Login to your account

Username *
Password *
Remember Me

Create an account

Fields marked with an asterisk (*) are required.
Name *
Username *
Password *
Verify password *
Email *
Verify email *
Captcha *
Reload Captcha
Mercoledì, 15 Agosto 2018

Larry Nassar è stato finalmente condannato ad una pena che va dai 40 ai 175 anni di reclusione.

Sentenza durissima per l’ex medico della nazionale statunitense, già condannato a scontare 60 anni di reclusione per detenzione di materiale pedopornografico.

Più di 160 tra donne e ragazze hanno portato la loro testimonianza in tribunale durante i sette giorni dell’udienza di condanna, tra queste le campionesse olimpiche Aly Raisman e Jordyn Wieber; altre atlete come Simone Biles, Gabby Douglas, McKayla Maroney e Maggie Nichols hanno rilasciato dichiarazioni sulle rispettive bacheche dei Social Network.

Particolarmente intensa è stata la testimonianza di Mattie Larson, membro della squadra nazionale dal 2008 al 2010 e campionessa nazionale al corpo libero; a 19 anni la Larson si trovava all’apice della sua carriera che è stata spezzata dagli abusi: “Larry, i miei allenatori e UsaGym hanno trasformato lo sport che amavo nel mio inferno personale”. Aveva 14 anni quando Nassar abusò di lei per la prima volta, e ciò si ripeteva ogni volta che veniva visitata. Mattie ha continuato raccontando che Nassar ignorò una frattura che si era procurata, assicurandole che stava bene; una volta a casa fu un altro medico ad accorgersene.

La Larson ha rivolto anche pesanti accuse ai coniugi Karolyi e ai loro metodi di allenamento: “Al Karolyi Ranch, l’agglomerato urbano più vicino è una prigione di massima sicurezza a 30 miglia di distanza; è completamente isolato e l’ospedale più vicino è talmente lontano che se qualcuno si facesse male seriamente, avrebbero dovrebbero trasportarlo in elicottero”.

Mattie ha inoltre lottato contro un disturbo alimentare causato dalla pressione degli allenatori: “Ad un certo punto ero così disperata che pur di non andare al Karolyi Ranch mi ferì intenzionalmente. Quando tornai la volta successiva mi pentì di essermi solo ferita e di non essermi spinta oltre. "Non mi sono mai sentita così piccola e inutile nella mia vita; Il Ranch era l'ambiente perfetto per i molestatori e per gli abusi”

La Larson ha anche discusso con la senatrice Dianne Feinstein riguardo la legge che obbligherebbe le istituzioni di denunciare immediatamente gli abusi sessuali. Vuole che vengano intraprese azioni legali per impedire che qualcosa di simile accada di nuovo e anche lei, come la Raisman, ha incolpato MSU e USAGym per non aver fermato Nassar quando gli abusi furono segnalati per la prima volta.

Angela Povilaitis, assistente procuratore generale del Michigan, durante un intervento in aula ha definito Nassar "il maggiore aggressore sessuale di minori nella Storia". IL medico avrebbe agito per più di 20 anni, fino alle prime denunce nel 2016. Il caso ha fatto sì che molti vertici della Federazione di ginnastica americana fossero deposti, in quanto accusati di aver tardato a denunciare l'accaduto.

Nassar ha più volte indirizzato lettere alla corte, chiedendo di non assistere alle testimonianze delle vittime: “Sono stato un buon medico perché i miei trattamenti hanno funzionato e quei pazienti che adesso stanno testimoniando sono gli stessi che mi hanno elogiato, sono tornati più volte da me e hanno invitato familiari e amici a consultarmi […] tutto quello che volevo era rendere meno stressante la situazione per tutti, come ho scritto nella precedente lettera”.

Parole che hanno sconvolto la platea.

“Da questa lettera deduco che lei non ha capito quello che ha fatto, se ancora pensa di avere in qualche modo ragione” ha affermato il giudice Rosemarie Acquilia.

Prima che la sentenza fosse pronunciata Nassar si è rivolto alle vittime  “Porterò le vostre parole con me per il resto dei miei giorni”

  "E’ un onore per me condannarla perché lei, signore, non merita di uscire mai più di una prigione", le parole del giudice Acquilia, ed ha aggiunto “Ho appena firmato la sua condanna a morte”.

«Molti di voi mi conoscono come una ragazza felice, sorridente e piena di vitalità. Ma di recente…. mi sentivo a pezzi e più cercavo di far tacere la voce nella mia testa, più continuava ad urlare. Non ho più paura di raccontare la mia storia. Anch’io sono una delle tante sopravvissute che sono state abusate sessualmente da Larry Nassar».

Inizia così la lettera che Simone Biles ha pubblicato lunedì 15 Gennaio su twitter con l’hashtag “metoo”: la ginnasta statunitense, che con le quattro medaglie d’oro alle Olimpiadi di Rio 2016 e i tre titoli mondiali consecutivi è entrata nella leggenda della Polvere di Megnesio, ha confessato pubblicamente gli abusi subiti da Larry Nassar unendosi alle compagne McKayla Maroney, Gabby Douglas, Aly Raisman e Maggie Nichols.

Vi prego di credermi quando dico che è stato più difficile dire queste cose a me stessa che scriverle poi nero su bianco.- scrive la Biles- Ci sono diversi motivi per cui ho esitato a condividere la mia storia, ma io ora so che non è una mia colpa. Non è normale ricevere qualsiasi tipo di trattamento da un fidato medico del team e riferirsi a questi in modo orribile con l’appellativo di trattamento speciale. Questo comportamento è completamente inaccettabile, disgustoso e abusivo, soprattutto se proviene da qualcuno di cui mi era stato detto di fidarmi. Per troppo tempo mi sono chiesta: 'Sono stata troppo ingenua? Era una mia colpa?'.. Ora io conosco la risposta a queste domande ed è no, non è stata una mia colpa. No, non voglio e non devo prendermi colpe che appartengono a Larry Nassar, alla Federazione Statunitense a ad altri.”

Nello sfogo straziante di Simone Biles si intravedono anche la forza, la determinazione e il coraggio che l’hanno sempre accompagnata nella sua carriera:

“ E’ molto difficile rivivere queste esperienze e mi spezza il cuore pensare che se devo lavorare per raggiungere il mio sogno di partecipare alle Olimpiadi di Tokyo 2020, allora dovrò continuamente tornare in quella struttura dove ho subito gli abusi.

 Dopo aver ascoltato le coraggiose storie delle mia amiche e di altre sopravvissute, io so che non è quell’esperienza orribile a determinare quello che sono. Io sono più di quello. Io sono unico, talentuosa, motivata, appassionata. Ho promesso a me stessa che la mia storia sarà più grande di questo e vi prometto che non mollerò mai. Gareggerò con tutto il mio cuore e tutta la mia anima ogni volta che entrerò in una palestra. Io amo troppo questo sport e non sono mai stata una che si arrende facilmente. Non permetterò mai a un uomo, e a chiunque lo appoggi, di rubare il mio amore e la mia felicità. Noi dobbiamo sapere come sia stato possibile che tutto questo accadesse per così tanto tempo e a così tante di no. Dobbiamo fare in modo che questo non accada più.”

Dopo la pubblicazione della lettera, USA Gymnastics ha rilasciato un comunicato in cui ha affermato di essere dispiaciuta e arrabbiata per il fatto che Simone Biles o altri atleti siano stati danneggiati dalle orribili azioni di Larry Nassar. La federazione, nel comunicato, offre il suo sostegno a tutti gli atleti che hanno condiviso con coraggio le loro esperienze. La Federazione statunitense, infine, pomette di continuare ad ascoltare i suoi atleti al fine di creare una cultura di empowerment con un focus incessante sulla sicurezza degli atleti ogni singolo giorno.

Ecco il trailer del film  “The Simone Biles Story: Courage to Soar”,  ispirato all’omonima autobiografia della campionessa olimpica. Il film, prodotto da Lifetime, ripercorre la storia della Biles dalla palestra in Texas alle Olimpiadi di Rio del 2016, mettendo in luce la determinazione e i sacrifici che l’hanno portata a scrivere la storia della ginnastica artistica, diventando una leggenda. Nel film viene raccontata anche l’infanzia difficile e le difficoltà che la giovane ginnasta ha dovuto affrontare per raggiungere il successo.

Come ogni anno post-olimpico, il 2017 può essere considerato una sorta di anno di passaggio per la ginnastica artistica. Certo, ci sono state competizioni importanti come gli Europei in Romania o i Mondiali a Montreal, ma la strada per Tokyo 2020 inizia effettivamente nel 2018.

Quest’anno sapremo le prime squadre qualificate alle prossime Olimpiadi grazie ai podi dei mondiali di Doha (ottobre), ma non solo: tanti sono i ritorni, come quelli più attesi di Simone Biles e di Aliya Mustafina, come anche le nuove promesse dell’annata 2002 per la femminile (Martina Basile, Sidney Saturnino, Sofia Arosio e Maria Vittoria Cocciolo per l’Italia) e 2000 per la maschile.

I campionati europei cambiano periodo: non più in primavera ma in piena estate. Sarà Glasgow ad ospitare ancora una volta una rassegna così importante che non riguarderà solo la ginnastica ma anche nuoto, ciclismo, golf e canoa. Dopo il successo enorme dei Mondiali 2015 la città scozzese è pronta a diventare Capitale Europea dello Sport.

Lo spostamento dei campionati europei fa sì che anche gli appuntamenti italiani vengano distribuiti nella prima parte dell’anno. La Serie A (A1, A2 e B) inizierà a marzo ad Arezzo e finirà a Torino a giugno, con una tappa intermedia (maggio) al Forum di Assago, organizzata dalla Ginnastica Meda.  Anche il Trofeo Città di Jesolo subirà uno slittamento alla seconda settimana di aprile, mentre gli Assoluti si terranno a Riccione a luglio.

Questo sarà l’anno dei giochi multisportivi. Oltre ai già citati Europei di Glasgow, la ginnastica sarà protagonista anche dei Giochi del Mediterraneo a Tarragona, Spagna (che vedrà impegnata anche l’Italia), i Giochi del Commonwealth a Gold Coast, Australia (a cui partecipano gli stati dell’ex Impero Britannico) e gli Asian Games.

Se i senior saranno impegnati ad ottobre con i Mondiali di Doha, primissima volta per uno stato mediorientale (dopo aver ospitato una tappa di CdM), i junior dovranno vedersela qualche settimana prima con i Giochi Olimpici Giovanili a Buenos Aires (Argentina).

Le coppe del mondo sono divise in tre categorie: CdM di Specialità, che permetterà la qualifica di ginnasti specialisti ai singoli attrezzi alle prossime Olimpiadi; CdM individuale, che vede i ginnasti partecipare all’All Around qualificati a seconda delle posizioni ottenute dalle nazioni agli scorsi mondiali; CdM World Challenge Cup, gare di specialità che però non porteranno ad una qualificazione olimpica.

Di seguito il calendario completo.

 

Febbraio

22-25 CdM di Specialità – Melbourne (AUS). Questa è la seconda tappa, poiché la prima del circuito si è svolta a Cottbus (GER) a novembre 2017.

 

Marzo

2-3 Serie A – Arezzo (ITA). Prima tappa di Serie A italiana.

3 CdM Individuale – Chicago (US). Prima Tappa, detta anche American Cup. Parteciperanno la campionessa mondiale Morgan Hurd e Yul Moldauer, bronzo a Montreal 2017.

17 CdM Individuale – Stoccarda (GER). Seconda tappa. Tra il 16 e il 18 si terrà anche una gara a squadre tra nazioni.

15-18 CdM Specialità – Baku (AZE). Terza tappa.

21-22 CdM Individuale – Birmingham (UK). Terza tappa.

21-24 CdM Specialità – Doha (Qatar). Quarta tappa. Sarà il banco di prova per i mondiali che si terranno sette mesi più tardi.

 

Aprile

5-13 Commonwealth Games – Gold Coast (AUS)

14 CdM Individuale – Tokyo (JAP). Quarta e ultima tappa.

14-15 Trofeo Internazionale Città di Jesolo – Jesolo (ITA). Sono già confermate: USA, Italia, Russia, Romania, Germania, Gran Bretagna, Canada e Francia.

 

Maggio

4-5 Serie A – Assago (ITA). Dopo la tappa del 2015, Ginnastica Meda riporta la ginnastica italiana al Mediolanum Forum di Assago.

24-27 CdM WCC – Osijek (CRO). Prima tappa.

31-3 giugno CdM WCC – Koper (SLO). Seconda tappa.

 

Giugno

8-9 Serie A – Torino (ITA). Terza e ultima tappa. Chi saranno le squadre che conquisteranno i titoli italiani e chi retrocederà?

14-17 CdM WCC – Guimaraes (POR). Terza tappa.

22-1 luglio Giochi del Mediterraneo -  Tarragona (SPA). Uno degli appuntamenti a cui l’Italia non è mai mancata. I Giochi dovevano tenersi nel 2017 ma per motivi organizzativi sono slittati a quest’anno.

 

Luglio

6-8 Campionati Assoluti – Riccione (ITA). Tutte le ginnaste e i ginnasti italiani più forti si sfideranno per i titoli assoluti e per un posto agli imminenti Europei di Glasgow.

6-8 CdM WCC – Mersin (TUR). Quarta tappa nella città dei Giochi del Mediterraneo 2013.

 

Agosto

2-12 Campionati Europei – Glasgow (UK).

18-2 settembre Asian Games – Jakarta (RI).

 

Settembre

21-23 CdM WCC – Szombathely (HUN). Quinta tappa.

27-30 CdM WCC – Parigi (FRA). Sesta e ultima tappa.

 

Ottobre

6-18 Youth Olympic Games – Buenos Aires (ARG).Dopo Rio 2016 le Olimpiadi tornano in Sud America con la versione per junior.

25-3 novembre Campionati Mondiali 2018 – Doha (QAT). Il Qatar vuole diventare il centro mondiale dello sport e la ginnastica ne sarà protagonista. L’Aspire Dome accoglierà i ginnasti migliori del mondo che non avranno sicuramente problemi di spazio, essendo l’arena indoor più grande del mondo.

 

Novembre

22-25 CdM Specialità – Cottbus (GER). Prima tappa. Ricomincia da qui il circuito che vedrà alla fine del 2019 qualificare i migliori ginnasti agli attrezzi per Tokyo 2020. 

Simone Biles e il suo partner Sasha Farber proseguono con il vento in poppa alla settima settimana di 'Dancing with the Stars'. Il duo ha ricevuto l'ottimo score di 35 punti per la loro samba (clicca qui per guardare il video). Simone, si è poi esibita in un freestyle team dance contro le rimanenti avversarie donne ricevendo ben 34 punti. (video). 

 

Le altre celebrità che artecipano al reality sono: Bonner Bolton, David Ross, Nancy Kerrigan, Nick Viall, Normani Kordei e Rashad Jennings. Chris Kattan, Charo, Mr. T and Erika Jayne invece, sono già stati eliminati. 

Clicca qui per vedere alcuni video delle passate performance di Simone e Sasha.

 

FONTE: USA Gymnastics

Simone Biles è stata intervistata dal sito Houston Chronicle nella sua città natale, nel Texas, in occasione del firmacopie del suo libro "Courage to Soar" (Il coraggio di spiccare il volo, ndr).

Diventata l'atleta dell'anno, ora si gode la meritata popolarità. "Non posso andare ovunque senza che nessuno mi noti o mi riconosca, fermandomi. A volte diventa stressante perché voglio semplicemente uscire o entrare [in un luogo], oppure sono in ritardo. A parte questo, è molto divertente incontrare i fan per caso. Le cose sono cambiate perché dal momento in cui sei alle Olimpiadi, sei in onda in tutti gli Stati Uniti e così non puoi veramente nasconderti, una volta che sei qui."

Il libro ripercorre la vita travagliata della Biles, l'inizio nella ginnastica fino all'apice dell'attuale carriera, ovvero le Olimpiadi di Rio 2016 dove ha vinto quattro ori e un bronzo. "Penso che [il libro] possa insegnare a molti ragazzi di non rinunciare quando i tempi si fanno bui. Inoltre, tutti quanti partiamo dal basso, ma il modo di risalire dipende solo da noi. Dipende dai sogni e dagli obiettivi, quindi tutti possono leggerlo. Se un ragazzo o un bambino sta affrontando un'adozione o un'affidamento, questa è una storia a cui si può ispirare, perché è da dove vengo anche io. Per loro, sapere da dove arrivo e dove sono arrivata può davvero essere d'aiuto."

Riguardo proprio a Rio, dell'esperienza olimpica Simone ha imparato a spingere al massimo. "Eravamo così preparate, dovevamo solo fare ciò che abbiamo fatto durante gli allenamenti, fare bene e centrare gli attrezzi. Abbiamo gestito la nostra tenuta mentale in modo ottimale."

Riguardo il futuro? Ad oggi la Biles è la ginnasta americana più medagliata. Continuerà a spingere più in là il proprio record? "Per ora mi focalizzo solo sul libro, perché questa è una cosa nuova e ci abbiamo lavorato fino ad oggi. Sto pensando di prendere un periodo di pausa dalla ginnastica e di ritornare in palestra alla fine dell'anno o all'inizio del prossimo. Quindi inizierò ad allenarmi solo ad allora. Non so se tornerò per i Campionati Mondiali. Dovrei tornare in forma e partecipare ai trials. Spero però che il prossimo obiettivo dopo i Mondiali siano ancora le Olimpiadi."

 

Nonostante le Olimpiadi estive siano finite ormai da mesi, e ora ci troviamo nel pieno dell'inverno, due delle più celebri stelle dei Giochi hanno dimostrato di non aver ancora detto addio al caldo estivo. Le medagliate Aly Raisman e Simone Biles sono apparse sulla copertina dello Sports Illustrated Swimsuit Issue, posando per un servizio fotografico dove hanno sostituito i loro sfavillanti body da gara con degli eleganti bikini. La diciannovenne Simone Biles, vincitrice di quattro medaglie d'oro ai Giochi Olimpici di Rio di quest'estate, e considerata la migliore ginnasta al mondo, è qui immortalata in pose che rivelano tutte le sue abilità atletiche, in verticale e in spaccata. Aly Raisman, 22 anni, vincitrice di tre ori olimpici, che ha preso parte anche alle Olimpiadi di Londra del 2012, ha mostrato invece un lato più sensuale. Uno scatto la ritrae distesa su una panchina di pietra, con i capelli che le cadono all'indietro. Il servizio fotografico ha avuto luogo ad uno skate park e in un giardino di sculture a Houston, vicino alle palestre dove le due ginnaste si allenano quotidianamente. "Sono emozionato di includere delle campionesse delle squadra statunitense di ginnastica artistica", ha dichiarato l'editore del Swimsuit Issue, M.J. Day. "Aly e Simone rappresentano tutto ciò che c'è di bello, forte e stimolante nelle donne oggi. Donne che non sono solo atlete professioniste, che attirano ed impressionano per i loro traguardi sportivi, ma anche per la loro bellezza di fronte all'obiettivo del fotografo James Macari. Amo vederle brillare in una luce totalmente diversa ed essere in grado di condividere queste immagini con il mondo intero. Queste donne, la loro bellezza, e ciò che possono raggiungere non conoscono limiti." In merito, la stessa Aly Raisman aggiunge: "ho sognato di poter posare per lo Sports Illustrated per anni. Amo come loro mostrino donne bellissime da tutto il mondo e come celebrino come tutte le donne siano speciali e uniche nel loro modo di essere."




Fonte: NY Post, Entertainment Tonight.

Qualcuno dice che non sempre la parola “fine” mette davvero un punto di chiusura a qualcosa, ma questa volta è davvero così. Quando un sipario si chiude, una pedana si mette da parte e a volte può essere doloroso. Questo è quello che è successo nell’ultima giornata di gare a Rio, dove in campo gara, nella finale del corpo libero di ginnastica artistica, l’azzurra Vanessa Ferrari non è riuscita, purtroppo, a prendersi la sua rivincita che aspettava da Londra 2012. Salita in pedana per ultima, cosa che di solito facilita le ginnaste, è partita grintosa e piena di voglia di fare, come solo lei è in grado di dimostrare, ma l’esercizio non è stato dei migliori. Le spinte ci sono state, gli atterraggi un po’ meno. Sempre sorridente, precisa nei suoi movimenti, la diagonale finale è stata quella che l’ha fatta scendere dal podio e ha fatto salire, sul terzo gradino, la britannica Tinkler che, invece, ha lasciato tutti a bocca aperta. Tanto dispiacere e tanta amarezza, inutile nasconderlo, per quella che è stata la gara di chiusura di una ginnasta che, in dieci anni, ha regalato sempre tanto alla squadra e alla nazionale. Lo sguardo nell’attesa del punteggio, quegli occhi ansiosi, la mano stretta in quella di Erika Fasana, sono momenti che non saranno facili da dimenticare. L’abbraccio finale con il suo allenatore di sempre, Enrico Casella, ha già detto tutto. Un punteggio, faticoso a dirlo ma doveroso, giusto per la gara di oggi. Certo è che se si guarda la sua carriera, e anche solo l’esercizio di qualifica, un po’ di rancore rimane. Nonostante tutto, Vanessa può ritenersi contenta per quello che ha fatto nella storia della ginnastica artistica italiana femminile, per tutto quello che ha regalato, per essere sempre stata un punto fermo per la squadra e le sue compagne.
Ma Vanessa non era la sola azzurra in gara. Va rilevata, senza dubbio, l’ottima prestazione di Erika Fasana, che ha chiuso in sesta posizione, con un sorrisone a fine esercizio che ha fatto sorridere anche noi amanti e non della ginnastica. Una finale conquistata per la quale Erika deve essere contenta e un punteggio finale migliore di quello della qualifica. Ha dimostrato chi è e ha lasciato un segno come per dire a tutti che lei c’è. E c’è davvero. Nessuna novità per le prime due posizioni del podio, conquistate rispettivamente dalle statunitensi Biles e Raisman. Imbattibili e irraggiungibili, hanno chiuso quest’olimpiade nel migliore dei modi, dopo una medaglia a squadre, una medaglia entrambe nella finale AA che passerà alla storia e, per la Biles, un’altra medaglia nella finale a trave.
Finiscono così le Olimpiadi di Rio per questa disciplina, con tante emozioni e un po’ di tristezza, ma con tanta voglia di Tokyo dove siamo sicuri che le azzurre sapranno esserci e sapranno combattere, di nuovo, a testa alta.

Durante le finali di specialità per attrezzo di ieri, 14 agosto, alla Olympic Arena di Rio non sono certo mancati i colpi di scena. Corpo libero e cavallo con maniglie per la ginnastica artistica maschile, volteggio e parallele asimmetriche per la femminile hanno regalato agli spettatori grandi emozioni.

Al corpo libero maschile Max Withlock con un esercizio da manuale conquista il primo gradino del podio e lascia ai due brasiliani Diego Hypolito e Arthur Mariano, rispettivamente l’argento e il bronzo. Opaca la prestazione di entrambi i super favoriti giapponesi Kenzo Shirai e Kohei Uchimura, relegati inaspettatamente ai piedi del podio in quarta e quinta posizione a causa di diverse, letali imperfezioni.

Al volteggio femminile la finale si apre col botto con il tentato TTY (Yurchenko con triplo avvitamento) di Hong Un Jong. La nord coreana, però, non riesce ad eseguirlo al meglio: poggia i piedi sul tappetino ma rimbalza a terra e i giudici decidono anche di non assegnarle la difficoltà di questo salto, dal punteggio di partenza pari a 6.7. Hong conclude la sua gara in sesta posizione, cancellando in un istante ogni possibilità di medaglia e pure la speranza di vedere il difficilissimo movimento denominato a suo nome. Altra grande sorpresa di questa finale arriva da Oksana Chusovitina. All’età di quarantuno anni presenta in gara un ottimo Produnova (da un punteggio di partenza pari a 7.0) ma purtroppo paga una caduta all’arrivo del salto e conclude la sua finale in settima posizione. L’indiana Dipa Karmakar, invece, migliora il suo Produnova rispetto alla qualifica e si avvicina vertiginosamente al podio. Giulia Steingruber, però, approfitta dell’assenza della Hong e con due salti puliti, precisi e dalle ottime difficoltà conquista un’inaspettata quanto meritata medaglia di bronzo. Migliore di quattro centesimi più di lei la campionessa europea in carica Maria Paseka, che si migliora rispetto alla scorsa olimpiade mettendo le mani sull’argento grazie a due buoni salti. Gli stessi salti, un Cheng (6.4) e un Amanar (6.3) sono presentati anche da una strepitosa Simone Biles, con ben altra esecuzione. L’americana, ultima in ordine di salita, esegue due salti composti, altissimi e con solo qualche passetto di troppo sugli arrivi. È il terzo oro di questa olimpiade per lei.

Al Cavallo con Maniglie Withlock conquista il secondo oro di giornata con un esercizio dall’incredibile punteggio di partenza di 7.2 che gli garantisce l’oro. Più preciso di lui ma penalizzato dal punteggio di partenza più basso il connazionale Louis Smith che deve accontentarsi dell’argento. Il bronzo va, invece, all’americano Alexander Naddour ai danni del francese, Cyril Tommasone, quarto a un solo decimo di distanza.

L’ultima finale del giorno è quella alle parallele asimmetriche. Con una prestazione sensazionale, dalla precisione millimetrica, Aliya Mustafina si riconferma campionessa olimpica alle parallele asimmetriche per un altro quadriennio, superando di poco meno di un decimo l’americana Madison Kocian, altra favorita per la conquista del titolo. Fuori dalla zona medaglia sia Gabby Douglas, che commette una clamorosa indecisione (senza però cadere) all’inizio dell’esercizio, sia la russa Daria Spiridonova, caduta da uno Shaposhnikova. Il terzo gradino del podio, conteso dalla cinese Shang Chunsong e dalle tedesche Elisabeth Seitz e Sophie Scheder, viene conquistato proprio da quest’ultima, con un esercizio impeccabile che riesce a superare per soli 33 centesimi quello della connazionale. Degna di nota anche la prestazione di Jessica Lopez, che migliora addirittura il punteggio di qualifica di 33 centesimi e termina sesta.

Di seguito tutte le classifiche complete.

Corpo libero (maschile):

1.WHITLOCK Max (GBR)- 15.633

2.HYPOLITO Diego (BRA)- 15.533

3.MARIANO Arthur (BRA)- 15.433

4.SHIRAI Kenzo (JPN)- 15.366

5.UCHIMURA Kohei (JPN)- 15.241

6.DALTON Jacob (USA)- 15.133

7.THOMAS Kristian (GBR)- 15.058

8.MIKULAK Samuel (USA)- 14.333

 

Volteggio (femminile):

1.BILES Simone (USA)- 15.966 (VT1- 15.900 (D-6.3); VT2- 16.033 (D-6.4))

2.PASEKA Maria (RUS)- 15.253 (VT1- 15.266 (D-6.4); VT2- 15.241 (D-6.4))

3.STEINGRUBER Giulia (SUI)- 15.216 (VT1- 15.533 (D-6.2); VT2- 14.900 (D-5.8))

4.KARMAKAR Dipa (IND)- 15.066 (VT1- 14.866 (D-6.0); VT2-15.266 (D-7.0))

5.WANG Yan (CHN)- 14.999 (VT1- 14.866 (D-6.0); VT2- 15.133 (D-6.2))

6.HONG Un Jong (PRK)- 14.900 (VT1- 15.400 (D-6.4); VT2-14.400 (D-6.3))

7.CHUSOVITINA Oksana (UZB)- 14.833 (VT1- 14.933 (D-7.0); VT2- 14.733 (D-6.0))

8.OLSEN Shallon (CAN)- 14.816 (VT1- 14.966 (D-6.3); VT2- 14.666 (D-5.9))

 

Cavallo con maniglie:

1.WHITLOCK Max (GBR)- 15.966

2.SMITH Louis (GBR)- 15.833

3.NADDOUR Alexander (USA)- 15.700

4.TOMMASONE Cyril (FRA)- 15.600

5.BELYAVSKIY David (RUS)- 15.400

6.KUKSENKOV Nikolai (RUS)- 15.233

7.MERDINYAN Harutyun (ARM)- 14.933

8.VERNIAIEV Oleg (UKR)- 12.400

 

Parallele Asimmetriche:

1.MUSTAFINA Aliya (RUS)- 15.900

2.KOCIAN Madison (USA)- 15.833

3.SCHEDER Sophie (GER)- 15.566

4.SEITZ Elisabeth (GER)- 15.533

5.SHANG Chunsong (CHN)- 15.433

6.LOPEZ AROCHA Jessica Brizeida (VEN)- 15.333

7.DOUGLAS Gabrielle (USA)- 15.066

8.SPIRIDONOVA Daria (RUS)- 13.966

Si potrebbe dire che le medaglie d'oro all around fossero già state assegnate prima del dovuto, dato che i pronostici erano tutti a favore di Kohei Uchimura e Simone Biles. Invece, le gare che abbiamo visto alla Rio Olympic Arena sono state tutt'altro che scontate.

Iniziando dalla competizione maschile andata in scena mercoledì 10, la vittoria del campione olimpico uscente -e quindi in carica- è stata sudata, forse più delle altre 6 volte mondiali e anche più di Londra. Il giapponese ha rincorso il primo gradino del podio insieme all'ucraino Oleg Verinaiev attrezzo dopo attrezzo, allontanandosi dal britannico Max Whithlock, arrivato poi terzo, il russo Denis Belyavskiy e ai due cinesi Lin e Deng.

Uchimura ha rischiato grosso il suo primato di vittorie all around consecutive, dalla qualifica fino a quasi metà gara è sstato superato dal campione europeo e mondiale Verniaiev, a causa di qualche errore di troppo al cavallo con maniglie, agli anelli e alla parallela pari. La resa dei conti si è vista all'ultimo attrezzo, la sbarra, in cui i due specialisti -l'ucraino entrato in finale, il giapponese no, poiché è caduto in qualifica- hanno duellato fino all'ultimo decimo a scapito di Verniaiev, al quale un piccolo passo d'uscita è costato l'oro.

Anche Simone Biles ha rischiato, seppur meno di Uchimura. Nonostante il nervosismo dato dall'olimpiade riguardi anche i migliori, la dieci volte campionessa mondiale è riuscita a stare davanti a tutte in tre attrezzi su quattro. Partendo dal volteggio, con un Amanar da manuale, la Biles guida la prima rotazione, davanti alla connazionale Aly Raisman e ad Aliya Mustafina. È proprio la Mustafina che da del filo da torcere alle rivali in seconda rotazione, alle parallele, di cui guida la classifica temporanea, complice il fatto che questo attrezzo è il meno congeniale ad entrambe le ginnaste americane.

Ma dalla terza rotazione arriva il bello. La Mustafina si perde nell'esercizio alla trave, mancando l'esigenza della serie acrobatica, mentre Biles e Raisman si riprendono tranquillamente. Simone è la campionessa mondiale all'attrezzo e guida anche la qualifica, mentre la Raisman è stata bronzo a Londra 2012.

Il distacco completo arriva al corpo libero dove, prima Raisman e poi Biles, portano a termine esercizi di altissimo livello, senza la minima sbavatura. Ed è così che le due attendono l'ultimo risultato sperato, che porta Simone Biles ad emozionarsi come non si era mai vista durante il quadriennio. Anche Aly Raisman si emoziona, ripensando a quel quarto posto di Londra, superata proprio dalla Mustafina, qui arrivata terza.

Per quanto riguarda Carlotta Ferlito e Vanessa Ferrari, le due non hanno deluso le aspettative. Archiviata la brutta rotazione alla trave durante le qualifiche, le azzurre riescono a recuperare molte posizioni grazie ad una gara equilibrata seppur con piccoli errori qua e là per entrambe -alla trave per Ferlito e al corpo libero per Ferrari-, finendo rispettivamente 11.ma e 16.ma.

Era dall'inizio del quadriennio che si prospettava il monopolio di medaglie da parte di Kohei Uchimura e Simone Biles, e molti pensavano ad una finale olimpica poco coinvolgente da questo punto di vista. Ma ogni edizione olimpica fa storia a sé e quella a cui abbiamo assistito entra per sempre nella storia dello sport, non solo della ginnastica.

 

Podio All Around maschile:

1- Kohei Uchimura JPN 92.365
2- Oleg Verniaiev UKR 92.266
3- Max Whithlock GBR 90.641

Podio All Around femminile:

1- Simone Biles USA 62.198
2- Alexandra Raisman USA 60.098
3- Aliya Mustafina RUS 58.665

  1. Popular
  2. Trending
  3. Comments

Top News

Calendario

« Agosto 2018 »
Lun Mar Mer Gio Ven Sab Dom
    1 2 3 4 5
6 7 8 9 10 11 12
13 14 15 16 17 18 19
20 21 22 23 24 25 26
27 28 29 30 31