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Giovedì, 27 Aprile 2017

Un altro giorno intenso, l'ultimo, all'Olympic Arena di Rio, dove si sono assegnate le medaglie del concorso generale a squadre. A punteggi di qualificazione azzerati molte sono le pretendenti al podio e la lotta è stata serrata fino all'ultimo esercizio, 8 le squadre in gara e tutte di altissimo livello.

Si parte con i 5 nastri, l'attrezzo più ostico, con la Spagna, prima classificata a sorpresa in fase di qualifica nella giornata precedente; le spagnole grazie ad un'altra esecuzione magnifica sulle note di un samba, portano a casa 17.800, punteggio più alto della giornata ai 5 nastri. La risposta della Russia arriverà subito dopo con un 17.600, un punteggio a cui le russe non puntavano certamente, causato dalla perdita di un nastro durante uno scambio ed altre piccole imprecisioni. Delle altre squadre in gara solo la Bulgaria riuscirà a concludere una routine priva di errori (17.700), mentre tutte le altre nazioni, Italia compresa, incapperanno in errori più o meno gravi. Le Farfalle, inciampano in una piccola perdita ma concluderanno comunque una buona prestazione generale, con un esercizio, quello ai 5 nastri, relativamente nuovo e che spesso quest'anno ha creato problemi esecutivi a causa della ricchezza di scambi e collaborazioni (punteggio 17.516).

Inizia la seconda rotazione sempre con la Spagna, che al termine dell'ottimo esercizio con cerchi e clavette, scoppia in lacrime consapevole di aver ipotecato una medaglia col il punteggio di 17.966. Agguerritissime anche le russe che non cedono ai nervi nonostante un esercizio misto ad alto tasso di rischio, l'esecuzione è magistrale, così come il punteggio di 18.633, che le riporta in testa alla classifica con un vantaggio di quasi 5 decimi sulle spagnole. Anche l'Italia batte un colpo: l'esercizio a cerchi e clavette è quello che più ha regalato soddisfazioni alle Farfalle nelle ultime gare e non delude, senza le sbavature della qualifica viene valutato con 18.033 che ci attesta sulla terza posizione in classifica. Riusciamo a lasciare dietro la Bielorussia, che ha pagato lo scotto di un nodo ai nastri e chiuderà la sua olimpiade in quinta posizione, mentre non ci impensieriscono Israele e Ucraina, ben lontane dalla lotta podio.

L'ultima squadra a scendere in pedana è la Bulgaria, con un grintoso esercizio costruito sulle note di Matrix, a scalzare le Farfalle del podio con il punteggio di 18.066 (totale BUL 35.766 - ITA 35.549).

Per le ragazze arrivano le lacrime di delusione e di rabbia per una medaglia che sicuramente poteva essere alla loro portata. L'aria di tristezza aleggia anche perché questa è stata l'ultima squadra di Capitan Pagnini, che in questo quadriennio, insieme a Stefanescu, ha traghettato le nuove leve da Londra 2016 fino a Rio 2016. Un risultato comunque eccellente per questa squadra giovane, rinnovavata per 4/5, che ha saputo portare ancora in alto i colori azzurri. Grazie per tutte le emozioni che ci avete regalato!

Intensa la giornata di gare all'Olympic Arena ieri, con un finale inaspettato. Ma andiamo con ordine...Le prime a scendere in pedana sono le Farfalle pronte ad agguantare la final eight che si disputerà oggi. Obiettivo raggiunto con il quarto posto in classifica ed un esercizio ai 5 nastri migliorabile in vista di oggi. Molti gli errori visti in pedana, soprattutto tra le big, con una classifica che si potrebbe titolare tranquillamente come "la caduta dei giganti": primo posto per la Spagna, che respira aria di medaglia 20 anni dopo Atlanta '96, grazie a due esecuzione perfette, le uniche della giornata. A seguire la Russia, che dopo i 5 nastri valutati con l'unico over 18 della giornata, incappa in un erroraccio nel misto. A seguire una lotta feroce sul filo del centesimo, tra Bielorussia, Italia, Giappone ed Israele. Tonfo della Bulgaria che ha rischiato di essere fuori dalla finale in penultima posizione davanti all'Ucraina. Oggi si ricomincia tutto da zero con la Spagna che scenderà per prima in finale e forse ne potrebbe pagare lo scotto.

Finale da brividi e con molte sorprese nell'all around individuale. Dopo le prime due rotazioni Kudryavtseva in prima posizione seguita da Mamun come da copione, mentre è stata lotta aperta per il bronzo tra Rizatdinova, Son e Staniouta. A quasi metà della terza rotazione Yana torna in pedana alle clavette; è tesa e tirata ma sta comunque portando avanti una delle sue ottime esecuzioni, ma a pochi secondi dalla fine, un vero e proprio disastro: perde una delle clavette dopo un lancio e nel tentativo di recuperarla si accascia a terra. Le lacrime arrivano insieme alla consapevolezza di aver consegnato la medaglia d'oro olimpica alla connazionale ed amica Margarita Mamun. Quasi lo stesso copione durante le clavette di Melitina Staniouta, che a causa di due perdite scivola verso il fondo della classifica restando fuori da ogni possibilità di podio. Anche per lei, bronzo mondiale in carica, le aspettative erano alte e continuerà a mostrare il suo disappunto durante tutto il resto della gara.

Ultima rotazione al nastro con un finale praticamente già scritto: Mamun scende per prima in pedana e conclude un esercizio magnifico, portando a casa uno stratosferico 19.250 e la medaglia d'oro. Kudryavtseva dopo le lacrime è finalmente sorridente, come non la si vedeva da mesi ormai, forse, libera di eseguire un esercizio solo per se stessa e non per una medaglia. Anche per lei un'esecuzione magnifica da 19.250 ed una medaglia d'argento che vale come un oro, ad un anno dall'infortunio che avrebbe potuto fermarla per sempre.

In conclusione di gara arriva la conferma per la medaglia di bronzo quando Ganna Rizatdinova conclude senza errori il suo esercizio al nastro, superando così la coreana Son. Un risultato non scontato per l'ucraina, abbonata spesso alla medaglia di legno.

Appuntamento questo pomeriggio a partire dalle 16:00 con la finale a squadre, dove le nostre azzurre andranno a caccia di medaglia.

Si riaccenderanno tra poco le luci dell'Olympic Arena, occhi puntati prima di tutto sulla qualificazione a squadre, obiettivo per Pagnini e compagne è prima di tutto quello di centrare la finale riservata alle 8 migliori squadre. Le ragazze saranno le terze a scendere in pedana, prima ai 5 nastri, poi nell'esercizio misto con cerchi e clavette, ecco la dichiarazione rilasciata da Emanuela Maccarani, alla Federazione: "le ragazze durente la prova podio, hanno eseguito gli esercizi con attenzione e con buone esecuzioni. Ho detto loro che hanno preparato questa Olimpiade nel migliore dei modi, di pensare solo a questo. C’è un vento pazzesco in pedana per l’aria condizionata ma abbiamo preso le misure. Le squadre in lizza non sono tante, quindi l’ordine di partenza non conta. Forse sarà più importante in finale. Ho seguito la gara individuale e credo che tutte siano entrate consapevoli che sarà l’esecuzione a far la differenza. Incorrere in gravi falli può far cadere anche le stelle più affermate (...)". Al termine della qualificazione a squadre torneranno invece in pedana le migliori 10 ginnaste individualiste: vedremo le russe Mamun e Kudryavtseva, l'ucraina Rizatdinova, in lotta diretta per il podio. La gara, però, è aperta anche per quanto riguarda la bielorussa Melitina Staniouta. Oltre a queste quattro ragazze, scenderanno in pedana la coreana Son, la bulgara Vladinova, la spagnola Rodriguez, l’azera Durunda, l’altra bielorussa Halkina ed, infine, la francese Moustafaeva. Come già anticipato ieri, purtroppo Veronica Bertolini è incappata in qualche errore di troppo ed ha chiuso la sua esperienza olimpica in 19esima posizione.

Qualcuno dice che non sempre la parola “fine” mette davvero un punto di chiusura a qualcosa, ma questa volta è davvero così. Quando un sipario si chiude, una pedana si mette da parte e a volte può essere doloroso. Questo è quello che è successo nell’ultima giornata di gare a Rio, dove in campo gara, nella finale del corpo libero di ginnastica artistica, l’azzurra Vanessa Ferrari non è riuscita, purtroppo, a prendersi la sua rivincita che aspettava da Londra 2012. Salita in pedana per ultima, cosa che di solito facilita le ginnaste, è partita grintosa e piena di voglia di fare, come solo lei è in grado di dimostrare, ma l’esercizio non è stato dei migliori. Le spinte ci sono state, gli atterraggi un po’ meno. Sempre sorridente, precisa nei suoi movimenti, la diagonale finale è stata quella che l’ha fatta scendere dal podio e ha fatto salire, sul terzo gradino, la britannica Tinkler che, invece, ha lasciato tutti a bocca aperta. Tanto dispiacere e tanta amarezza, inutile nasconderlo, per quella che è stata la gara di chiusura di una ginnasta che, in dieci anni, ha regalato sempre tanto alla squadra e alla nazionale. Lo sguardo nell’attesa del punteggio, quegli occhi ansiosi, la mano stretta in quella di Erika Fasana, sono momenti che non saranno facili da dimenticare. L’abbraccio finale con il suo allenatore di sempre, Enrico Casella, ha già detto tutto. Un punteggio, faticoso a dirlo ma doveroso, giusto per la gara di oggi. Certo è che se si guarda la sua carriera, e anche solo l’esercizio di qualifica, un po’ di rancore rimane. Nonostante tutto, Vanessa può ritenersi contenta per quello che ha fatto nella storia della ginnastica artistica italiana femminile, per tutto quello che ha regalato, per essere sempre stata un punto fermo per la squadra e le sue compagne.
Ma Vanessa non era la sola azzurra in gara. Va rilevata, senza dubbio, l’ottima prestazione di Erika Fasana, che ha chiuso in sesta posizione, con un sorrisone a fine esercizio che ha fatto sorridere anche noi amanti e non della ginnastica. Una finale conquistata per la quale Erika deve essere contenta e un punteggio finale migliore di quello della qualifica. Ha dimostrato chi è e ha lasciato un segno come per dire a tutti che lei c’è. E c’è davvero. Nessuna novità per le prime due posizioni del podio, conquistate rispettivamente dalle statunitensi Biles e Raisman. Imbattibili e irraggiungibili, hanno chiuso quest’olimpiade nel migliore dei modi, dopo una medaglia a squadre, una medaglia entrambe nella finale AA che passerà alla storia e, per la Biles, un’altra medaglia nella finale a trave.
Finiscono così le Olimpiadi di Rio per questa disciplina, con tante emozioni e un po’ di tristezza, ma con tanta voglia di Tokyo dove siamo sicuri che le azzurre sapranno esserci e sapranno combattere, di nuovo, a testa alta.

Durante le finali di specialità per attrezzo di ieri, 14 agosto, alla Olympic Arena di Rio non sono certo mancati i colpi di scena. Corpo libero e cavallo con maniglie per la ginnastica artistica maschile, volteggio e parallele asimmetriche per la femminile hanno regalato agli spettatori grandi emozioni.

Al corpo libero maschile Max Withlock con un esercizio da manuale conquista il primo gradino del podio e lascia ai due brasiliani Diego Hypolito e Arthur Mariano, rispettivamente l’argento e il bronzo. Opaca la prestazione di entrambi i super favoriti giapponesi Kenzo Shirai e Kohei Uchimura, relegati inaspettatamente ai piedi del podio in quarta e quinta posizione a causa di diverse, letali imperfezioni.

Al volteggio femminile la finale si apre col botto con il tentato TTY (Yurchenko con triplo avvitamento) di Hong Un Jong. La nord coreana, però, non riesce ad eseguirlo al meglio: poggia i piedi sul tappetino ma rimbalza a terra e i giudici decidono anche di non assegnarle la difficoltà di questo salto, dal punteggio di partenza pari a 6.7. Hong conclude la sua gara in sesta posizione, cancellando in un istante ogni possibilità di medaglia e pure la speranza di vedere il difficilissimo movimento denominato a suo nome. Altra grande sorpresa di questa finale arriva da Oksana Chusovitina. All’età di quarantuno anni presenta in gara un ottimo Produnova (da un punteggio di partenza pari a 7.0) ma purtroppo paga una caduta all’arrivo del salto e conclude la sua finale in settima posizione. L’indiana Dipa Karmakar, invece, migliora il suo Produnova rispetto alla qualifica e si avvicina vertiginosamente al podio. Giulia Steingruber, però, approfitta dell’assenza della Hong e con due salti puliti, precisi e dalle ottime difficoltà conquista un’inaspettata quanto meritata medaglia di bronzo. Migliore di quattro centesimi più di lei la campionessa europea in carica Maria Paseka, che si migliora rispetto alla scorsa olimpiade mettendo le mani sull’argento grazie a due buoni salti. Gli stessi salti, un Cheng (6.4) e un Amanar (6.3) sono presentati anche da una strepitosa Simone Biles, con ben altra esecuzione. L’americana, ultima in ordine di salita, esegue due salti composti, altissimi e con solo qualche passetto di troppo sugli arrivi. È il terzo oro di questa olimpiade per lei.

Al Cavallo con Maniglie Withlock conquista il secondo oro di giornata con un esercizio dall’incredibile punteggio di partenza di 7.2 che gli garantisce l’oro. Più preciso di lui ma penalizzato dal punteggio di partenza più basso il connazionale Louis Smith che deve accontentarsi dell’argento. Il bronzo va, invece, all’americano Alexander Naddour ai danni del francese, Cyril Tommasone, quarto a un solo decimo di distanza.

L’ultima finale del giorno è quella alle parallele asimmetriche. Con una prestazione sensazionale, dalla precisione millimetrica, Aliya Mustafina si riconferma campionessa olimpica alle parallele asimmetriche per un altro quadriennio, superando di poco meno di un decimo l’americana Madison Kocian, altra favorita per la conquista del titolo. Fuori dalla zona medaglia sia Gabby Douglas, che commette una clamorosa indecisione (senza però cadere) all’inizio dell’esercizio, sia la russa Daria Spiridonova, caduta da uno Shaposhnikova. Il terzo gradino del podio, conteso dalla cinese Shang Chunsong e dalle tedesche Elisabeth Seitz e Sophie Scheder, viene conquistato proprio da quest’ultima, con un esercizio impeccabile che riesce a superare per soli 33 centesimi quello della connazionale. Degna di nota anche la prestazione di Jessica Lopez, che migliora addirittura il punteggio di qualifica di 33 centesimi e termina sesta.

Di seguito tutte le classifiche complete.

Corpo libero (maschile):

1.WHITLOCK Max (GBR)- 15.633

2.HYPOLITO Diego (BRA)- 15.533

3.MARIANO Arthur (BRA)- 15.433

4.SHIRAI Kenzo (JPN)- 15.366

5.UCHIMURA Kohei (JPN)- 15.241

6.DALTON Jacob (USA)- 15.133

7.THOMAS Kristian (GBR)- 15.058

8.MIKULAK Samuel (USA)- 14.333

 

Volteggio (femminile):

1.BILES Simone (USA)- 15.966 (VT1- 15.900 (D-6.3); VT2- 16.033 (D-6.4))

2.PASEKA Maria (RUS)- 15.253 (VT1- 15.266 (D-6.4); VT2- 15.241 (D-6.4))

3.STEINGRUBER Giulia (SUI)- 15.216 (VT1- 15.533 (D-6.2); VT2- 14.900 (D-5.8))

4.KARMAKAR Dipa (IND)- 15.066 (VT1- 14.866 (D-6.0); VT2-15.266 (D-7.0))

5.WANG Yan (CHN)- 14.999 (VT1- 14.866 (D-6.0); VT2- 15.133 (D-6.2))

6.HONG Un Jong (PRK)- 14.900 (VT1- 15.400 (D-6.4); VT2-14.400 (D-6.3))

7.CHUSOVITINA Oksana (UZB)- 14.833 (VT1- 14.933 (D-7.0); VT2- 14.733 (D-6.0))

8.OLSEN Shallon (CAN)- 14.816 (VT1- 14.966 (D-6.3); VT2- 14.666 (D-5.9))

 

Cavallo con maniglie:

1.WHITLOCK Max (GBR)- 15.966

2.SMITH Louis (GBR)- 15.833

3.NADDOUR Alexander (USA)- 15.700

4.TOMMASONE Cyril (FRA)- 15.600

5.BELYAVSKIY David (RUS)- 15.400

6.KUKSENKOV Nikolai (RUS)- 15.233

7.MERDINYAN Harutyun (ARM)- 14.933

8.VERNIAIEV Oleg (UKR)- 12.400

 

Parallele Asimmetriche:

1.MUSTAFINA Aliya (RUS)- 15.900

2.KOCIAN Madison (USA)- 15.833

3.SCHEDER Sophie (GER)- 15.566

4.SEITZ Elisabeth (GER)- 15.533

5.SHANG Chunsong (CHN)- 15.433

6.LOPEZ AROCHA Jessica Brizeida (VEN)- 15.333

7.DOUGLAS Gabrielle (USA)- 15.066

8.SPIRIDONOVA Daria (RUS)- 13.966

Si potrebbe dire che le medaglie d'oro all around fossero già state assegnate prima del dovuto, dato che i pronostici erano tutti a favore di Kohei Uchimura e Simone Biles. Invece, le gare che abbiamo visto alla Rio Olympic Arena sono state tutt'altro che scontate.

Iniziando dalla competizione maschile andata in scena mercoledì 10, la vittoria del campione olimpico uscente -e quindi in carica- è stata sudata, forse più delle altre 6 volte mondiali e anche più di Londra. Il giapponese ha rincorso il primo gradino del podio insieme all'ucraino Oleg Verinaiev attrezzo dopo attrezzo, allontanandosi dal britannico Max Whithlock, arrivato poi terzo, il russo Denis Belyavskiy e ai due cinesi Lin e Deng.

Uchimura ha rischiato grosso il suo primato di vittorie all around consecutive, dalla qualifica fino a quasi metà gara è sstato superato dal campione europeo e mondiale Verniaiev, a causa di qualche errore di troppo al cavallo con maniglie, agli anelli e alla parallela pari. La resa dei conti si è vista all'ultimo attrezzo, la sbarra, in cui i due specialisti -l'ucraino entrato in finale, il giapponese no, poiché è caduto in qualifica- hanno duellato fino all'ultimo decimo a scapito di Verniaiev, al quale un piccolo passo d'uscita è costato l'oro.

Anche Simone Biles ha rischiato, seppur meno di Uchimura. Nonostante il nervosismo dato dall'olimpiade riguardi anche i migliori, la dieci volte campionessa mondiale è riuscita a stare davanti a tutte in tre attrezzi su quattro. Partendo dal volteggio, con un Amanar da manuale, la Biles guida la prima rotazione, davanti alla connazionale Aly Raisman e ad Aliya Mustafina. È proprio la Mustafina che da del filo da torcere alle rivali in seconda rotazione, alle parallele, di cui guida la classifica temporanea, complice il fatto che questo attrezzo è il meno congeniale ad entrambe le ginnaste americane.

Ma dalla terza rotazione arriva il bello. La Mustafina si perde nell'esercizio alla trave, mancando l'esigenza della serie acrobatica, mentre Biles e Raisman si riprendono tranquillamente. Simone è la campionessa mondiale all'attrezzo e guida anche la qualifica, mentre la Raisman è stata bronzo a Londra 2012.

Il distacco completo arriva al corpo libero dove, prima Raisman e poi Biles, portano a termine esercizi di altissimo livello, senza la minima sbavatura. Ed è così che le due attendono l'ultimo risultato sperato, che porta Simone Biles ad emozionarsi come non si era mai vista durante il quadriennio. Anche Aly Raisman si emoziona, ripensando a quel quarto posto di Londra, superata proprio dalla Mustafina, qui arrivata terza.

Per quanto riguarda Carlotta Ferlito e Vanessa Ferrari, le due non hanno deluso le aspettative. Archiviata la brutta rotazione alla trave durante le qualifiche, le azzurre riescono a recuperare molte posizioni grazie ad una gara equilibrata seppur con piccoli errori qua e là per entrambe -alla trave per Ferlito e al corpo libero per Ferrari-, finendo rispettivamente 11.ma e 16.ma.

Era dall'inizio del quadriennio che si prospettava il monopolio di medaglie da parte di Kohei Uchimura e Simone Biles, e molti pensavano ad una finale olimpica poco coinvolgente da questo punto di vista. Ma ogni edizione olimpica fa storia a sé e quella a cui abbiamo assistito entra per sempre nella storia dello sport, non solo della ginnastica.

 

Podio All Around maschile:

1- Kohei Uchimura JPN 92.365
2- Oleg Verniaiev UKR 92.266
3- Max Whithlock GBR 90.641

Podio All Around femminile:

1- Simone Biles USA 62.198
2- Alexandra Raisman USA 60.098
3- Aliya Mustafina RUS 58.665

È un vero e proprio spettacolo quello messo in atto dagli Stati Uniti d’America alla Olympic Arena di Rio nella finale a squadre del nove agosto. Le ragazze di Martha Karoli mettono le mani su un oro già scolpito a stelle e strisce con dodici esercizi al limite della perfezione mentre in zona medaglia è lotta serrata tra Cina, Russia e, a sorpresa, Giappone. Alla prima rotazione le statunitensi attaccano il volteggio con il DTY di Laurie Hernandez e i due spettacolari Amanar di Simone Biles e Alexandra Raisman. Contemporaneamente la Russia risponde alle parallele con una prestazione brillante di Aliya Mustafina e quelle, meno precise, di Angelina Melnikova e Daria Spiridonova. Anche la Gran Bretagna si difende bene alle parallele e nonostante l’imprecisione della veterana Rebecca Downie, che tocca lo staggio con i piedi durante un salto, è terza al termine della prima rotazione, alle spalle di Usa e Russia. Provvisoriamente quarta la Cina, che al fianco degli Usa, comincia la sua gara al volteggio con tre salti buoni ma non esaltanti mentre al corpo libero il Giappone comincia, invece, la sua marcia silenziosa verso la lotta per la medaglia. Alla trave la Germania stupisce con tre ottimi esercizi di Seitz, Alt e Shaefer mentre il Brasile, nonostante il caloroso tifo del pubblico di casa, termina la prima rotazione in penultima posizione, precedendo solo l’Olanda, poco incisiva al quadrato del corpo libero.

PRIMA ROTAZIONE:

1. Usa- 46.866

VT: Hernandez- 15.100; Raisman- 15.833; Biles- 15.933

2. Russia- 46.166

PA: Melnikova- 15.133; Spiridonova- 15.100; Mustafina- 15.933

3. Gran Bretagna- 44.866

PA: Harrold- 14.833; Downie E.- 14.633; Downie R.- 15.400

4. Cina- 44.332

VT: Mao- 14.833; Tan- 14.766; Wang- 14.733

5. Germania- 43.100

TR: Seitz- 14.000; Alt- 14.600; Schaefer- 14.500

6. Giappone- 42.474

CL: Saugihara- 14.100 Murakami- 14.466; Miyakawa- 13.908

7. Brasile- 41.999

TR: Hypolito- 14.133; Barbosa- 13.033; Saraiva 14.833

8. Olanda- 41.666

CL: Wevers L.- 13.833; Van Gerner- 13.933; Thorsdottir- 13.900

La seconda rotazione comincia con una prestazione incredibile degli Usa alle parallele. Madison Kocian fornisce il suo unico, incisivo contributo alla squadra e porta il parziale degli Usa su questo attrezzo, insieme a Gabby Douglas e Simone Biles a superare quello della squadra russa, 46.499 contro 46.166. Le cinesi si difendono bene con le ottime prestazioni di Tan Jiaxian e Fan Yilin sugli staggi e balzano al secondo posto parziale precedendo la Russia che si trova, invece, alle prese con l’ostica trave. Il Giappone, alla tavola insieme all’Olanda, sempre in settima posizione parziale, accorcia il distacco con il gruppo di testa grazie ai buoni volteggi di Teramoto e Miyakawa e si lascia alle spalle le inglesi, che incontrano qualche difficoltà di troppo alla trave. Al corpo libero la Germania perde terreno mentre il Brasile viene relegato in ultima posizione a causa di una caduta al termine di una diagonale della stella di casa Rebecca Andrade.

SECONDA ROTAZIONE:

1. Usa- 93.365

PA: Biles- 14.800; Douglas- 15.766; Kocian- 15.933

2. Cina- 89.339

PA: Shang- 14.333; Fan- 15.733; Tan- 14.941

3. Russia- 88.923

TR: Melnikova- 13.033; Mustafina- 14.958; Tutkhalian- 14.766

4. Giappone- 87.306

VT: Murakami- 14.833; Teramoto- 14.933; Miyakawa- 15.066

5. Gran Bretagna- 86.831

TR: Downie E.- 13.366; Fragapane- 14.433; Downie R.- 14.166

6. Germania- 84.774

CL: Seitz- 13.833; Bui- 13.466; Schaefer- 14.375

7. Olanda- 84.699

VT: Wevers L.- 13.933; Van Pol- 14.100; Thorsdottir- 15.000

8. Brasile- 83.731

CL: Barbosa- 14.266; Andrade- 12.966; Saraiva- 14.500

Le ginnaste statunitensi appaiono solide come una roccia sui pochi centimetri della trave durante la terza rotazione. Stupiscono, e non poco, la determinazione della Hernandez e la solidità di Raisman e Biles. Implacabili, allungano ulteriormente le distanze dalla Cina che si difende comunque bene, con gli esercizi di Shang Chunsong e Fan Yilin. Ma la sorpresa arriva dagli staggi, dove il Giappone tenta di compiere l’impossibile. Linee pulite, difficoltà elevate ed esecuzione magistrale portano le nipponiche Asuka Teramoto, Aiko Sugihara e Uchiyama Yuki a un importante terzo posto parziale, a una sola rotazione dalla fine. La Russia supera senza infamia e senza lode la rotazione al corpo libero al fianco della Gran Bretagna, la quale si allontana decimo dopo decimo dalla zona podio a causa di imperfezioni e uscite di pedana da parte di Elissa Downie e Claudia Fragapane. Il Brasile, invece, tenta la risalita al volteggio con tre ottimi salti ma l’Olanda è pronta a ribattere alle parallele e la insegue a una pochissimi di decimi di distanza.

TERZA ROTAZIONE:

1. Usa- 138.898

TR: Raisman- 15.000; Hernandez- 15.233; Biles- 15.300

2. Cina- 133.937

TR: Wang- 14.466; Shang- 15.066; Fan- 15.066

3. Giappone- 131.772

PA: Teramoto- 14.866; Sugihara- 14.600; Uchiyama- 15.000

4. Russia-130.955

CL: Melnikova- 14.266; Tutkhalian- 13.766; Mustafina- 14.000

5. Gran Bretagna- 129.596

CL: Tinkler- 14.133; Downie E.- 14.133; Fragapane- 14.166

6. Brasile- 128.630

VT: Oliveira- 14.566; Barbosa- 14.933; Andrade- 15.400

7. Olanda- 128.365

PA: Van Gerner- 14.400; Thorsdottir- 14.733; Wavers S.- 14.533

8. Germania- 127.773

VT: Scheder- 13.933; Schaefer- 14.266; Alt- 14.800

I colpi di scena non tardano ad arrivare anche nell’ultima rotazione. La Cina sta conducendo dei buoni esercizi a corpo libero quando Mao Yi arriva lunga dal triplo avvitamento e mezzo e scivola sul salto raccolto avanti collegato finendo a terra, fuori dalla pedana. La Russia ne approfitta e l’Amanar di Maria Paseka sigla il sorpasso delle asiatiche e la conquista di un’insperata medaglia d’argento. Gli Stati Uniti, invece, tirano dritti verso l’oro con tre sensazionali performance al quadrato. Alexandra Raisman mostra tutta la sua maturità atletica e Simone Biles fa sfoggio di potenza ed espressività, portando a termine la gara di una nazione ad oggi irraggiungibile dalle avversarie. È attesa, però, per il bronzo, in bilico tra Cina e Giappone, impegnato alla trave. I sogni della medaglia si affievoliscono subito al termine di un esercizio alquanto imperfetto della Murakami e niente possono le prestazioni di Sugihara e Teramoto, il Giappone resta quarto a poco più di un punto e mezzo dalla Cina, medaglia di bronzo. Seguono le nipponiche a una manciata di decimi le britanniche, che recuperano il distacco al volteggio. A recuperare posizioni è anche la Germania alle parallele asimmetriche con esercizi di livello altissimo di Seitz e Sheder. A nulla possono le buone parallele del Brasile contro la trave dell’Olanda. Le olandesi, infatti, concludono la loro storica finale a squadre olimpica con un esercizio pressocchè perfetto di Sanne Wavers e relegano le padrone di casa all’ultima posizione.

PUNTEGGI FINALI:

1. Usa- 184.897

CL: Hernandez- 14.833; Raisman- 15.366; Biles- 15.800

2. Russia- 176.688

VT: Melnikova- 14.900; Mustafina- 15.133; Paseka- 15.700

3. Cina- 176.003

CL: Shang- 14.700; Wang- 14.733; Mao Yi- 12.633

4. Giappone- 174.371 

TR: Murakami- 13.833; Sugihara- 14.300; Teramoto- 14.466)

5. Gran Bretagna- 174.362 

VT: Fragapane- 14.700; Tinkler- 14.933; Downie E.- 15.133

6. Germania- 173.672 

PA: Bui- 14.900; Scheder- 15.466; Seitz- 15.533

7. Olanda- 172.447 

TR: Thorsdottir- 14.566; Wevers L.- 14.266; Wevers S.- 15.250

8. Brasile- 172.087 

PA: Oliveira- 14.166; Barbosa- 14.391; Andrade- 14.900

Il DTN Enrico Casella lo aveva detto che la squadra scelta puntava sulle difficoltà per ottenere qualcosa in più rispetto alle scorse edizioni. Ed è quello che è successo, più o meno. Certo, una finale a squadre da potersi giocare insieme alle altre -escluse Cina e Stati Uniti, già avanti- sarebbe stato il perfetto coronamento del sogno Olimpico brasiliano ma si sa, in questo sport il minimo errore fa la differenza. È proprio la previdibilità dell'imprevedibile il suo bello. Così succede che in seconda suddivisione, cominciando al volteggio, l'Italia inizia bene la qualificazione, con tre DTY di Ferrari, Rizzelli e soprattutto Ferlito, che per la prima volta lo porta in una gara internazionale e l'uno e mezzo di Elisa Meneghini.

Nella stessa suddivisione, ma alla trave, gira la Russia che deve puntare sulla capitana Mustafina di ritorno dall'infortunio, non al top ma pur sempre la Mustafina. È anche vero che ultimamente la Russia non è più la superpotenza di qualche anno fa che, lasciato da parte lo scandalo doping che non ha toccato la ginnastica, deve contare numerosi infortuni, tra i quali quelli di Komova e Afanasyeva, due pilastri. Ed è qui che inizia l'imprevedibile. Aliya Mustafina, campionessa europea e mondiale all'attrezzo, cade.
Ciò è un bene per le azzurre, che alla fine della prima rotazione sono prime, superando addirittura il primo attrezzo cinese della suddivisione precedente.

La seconda rotazione vede le italiane alle parallele, un attrezzo ostico, e le russe al corpo libero. Le "nostre" si difendono bene, con Ferrari, Rizzelli, Ferlito e Fasana schierate sugli staggi. Qualche errore di forma qua e là ma che comunque consente loro di stare davanti alla Russia anche a questo giro, a causa di esercizi non proprio esaltanti rispetto agli standard russi.

Ed ecco che arriva la terza rotazione, alla trave per l'Italia che solitamente è l'attrezzo più congeniale. Le ginnaste schierate sono, in ordine: Fasana, Ferrari, Ferlito ed Elisa Meneghini, una mina vagante in questo attrezzo poiché porta uno dei salti più difficili, il teso con un avvitamento, da cui cade spesso in gara. Purtroppo, come già accennato, l'imprevedibilità è sempre dietro l'angolo. Le tre F cadono una dopo l'altra e a farne le spese più delle altre è Vanessa Ferrari: la bresciana, dopo la brutta caduta dal raccolto avvitato, continua l'esercizio con un dolore al piede e, pensando fosse rotto, pecca in pulizia degli elementi. Tanto che le viene riconosciuto un valore di difficoltà pari a 4.9, e con un punteggio totale di 12.000, tondo tondo.

L'ultima a salire sull'attrezzo è Elisa, che deve risollevare il punteggio della squadra, un grosso onere per l'esordiente. Lasciato da parte l'avvitamento, opta per un semplice salto teso. La GALlina non si lascia minimamente influenzare dal disastro delle compagne, e porta a termine un esercizio coi fiocchi, molto solido, persino rispetto al solito.

Sulle note di un samba brasiliano dimostra finalmente che è avvenuta quella maturità sportiva che ci si aspettava da lei già da un po': con la grinta portata dietro dall'esercizio alla trave, Elisa apre la rotazione, l'ultima, al corpo libero in modo impeccabile, aprendo la pista per le tre F che, incattivite dagli errori precedenti, tirano fuori gli artigli e concludono con altri tre esercizi esemplari, i quali, alla fine della giornata di qualificazioni, hanno permesso a Ferrari e Fasana di prendersi, rispettivamente, il terzo posto (dietro Biles e Raisman) e l'ottavo. Sempre Ferrari parteciperà insieme a Ferlito alla finale a 24 di giovedì. Nel frattempo la Russia ha doppiato sia al volteggio che alle parallele, dove il quintetto prende tutti punteggi stratosferici sopra il 15.000. Ma oramai poco importa.

Ciò che importa è la reattività del gruppo azzurro, che dopo il disastro alla trave è stato capace di reagire come si deve, sapendo che ci si giocava il tutto e per tutto. Importa anche della costanza di Rizzelli, che ha saputo esserci quando serviva, ma soprattutto importa della crescita avvenuta di Meneghini, alla quale veniva criticata l'eccessiva precarietà.

 

Qualificazioni complete:

Squadre

1. USA 185.238

2. Cina 175.279

3. Russia 174.620

4. Gran Bretagna 174.064

5. Brasile 174.054

6. Germania 173.263

7. Giappone 172.564

8. Paesi Bassi 171.929

10. Italia 169.396 (non in finale)

 

All Around


1. Simone Biles USA 62.366

2. Alexandra Raisman USA 60.607

3. Rebeca Andrade BRA 58.732

4. Seda Tutkhalyan RUS 58.207

5. Aliya Mustafina RUS 58.098

6. Yan Wang CHN 57.599

7. Eythora Thorsdottir NDL 57.566

8. Mai Murakami JAP 57.265

9. Isabela Onyshko CAN57.232

10. Elisabeth Seitz GER 57.098

11. Asuka Teramoto JAP 57.066

12. Elsabeth Black CAN 56.965

13. Jessica Lopez VEN 56.932

14. Giulia Steingruber SWI 56.899

15. Lieke Wevers NED 56.782

16. Marine Brevet FRA 56.565

17. Flavia Saraiva BRA 56.532

18. Chunsong Shang CHN 56.532

19. Nina Derwael BEL 56.532

20. Elissa Downie GBR 56.466

21. Louise Vanhille FRA 55.765

22. Carlotta Ferlito ITA 55.599

23. Sophie Scheder GER 55.598

24. Vanessa Ferrari ITA 55.265

 

Volteggio

 

1. Simone Biles USA 16.050

2. Un Jong Hong PRK 15.683

3. Giulia Steingruber SWI 15.266

4. Maria Paseka RUS 15.049

5. Oksana Chusovitina UZB 14.999

6. Shallon Olsen CAN 14.950

7. Yan Wang CHN14.949

8. Dipa Karmakar IND 14.850

 

Parallele asimmetriche

1. Madison Kocian USA 15.866

2. Aliya Mustafina RUS 15.833

3. Gabrielle Douglas USA 15.766

4. Daria Spiridonova RUS 15.683

5. Elisabeth Seitz GER 15.466

6. Sophie Scheder GER 15.433

7. Jessica Lopez VEN 15.333

8. Chunsong Shang CHN 15.300

 

Trave

1. Simone Biles USA 15.633

2. Lauren Hernandez USA 15.366

3. Flavia Saraiva BRA 15.133

4. Sanne Wevers NED 15.066

5. Catalina Ponor ROM 14.900

6. Yilin Fan CHN 14.866

9. Marine Boyer FRA 14.600

10. Isabela Onyshko CAN 14.533

 

Corpo libero

1. Simone Biles USA 15.733

2. Alexandra Raisman USA 15.275

3. Vanessa Ferrari ITA 14.866

5. Giulia Steingruber SWI 14.666

6. Yan Wang CHN 14.666

7. Amy Tinkler GBR 14.600

8. Mai Murakami JAP 14.566

10. Erika Fasana ITA 14.333



La prima qualificazione é finita. L'azzurro Ludovico Edalli ha terminato la sua gara di qualificazione con un punteggio finale di 81.798 (Anelli 13.666, Volteggio 13.933, Parallele 14.400, Sbarra 14.033, Corpo libero 12.433 dove, purtroppo,paga una caduta dallo tsukahara di uscita, Cavallo 13.333).
Chiude, così, in 44esima posizione, rimanendo quindi fuori dalla finale AA.
A questa prenderanno parte, invece, in ordine di classifica, Cina, Stati Uniti, Russia, Giappone, Gran Bretagna, Brasile, Ucraina e Germania.

Per quanto riguarda invece la classifica individuale AA, quasi niente di nuovo per la maschile che vede, in prima posizione,
Dopo una gara perfetta guida la classifica Oleg Vernaiev con 91,964, in seconda Kohei Uchimura con 90,498 e in terza David Belyavskiy con 89,799. La finale sarà AA domani.

Foto a cura della UEG.

Mancano solo due giorni alla Cerimonia d'Apertura dell'evento sportivo più importante al mondo: all' 1 del mattino (ora italiana) nella notte tra venerdì e sabato, andrà in scena lo spettacolo brasiliano della prima edizione olimpica sudamericana, dallo storico Estàdio Jornalista Mario Filho, conosciuto ai più come Stadio Maracanà.

Ma non tutti gli atleti potranno partecipare alla "Parata delle Nazioni" venerdì, poiché molte delle competizioni inizieranno il giorno dopo. Tra queste ci saranno le qualificazioni maschili di ginnastica artistica a cui prenderà parte anche Ludovico Edalli, l'unico ginnasta maschile della delegazione azzurra.

Di seguito segnaliamo il programma completo della ginnastica artistica, maschile e femminile con gli orari italiani:

Sabato 6 agosto, dalle 15.45 alle 02.00 (ora brasiliana 10.45-21.00)
Qualificazione maschile, tre suddivisioni. Ludovico Edalli sarà inserito nel gruppo misto n.5, inserito nella seconda suddivisione, alle 19.30.

Domenica 7 agosto, dalle 14.45 alle 04.00 (ora brasiliana 09.45- 23.00)
Qualificazione femminile, cinque suddivisioni. L'Italia è inserita in seconda suddivisione con inizio alle ore 16.30 italiane.

Lunedì 8 agosto, dalle 21.00 (ora brasiliana 16.00)
Finale a squadre maschile.

Martedì 9 agosto, dalle 21.00 (ora brasiliana 16.00)
Finale a squadre femminile.

Mercoledì 10 agosto, dalle 21.00 (ora brasiliana 16.00)
Finale del concorso generale (All Around) maschile.

Giovedì 11 agosto, dalle 21.00 (ora brasiliana 16.00)
Finale del concorso generale (All Around) femminile.

Mercoledì 14 agosto, dalle 19.00 (ora brasiliana 14.00)
Prima giornata di finali di specialità: corpo libero maschile, volteggio femminile, cavallo con maniglie e parallele asimmetriche.

Giovedì 15 agosto, dalle 19.00 (ora brasiliana 14.00)
Seconda giornata di finali di specialità: anelli, volteggio maschile, trave.

Venerdì 16 agosto, dalle 19.00 (ora brasiliana 14.00)
Terza e ultima giornata di finali di specialità: parallele pari, corpo libero femminile e sbarra.

Essendo broadcaster ufficiale, la Rai trasmetterà le gare olimpiche sui canali televisivi RAI 2, RAISPORT 1 e/o RAISPORT 2, oltre che a dedicare ben 36 canali in streaming sul loro sito.

Inoltre, la ginnastica artistica non si fermerà il 16 ma continuerà il 17 agosto, con un gala in cui i protagonisti dell'artistica si cimenteranno in uno spettacolo ginnico insieme alla ritmica e al trampolino, che gareggieranno nei giorni seguenti.

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