, qui arrivata terza.

Per quanto riguarda Carlotta Ferlito e Vanessa Ferrari, le due non hanno deluso le aspettative. Archiviata la brutta rotazione alla trave durante le qualifiche, le azzurre riescono a recuperare molte posizioni grazie ad una gara equilibrata seppur con piccoli errori qua e là per entrambe -alla trave per Ferlito e al corpo libero per Ferrari-, finendo rispettivamente 11.ma e 16.ma.

Era dall'inizio del quadriennio che si prospettava il monopolio di medaglie da parte di Kohei Uchimura e Simone Biles, e molti pensavano ad una finale olimpica poco coinvolgente da questo punto di vista. Ma ogni edizione olimpica fa storia a sé e quella a cui abbiamo assistito entra per sempre nella storia dello sport, non solo della ginnastica.

 

Podio All Around maschile:

1- Kohei Uchimura JPN 92.365
2- Oleg Verniaiev UKR 92.266
3- Max Whithlock GBR 90.641

Podio All Around femminile:

1- Simone Biles USA 62.198
2- Alexandra Raisman USA 60.098
3- Aliya Mustafina RUS 58.665

La squadra USA al femminile è affamata d’oro ai Pacific Rim 2016, a Everett, Washington, sabato 9 e domenica 10 aprile scorsi. Sotto il caloroso pubblico di casa, le atlete della nazionale statunitense dimostrano ancora una volta di essere pronte in vista del grande appuntamento di quest’estate, le olimpiadi di Rio 2016, portando a casa ben cinque medaglie d’oro su sei. La conquista dell’oro di squadra è sembrata quasi una formalità per le americane, guidate da una Simone Biles a dir poco strabiliante. Al debutto stagionale, che la vede in forma smagliante, Simone riesce nell’impresa di abbattere un ulteriore muro, quello dei 62 punti, prendendosi la medaglia d’oro All-Around con ben 62.450! Lo spettacolo comincia al corpo libero, dove il punteggio di partenza è un incredibile 6.9. Precisa, pulita, Simone conclude ognuna delle sue diagonali molto all’interno dai margini del quadrato e conquista lo straordinario punteggio di 16.050. Al volteggio delizia il pubblico con un Amanar da 15.800, sporcato solo da un grande passo in avanti all’arrivo, poi sfoggia un ottimo, nuovo salto Cheng, da 15.875. Simone riesce a strappare un 15.050 persino alle parallele, con un esercizio essenziale ma molto pulito, e mette fine alla sua gara stoppando alla perfezione lo tsukahara in uscita da una trave magistrale, dal punteggio di 15.550. Il fenomeno della squadra a stelle e strisce pur centrando in pieno ogni finale, eccetto quella alle parallele, cede il posto alle sue compagne di squadra e non scende in campo nella seconda giornata di gara per le finali di specialità.

Alexandra Raisman riscatta in pieno la prestazione poco brillante di Jesolo, e si conferma atleta di spessore per la sua nazionale. Sabato non solo porta a casa un 15.200 al volteggio con l’Amanar, stoppa anche tutte le diagonali del suo corpo libero da 15.600, secondo miglior punteggio di giornata su questo attrezzo. Con il 14.800 alla trave, un tantino semplificata rispetto al solito, e il 14.300 alle ostiche parallele, Alexandra riesce a collocarsi a un buon livello come All-Arounder, più o meno sullo stesso piano sia della Hernandez sia della Douglas, e agguanta l’argento con il punteggio complessivo di 59.900. L’assenza di Simone alle finali di specialità di domenica le consente di mettere le mani sull’oro al corpo libero e sull’argento alla trave, con lo stesso punteggio di 15.100 su entrambi gli attrezzi. Sulla trave è Ragan Smith a spuntarla, guadagnando l’oro con un esercizio di spessore, dalla grande pulizia, con un punteggio di 15.225. Il pubblico, durante la gara a squadre, è entrato in visibilio per la splendida coreografia del suo corpo libero, sulle note della canzone della famiglia Addams, ma ha molto apprezzato anche la frizzante performance della sua compagna neo-senior Laurie Hernandez. Un'ottima gara la sua, con buoni picchi alla trave (15.250) e al corpo libero (14.950), a un solo decimo di distanza dalla Raisman con il punteggio di 59.800. Come Simone, però, anche lei rinuncia alle finali di specialità. Ad approfittare della sua assenza è Brenna Dowell, che agguanta l’argento al corpo libero (14.825), ma non riesce a replicare il buon punteggio di 15.250 del giorno precedente alla finale delle parallele asimmetriche a causa di una caduta, finendo quinta. Il predominio sugli staggi è di Ashton Locklear, che in entrambi i giorni di gara si è dimostrata la vera parallelista della squadra degli Stati Uniti. Bellissime linee su un esercizio composto da ottime difficoltà e da una precisione unica, Ashton ottiene l’oro di specialità con il punteggio di 15.625.

La giapponese Nagi Kajita, porta a casa il bronzo sia All-Around con 55.200, che di specialità alla trave con 13.700 ma non riesce a trascinare la sua nazione sul podio, quarta alle spalle di Canada e Australia. È infatti la buona prestazione di Emily Little a portare l’Australia a un bronzo di buon auspicio in vista dell’imminente Test Event di Rio. L’altra medaglia per l’Australia arriva da Larrissa Miller, argento alle parallele con 14.675, mentre l’unica medaglia della Nuova Zelanda è il bronzo al volteggio di Courtney McGregor, con due buoni salti dalla media di 14.250. Le canadesi Shallon Olsen e Brittany Rogers guidano la squadra verso un meritato argento e la prima riesce persino a conquistare l’unico oro disponibile, quello al volteggio, con la media di 14.750, oltre che il bronzo al corpo libero con 14.400. Anche Brittany conquista due medaglie, l’argento con un volteggio da 14.437 e il bronzo alle parallele asimmetriche con 14.600.

La seconda tappa per la selezione del Team USA che partirà per Rio 2016 si disputerà questo week end tra l' 8 e il 10 aprile.
La squadra che Martha Karolyi ha scelto per rappresentare al meglio la Nazione sarà composta da Aly Raisman, Brenna Dowell, Laurie Hernandez, Simone Biles, Ashton Locklear e Maggie Nichols.
Non è ancora stato deciso chi sarà schierata nell'AA ma una cosa è certa: come al solito lo spettacolo non mancherà!
Simone Biles debutterà nell'anno a cinque cerchi con il suo nuovo programma; nei mesi scorsi l'abbiamo vista provare diversi elementi di valore altissimo tra cui il Moors al corpo libero e il Fabrichnova in uscita alle parallele di cui però non abbiamo la certezza che possa presentarli.
Con tutta probabilità invece inserirà il Cheng al volteggio in modo da poter assicurarsi la medaglia del colore più pregiato anche in questo attrezzo.
Maggie Nichols, diretta concorrente di Gabby Douglas dovrà dare prova di solidità e sicurezza senza precedenti se vorrà ambire ad essere la seconda AA pronta per Rio mentre Laurie Hernandez potrebbe essere la terza a concorrere suoi quattro attrezzi.
Dopo l'errore al volteggio due settimane fa a Jesolo, Aly Raisman dovrà riscattarsi, perché se è vero che in qualsiasi altra Nazionale un'atleta come lei troverebbe posto senza sforzi, negli USA nulla è certo nemmeno per una tre volte medaglia olimpica.
La guerriera Brenna Dowell dopo le ripetute delusione degli anni scorsi (ricordiamo i mondiali del 2013 dove poco prima della gara su dichiarata riserva e i mondiali 2015 con una gara notevolmente al di sotto dei suoi standard) è pronta a riprovarci!
La grande specialista Ashton Locklear punta tutto sulle sue tanto amate parallele ma sarà in grado di sorprendere al punto da giocarsela su un solo attrezzo? Staremo a vedere... Nel frattempo mancano ancora 122 giorni all'apertura dei Giochi Olimpici ma la competizione è già nel vivo!

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