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Sabato, 18 Agosto 2018

Articoli filtrati per data: Martedì, 09 Gennaio 2018
Trieste ospiterà, per la 29esima volta, l'omonimo Film Festival che, per l'edizione 2018, andrà in scena dal 19 al 28 gennaio. Grande sorpresa per gli appassionati di ginnastica. Tra le opere che verranno presentate alla kermesse cinematografica triestina anche un documentario sulla vita di Margarita Mamun. Vedremo la famosa ginnasta russa in un momento cruciale della sua carriera: in procinto di ritirarsi, ha un ultimo obiettivo da raggiungere, l’Oro Olimpico. Un graffiante ‘dietro le quinte’ sulla sofferenza richiesta da uno sport come la ginnastica ritmica, rinomato per la sua bellezza estetica.
Pubblicato in Ritmica

“Recentemente tre mie amiche e compagne di squadra nazionale, medaglie olimpiche nel 2012, si sono fatte coraggiosamente avanti nel dichiarare di essere state violentate dal medico della USA Gymnastics, il dott. Larry Nassar. Oggi mi unisco anche io a loro.”

Inizia così la dichiarazione pubblica di Margaret “Maggie” Nichols, 20 anni, vincitrice di un oro e un bronzo ai Mondiali 2015 e ora ginnasta di punta della Oklahoma University.

Identificata nei documenti legali come “Athlete A”, la Nichols è stata la prima a denunciare il medico americano (ve ne abbiamo parlato qui) ma finora non si era mai espressa pubblicamente.

La sua denuncia risale a, quando aveva 15 anni, all’ultimo anno da junior. Come racconta lei stessa, i fatti avvengono al Ranch Karolyi, durante gli allenamenti nazionali. All’epoca Maggie soffriva di forti dolori alla schiena che dovevano essere curati dal medico:

“La schiena mi faceva veramente male, non riuscivo neanche a chinarmi. Mi ricordo che mi portò nella training room, chiuse la porta e le tende. All’epoca credevo che fosse un po’ strano ma poi ho pensato che fosse giusto. Ho pensato che non volesse distrarre le altre ragazze e mi sono fidata.”    

I “metodi di trattamento” riservati a Maggie trovano riscontro nelle modalità già descritte dalle altre ragazze, ma non solo. Nassar, infatti, contattava la ragazza su Facebook complimentandosi per il suo aspetto: “Non solo Larry Nassar era il mio medico, pensavo che fosse anche mio amico. […]Avevo solo 15 anni e a quel tempo pensavo volesse essere carino. Come ho recentemente imparato, quello faceva parte del processo di adescamento.”

Un giorno Sarah Jantzi, l’allenatrice di Maggie, sente la ragazza parlare dei “trattamenti” di Nassar con un’altra compagna e intuisce che c’è qualcosa di sbagliato. La donna decide così di riferire gli abusi allo staff di USA Gymnastics che, come già sappiamo, non fece assolutamente niente per mettere in sicurezza le ragazze, così come il comitato olimpico americano e la Michigan State University, l’università dove Nassar praticava e che non aveva avvertito la federazione americana della denuncia, risalente al 2014, per abusi perpetrati dal medico.

Larry Nassar è stato condannato a 60 anni di reclusione per l’abuso di sette ragazzine, mentre il 12 gennaio prossimo ci sarà il verdetto per gli abusi sulle atlete vittime, che sono quasi 150.

Maggie Nichols ha preso il coraggio per uscire pubblicamente dopo le dichiarazioni delle sue ex compagne di squadra Aly Raisman, Mckayla Maroney e Gabrielle Douglas: “Mi sono resa conto che la mia voce può influenzare il modo in cui i nostri atleti americani vengono trattati”.

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